di Franco Marucci
Non vorrei essere invadente, o apparire logorroico, ma, on second thoughts, mi sento di dover reintervenire per contestare, a mio modo di vedere, alcune cose ingiuste e sbagliate che sono state dette sul conto di Sara Errani in questo bel dibattito sui mezzi futuri di Corinna Dentoni. Io sono tennisticamente innamorato di Sara Errani, e dopo Palermo e Portorose 2008 e un fine anno in ascesa ero disposto a mettere le mani sul fuoco che a fine giugno 2009 sarebbe stata entro le prime venti o addirittura quindici. D’accordo, mi sono sbagliato, ma rimango convinto che nel 2010 potrà ritentare con successo questa scalata. Come prima cosa dobbiamo smetterla di ripetere o insinuare che Errani ha un fisico inadatto al tennis di alto livello perché troppo piccolina. Le giocatrici dalla statura tra l’1,65 e l’1,75 formano un tipo fisico che non parte per principio svantaggiato rispetto alle alte tra l’1,75 e l’1,85; anzi, per paradosso, le spilungone si muovono magari male e si piegano poco, e (nei maschi certo questo non vale) è quasi meglio essere basse, sode e compatte. Vi ricordate una certa Gloria Pizzichini, che alta circa 1,50 sparava bordate pazzesche di servizio? Io sì, ho qualche anno più di voi. E insomma, Henin e Hingis non erano alte, Bartoli e Schnyder nemmeno. E quanti centimetri mancano a Sara per arrivare a Francesca Schiavone o a Flavia Pennetta? Di Sara Errani ammiro la sapienza tattica e la tenacia. Mi dite quale altra giocatrice italiana sa preparare la partita come lei, e la sa poi leggere adattando i mezzi alle contingenze del gioco? Tira e gioca di ritmo se ci riesce, e con chi tira più forte di lei si mette ad alzare, e spesso le imbriglia, salvo aggredire con il diritto di sorpresa e di spinta facendo spesso il punto. In campo, soffre e suda, non molla, tira su incontri persi o compromessi. Di rado prende 6-1 6-0 da chicchessia, e ha perso 6-4 o 7-6 al terzo con parecchie, ha fatto partita con Serena, Safina e Ivanovic. Questione di una palla uscita di un soffio, di una riga. Solo forse con una giocatrice non potrà mai competere, ed è Kuznetsova, che quando la sua messa a punto fisica e tecnica è al cento per cento è per me la numero uno al mondo. Naturalmente non sono cieco: Sara ha un neo gravissimo, un servizio che non è solo brutto a vedersi, ma è disastroso in termini di rendimento. Se ha una percentuale bassa di prime, sulla seconda bisogna toccare ferro: c’è da domandarsi quale maestro glielo abbia insegnato o glielo abbia tollerato. Non so se ci avete fatto caso, ma il diritto e il rovescio si possono correggere e migliorare, il servizio non si disimpara. Ho visto giocare Volandri sin da quando aveva nove anni, e vi assicuro che aveva allora lo stesso servizio sbilenco, sgraziato e inefficace che ha adesso che ne ha ventinove. Da ultimo: il carattere, il temperamento di una ragazza squisita, solare si direbbe oggi con aggettivo abusato: basta guardare quel faccino furbo, quegli occhi chiari e vispi. Mi rallegra che Sara in un’intervista che ho sentito abbia detto che l’unica giocatrice che odia nel circuito è la cupissima, sinistra Jankovic.
n
12 Commenti to “Scommetto ancora sulla Errani..”
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Freddo says:
Non sono molto daccordo sul servizio mi vengono in mente decine di giocatori che negli anni hanno migliorato il servizio, Agassi, Wilander, Rafter e più recentemente Davidenko e Nadal. Lo stesso Volandri che io ho visto giocare la prima volta a 17 anni e che conosco bene, serviva molto peggio prima rispetto ad adesso, sotto pressione con una meccanica peggiore di adesso faceva 2 o 3 doppi falli a game. Certo non fà nemmeno adesso molti punti vincenti con questi colpo, ma la meccanica è più fluida e la seconda molto più sicura. Diciamo che è difficile che partendo con molti difetti possa diventare un punto forte ma che si possa migliorare e tanto è fuori di dubbio. Basta considerare che è l’unico colpo che si allena da fermo e quindi indipendente da quello che fà l’avversario.
