Michael Berrer e Claudio Pistolesi sono tra i personaggi del momento, nel mondo del tennis. Il connubio tra il coach romano e il giocatore tedesco sta andando forse ancor meglio delle più rosee aspettative. L’obiettivo dichiarato era quello di entrare nei primi 50, migliorando quindi il best ranking di Berrer. In pochissimi mesi il traguardo è stato quasi raggiunto e, se Miki dovesse continuare così, la classifica inizierà ad essere molto ma molto più interessante. Come di consueto, Claudio Pistolesi ci ha gentilmente concesso un’intervista, analizzando la splendida finale nel torneo di Zagabria, soffermandosi anche su Marin Cilic, padrone di casa e trionfatore della manifestazione croata e, in ultima analisi, sulla “sua” Magica Roma..

Claudio Pistolesi
(Claudio Pistolesi – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

Per prima cosa parliamo, ovviamente, della finale raggiunta a Zagabria da Berrer. L’impressione è che Michael stia acquisendo una grande fiducia giorno dopo giorno.. Raccontaci le emozioni che avete vissuto..
La settimana di Zagabria e’ stata esaltante. Ero gia’ contentissimo che avesse battuto Tipsarevic al primo turno, un avversario che considero veramente un gran tennista; questo perché venivamo da un torneo challenger vinto la settimana prima e non è mai facile confermarsi. Poi e’ andato in crescendo, attaccando a rete tantissimo e contro Petzschner in semifinale praticamente e’ andato a rete ogni punto. Il servizio ha avuto un rendimento impressionante e alla fine della settimana Michael si e’ ritrovato numero 6 del mondo nella statistica di games tenuti al servizio. Se penso che la scorsa estate non faceva mai meno di venti doppi falli a partita, mi vengono i brividi. Ora, se contiamo solo i punti realizzati nel 2010, Miki sarebbe numero 18 del mondo. Tatticamente deve servire aces e servizi vincenti come se piovesse (perché ora è in possesso della tecnica per farlo) e attaccare a rete ogni volta che c’è un po’ di spazio da prendersi; ma con le sassate che tira di spazio di solito ce n’è abbastanza…

Sia tu, Claudio, che Michele Tellini (allenatore di Ghedin e Marrai), avete sempre parlato benissimo di Cilic, non solo come giocatore, ma anche come uomo. Ci puoi raccontare qualcosa in più sul vincitore di Zagabria, nonché grande protagonista in Australia?
Come tennista gioca facile ed e’ molto disciplnato tatticamente. Non ha buchi e picchia di dritto e rovescio. Il servizio è ottimo ma ha margine di miglioramento. E’ stato bello vedere Ivanisevic che spiegava il servizio ad uscire a Cilic. Glielo ha spiegato benissimo… Come uomo ti dico solo che mi ha commosso dopo la finale, facendomi i complimenti per il lavoro fatto con Michael. Non credo sia mai successo che un coach riceva dei complimenti dall’avversario del suo giocatore che ha appena vinto un torneo in casa sua. Il retroscena è che a New York, l’anno scorso, ho preso il bus per tornare a Manhattan con Cilic e chiaccherando mi chiedeva cosa avevo in mente di fare con Michael, per risollevarlo da quel periodo in cui era in crisi nera. Si vede che si è ricordato di quella volta ed ha apprezzato il lavoro di un coach. Un ragazzo straordinario che credo un giorno, glielo auguro, vincerà Wimbledon.

A prescindere dal fatto che Berrer sia cresciuto mentalmente, proprio dal punto strettamente tecnico, c’è stato un colpo o una situazione di gioco in cui credi sia migliorato maggiormente e che gli abbia fatto fare il salto di qualità? Credi che potrà fare bene anche sulla stagione sulla terra?
Il servizio come dicevo prima, perché ora il lancio di palla e il timing sono a posto. Sulla terra soprattutto a Madrid o a Monaco di Baviera puo’ vincere delle partite. Ma dove è più forte è ovviamente nei tornei indoor.

Michael Berrer
(Michael Berrer – Foto Nizegorodcew – Challenger Bergamo 2009)

Ci sono altri giocatori interessanti visti all’opera a Zagabria sui quali vuoi dire qualche parola?
A me Petzschner fa impazzire! Se fosse un po’ più lucido, un posto nei venti non potrebbe non essere suo; ma con i “se” non si fa tanta strada.”

Quali sono i prossimi tornei che farà Michael?
A Rotterdam ha perso da Benneteau dopo una vittoria, ieri, contro Clement. Con Arnaud ha vinto 18-16 il tie break del primo set. Partita vinta poi 64 al terzo in tre ore. Oggi era arrivato al capolinea come energie, ma ha dato veramente tutto tutto… Siamo partiti il 27 dicembre… Per quanto riguarda i prossimi tornei, andremo a Dubai, poi Indian Wells, Sunrise, Miami, quindi Montecarlo, Roma, Munich, Madrid, Nizza e Parigi. Se lo chiamano in Davis io vorrei che andasse, perché in Germania la federazione è composta da persone competenti e rispettose.

