Internazionali d’Italia 2026, Musetti: “I nuovi giovani sono uno stimolo. Il pubblico? Voglio sentire l’affetto”

Francesco Bruni
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Alla vigilia degli Internazionali d’Italia, nel contesto sempre carico di aspettative del Foro Italico, Lorenzo Musetti si presenta in conferenza stampa con uno sguardo lucido sul momento che sta vivendo. Tra il ricambio generazionale ormai evidente nel circuito, il bisogno di ritrovare continuità e il rapporto speciale con il pubblico romano, il tennista toscano fa il punto della situazione prima dell’inizio del grande appuntamento italiano su terra battuta.

NUOVI GIOVANI PROTAGONISTI

Uno dei temi centrali è l’ascesa dei giovanissimi, con nomi come Jodar e Blockx già capaci di affermarsi ad alti livelli negli ultimi mesi, ma Musetti non mostra preoccupazione, anzi: “Personalmente sono molto contento”, rivela il carrarino. “I giovani sono sempre stati quelli che hanno permesso ai più grandi di migliorarsi, quindi secondo me sono una fonte, uno stimolo e questo è molto importante per noi. Sicuramente qualcuno che ha qualche anno in meno mi stimola di più per cercare di allontanarmi sempre di più da chi arriva. Anche se è normale che ci siano nuovi cicli”. Poi aggiunge: “Sono contento, veramente. Mi hanno impressionato entrambi e la cosa che mi sorprende di più è che anche caratterialmente sono due ragazzi molto seri e molto inquadrati”.

RICORDI A ROMA

Guardando invece al proprio percorso, Musetti torna con la memoria alle prime grandi emozioni vissute proprio a Roma, passaggi chiave della sua crescita:
Quando vengo qua a Roma faccio fatica a non rivedere gli highlights delle partite di qualche anno fa. La prima è stata quella giocata con Wawrinka e poi quella successiva contro Nishikori, che per me sono state un po’ la conferma nel mondo del professionismo”. Un ricordo positivo, ma segnato dall’assenza del pubblico in quell’edizione:  L’unica cosa che rimpiango è che era un anno in cui non c’era pubblico, quindi non potevo condividere il successo con la gente. Però c’è stato molto clamore mediatico da parte dei fan e mi è piaciuto molto. Sono dei bei ricordi”.

LE CONDIZIONI

Sul piano tecnico, il passaggio tra i diversi tornei sulla terra non sembra aver creato particolari difficoltà: “Qua ho giocato solo ieri sul Pietrangeli in allenamento, quindi è ancora presto per capirle del tutto. Vedremo se saranno condizioni differenti anche in base al campo, ma sicuramente è più lento rispetto a Madrid, che è veloce per via dell’altitudine. Monte Carlo, invece, è un po’ più simile a Roma perché è sul livello del mare, ma come tutti gli anni non trovo tante differenze rispetto alle stagioni precedenti”.

IL CALORE DEL PUBBLICO ITALIANO

Infine, inevitabile il tema del pubblico, protagonista anche nella sua recente esperienza alle Nitto ATP Finals di Torino, dove il sostegno dagli spalti è stato determinante: “Credo che il pubblico sia stato fondamentale: senza quel sostegno non sarei riuscito a vincere la partita contro De Minaur”, ha dichiarato il carrarino, che poi si è concentrato sul tema aspettative. “Sono inferiori rispetto all’anno scorso perché non ho avuto gli stessi risultati. Credo di viverla con più serenità: voglio entrare in campo per cercare di divertirmi, che è quello che mi manca in questo momento“. E la chiusura è quasi una richiesta al pubblico romano: “Più che l’energia mi piacerebbe sentire affetto. Il calore umano del pubblico di Roma è molto importante per me e spero di riceverlo perché può aiutarmi a competere meglio”.

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