Articolo & Photoes di Stefano Grazia
Ma bella piu’ di tutte e’ l’Isola Non Trovata
(Francesco Guccini)
E’ da un po’ che mi balocco con l’idea di questo articolo ma all’inizio avevo solo il titolo. Mi era venuto in mente cosi’, a meta’ fra il libro di Oriana Fallaci e un tentativo di ribattere a Mad Max. A volte nascono cosi’ anche i film, I romanzi, le canzoni … mi e’ sempre rimasto impresso in mente il racconto di Orson Welles che per telefono deve raccontare a un produttore la sceneggiatura di un film che gli aveva promesso e per la quale aveva ricevuto gia’ un lauto compenso. E lo sguardo di lui, chiuso in una cabina telefonica, cade su un vecchio giallo dal titolo La Signora di Shanghai. In realta’ ho scoperto poi non e’ proprio cosi’: Orson Welles impegnato nelle riprese di un Musical deve trovare in poche ore una certa cifra per non dover chiudere baracca e burattini e riesce a convincere al telefono il produttore Harry Cohn a comprare I diritti della novella “If I Die Before I Wake, e offrendosi di scrivere la sceneggiatura, dirigere e interpretarla se gli avesse mandato subito I soldi. Be’, io non sono Orson Welles ma ho promesso da circa un mese ad Alessandro un articolo con questo titolo e ancora non sapevo da dove cominciare quando Mario Polidori mi ha dato l’idea sulle variabili (non sapevo ancora che ne avrebbe fatto l’argomento centrale di Controcanto, la sua rubrica su Spaziotennis).Li’ per li’ mi era venuta l’idea di Sliding Doors ma bang!, non ho saputo resistere e l’ho bruciata nel primo post dell’articolo di Mario Io volevo solo giocare a tennis. Quindi che ci faccio con sto bellissimo titolo: Lettera ad un bambino mai (alle)nato? Tra l’altro non sapevo nemmeno se sarebbe stato un articolo contro l’idea filosofica di Max (il Genitore deve allenare il figlio finche’ morte non li separi) o contro quella di Veneziani e cioe’ che I migliori juniors sono quelli orfani. Perche’ in fondo io cominciai a scrivere su un Blog proprio per lanciare un grido d’accusa contro l’ostracismo di certi Maestri della serie “Vietato l’Ingresso ai Cani e ai Genitori” sostenendo invece la discesa in campo dei Genitori perche’ proprio loro, come sosteneva anche di recente in diretta radiofonica Silvano Papi, avrebbero la possibilita’ di fare molto meglio dei Maestri nell’eta’ compresa fra i 3 e i 12 anni …. Aspetta, aspetta…e se facessimo partire un bel Flashback tipo Lost ?
Ok, facciamo finta che SpazioTennis sia l’Isola di Lost e che sul Volo TGF CDG un gruppo di Genitori sia miracolosamente scampato ad una SAT, acronimo che sta per Sciagura Apocalittica Tennistica (o anche Sciagurati Allenamenti Tennistici), insomma ad un disastro tennistico paragonabile all’incidente aereo che ha portato l’Oceanic 815 sulla famosa isola … Suppongo che molti di voi siano abbastanza familiari con la Serie Televisiva e che quindi mi vorranno identificare, per via dell’impulso ad assumere gli onori e gli oneri del comando, con Jack Shepard o con John Locke mentre io dentro di me mi sento invece in parte o soprattutto anche un po’ Sawyer: Locke e’ il “believer” ed anche uno spaccamaroni mostruoso quindi non puo’ essere altro che Archipedro mentre la parte di Jack l’affiderei piuttosto a Roberto Commentucci, e’ lui che e’ animato dall’esigenza di ‘fix things’, di sistemare le cose … Max puo’ essere solo Hugo, eh eh, no scherzo, anche lui potrebbe essere Jack dopo le feste natalizie, cioe’ messo all’ingrasso anzi, perche’ no, e’ Benjamin Linus, il Capo degli Altri, The Others (Ma chi siete? E lui: We are the good ones…), anche se vorrebbe essere Jacob che invece puo’ essere solo Monet aka L’unico Che Puo’ Permettersi Di Parlare … Atti potrebbe essere Sayid, Mauro lo vedo come come Hugo dimagrito, visto che a Hugo voglion bene tutti, e Andrew visto che e’ un alternativo un po’ fricchettone non puo’ essere altri che Charlie, il chitarrista rock. Barbara mi ricorda non so perche’ Juliet mentre e’ evidente che ci manca una Kate (forse mia moglie Gabri se non vogliamo andare indietro fino a Chloe de Lisser). Nicoxia potrebbe essere Daniel, il geofisico figlio del miliardario Charles Widmore che potrebbe essere Freddo visto che non si capisce mai se vuole distruggere l’isola o solo i suoi naufraghi dell’aria e un po’ cosi’ e’ anche Freddo nei confronti dei suoi amici tennisti. Ovviamente Nikolik e’ L’Uomo In Nero, non ci sono dubbi. Gus potrebbe essere Richard, l’Advisor che non invecchia mai e che partecipa senza poter interferire (Gus e’ un appassionato di tennis con una figlia che pero’ gioca a pallavolo!), Mario Polidori solo di recente si e’ proposto in uno dei ruoli guida, quindi lui potrebbe essere Desmond etc etc etc Chi si e’ offeso per non esser stato citato deve prendersela con se stesso: si vede che non scrive o non lascia trapelare di se’ abbastanza! ADC, Anto, Simply, Giorgionso … e alcuni personaggi gia’ trapassati nella serie (Stefar, Enzo Lo Iacono…) attendono collocazione … Bogar e Nunzio li facciamo diventare i due Koreani, Jin e Sun: si mettano d’accordo loro chi e’ la donna …
Precisazione d’obbligo: la mia opinione su Lost? La stessa che Paolo Villaggio ha della Corazzata Potiemkin ma piu’ che altro a causa dell’ultima stagione che secondo me ha dimostrato che gli sceneggiatori nel corso degli anni si erano lasciati prendere la mano e non avevano mai Saputo esattamente dove sarebbero andati a finire. Eppure certi momenti e almeno un paio di stagioni, penso alla Seconda (quella con Michelle Rodrigues) e soprattutto Season 4, quella della trovata dei Flash Forward che fu un piccolo gioiellino, sono stati fulgidi esempi di ottima televisione. Che non e’ che puoi sempre fare cinema verita’ o impegnato a 360 gradi, ogni tanto hai voglia di letteratura d’appendice …
Perche’ ho attaccato sto ammorbante bottone, vi domanderete voi, e’ presto detto: oltre a far fuggire di nuovo a gambe levate Mad Max e tutti i bruti come lui che non vogliono sapere di virtude e conoscenza e quindi saltano ogni articolo che non parli dettagliatamente di biomeccanica, stretching o di strategie della programmazione, la mia attenzione e’ stata attirata dall’idea degli sceneggiatori di Lost di sviluppare una sorta di sideways flashing all’interno della Sesta Stagione e cioe’, dopo aver impostato le precedenti puntate coi flashback e poi con i flash forward, ora ecco che accanto alle avventure e naufraghi rimasti sull’isola noi potevamo vedere cosa sarebbe successo SE l’incidente aereo non fosse mai avvenuto … Una sorta, appunto, di Sliding Doors, quel bellissimo film con Gwineth Paltrow gia’ piu’ volte citato in questi ultimi giorni anche a proposito, va mo la’, di Bolelli. Da qui l’idea: che cosa sarebbe accaduto a Nicholas, Chiara, Alessia, Vale, Anke e a tutti gli altri Figli del Blog se non fossero mai stati avviati al tennis, se non fossero mai naufragati sull’Isola? Sarebbero piu’ felici, piu’ belli, piu’ intelligenti? O, come dice Lendl, passerebbero il loro tempo a cazzeggiare al Centro Commerciale spendendo ancora piu’ tempo a giocare a Grand Theft Auto o a guardare XFactor e a sognare un futuro da tronisti e veline? O semplicemente sarebbero coinvolti in un altro sport che magari, essendo di squadra o semplicemente piu’ povero, verrebbe vissuto come un mens sana in corpore sano e riga, nel senso di morta li’? E se lui arrivato a 14 o 18 anni mi chiedesse improvvisamente: si, vabbe’, ma porco cane: proprio a rugby mi dovevi far giocare? Non c’era qualche sport individuale in cui non dovessi dipendere da dei compagni imbranati o da un allenatore sfigato che mi tiene in panchina, che ne so, non potevi farmi giocare a tennis?
Ed eccoci dunque anni dopo, seduti su uno scoglio di fronte all’infinito, a cercare di spiegargli perche’ …
356 Commenti to “Colpo di Grazia 9 – Lettera ad un bambino mai (alle)nato”
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prince says:
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.