Renato says:
Caro Ale, non è bello ciò che è bello ma ciò che piace. Sara è una professionista ammirevole, una combattente e una persona che ha deciso di sfidare i propri limiti per raggiungere il massimo dalla sua carriera. Per questo è un significativo esempio per tutto il nostro movimento e ha la mia piena stima! Tuttavia, come ti scrissi pochi giorni fa parlando delle sue coetanee Gabba e Verardi, il suo gioco non mi entusiasma… anzi come stile la preferivo prima delle proficue “contaminazioni” di marca spagnola.. ma è una pura questione di gusto. Secondo me sarà sempre molto continua, infortuni permettendo, ma la top 15, senza un ulteriore salto di qualità, mi sembra una profezia da vero innamorato!
Renato says:
o meglio.. da inguaribile romantico!
Alessandro Nizegorodcew says:
@ Renato
L’opinione è quella di Franco Marucci, l’autore dell’articolo. Io, se devo dire la mia, vedo difficilmente un posto tra le top15 quantomeno per tanto tempo. Magari una capatina con qualche bellissimo risultato può anche farla, ma non credo possa rimanerci a lungo. Spero di essere smentito. Parlando invece dello stile tennistico, io sono innamorato della Gabba.. quindi con me sfondi una porta aperta!
Renato says:
Hai ragione! mi sono sbagliato guardando la firma finale…chiedo venia. Allora ci toccherà restare due innamorati platonici per un po’! Come ci eravamo detti parlando di Giulia. Su Sara per carità, sarei contento di essere smentito anch’io.. per quanto il mio gradimento sul suo gioco resti tale.
franco marucci says:
Mi assumo naturalmente la piena responsabilità (!?) di quanto ho scritto su Errani e lo confermo, ben conscio che nel tennis è facile spararle grosse, e, anche da semplici tifosi, fare come quegli incauti allenatori che dicono: la mia arriverà sicuramente a questa o quella classifica a fine anno, e poi non ci azzeccano, non di dieci ma di cento, duecento e passa posizioni. In realtà la mia cotta per Errani si appoggia rigorosamente a risultati, statistiche e proiezioni, e non a una romantica infatuazione, e quindi a dati oggettivi per quanto è possibile essere oggettivi nel nostro sport dalle molte variabili. Risultati e statistiche le ho già date sommariamente nell’articolo, alle proiezioni ci arrivo. Errani è stata in costante, inesorabile ascesa in questi ultimi anni a parte quest’ultimo, e voglio solo ricordare che tre anni fa, quando Oprandi sfiorò a Roma il colpaccio con Kuznetsova (ebbe anche un match point, mi pare), Errani perse 6-0 6-1 alle qualificazioni da una Hingis peraltro appena rientrata e arrugginita (tanto per dare un’idea). Il punto è però questo: se Flavia Pennetta arriva a n. 10 senza, diciamocelo francamente, avere nulla di trascendentale (non vorrei essere frainteso: sono il primo a gioire, è brava, bella, coraggiosa, e la nostra migliore giocatrice), non vedo perché non debba riuscirci Sara che ha cinque anni di meno, e credo sia ora meglio piazzata in classifica di Flavia cinque anni fa. Flavia poi non è continua, e ogni pochino si fa sorprendere dall’illustre sconosciuta. E’ ovvio che nel tennis tutto è quanto mai relativo, e l’ascesa e la discesa di una giocatrice è funzione del rendimento delle altre. A me il presente sembra un momento di transizione, e il tennis femminile ha e avrà il trono vacante per un po’. Alcune delle top 20 sono sul viale del tramonto o prossime al cedimento, altre ondeggiano dentro e fuori. Promesse annunciate, come Radwanska, Szavay e Cornet, si sono arenate o hanno steccato. Bisognerà vedere quanta voglia avranno di giocare e di soffrire Sharapova e Serena, la quale ultima al top della condizione ha poche rivali; e chi altra il battaglione russo manderà in avanscoperta. Delle nostre Pennetta oscillerà secondo me più fuori che dentro le top ten, Schiavone giocherà bene la Fed Cup, ma farà pochi risultati nei grandi tornei … dietro non vedo altro nella sfera di cristallo, se non appunto Sara Errani. Chi altra si può candidare alla successione italiana? Di contro bisognerà temere alcune giocatrici e vederle magari sopraggiungere nelle 15 e oltre dalle immediate retrovie, forse una Wickmayer (se non era dopata), o una Oudin, vedendo come si adattano sulla terra; o anche, casomai, molto vicino, una almeno delle tre enfantes terribles, Larcher de Brito, Mladenovic, Robson…
Roberto Commentucci says:
Caro Franco, io adoro Sara e la ritengo un esempio importantissimo, vorrei averne dieci di Errani nel nostro tennis.
