Il tennis britannico ha un nuovo numero uno: è Arthur Fery, che ora può diventare testa di serie agli US Open

Tancredi Crepax
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Arthur Fery - Foto Dubreuil Corinne/ABACA/ipa

Due settimane che cambiano la vita: il torneo di Wimbledon 2026 è stato un momento di svolta per la carriera di Arthur Fery, che non ha solo (quasi) raddoppiato il proprio bottino di partite vinte sul circuito maggiore (da sei a undici), ma l’ha fatto in uno Slam, quello di casa (nato in Francia ma cresciuto nella cittadina di Wimbledon), fermandosi solo in semifinale contro il miglior Alexander Zverev di sempre su erba. Con questo risultato straordinario, Fery ha fatto un balzo di 78 posizioni in classifica fino al numero 36 del mondo, assestandosi anche nella top 30 della Race ATP 2026.

I rivali al trono

Il classe 2002 si trova ora due posti sopra Cameron Norrie, leader del gruppo da quando gli stop per infortunio di Jack Draper si sono fatti sentire anche in termini di punti ATP. Negli ultimi anni, sono stati i due mancini a contendersi il primato, prima raggiunto da Norrie nell’ottobre del 2021. Quell’anno, a causa degli ultimi strascichi nel calendario dovuti alla pandemia, il Masters 1000 di Indian Wells si giocò in autunno: lo vinse proprio il nativo di Johannesburg, superando Dan Evans ed arrivando di sorpresa nei pressi della top 10, poi conquistata di lì a poco.
Nel giugno 2024 era ormai maturato il classe 2001 Draper, che dopo la vittoria del suo primo titolo ATP al 250 di Stoccarda ha superato Norrie, rimanendo in testa fino al marzo di quest’anno.

Testa di serie agli US Open?

C’è un’ulteriore buona notizia per il nuovo numero uno inglese: nei rimanenti tornei del 2026, dovrà difendere meno di 200 punti, tutti ottenuti a livello Challenger.
Con il serbatoio pieno di fiducia, poche aspettative e un gioco frizzante, Fery potrebbe dimostrarsi la mina vagante del prossimo swing nordamericano, con una classifica da testa di serie in vista: i primi 32 del mondo (al netto di eventuali ritiri che alzerebbero il numero) distano circa 150-200 punti, somma raggiungibile nelle settimane precedenti agli US Open.

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