Così per ricordarvi tutta la citazione…..
Stefano Grazia says:
Ho detto: poveretto chi non le riconosce … era da lasciare cosi’, sospeso, tutti dovrebbero saperle riconoscere perche’ non c’e’ stato piu’ cult movie di questo …Anche da queste cose si riconosce un educatore di campioni, eh eh eh…
Piuttosto,concludo dicendo che mentre geloso e invidioso del successo della famiglia Polidori mi contorcevo per gli attacchi di bile, ho comunque scritto e inviato ad Ale due articoli (quindi c’e’ la prova!) e ho buttato giu’ le bozze per altri 6-7 in modo da poter arrivare fno a Natale e onorare il mio lauto contratto anche se ho scoperto con rrore che nella bellissima nuova grafica di Tennis Genitori & Figli non comparira’ la mia ‘fotina’ di fianco ai miei articoli ed e’ un peccato perche’, ve lo posso confessare, quello era l’unico vero motivo per cui son venuto via dal BraccoUbaldo Show: che continuavano a bocciarmi le photo che io mandavo da inserire come Avatar … Una era quella col cappuccio che un amico di Archie ha pefettamente battezzato come ‘in atteggiamento MONAstico” e infatti a me ha fatto ridere e quando la faccio vedere lo cito sermpre, un’altra era perche’ ero in costume a agno…cioe’ la photo era un primissimo piano che si fermava al collo ma secondo Ubi era da spiaggia (in effetti presa su un catamarano che ci portava sulla Barriera Corallina in Australia, bella mossa, atteggiamento ieratico, oakley scuri…)… INSOMMA, che non crediate che me ne sono andato da Ubitennis per motivi di soldi o peggio di ideali …
simplypete says:
Nikolik, hai ragione punto e basta, l’unica cosa che ti dico è: dicci qcs in più…e di diverso ogni tanto….
Mario Polidori says:
@Stefano
le nostre rubriche sono diverse ed al massimo complementari, anche perché la mia è il controcanto alla tua ed a tante altre, uno spirito diverso.
Tra l’altro è più da leggere che da postare, credo.
Qui da te invece è un salotto diverso, gli esperti passano da qui, oltre ai lettori, da me passano solo quest’ultimi.
E quella di Marta è ancora diversa, si allargano dibattito e utilità, tutto qui.
Cambiando discorso, quello che, però, non voglio che tu faccia e quello di non scrivere ciò che pensi perché questo potrebbe essere confuso, travisato ed usato contro di te.
Non è giusto!
Devi scrivere ciò che credi, tanto chi ti vuol dare addosso lo farebbe comunque, ma chi invece ti apprezza, non facendolo, ne riceverebbe un danno.
E credo che sia meglio fare le cose per chi ti apprezza che non farle per chi ti disprezza, molto meglio lavorare per i primi, e poi come Cesare molti nemici molti onori.
Piuttosto, se li hai buttati via solo perché, alla rilettura, hai pensato che non avesse senso, allora probabilmente si trattava di polemica, ed hai fatto bene
quella non serve.
E al diavolo la malinconia.
P.S. ……e comunque l’idea sulle variabili era mia
Nikolik says:
Simplypete, hai ragione.
Ma dovreste essere voi Genitori a dire qualcosa di più e di diverso, non credi?
Invece, qua ci sono le solite recriminazioni contro la Federazione, contro il mondo cattivo che ce l’avrebbe con i vostri figlioli, tutto teso, questo mondo, ad impedire loro di diventare campioni…
Insomma, le solite cose, le solite recriminazioni, trite e ritrite, che sento dal 1976 ( da quando ho iniziato a giocare) ad oggi…
Insomma, io mi adeguo, rispondo alle vostre solite, solite, solite, ripetute, reiterate lamentele contro il mondo cattivo, la federazione cattiva…
Mi adeguo.
Cambiate critiche e cambierò anche io.
pibla says:
Nik, però onestamente qui dentro (cioè in questo blog ed ancora prima in genitori & figli) c’è qualcosina di più di quello che elenchi tu nell’ultimo post…
Un salutone.
Nikolik says:
Non direi, Pibla.
Leggi bene, a volte anche tra le righe.
E’ tutto un lamento, una recriminazione.
Quando non lo è espressamente, alla fine del ragionamento si va comunque a sbattere sempre nel lamento contro il mondo, federale e non, crudele.
Un grande saluto a te.
bogar67 says:
dai Nikolik, che non è sempre così, stavolta non posso darti ragione, io qui ho imparato tanto, poi è normale che se cominici a capire certi meccanismi perversi del sistema un pò ti incavoli, per me lo specchio della situazione al 90% è questo:
50. Archipedro Says:
ottobre 15th, 2010 at 08:55
Stavo rileggendo alcune delle privatissime mail che da quando frequento TG&F ho ricevuto da parte di genitori di tennisti adolescenti. E mi sono reso conto che più o meno tutte sono accomunate da elementi similari:
1) la casualità con cui i bambini s’avvicinano al tennis, spesso per mancanza d’alternative o per motivi di comodità logistica
2) genitori che progressivamente si devono appropriare della materia, facendo salti mortali per carpire informazioni e favori
3) un crescente convincimento che quello che dovrebbero fare i figli non sia ciò che viene offerto loro
4) una difficoltà nel prendere in mano subito la situazione per correggere il tiro, con l’idea che se i giovani entrano a far parte del circuito giovanile agonistico le cose siano destinate a risolversi
5) una tradiva reazione, anche violenta, alla manifesta inadeguatezza del sistema, che scaturisce nel momento in cui questi “tennisti” in età adolescenziale già vengono messi da parte per far posto alle new entries: il vero campanello d’allarme, un prematuro disinteresse per le sorti di pallettari non atleti
6) genitori che a quel punto s’incaponiscono, come capita ai giocatori d’azzardo che rischiano di mangiarsi la casa: pronti a spendere qualsiasi cifra, spesso con il cuore in mano, cadono dalla padella nella brace. Altri mestieranti pronti ad illuderli… inizia il giro delle quattro parrocchie.
I meno facoltosi, o quelli un po’ smaliziati, talvolta si fermano, e tentano (giustamente) di ripartire dai fondamenti, dalle basi che non ci sono, dai valori assoluti e qualificanti quali quello della salute e felicità dei ragazzi. E’ così che uno come me, estraneo al sistema, può venire contattato… quando non c’è più nulla da perdere. Ed uno come me dice quel che sinceramente pensa: si potesse anche recuperare il tempo perduto per una preparazione atletica adeguata alle ambizioni, difficilmente si potrà educare ed adattare un adolescente da circolo allo stile di vita dell’agonista.
Finche il gotha del tennis italiano passerà il tempo a sbavare dietro a questo o quel talento da bruciarsi, nel chiacchiericcio litigioso d’allenatori italiani che non sono mai stati né campioni (visto che non ne abbiamo avuti) e neppure hanno lavorato culturalmente per diventare qualcosa di più di mestieranti riciclati (salvo rare eccezioni)… le centinaia, le migliaia di casi di adolescenti traditi neppure verranno considerate. E quello spreco folle rimarrà endemico e tragicamente determinante.
Si badi che oggi anche il CALCIO in Italia, e forse quasi tutti gli altri sport, stanno scontando la stessa incivile logica UTILITARISTICA… ma almeno quella disciplina è effettivamente open: quindi in tale contesto vanno in crisi le nazionali ma non il talento in quanto tale, che può essere coltivato, anche in Italietta, attorno all’ “ultimo degli africani” con un po’ di passione e cattiveria agonistica…
bogar67 says:
Io almeno in uno dei punti che ha elencato archipedro mi ci identifico e ho appena iniziato il percorso.
pibla says:
Mah…
come tu sai Nik, io leggo il blog, quando posso, da semplice appassionato senza prole, quindi credo senza grossi preconcetti e ci trovo anche parecchie cosette interessanti e sotto sotto credo che ce le trovi anche tu, anche perché sennò non saprei come spiegarmi che dopo tutto questo tempo continui a leggere e ad intervenire.
Poi boh, intendiamoci, non è che pretendo di leggerti nel pensiero, ma io credo che in fondo in fondo sia così come dico io…
Stefano Grazia says:
In effetti mi sono chest sempre anch’io per esempio come mai invece Che questo blog Archie non ne frequentasse UNO di atletica o di pallavolo…
Ecco,Mario, era no battutine cosi’ … E anche altro!
Stefano Grazia says:
Chiesto, ovviamente e non chest, e neanche sempre ma qualche volta si!