Ciò premesso, però, lasciami dire che il paragone che fai fra le carriere di Flavia e Sara non mi convince.
Flavia nel 2004, all’età di Sara, mese più mese meno, iniziò la stagione al n. 77 e la finì al n. 38. Quindi effettivamente non ci sono grandi differenze. anzi, Sara è entrata nelle 50 con un anno di anticipo rispetto a Flavia.
Però quest’anno la stessa Sara ha detto che, avendo giocato sempre tornei molto duri, con programmazione ambiziosa, ha finito per pagare lo scotto in termini di classifica e ha perso qualche posizione rispetto allo scorso anno.
Quindi la sua ascesa ha avuto una battuta d’arresto: occorre ripartire cercando ulteriori progressi tecnici, a partire ovviamente dal servizio.
Insomma, non si può giudicare solo in base ai numeri: Flavia all’età di Sara aveva a mio avviso una diversa futuribilità, non è vero che non ha “niente di speciale”, come dici tu.
E’ una a cui la palla ha sempre camminato parecchio, e che poi si è costruita un servizio incisivo e una grande mobilità. Infine, ha trovato una grande solidità mentale, perché a differenza di Sara, Flavia fino ai 25-26 anni tante partite le buttava letteralmente via per degli improvvisi passaggi a vuoto o per scelte tattiche errate (gioco troppo monocorde, voleva fare a pallate con tutte…).
Insomma, Sara secondo me ha minori margini di miglioramento di quanti ne aveva Flavia alla stessa età. Se riuscirà a rendere meno fragile il servizio, e magari ad abbreviare un pò l’esecuzione del diritto e a giocare qualche lungolinea in più con il rovescio, a mio avviso potrà entrare nelle prime 20, e lo meriterebbe alla grande.
Di più, per Sarita, non oso sperare.
Tra le nostre giovani, io mi sento di fare 3 nomi da top 20, in prospettiva: Giorgi, Burnett e Trevisan (se cresce di statura) e forse Caregaro. Di più, non oso.
Renato says:
Caro Roberto, mi hai rubato le parole di bocca, anzi.. dalla tastiera. Concordo dalla prima all’ultima riga.
bogar67 says:
Mi pare che a causa di un infortunio, tre o quattro anni fa se non ricordo male la Pennetta aveva fatto uno scivolone in classifica non indifferente da cui è stata brava ad uscire e risalire. Oltre a vedere ancora in ascesa la Errani, nel 2010 mi piacerebbe che ritrovassimo Santangelo e Knapp.
franco marucci says:
Caro Roberto, cari amici tutti,
è un vero piacere disquisire con voi su questi minimi sistemi, e pazienza se non siamo d’accordo. Magari avessimo in mano la bacchetta magica. E dunque, sempre e comunque Forza Italia!
Che dire? Rispetto naturalmente la versione e le precisazioni di un grande competente come Roberto Commentucci, pur rilevando che su varie cose abbiamo idee non tanto distanti, salvo la futuribilità di Flavia alla stessa età che ha ora Sara. Quanto al “nulla di speciale”, mi pare, dico mi pare, che Francesca Schiavone abbia detto per scherzo (ma non tanto!) che Flavia ha vinto i suoi tornei recenti facendo la pallettara, e se lo ha detto c’è per me una punta di verità. Ma, ripeto, non voglio essere frainteso: Flavia, co-eroina nella vittoria della Fed Cup, sta facendo un bene enorme al movimento tennistico nazionale. A questo punto per parte mia credo sia saggio chetarsi, e attendere con trepidazione i responsi che verranno dai tornei australiani, ormai dietro l’angolo.