Chiudiamo con due parole sulla “tua” Roma, ormai armata invincibile del campionato di Serie A…….
Faccio solo la fotografia del momento attuale: l’allenatore romano che si chiama Claudio, che praticamente vince ogni volta che mette piede in campo, che allenava la Juve che ora è in crisi nera senza di lui.. e la Lazio che ha un Presidente autoritario, che sarebbe in serie B in questo momento… Non sarà sempre così, però la situazione è interessante… Chiaramente sto scherzando… Ma comunque… Forza Romaaaaaa !!!!!!!!!

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16 Commenti to “Claudio Pistolesi: “La settimana di Zagabria è stata esaltante””

  • 1.

    complmenti a Pistolesi.
    Alessandro: una domanda ovvia: hai evitato tu domande su Bolelli, o non le ha volute lui?

  • 2.

    Io sarei curioso di sapere da Claudio quanto del suo lavoro si base sul cercare di dare fiducia al proprio giocatore. Ho notato che rispetto ad altri coach lui è uno di quelli che lo fà in maniera più assidua e costante. Non so se sia una vera e propria tecnica ma è da notare che Claudio ci riesce molto bene e anche velocemente e lo ha fatto con tanti giocatori insomma cura molto l’aspetto mentale, della fiducia, insomma sarei curioso di sapere da lui se pensa che sia un pò questo il suo segreto come coach di successo quale indubbiamente è…..

  • 3.

    Complimenti a Pistolesi, spero vivamente che continui ad essere un coach vincente nel tennis però per domani in riferimento alla magica gli auguro una bella sconfitta. Vince la mia squadra. Forza Palermo!!

  • 4.

    Pistolesi afferma: perché ora è in possesso della tecnica per farlo! Il tennis è talmente uno sport tecnico, che perfino un giocatore di 29 anni può migliorare……se penso al bagaglio tecnico di Bolelli, e la posizione che ricopre in classifica, c’è da restare inorriditi. Credo che Pistolesi, sia la nota più positiva per i colori italiani, in questo 2010 iniziato malissimo. Pistolesi è anche spettacolare quando lo si vede in tribuna seduto, che incita il suo giocatore, a Zagabria, la regia indugiava sul pugnetto che il tecnico romano faceva ad ogni game chiuso dal teutonico.

  • 5.

    @bob
    E’ stata una mia scelta. In privato ne abbiamo parlato, ma non è corretto a mio avviso fare a Claudio domande su Bolelli, visto che non è più il suo allenatore. Sarebbe giusto sentire Piatti e spero prossimamente di riuscire a contattarlo.

  • 6.

    Complimenti a Pistolesi e a Berrer.
    Be’ vogliamo i coach con le palle e quando li abbiamo …. lasciamo perdere.

  • 7.

    sarebbe interessante chiedere a Pistolesi cosa ne pensa degli altri coach italiani, che hanno lasciato solo lui e Bolelli durante la querelle con la FIT….

    …diciamo che non sono rimasti a mani vuote…

  • 8.

    Mi rendo conto che la cosa sta iniziando ad essere più che comica (anche visti i recenti risultati) ma sarebbe interessante sentire da Pistolesi che lavoro si può fare sul servizio di Seppi o se non c’è più speranza ormai. Bisognerebbe chiederglielo però in privato perché essendo lui, Seppi e Sartori in buoni rapporti penso che in un intervista non si metterà a fare un analisi o critica seria. Visto l’ottimo successo che ha avuto con Berrer, che in buona parte pare dovuto al perfezionamento del servizio, forse potrebbe prendersi in cura anche Seppi per un pò, limitandosi al servizio e lasciando il resto del lavoro a Sartori, loro che sono in buoni rapporti magari potrebbero provarla una cosa del genere, una specie team work.

  • 9.

    Il fatto e’ che quasi tutti l’anno scorso e l’anno prima si auguravano il divorzio Pistolesi -Bolelli e che io sappia…solo Anto,che pure era stato fra i piu’ feroci, ha fatto pubblica ammenda (il che gli fa ovviamente molto onore)! Invece, mi par di ricordare, che su ubitennis solo io ed andrew ci dichiarammo dispiaciuti … (ma onestamente il mio era un disappunto non tecnico, era che mi sembrava triste dopo tutto quel che cera successo un finale cosi’…certyo, alla fine Pistol One ne esce ingigantito, gli e’ andata benissimo cosi’: si e’ comportato da signore e ci ha fatto anche una gran figura dal punto di vista tecnico. Auguro al mio concittadino All The Best, e sono sicuro che Piatti riuscira’ a trarre il meglio da Bolelli,ma intanto le cose sono andate cosi’…

  • 10.

    Secondo me non è tanto difficile dire le cose giuste dal punto di vista tecnico ad un giocatore, perchè su quello in tanti sono preparati ma convincere il giocatore che quella è la strada e maniera giusta, questo è molto più difficile e per me in questo claudio è bravissimo…sono convinto che piatti gli dice tutto giusto a Bole ma evidentemente non l’ha ancora realmente convinto…è un discrso di equilibri tra coach e giocatore non sempre facile da trovare….