Archipedro says:
Bogart67,
io sto su questo blog, come in un campo d’atletica, o in molti altri contesti in cui si ragiona attorno ai bambini… semplicemente perché ne ho uno da crescere…
Questa mail l’ho ricevuta poco fa, dopo che ho sollecitato un padre ad informarmi d’eventuali miei errori di conduzione dell’allenamento…
“anche oggi XXX mi ha raccontato entusiasta di quello che avete fatto e non
mi ha manifestato situazioni di difficoltà”…
Pero’ sono qui anche per la tua bambina, per dirti.. “vigila!”: un giorno che dovesse diventare una grande agonista, e ci incontrassimo, potrai constatare di persona quanto io sia sinceramente innamorato dei giovanissimi… decisamente più di quanto io possa odiare il mediocre della porta accanto…
bogar67 says:
Guada archipedro, io vigilo ma su che basi? se non su quello che ho imparato su questo blog? come faccio a capire se con mia figlia stanno facendo bene o meno? quando magari comincerò a girare qualche altra struttura della penisola e vedrò qualcosa di innovativo o di diverso posso tornare dal maestro e dire, io li questo ho visto, mi è sembrato utile, migliore perchè qui non ci sta? Uno delle prime diavolerie che ho letto è stata videoanalisi, dall’anno scorso si fa anche nel mio circolo ma mi è capitato di assistere alle riprese una volta sola in una stagione, non so quante volte si usi ad esempio questo strumento in un anno alla vavassori, se si usa 5/6 volte in una stagione potrei dire perchè li 5 volte e da noi una sola? e questo è solo un esempio, stesso discorso potrei fare con la PA.
Mario Polidori says:
@Bogar
Due volte all’anno alla Vavassori…..
andrew says:
…Simply…
devi sapere che Nikolik e GiorgioGiorgio sono le quinte colonne della federazione sulla rete…
Se ci fai caso non hanno mai detto nulla se non per contraddire o deridere quanto è stato detto, mettendosi in mostra per una zelante pervicacia che fa quasi tenerezza….
fitcaccacacca (neologismo neozelandese, nulla a che vedere con parole o significati riconducibili alla lingua italiana)
Del resto ci deve essere qualcuno che fa la spia. Scanagatta è stato querelato per dei commenti. Ricordo ancora da Scanagatta che gli facevo delle traduzioni di articoli e poi trovavo le notizie sul sito FIT con le stesse mie parole.
Qua mi hanno censurato per un post nel quale citavo la fit, più che i Rom…
Si divertono così…
Alessandro Nizegorodcew says:
@andrew
“Se ci fai caso non hanno mai detto nulla se non per contraddire o deridere quanto è stato detto”…
E tu invece che fai?
Stefano Grazia says:
No,dai andrew non dire cosi’ … Da scanagatta hanno appena fatto un forum, anche interessante, sulla censura/moderazione… Tu non li’ leggi ma ne censurano parecchio a parte il fatto di dover aspettare un tot …il tuo sarebbe stato cassato subito,pensa che Han censurato UNO per aver scritto ‘il famigerato zio toni’, dai, non puoi dire cosi’…
Archie, la Mia era una innocente battuta e tu subito mi hai dato del mediocre … E questo e’ il motivo per cui faccio fatica, vedi Mario, ad essere libero di esprimermi … Dammi del pianist, del narciso, del Mona…stico, e invece di essere ironico finish per essere rancido caustico… Comunque mediocre si, ma almeno Aureo!
Archipedro says:
Bogart67,
il metodo è quello socratico… della “maieutica”… arte di “dare alla luce” non i figli ma la verità… o per lo meno di demolire le falsità… Si persegue tramite domande che facciano emergere le CONTRADDIZIONI… Ecco come puoi fare, a stanare gli incompetenti, a cogliere la malafede leggendola tra le righe dei luoghi comuni e delle frasi di circostanza… Falli parlare e memorizza le risposte…
Certo, se vuoi mettere con le spalle al muro dei ciarlatani professionisti dovrai disporre d’alcuni concetti piuttosto solidi, altrimenti le “provocazioni” neppure ti verranno in mente… Quindi potete ascoltare o leggere ciò che hanno scritto i migliori (non occorre andare a vivere a casa loro…) e poi impostare un dialogo con chiunque pretenda di farsi pagare per offrirvi un servizio…
Ma vado oltre… anche se il servizio l’erogassero gratis, come faccio io, avete tutto il diritto di fare chiedere, informarvi, approfondire, perché quando sarà il momento della sconfitta (in senso lato) vi ritroverete soli… a far i conti con l’infelicità dei vostri figli… e vi toccherà dire, beate parole “Eh, ho fatto male a fidarmi… se solo avessi saputo…”
andrew says:
Alessandro…
io svolgo un servizio informativo teso (sempre teeeso!!) a perlappunto informare i genitori di figli tennisti (non-tennisti) che la federazione è una federazione di gestori di circolo con annessi maestri e che non è una federazione sportiva.
Non mi sembra poco come contributo.
Mario Polidori says:
@Stefano
esprimersi liberamente porta con sè la fatica di farlo, ma per chi scrive è così, niente deve fermarlo…..
non ti arrendere
Stefano Grazia says:
Confesso Che UNO dei post autocensurati sviluppava il concept magistralmente espresso da ale nel post 217… Io ero il solito prolisso ma facevo notare Che la critica venire da UNO Che aveva condiviso se non lanciato per primo o fra I primi la critic ai circoli, al vincolo,coi discorsi su campi pubblici,torn nel week end, campi gratis per under 14, etc etc … Ok, d’être UNO dieci cento volte… E le diremo ancora, ma quango UNO critica anche I centre periferici… Mah … Io condiviso analyse di silvano e max, I pro e I contro, e ti dire’ di piu’: rimango scettico, perche’ alla fine I maestri non accompagneranno, alla fine si ritroveranno in quattro gatti…ma l’idea e’ giusta o almeno: perche’ criticare sempre e comunque chi comunque cerca di fare? Perche’ bisognerebbe sostituire I circoli con delle AS? It’s not gonna happen!!! Not in a lifetime! Quindi o cambia sport oppure diventi UNO di quell Che buttavano giu’ I ponti perche’ erano stati costruiti da … E lo dice UNO Che in pratica e’ d’accordo con te su moltissime delle cose Che dici… Ma cosi’ sembri UNO Che si lamenta mentor sat annegando perche’ lo sono venuti a salvare col canotto di gomma invece Che con l’amerigo Vespucci!
Il primo post era molto piu’ bello ma sono al ristorante con l’ipad e mi hanno sbagliato a portare il primo… E no, non ho insultato e frustato il cameriere …sono un cattivone,si, ma non fino a questo punto…
Alessandro Nizegorodcew says:
@andrew
e infatti sei libero di farlo… ma non dire che sono solo gli altri che contraddicono e deridono, perché è la tua arte.. e, attenzione.. non sto dicendo che sbagli o fai male a farlo (salvo quell’unico episodio che io ho considerato “di troppo”), ma che è paradossale che accusi altri di farlo… tutto qui..
Alessandro Nizegorodcew says:
@stefano grazia
posso dirti in amicizia che quando scrivi con l’IPad sembri un imbecille?
“Io condiviso analyse di silvano e max” è da pulitzer
Stefano Grazia says:
Di pasaggio,il post 219 di Archie e’ condivisibile anche se mi venire da dirgli ma parla come magni ma in realta’ e’ mol to Ben scritto … Aggiungerei pero’ solo una cosa: Che se UNO va li’ da malfidato, con l’intenzione di trovare a tutti I costi il danno, la colpa, la negligenza, l’errore… Be’, allora meglio Che se ne stia a caso…insomma, un minimo di fiducia di partenza la si deve concedere…e’ quell discorso di non adattare I fatti alle teorie ma piuttosto, viceversa…
Stefano Grazia says:
Ecco, questa di ale e’ sana ironia … VERA!!! Condivido… Sto rileggendo ora e non ci credo…volevo dire che la critica veniva da me, da uno che aveva condiviso quasi tutte le etc etc… Ma io vi dico: BASTA IPAD!
Stefano Grazia says:
Oppure scrivo in English e Andrew traduce!!!
Stefano Grazia says:
E aggiungi: me l’avessero detto Archie e mad max avrei risotto usual! (risotto usual? Riso uguale!!! )
andrew says:
…StefanoGrazia…
io sono/ero molto più concentrato sulle regole di accesso al tennis, all’insegnamento del tennis e alla formazione di associazioni sportive nel tennis.
Capisco che tu sia molto più preoccupato sul cosa fare di pratico e utile per quelli che ci sono già dentro, come tuo figlio. Non c’è niente di male.
Bada bene, il mio non è del tutto spirito umanistico ma deriva da un ragionamento pratico, ossia, secondo me, le regole di accesso al tennis, all’insegnamento e alla creazione di progetti sportivi sono la causa di un ambiente tennistico pietoso, onanistico, anti-sportivo. Anch’io desidero che mio figlio non debba crescere in un tale ambiente e quindi è una ragione egoistica, in parte.