Piuttosto vorrei dire la mia sulle giovanissime che Roberto vede all’orizzonte. Non c’è dubbio che queste quattro saranno le, o alcune delle giocatrici italiane di punta tra uno, due, tre, quattro anni. Il busillis è predire dove arriveranno. Lo stesso Roberto ha lasciato intendere che nessuna ha la stoffa della vera campionessa. Io sarei disposto a fare una follia per vedere giocare Camila Giorgi, ma non a volare in Canada. Per una ben strana programmazione (forse per farla vaccinare dal mammismo?) fa solo tornei all’estero, e l’ultima volta che ha giocato in Italia, correggetemi, è stata Roma 2008 qualificazioni e a seguire il Bonfiglio. Su di lei non è possibile che tanti esperti abbiano preso un granchio. Anche Panatta, non ricordo più dove l’ho letto, ha dichiarato già anni fa che Camila gli ricordava Agassi, per come giocava dentro il campo, perentoria e aggressiva. Burnett e Trevisan sono due belle puledre, ma vanno dotate di ragione tennistica, buttano via ancora tantissimo (Roberto si rassicuri, l’ultima misurazione di Trevisan dà 1,68 cm!). L’unico nome su cui rimango piuttosto freddino è Martina Caregaro, ma mi auguro che l’unica volta in cui l’ho vista giocare per intero una partita (a Firenze due mesi fa) sia stata una giornata storta e non faccia testo.
Piuttosto, un ultimo piuttosto, suggerirei all’ottimo Alessandro di dirci/darci qualcosa di più sulle nate nel 1994, che formano un parco più folto e promettente di giocatrici che non la classe del 1993, e che avranno sedici anni nel 2010, pronte per qualche incursione almeno nel circuito ITF. Qui si brancola nel buio e bisogna stare al sentito dire. Si dice per esempio un gran bene di Francesca Palmigiano, che non ha classifica WTA al momento ma pare possa battere facilmente la reclamizzata Martina Parmigiani. Un gradino sotto è Sara Eccel, accreditata di un fisicone (per chi vuole le giocatrici di stazza); e citate con asterisco sono pure Silvia Albano, Angelica Moratelli, Martina Zavarise e Claudia Coppola (quest’ultima, napoletana, è chissà perché tesserata per un club tedesco). Le aspetto tutte con ansia al Città di Firenze fra qualche mese, e magari vi relaziono. Vorrei dirvi delle nate nel ’95, nel ’96 e nel ’97, ma penso sia meglio che ci aggiorniamo a un’altra puntata!
Roberto Commentucci says:
Caro Franco, io e il mio … compagno di merende
Alessandro abbiamo visto giocare parecchie volte un pò tutte le ragaazzine italiane promettenti nate negli anni fra l’89 e il ’93. Fra le ’94 ho visto giocare, peraltro in tv, solo la trentina Sara Eccel, finalista all’Avvenire, mi pare.
Credo che le vedremo nei tornei ITF che si giocano a Roma in primavera, e promettiamo ampi resoconti e minuziose analisi tecniche, vero Alessandro?
Sono molto contento di sentire della crescita fisica di Martina Trevisan, che avevo visto giocare l’ultima volta lo scorso marzo ed era almeno di 5 cm. più bassa. Oggigiorno 1,68 non è moltissimo, nemmeno nel tennis femminile, ma con la rapidità di piedi, la velocità di braccio e l’intelligenza tattica che si ritrova la Martina si può ambire a fare qualcosa di buono.
Alessandro Nizegorodcew says:
@ Franco
Certamente, oltre alla Parmigiani appena intervistata, ci concentreremo molto anche sulle ’94. Io, in genere, tendo (a meno che non sia stato raggiunto un risultato clamoroso) a scrivere di tenniste o tennisti che ho visto giocare dal vivo, elemento che ritengo fondamentale. Ma stai tranquillo che arriveranno presto articoli su altre giovanissime e giovanissimi..
@ Roberto
Ti sembra una domanda da fare?