  • 11.

    Visto quello che sta combinando ultimamente Bolelli, il confronto con Berrer è a dir poco stridente. Bravo Claudio!

  • 12.

    @ Freddo

    Claudio l’ha spiegato nella scorsa intervista qual è il suo segreto…

    crescita tecnico fisica mentale equlibrata…

    cioè la grandissima capacità di Claudio è quella appunto di far arrivare il giocatore nella miglior condizione tecnica nel periodo dove è pure nelle migliori condizioni fisiche e di conseguenza pure mentalmente il giocatore ne trae dei vantaggi importanti…

    non tutti i coach riescono a trovare questo equilibrio tecnico fisico…questa è la differenza tra un coach e un grande coach come Claudio…

  • 13.

    nn conosco pistolesi personalmente, mi hanno solo riferito che nn ha un carattere facile.sta di fatto che prima di tutto ha giocato a tennis seriamente se cosi si può dire, e poi è “uomo di campo” cosa molto più importante.qualche tempo fa tutti lo dipingevano come un’incompetente!!!ora il giudizio è cambiato drasticamente.stano mondo,strana italia

  • 14.

    King quello al massimo è il compito del preparatore, il discorso per me invece è molto più legato alle certezze che tu dai ad un giocatore da tutti i punti di vista…Un coach di un buon livello mi disse alla fine è molto più importante fare con convinzione delle cose anche in parte sbagliate che farle senza convinzione giuste…è chiaro che farle giuste e con convinzione è il massimo ma credimi il bravo coach è quelo che riesce a dare i giusti equilibri tecinici e mentali al giocatore..
    Quelo che volevo far notare è che Claudio con Berrer è riuscito a farlo molto veloce e questo è sinonimo che non c’erano grossi problemi tecnici da fare come è poi in buona parte dei giocatori, quello che è importante è cambiare l’attitudine, le certezze del giocatore, dargli quella fiducia ed equilibrio che poi in campo fanno la differenza…
    Voglio prendere il caso tecnico di Berrer, è giusto quelo che dice Claudio sul servizio del tedesco, ma voi realmente pensate che un giocatore che avrà avuto in carriera una decina di tecnici tra maestri e coach non ha trovato nessuno in passato che gli spiegasse la meccanica del servzio moderno che è poi una cosa ormai abbastanza simili in tutti i giocatori (la preparazione inziale cambia ma si è dimostrato che quella influisce molto poco nel servzio stesso…)? Io penso che sicuramente gli l’avevano già detto anche altri, il discorso è che Claudio gli l’ha spiegato convincendolo che quello che gli diceva era strada giusta e che in questa maniera avrebbe servito molto meglio, da queste certezze il giocatore poi migliora..Si può essere tecnici e tattici bravissimi ma se non si riesce con il lavoro a trasmettere certezze ai giocatori è tutto praticamente inutile e guardate che non è una cosa banale, non tutti i coach ci riescono, ed è la cosa assolutamente più importante.

  • 15.

    @ Freddo

    diciamo che Claudio è un grande coach perchè è soprattutto un grande osservatore…vede cosa c’è che non va in un giocatore…e ci lavora…

    come hai detto tu stesso…con Berrer in realtà non c’erano grossi problemi tecnici da risolvere…

    man mano che la condizione fisica migliorava…Claudio lavorava per fare il modo che migliorasse pure il servizio…

    ti faccio un esempio con un nostro giocatore…Volandri…

    Filo ricordo arrivava spesso nelle migliori condizioni fisiche ma non nelle migliori condizioni tecniche…

    a volte non funzionava il dritto…ma ricordo pure dei tornei dove era in palla col dritto ma il rovescio diciamo che non faceva il suo dovere…

    arrivare nelle migliori condizioni tecniche significa per Filo…

    giocare bene dritto e rovescio…servire un pò meglio del solito(quindi sempre in maniera modesta…ma meno modesta di quando invece è fuori forma)…

    poi la condizione fisica fa il resto ovviamente…

    se arrivi tecnicamente e fisicamente nelle migliori condizioni…mentalmente ne avrai di certo vantaggi…

    Berrer non è che ora sia diventato un altro giocatore…semplicemente Claudio l’ha portato nelle migliori condizioni tecniche ..con una condizione fisica ottimale…

    tra un pò di tempo ..calando di condizione fisica…probabilmente pure il servizio inizierà a fare di nuovo capricci…

  • 16.

    Ha vinto la magica, sto Palermo cento tiri n porta ed un gol su rigore che non ci stava neanche perchè fallo era fuori. Penso che in tutto ci vuole qul, per il giocatore di tennis trovare un coach che lo metta a suo agio e che gli sia davvero utile per crescere, per il coach un giocatore che segua tutti i suoi dettami e che questi producano vittorie. Buona settimana a tutti.

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