Quindi, come ho già scritto, i centri periferici, i campi in cemento, gli elenchi degli insegnanti certificati e tutte le meritorie iniziative di Roberto sono come la carta di credito FIT per i soci FIT. Un bonus in un ambiente che non sa che farsene.
Perché non sta lì il problema, almeno io penso.
In definitiva: Si’, la mancanza di fiducia è totale e se prima la FIT non ci ridà indetro un po’ di accesso ai campi, un po’ di accesso all’insegnamento, un po’ di accesso alla creazione di associazioni sportive, NON CI SONO PROPRIO LE BASI PER CUI DISCUTERE.
simplypete says:
Nik, cerco di spiegarmi:
- se uno/a è un brocco/a la federazione non può fare miracoli…..
- se uno è buono la federazione è di supporto, io dico un po’ ma neanche troppo potrebbe fare di più e meglio….io dico certo;
-alla fine è colpa della federazione se un buono diventa “solo” 200/300 atp /wta
io dico al 80% no, al 20% si, nel senso che il sistema per come è strutturato adesso è inefficiente è lacunoso, il sistema dei circoli è ambiguo tra sat ed agonistica etc. etc
- se mia figlia un giorno divetasse top 20 dovrei ringraziare la federazione? penso
che le percentuali sarebbero come sopra, perchè parliamoci chiaro federazione o meno per emergere ci vogliono due palle così, tanto per essere chiari e quelle non te le dà la federazione, anche se fosse la miglior federazione del mondo…
Madmax says:
Primo giorno dei Centri Periferici in Lombardia..
Parto dalla fine e dico che per come sono organizzati e soprattutto per come sono stati concepiti sono un’ottima iniziativa, nonostante qualche problematica soprattutto di natura logistica c’è e bisognerà verificare poi se tutti saranno sempre presenti o meno, ma a questo punto sta a noi farla funzionare..
Oggi poi era il primo incontro e quindi è stata una giornata dedicata soprattutto a capire le varie problematiche di ciascuno di noi (ragazzi maestri genitori) in modo da poter organizzare al meglio la partenza vera e propria che è fissata per la prossima settimana..
Dalle prime avvisaglie di giornata, si evince che fin da questa età sono le femmine (o magari i genitori e/o maestri) che sembrano essere meglio disposte verso l’iniziativa.. (i maschi uno non c’è, l’altro viene se c’è quello forte e via discorrendo mentre per le femmine è sempre tutto ok..)
Diciamo subito che la parte tennistica è diretta in prima persona dal maestro federale di macroarea, perciò la qualità è garantita..
In più i gruppi sono formati da quattro ragazzi che hanno a disposizione due campi, meglio di così….
L’imput dato dall’alto è il confronto perciò si lavorerà sopattutto a livello tattico con esercizi ma soprattutto giocando punti e match..
In questo determinato periodo dell’anno, forse non è propriamente il massimo perchè essendo un momento senza tornei, molti arrivano da un periodo di riposo ed altri stanno lavorando su cose molto tecniche, ma basta organizzarsi ed i punti verranno lasciati tutti per il giorno nei Centri Periferici.. Oltretutto si va avanti fino a giugno per cui c’è il tempo per tutti di tornare in forma..
A livello tecnico invece il tecnico si limiterà a dare pareri e consigli se richiesti..
Per quanto riguarda la parte fisica invece, i programmi arrivano direttamente da Tirrenia e c’è la massima volontà di collaborare con i vari preparatori atletici che potranno dare le loro indicazioni, per cui anche qui tutto sotto controllo ed i migliori auspici..
Parlavo poi delle problematiche varie che esistono essendo ospiti di una struttura che porta di conseguenza a non essere liberi al 100% con gli orari, ma anche qui totale disponibilità da parte di tutti ed anzi ho già sentito di persone che sarebbero andate a prendere e che poi avrebbero riportato a casa alcuni ragazzi..
Che dire speriamo..
Madmax says:
Ovviamente il tutto si svolge su campi velocissimi..
Roberto Commentucci says:
Andrew, ci riprovo per l’ultima volta. Il mondo è grande, e l’Italia non finisce e non comincia a Bassano del Grappa.
Tu pretendi di elevare a sistema universale, a ferrea legge assoluta (come la relatività di Einstein) una tua esperienza del tutto singolare e personale fatta a Bassano del Grappa, ridente cittadina (dove tra l’altro mio papà e e i miei nonni e bisnonni, tutti alpini abruzzesi, divisione Julia, battaglione Aquila, sono stati un sacco di volte) di…. quanti? 30.000 abitanti?
Ma che razza di visione della realtà hai andrew?
Vai a farti un giro, allarga i tuoi orizzonti, parla con la gente, fai lavorare il cervello…
Invece ti sei fissato in una serie di dogmi assurdi che continui a snocciolare ad ogni piè sospinto, con monotona protervia.
Esistono circoli e circoli.
La grande scommessa della gestione di Binaghi, in questi anni, è stata identica alla tua: stimolare i circoli a comportarsi da Associazioni Sportive: incentivare gli investimenti nel settore giovanile, curare i ragazzi, la qualità dei maestri e l’adestramento di base. Tentare di stimolare realtà ricreative a sostenere esigenze agonistiche.
Gli strumenti utilizzati sono stati molti, e tutti volti a creare incentivi per stimolare i Circli a comportarsi come Associazioni Sportive (e di fatto moltissimi lo sono già, anche se solo per statuto e per motivi fiscali) il progetto PIA, la regolamentazione dei Campionati a Squadre, (fra cui la discussa serie A, con qualche ebete che ha pure il coraggio di rimpiangere i tempi dorati dell’era Russo e della pensione pagata a fiori di tennisti in erba come Starace, Volandri, Van Scheppingen, Siriani e c.) l’introduzione del Premio FIT, che annualmente va al circolo più “virtuoso” nel destinare risorse ai giovani e nell’organizzare l’attività in senso agonistico e sportivo. E tante altre cose, fra cui,non ultimo, il Progetto Campi Veloci.
A mio parere è una scommessa enorme, che è ancora lungi dall’essere vinta: le cose sono certo migliorate, ci sono delle realtà molto buone, (Porto San Giorgio, Albinea, Le Pleiadi, Faenza, Due Ponti, Todi, tanto per fare qualche nome). Ma è una situazione a macchia di leopardo, dove ad alcune eccellenze corrispondono tante situazioni sconfortanti.
Come vedi, andrew, se tu fossi meno accecato dal tuo odio nei confronti dei tuoi concittadini, avresti compreso una agghiacciante verità:
tu e Binaghi volete esattamente le stesse cose: ovvero che lo sport e l’agonismo tornino ad essere il core business dei circoli italiani.
Solo che lui è un dirigista, e tu sei un anarchico.
E purtroppo gli anarchici come te,oltre ad ispirare film a volte bellissimi, non hanno mai combinato nulla di buono, nè per loro stessi, nè per gli altri.
Madmax says:
Ennò Roberto così non sei credibile..
E’ vero esistono circoli e circoli ma 99 sono come quelli di cui parla Andrew ed uno di quelli che dici tu..
E guarda che nella gran parte dei casi i circoli sono obbligati a comportarsi in un certo modo così come i maestri..
L’ho scritto più volte ed oggi ovviamente c’è stata la conferma.. Al Centro Periferico su otto alla fine eravamo rimasti in due a seguire gli allievi: due papà!! Gli altri, solo maestri di corsa (giustamente) al circolo a lavorare per non rischiare di perdere i clienti..
Ora siamo anche tutti in bolletta (solo uno invece è dal Bolletta beato lui
) per cui non c’è tanto da scherzare, però la situazione è proprio quella illustrata da Andrew..
Tra l’altro già il settore agonistico è sempre stato e sempre sarà quello meno remunerativo, ma in un momento di crisi come questo lo è ancor meno perciò tutti a tenersi stretta la Sat (perchè poi i genitori se il maestro non c’è ed il figlio perde al torneo del Gigetto lo porta via) i corsi adulti e le ore private.. E chi può e ce l’ha a vendere le ore del calcetto..
Roberto Commentucci says:
Ma infatti, max,siamo a metà del guado, e io non sono nemmeno sicuro che questa sia la strada giusta.
L’ho scritto tempo fa come la penso, e probabilmente ci farò su un articolo: bisogna arrivare ad una differenziazione netta di percorsi e di obiettivi, creando due categorie di affiliati: quelli ricreativi (i circoli con soci) e quelli agonistici (centri tecnici che non possono avere soci e che nascono con l’obiettivo di produrre giocatori). Questi centri tecnici potranno chiedere il riconoscimento di qualità federale e, se rispetteranno parametri qualitativi seri e stringenti, potranno accedere a contributi pubblici in ragione dei risultati ottenuti.
In questo modo gli imprenditori, i dirigenti, i maestri,i preparatri fisici, eccetera, potrebbero collocarsi nel ruolo che preferiscono, costituendo le nuove realtà agonistiche o restando dove sono. Di qua il mondo dei circoli, di là l’agonismo. Ovviamente il rapporto fra le due realtà sarebbe di un centro tecnico ogni 20-30 circoli, ma questo è corretto e fisiologico.
Poi, tutti dovrebbero sapere tutto di tutti, compresi i bogar e i nuntio che hanno ragazzini predisposti e devono poterli portare sin dall’inizio nel posto giusto e non dove si fa babysitting. Sul sito federale dovrebbe essere indicata chiaramente la differenza, in modo che chiunque possa fare le sue scelte in modo consapevole. Allo stesso modo, se uno ha un figlio pigro e ciccione, e non interessato all’agonismo, lo porterà felicemente nel circolo tradizionale. Magari si appassiona, e sarà il socio di domani, che contribuirà a mantenere il sistema e a irrobustire il movimento.
Ma bisogna distinguere in modo netto fra ciò che è agonismo e ciò che è tennis ricreativo.
Su questa difficilissima strada sto preparando da quasi un anno un documento di analisi e proposta, che sottoporrò prima o poi in FIT…
E se mi cacceranno via, allora darò ragione a Andrew. Ma non prima.
Archipedro says:
Mi rendo conto che ormai Stefano Grazia non lo leggo più, nemmeno a spizzichi e bocconi: talvolta non filtro neppure i suoi post per cercare un “archi”…
E questo mio atteggiamento, di rifiutarlo totalmente, qualsiasi cosa possa ancora dire o aggiungere… non è degna della mia indole, nel senso che io sono sempre stato deciso, talvolta presuntuoso, ma anche capace d’ascoltare.
Ora non ha più molta importanza il torto o la ragione, l’essere attivi o passivi… qui mi devo misurare con una situazione nuova: il rifiuto acritico d’una persona. Una pulsione che rasenta quasi il razzismo, una delle più basse debolezze che l’uomo conosca…
Insomma, per farla breve… Stefano Grazia, complimenti: hai fatto di me una persona peggiore! M’hai reso indifferente rispetto alle cose belle di cui probabilmente sei capace… chissà…
Hai fatto una domanda sensata… l’ho letta per sbaglio… perché ancora sto qui?!
La verità… perché adesso che ti sei conquistato la mia indifferenza, e goditi questo trionfo, mi sono anche reso conto che ha ragione Ungaretti… “La morte si sconta vivendo”.
O, per parlare come mangio: il mio diritto di andare in giro a testa alta, la mia libertà di pensiero, si sconta dividendo un blog con Stefano Grazia…
Roberto Commentucci says:
A proposito delle proposte di riforma federale, vi lascio questa cosa, che cerco di non dimeticare mai:
“Il politico pensa alle prossime elezioni.
Lo statista pensa alla prossima generazione”
(Alcide De Gasperi).
Buonanotte, ragazzi.
nunziovobis says:
Per Roberto Commentucci: hai capito in pieno le mie esigenze, a me serve un posto dove essere certi che si farà di tutto per sfruttare quelle che tu indichi come predisposizioni, a me di stare con altri 10 bimbi che a tutto stanno pensando meno che a giocare a tennis, non mi interessa, ecco perchè questi benedetti centri periferici dovrebbero essere già aperti a gente come me e Bogart che sappiamo gia dove vogliamo andare a parare, anche andare una volta ogni due settimane sarebbe oro colato per me, vi ricordo che bimbe come la mia o quella di Bogart negli altri paesi sono già tenute sotto osservazione, in Italia invece vengono tenute nel limbo delle sat dove ormai sappiamo tutti come è la situazione.
Mario Polidori says:
@andrew post 229
la fotografia è perfetta, l’unico appunto è al fatto che possa essere egoistica la scelta di non far crescere un figlio in un ambiente siffatto: trattandosi di un figlio non lo è per niente.
Anch’io ho vissuto la stessa situazione e provo gli stessi “sentimenti” nei confronti della struttura.
E’ una verità storica incontestabile, e per il momento è ancora terribilmente contemporanea.
Quello che si fa o si tenta di fare o che si riesce a fare non cambia la stato delle cose e non cambia quanto è successo e quanto succede e, per sano realismo, quello che ancora succederà, perché il malato è morto, c’è poco da fare.
Le persone perbene che si danno da fare ci sono e ci sono sempre state, ma il nichilismo anche a me sembra la scelta più intelligente.
Quando mia figlia ha deciso di giocare a tennis, di provarci, non è stata una bella notizia, ma tanto, qualsiasi altra scelta non lo sarebbe stata ed ho deciso di rimettermi in gioco anch’io, di riprovare, seguendo altre strategie.
Lo faccio solo perché è la sua vita, e mi è sembrato giusto.
Non significa che io sia nel giusto, comunque, ma tant’è.
Mario Polidori says:
@simplypete vs nikolik post 230
se partiamo dal fatto che si tratta di stabilire se i nostri figli siano brocchi o meno, Nikolik, almeno per quanto mi riguarda, non si è afferrato il senso del discorso.
Io non credo che mia figlia sia una campionessa a cui la federazione ha impedito il successo, non parlo di lei, quando parlo di questo, parlo del fatto che in qualsiasi paese dovrebbe esserci un’istituzione che funzioni, non dico che aiuti, che funzioni.
Da noi non funziona, e credo, interpretando il senso di tutti in questo blog, che siamo più preoccupati del fatto che in questa situazione non accadrà mai nulla di buono, che affranti per i nostri figli.
Dovrebbe essere innegabile che, per ripetermi, il malato è morto, e che senza sostegno, nulla accadrà.
E’ questo che va detto e sostenuto, questo è da difendere, non il resto, secondo me.
Roberto Commentucci says:
Intanto, il vostro morto si ostina, cocciutamente, a dare qualche segnale di vita…
http://www.lemonbowl.it/new/index.php?option=com_content&view=article&id=83&catid=38&lang=it
E questa è già la terza competizione importante, dopo la fase finale della Coppa delle Province, disputata a Castel Di Sangro, e aspettando la Coppa di Inverno, master under 15 che ci sarà a Tirrenia la settimana successiva.
Madmax says:
Andrew..
Ribadito che hai ragione, cerchiamo di fare come fanno tutti gli altri e perciò facciamo i nostri interessi..
I centri periferici sono non in quanto tali ma perchè ci vanno i migliori un’opportunità di passare una giornata giocando ad “alto” livello.. Se nel tuo programma questa è una cosa positiva, al posto di andare da qualche parte o di pagare uno sparring vai li gratis, punto.. E questo onn perchè devi/vuoi far parte di qualcosa bensì perchè TU hai stabilito che serve allo scopo, stop.. Oppure come nel caso di Tirrenia.. Vacanza, confronto, più videoanalisi gratuita.. Se poi nel proseguio del cammino si dimostrerà un qualcosa di utile e più continuativo ci pensi altrimenti l’hai sfruttato per quello che TU decidi che sia..
Poi ovvio questo con l’accesso ai campi e con la ristrutturazione del sistema non ha nulla a che vedere ma se vuoi un giorno poter cambiare qualcosa, devi essere in una posizione di vantaggio o importante che nel nostro caso può essere possibile solo se nostro figlio diventa un giocatore di prima fascia e c’è diventato grazie soprattutto a noi.. Solo così diventi credibili unica alternativa, la Marcia su Roma…
Anche perchè come ben sai le ristrutturazioni hanno bisogno di anni e qui il Big Ben tra non molto dice stop per cui pra è meglio mettersi le gambe in spalla e non girarsi a guradare cosa succede dietro di noi…
Mario Polidori says:
@Roberto post 233
No Roberto, per quanto encomiabile l’impegno e per quanto si voglia dare credito alla nuova gestione federale, la realtà è quella di Andrew, magari non per il 99 percento di Max, ma poco ci manca.
Se non partiamo da questo presupposto rischiamo di farci prendere a pomodori.
E se nonostante tutto l’impegno e gli impegni, qualcuno resiste e non ci crede, dopo magari 40 anni di promesse, non credo che sia da biasimare.
Questi anni pesano come macigni sulla testa di tutti, nessuno escluso, è tutto qui, e chi ha deciso di pelare questa gatta, in parte o del tutto, tu e Binaghi, e permettimi quest’ultimo fa molto sorridere, dovrà accollarsi tanti di quegli strali da farlo forse vacillare nella sua fede e sacrificio.
Tu sai cosa penso del lavoro che svolgi, non devo ripeterlo, ma non aspettarti che ci si possa dimenticare della storia e che si possa non vedere il presente.
Il futuro, probabilmente, non ci appartiene così tanto da farci felici, l’esperienza ci fa essere realisti, tutte reazioni profondamente intelligenti, salvo poi scoprire, passato lo sfogo che il futuro ci appartiene e dobbiamo concorrerci, e lo facciamo, se lo facciamo, con molta, molta comprensibile circospezione.
Max dice speriamo bene, ok, questo magari lo possiamo ancora fare, sperare.
Non dimenticare però che tra tutte le persone vicine alla federazione uno come te, sinceramente, non lo ricordo.
Madmax says:
Vedi Mario se ci pensi bene le iniziative come quelle di oggi vanno (non so se volutamente o meno) verso la direzione esatta..
Cosa voglio dire con questo.. Che come si diceva oggi le situazioni migliori possono venir fuori quasi esclusivamente da iniziative personali e/o private, perciò la federazione deve mettere a disposizione degli strumenti e poi che ognuno li usi come meglio crede..
In un paese come il nostro difficilmente quattro ragazze come quelle presenti oggi pur non lontanissime tra di loro si troverebbero ad allenarsi insieme per scelta (i maestri non andrebbero a chidere all’altro e se anche lo facessero ci sarebbe poi la guerra su chi dirige l’allenamento, già oggi sentivo uno che poneva dei problemi assurdi..), per cui il fatto che il tutto sia sotto il patrocinio della Fit è un bene perchè molti per paura di andare incontro a ritorsioni non rischia a stare a casa.. In più per i maestri diventa difficile (anche se ci provano) dire ai genitori di un convocato no non lo portiamo anche perchè per la maggior parte dei genitori una convocazione è l’unica ragione di vita..
Ripeto sfruttiamo il momento e le agevolazioni che man mano vengono proposte sempre inserendole nel NOSTRO programma dando loro l’importanza o il ruolo che decidiamo NOI.. Cmq sia è sempre un’esperienza e poco è sempre meglio di zero..
Pensa che qualcuno spende 30/40/50.000 dollari l’anno per giocare con i migliori una volta che per avere lo stesso servizio devi fare solo 10 euro di benzina vuoi anche lamentarti??
Eppoi hai visto con Giorgio che scambio di informazioni tra coach di livello?? ah ah ah
Mario Polidori says:
@Max

.
visto
Non discuto che ci siano cose che POSSONO andar bene, come non discuto che ce ne siano tante che VANNO male
E non certo per disfattismo, solo per onestà intellettuale e per sapere cosa portare in valigia
Madmax says:
Tanto per farti capire..
Dalla prox settimana, la porto lì all’apertra e vengo a riprendermela la sera, manco voglio sapere cosa fa, tanto so che più o meno giocano un po’ di punti e che si trova con le sue amiche.. Un piccolo stacco in mezzo alla settimana, tra l’altro lavora e gioca divertendosi.. Cmq sia male non farà…
Madmax says:
E sai quante cose e per quanto tempo ci saranno cose che non vanno bene, sta a noi scansarle!!
bogar67 says:
Nunziovobis post 238 non condivido, mi pari proprio esagerato!!. abbiamo delle lattanti, ok trovarti la sat che garantisca la qualità come dice Roberto però non andiamo oltre, hai troppa fretta!! Per quanto mi riquarda alla luce di tutte le discussioni avute fin qui con tutti voi la mia scelta è ottima. A me garantiscono la qualità e le attenzioni che una bimba predisposta come mia figlia merita, aggiungo però un’altra cosa molto importante, non sono un raccomandato, nel senso che il trattamento di qualità che mi viene offerto è rivolto a tutti, anche a chi è meno predisposto. Cambiano solo i gruppi, nel senso se hai qualcosa in più e recepisci prima degli altri anche per diversi altri motivi come ad esempio la costanza nelle presenze, stai con chi è nella tua stessa condizione ed ha la tua stessa marcia. Non ho mai visto file indiane nel mio circolo se non magari raramente all’inizio della stagione prima di stabilire gruppi ed orari, poi max 3/4 a maestro. Ragà vi ricordo sempre che ho a soli 200 metri da casa un circolo con relativa sat ed un campo coperto, dove pagherei anche di meno, dove potrei lasciare mia figlia e riprenderla a fine lezione, dedicandomi ad altro, eppure mi faccio 52 km a/r, sono costretto per forza a rimanere all’interno del circolo. Penso di avere trovato il meglio nella zona, poi quando questo meglio non basterà più sono sicuro che il mio maestro mi dirà: io di più non posso fare, vai qui o vai li.
bogar67 says:
Mad max post 244 ma sei tu? io quando ti ho cominciato a leggere qui eri quasi allo stesso livello di critica di andrew, sei cambiato tu o la federazione?
atti says:
Dunque…un po’ di cose…
Symplete@ .. la tua frase dovrebbe essere messa in cima al Blog…come motto iniziale…
“perchè parliamoci chiaro, federazione o meno, per emergere ci vogliono due palle così, tanto per essere chiari, e quelle non te le dà la federazione, anche se fosse la miglior federazione del mondo…”
Perfetto, è quello che ho sempre pensato anch’io…ognuno è attore di se stesso…premesso questo, per non sembrare bastian contrari a prescindere…pero’, quello che mi sono sempre chiesto, fin da subito, è se l’ambiente dei circoli ti puo’ aiutare (anche) a tirare fuori le palle… secondo me NO…ha ragione Andrew…non si tratta di Bassano, Roma o Catania…l’ambiente ricreativo ha obbiettivi diversi..punto !…ecco perché Nikolik ne parliamo…non per criticare e scaricare le colpe…ma per cercare di migliorare…
Capisco anche cosa voglia dire Rob… pero’ non dimentichiamoci come dice Max… che il 99% dei circoli non ha ancora mosso un dito per cambiare marcia…
I Centri Periferici spero possano essere l’embrione di future associazioni sportive a scopo agonistico… l’importante sarà che tutti gli attori comunichino in modo corretto e propositivo…senno per tutti quelli che non sono nella situazione ideale (cioè con genitori che seguono in prima persona la crescita tecnica e fisica), appena passato l’effetto placebo iniziale… non avranno alcun beneficio…in sintesi… i famosi orticelli bisogna cominciare ad abbatterli…
Rob.. come Federazione..dovete battere forte questo tasto… e passare chiaramente il messaggio…
Nei prossimi giorni cerchero’ anch’io di fare una sintesi sul ns. Centro Periferico del Veneto che è partito ieri, ma Vale ci andrà da oggi.. 32 ragazzini e ragazzini del 97-98-99 (in pratica 5 + 5 per ogni annata)… superficie… terra rossa… campi in pieno centro a Vicenza ex circolo vicecampione Italiano di A1 femminile… sciolto per le note vicende già descritte nel sito FIT… e riconvertito alla causa federale.
SUPERGONZY says:
Bogart, non penso che siano cambiati, ne Max ne la federazione, è semplicemente analizzare ciò che viene fatto e proposto. Se ha constatato che il lavoro svolto è positivo, dirà che la Fit sta cercando di fare qualcosa di buono, altrimente critica, mi pare del tutto sensato
KB says:
Andiamo su …. che ben vengano queste nuove idee :
separazione tra circolo ricreativo ( da spennare ) e circolo agonistico ( da aiutare ),
campi veloci, e relativi tornei
centri periferici,
circuito giovanile con in palio wild card,
certificazione dei maestri, speriamo anche dei circoli
e spero tanto altro ancora ….
però ….. questa roba, che non mi sembra ci volesse pico dela mirandola per capire che quantomeno si poteva provare a realizzarla e magari se non funziona provare qualche altra strategia, è arrivata dopo 11 anni con questo gruppo dirigente , quindi mi pare normale che se qualcuno in questi anni si è lamentato di immobilismo o ha mosso qualche critica tutti i torti forse non li aveva.
Io per esempio ho un figlio di 15 anni ….. troppo tardi per noi.
KB says:
Tra l’altro quasi tutte cose da noi proposte o comunque dibattute in questi 3 anni di blog.
Nikolik says:
simplypete, sono completamente d’accordo con il tuo commento n. 230, ma proprio completamente, dalla prima all’ultima parola.
Ma, vedi, se un qualunque lettore, che entra per la prima volta in questa rubrica, legge, insieme, qualche centinaio di commenti di fila di questo Genitori e Figli, i tuo concetti (che poi sono anche quelli miei), che sono assolutamente reali e sensati, non passano.
Passa, invece, e nettamente, l’idea che vanno avanti soltanto coloro che, per qualcosa o per qualcuno, vengono aiutati o agevolati, in qualche maniera.
Vuoi perché sei figlio di maestro o dirigente, vuoi perché aiutato dalla Federazione, o per altro di non meglio definito.
Questa è l’idea che passa.
Questo è il concetto che passa leggendo questa rubrica.
Magari è un’idea, a volte, solo strisciante, solo implicita, quando non proprio espressamente affermata, ma sussistente.
E’ questa è un’idea assolutamente irreale ma che, se nessuno vi riporta alla realtà, è un’idea che passa.
Come dici tu, può lamentarsi del sistema chi, magari, diventa n. 200-300 del mondo.
Hai ragione.
Ma non altri.
Non i genitori del 14enne che prende 5 giochi ogni volta che incontra non uno forte, ma uno fortino.
Invece, è quello che capita qua.
Se tuo figlio diventa un campione, simply, non devi ringraziare la federazione.
Ma, vedi, ti ricordi di quando in questa rubrica si favoleggiava che giocare la Fed Cup e la Davis, tanto per fare un esempio, non conveniva?
E io a dire che era un’irrealtà?
Ecco, poi ora si viene a sapere che le nostre ragazze di Fed Cup sono letteralmente coperte d’oro (non parliamo poi dei 400.000 della Schiavone) per giocare, e vincere, la Fed Cup.
Certo, perché vincono, se perdessero al primo turno non prenderebbero nulla, com’è giusto nel tennis ed in ogni torneo, dove guadagni solo se vinci.
Poi dopo si viene a sapere che ai nostri di Davis danno 30.000 cucuzze a testa (ma cucuzze d’Euro, quindi 40.000 cucuzze di dollari) per giocare in Olanda.
Per restare in B, capirai! E per 3 week end di lavoro all’anno!
A me non sembrano pochi, visto il livello dei nostri e visto quanto guadagnano in un anno con la loro attività.
Poi ci sono i soldi dati ai nostri per andare nei centri estivi, ecc. ecc.
Ma è solo un esempio, fra i numerosi luoghi comuni irreali che spacciate per reali.
Insomma, a legger voi, monotematici, senza contraddittorio, passano delle realtà, spacciate per tali, che sono (permettetemi l’espressione) delle irrealtà.
Come diceva una volta Stefano, ve le fate, ve le dite e vi sembrano vere!
KB says:
E come rilevai tempo fa ….. con tutta la sapienza di strategic board, tecnici e quant’altro ci voleva un ” dilettante” come Commentucci per partorirla ?
KB says:
Nikolik,
sei tu che forzi la mano e fai delle affermazioni irreali. E hai un idea distorta sul ruolo della federazione che non deve limitarsi a dare contributi a destra e a manca ma deve essere la guida e rendere sempre più efficente il movimento, anche prendendosi delle responsabilità.
” Se tuo figlio diventa un campione, simply, non devi ringraziare la federazione.”
è qui che ti sbagli, se il figlio di Simply diventa un campione dovrebbe poter ringraziare la federazione che ha contribuito a farlo diventare tale.
Roberto Commentucci says:
KB, aspetta, però. Sarebbe ingeneroso attribuirmi meriti che non ho.
Il mio contributo originale al 100% è stato il progetto Campi Veloci. Quello l’ho ideato, proposto e realizzato io, effettivamente.
Le altre cose (centri periferici, trasparenza sulle qualifiche, etc.) bollivano in pentola già da tempo. Diciamo che alcune sollecitazioni provenienti (anche) da me, da qua, da questo blog e prima da quello di Ubaldo, secondo me hanno facilitato il loro iter di realizzazione e di approvazione, fornendo argomenti validi a chi le proponeva e indebolendo la posizione di chi si opponeva.
Infine, non dimenticate la taanto criticata riforma dello Statuto, che di fatto rende molto meno praticabile per i circoli elettori rovesciare l’attuale vertice alla scadenza del mandato. La riforma, con la garanzia della stabilità del vertice, è stata fondamentale per consentire la messa in cantiere di riforme strutturali (medicine amare), che altrimenti non si avrebbe avuto il coraggio di promuovere.
Dispotismo illuminato, insomma.
E’ una mia impressione, magari mi sbaglio. Ma dato l’attuale sistema di governance era l’unico modo per uscire dall’impasse di una federazione sportiva alla ricerca di obiettivi agonistici i cui vertici sono eletti e possono essere sfiduciati da una base dedita al tennis ricreativo.
monet says:
kb aimè le forzature di nikolik corrispondono a nude verità,che a volte possono far male,ma se lette in un’ottica diretta possono solo aiutare a spendere meno,e a farsi poche illusioni………
KB says:
Monet,
ma se invece di dover ingaggiare personalmente prima Caperchi e poi Serrano per seguire tuo figlio avessi trovato delle strutture che funzionavano, con tecnici federali capaci e di esperienza, in un ambiente competitivo e stimolante, ….. forse potevi fare le stesse scelte ma avresti avuto un alternativa. Ti chiedo.. l’hai avuta questa alternativa ? Qualcuno ti ha aiutato a non commettere errori o ti sei dovuto rimboccare le maniche e occupartene personalmente ?
Roberto,
sono consapevole dei problemi che ci possono essere in una federazione per portare avanti dei programmi , ci vuole tempo e pazienza e bisogna aspettare che i tempi siano maturi nell’ambiente.
Il difetto è che i genitori e i loro figli non possono ragionare in termini di lungo periodo perchè come diceva un tuo collega … nel lungo periodo saremo tutti morti.
Detto questo mi pare che i progetti partoriti ultimamente e che sono sul tappeto siano maggiori di quelli fatti nei 10 anni passati. O sbaglio ?
Roberto Commentucci says:
KB, hai ragione, è logico che la mia prospettiva temporale è diversa da quella dei genitori, per loro il tempo fugge rapidamente, a mano a mano che i figli crescono.
Ma ti rimando alla frase che ho scritto stanotte:
“Il politico pensa alle prossime elezioni.
Lo statista pensa alla prossima generazione”
(Alcide De Gasperi).
La sfida è quella di fare tutto il possibile per migliorare le cose nell’immediato, ma nello stesso tempo avviare quelle riforme di lungo periodo che sono necessarie per risolvere i problemi strutturali in cui ci si dibatte da tanti anni.
nicoxia says:
Archi leggendo il post 219 mi sono reso conto di quanto condivido le tue idee, ma al post 236 la tua ammissione di sconfittà mi ha fatto male,non posso credere che quello da te esposto sia la verità ,Stefano ce la messa tutta, ma tu non puoi accettare una sconfittà cosi grave passivamente,anche perchè di questa sconfitta ne subiamo le conseguenze tutti.
nicoxia says:
Archi sapessi esprimermi io come fai tu scriverei miliardi di post per confrontarmi purtroppo io scrivo e parlo come mangio,siccome mangio male mi rendo incomprensibile pero so leggere e imparo molto da tutti voi quindi non ci sono scuse ci si confronta fino all’ultimo senza mollare mai.
simplypete says:
Io e nik, la pensiamo allo stesso modo, monet pure…..hai,hai, hai
-La numero uno al mondo famminile è forse un prodotto della federazione danese?
-La ivanovic la jankovic
-Nadal è un prodotto dello zio toni!
Vi faccio una domanda, secondo voi, quanti sono i giocatori nei primi 50 wta/atp che possono considerarsi prodotto di un sistema “federale”?………………….
Roberto Commentucci says:
Bella domanda simply…
Appena ho un minuto, faccio una ricerca. Te lo dico da ora: nei maschi qualcuno in più. tra le donne, pochine.
monet says:
10 anni fa l’alternativa al fai da te era:
accademia vavassori
accademia fannucci
e non credo molte altre,quindi ho preferito il fai damè!!
senza molte e valide alternative ci si deve aggiustare,e devo dire che a trovare caperchi fui molto fortunato.già da allora esistevano gruppi privati (gruppo fila di piatti con ansaldo figliomeni arnaboldi) ma sappiamo tutti la fine che hanno fatto,quindi non mi restava che guardarmi attorno o portarlo in spagna o in florida.siccome ritenevo l’accademia sanchez una sorta di valtur,e l’accademy bollettieri troppo distante per staccare un figlio di 13 14 anni,come dici bene tu mi sono rimboccato le maniche e chiedendo consigli di qua e di là (maestro lubrano docet) decisi che il male minore sarebbe stato quello di affidare il boy a un professionista del mestiere,appunto il caperchi.credo che dopotutto una scelta scellarata no sia stata……..
Mario Polidori says:
Se fossi un frequentatore silenzioso od occasionale, mi verrebbe da pensare che la Federazione siamo noi, tutti.
Forse sono i toni accorati, talvolta trionfalistici, altre volte tronfi, che innescano il pretesto di una polemica.
Perché se alla fine sembra che diciamo tutti la stessa cosa, cercando di litigarcela, di polemica si tratta.
La realtà, poi, è sempre più forte del nostro accaldarci, ma la verità vera è che la realtà, come la stessa verità, non ha mai la stessa faccia.
Non perché non v’è chi non veda, ma semplicemente perché ogni luogo ha una sua realtà, nella nazione dei campanili, dei rioni, in una nazione dove anche a fare politica si è tifosi, altro che ideologia.
Quello che dice Nikolik è giusto, ma non credo che tutti quelli bravi hanno ricevuto appoggio dalla Fit, alltrimenti stiamo parlando di un problema che non abbiamo mai avuto e siamo tutti matti, se non irriconoscenti.
Ha ragione Simply, quando racconta una realtà che esiste, e non soltanto per lui.
Ha ragione Roberto quando cita De Gasperi.
Ha ragione KB ad indicare nella Federazione l’organo che dovrebbe quantomeno esserci in determinati incroci, così anche solo per un fatto istituzionale, e che di fatto non c’è.
In Italia siamo abituati che mentre noi ci spacchiamo il cu…. altri fanno festa, e ci rode, ma se qualcuno si degna, e bada bene, per qualsiasi motivo di invitarci, allora tutto assume un colore diverso, ed il sistema d’incanto funziona.
Questo è il motivo per cui il sistema funziona ed è anche il motivo per cui un giorno smetterà di funzionare, la storia ce lo insegna.
“Non c’è vero progresso, se non è per tutti” (H. Ford)
E vi prego in anticipo, in quei tutti non ci sono le pippe.
Tex says:
…non ho letto per un po’ il blog è la sensazione ritornando è che ci sia (poche eccezioni a parte) una forte ventata di filo federalismo. In ogni caso, c’e’ qualcuno che mi aiuta a risolvere un circolo vizioso? Per esempio a 10-11 anni cosa rende meritevole di attenzioni un ragazzino, i risultati o “le potenzialità”? Nella prima ipotesi cosa bisogna dire ai ragazzi: cerca di attuare le tattiche aggressive sviluppate in allenamento( e magari ne butti la metà fuori) anche se poi perdi oppure metti la palla in campo in qualunque modo pur di vincere? Si pero’ se poi perdi non ti convoco perche’ contano i risultati. Ipotesi 2 (quella in cui si contano le potenzialità): chi decide le potenzialità a 10-11 anni? E’ troppo soggettivo; e chi dice che uno che non sia il massimo a dieci anni non diventi fortissimo a 16?Si ma se viene trascurato perche’ qualche esperto ritiene abbia poche attitudini sarà piu’ svantaggiato. E ancora; si sa che il confronto avviene per categorie under o al massimo tra atleti dello stesso anno. Ho capito, ma se io sono sfigato e sono nato il 28 dicembre è normale che se guardo i risultati avro’ un po piu’ di difficoltà di che chi ha piu’ c**o ed e’ nato il 4 gennaio; la sfiga non mi sembra pero’ un buon motivo per non essere convocato. Vi sembrano aspetti poco rilevanti? A me sembrano molto concreti.
Madmax says:
Bogar..
E’ esattamente come ti ha spiegato SUPERGONZY (eppure ci dobbiamo conoscere..
)
Monet..
Hai perfettamente ragione a metà..
Voglio dire che senza ombra di dubbio se uno è forte viene fuori lo stesso, però viene fuori solo grazie al proprio talento e di conseguenza sarà sempre limitato come gli ultimi trent’anni testimoniano..
Ma se fin dall’inizio la federazione avesse messo da parte tutti quelli che si comportavano male, tutti quelli non volevano fare atletica e non avevano un comportamento coerente a chi aspira a diventare un professionista di valore, vedrai che ne sarebbero rimasti meno (e poi chissà) ma quei pochi sarebbero diventati dei top 10 o 20..
Anche perchè quando vanno ai raduni le teste calde rovinano anche gli altri dato che come ben sappiamo è sempre quello tranquillo che segue il cattivo esempio e mai viceversa…
Ed è altresì innegabile che la nostra mantalità sia sbagliata e la mentalità senza dubbio oltre ad essere fondamentale si insegna da giovanissimi..
Basti pensare alla Pennetta (ed io ve lo dicevo fin dall’anno scorso in tempi non sospetti quando vinceva..).. Ma ti sembra che una si allena in Spagna, invece di prendere il PA di Ferrer o Verdasco vada a prendere quello di Starace che non si muove?? Eh si ma quello di Starace dice che è difficile far lavorare Potito mentre l’altro a Ferrer (nr 5 ATP ricordiamolo sempre visto che così talentuoso da giovane faccio fatica ad immaginarmelo) lo chiudeva nello stanzino buio…(e stiamo parlando della Spagna non del Burundi o della Russia Stanilista)..
Perciò è chiaro che la Federazione debba dare gli input corretti…
simplypete says:
Tex io sono appena stato “cacciato” da un cosidetto centro pia bla bla bla, per cui figurati……
Io sono filo…. “mia figlia” se un sistema per me è valido ci sto dentro, se non mi offre quello che cerco, si cambia aria, no excuse…diventare pro non è mica uno scherzo, è un puzzle in cui la federazione può aiutare, ma alla fine se mia figlia continua a fare doppio fallo sulla palla break, sarà mica colpa di binaghi…..
Mario Polidori says:
@Tex
dalla mia rubrica:
93. Mario Polidori Says:
ottobre 19th, 2010 at 20:31
@Maria
io credo, e di questo ne sono fermamente convinto, che uno dei motivi per cui non troviamo talenti non è certamente perché il nostro paese non ne produca, anzi.
Il problema è che l’aspetto speculativo prevale sempre sul resto dacché l’Italia esiste, ed anche prima che fosse unita, e cerchiamo di fare il vino con uva di cui non disponiamo e finiamo per buttare via la nostra uva, con la quale verrebbe fuori sicuramente un vino esportabile nel mondo.
E banalmente questa metafora è molto calzante, perché, uscendone e pensando davvero al vino, è esattamente ciò che accade.
I Francesi fanno lo Champagne e noi il Barolo, il Bollicine, il Brunello e tanti altri.
Nel tennis no, cerchiamo già nelle selezioni i muscoli di Nadal, la freddezza (non certo in giovane età) di Borg, oppure gli arabeschi di Federer, e chi più ne ha più ne metta.
Ma noi non siamo spagnoli, non siamo svedesi, non siamo di origine araba (mi pare), per cui non sono queste le qualità da ricercare in una selezione.
Per cui, a chi gliela facciamo fare oggi la selezione?
Quando, tutto il “sistema della rincorsa al nulla” produrrà un italiano buono?
Mai!
Se l’approccio è questo, mai!
I nostri ragazzi hanno estro ed è dimostrato ampiamente dal fatto che spesso in età giovanile sono meglio di altri, ma siamo un popolo particolare, soprattutto dal punto di vista tennistico, siamo precoci in tenera età, tardivi in adolescenza, ed eroici in maturità, non abbiamo la passione per la fatica, perché siamo poeti.
Mario Polidori says:
@simply
dici cose giuste e le dici molto semplicemente, per questo ti danno addosso
Mario Polidori says:
….perché su di te non si può speculare…..
KB says:
Roberto,
Il mio ”dissidio” con te riguardava solo il fatto che mi pareva ci fosse in federazione poca autocritica , dipingendo un quadro ideale quando questo non lo era.
Per il resto condivido.
I centri periferici, per come la vedo io, sono non tanto l’opportunità di far allenare insieme i migliori ma l’occasione per far conoscere i programmi e i fini che la federazione persegue. Cosa che non accadeva ai raduni , quelli 1 giorno l’anno e via.
Esempio : Max dice ” Per quanto riguarda la parte fisica invece, i programmi arrivano direttamente da Tirrenia e c’è la massima volontà di collaborare con i vari preparatori atletici che potranno dare le loro indicazioni, per cui anche qui tutto sotto controllo ed i migliori auspici..”
Per me questo è un grande passo avanti, finalmente c’è un indirizzo che i preparatori dovrebbero attuare nei loro circoli.
Finalmente la federazione si prende delle responsabilità dando un indirizzo preciso sulla strada da percorrere.
Poi , si può essere d’accordo o meno, seguirli o andare per la propria strada , ma non tutti hanno a disposizione il Prof. Catizzone, per cui il giovane preparatore di un circolo dovrebbe fare tesoro di tali indicazioni.
Quindi , seguendo il più bravo, quello convocato, si fa un bene anche a gli altri che non partecipano ai raduni.
Si innalza il livello medio. E negli anni si potrà valutare se le indicazioni proposte sono valide o se si deve apportare delle modifiche.
Il monitoraggio di un campione così grande di ragazzini dei quali si conosce quello che fanno non può che essere di aiuto.
Se ci saranno dei risultati tutti si fideranno e si adegueranno.
E’ così che si crea una scuola, non solo dando 5.000 euro …spendili come ti pare…portami le fatture …. arrivederci e grazie.
Madmax says:
Guarda Tex, l’unica cosa che conta è il saper giocare bene a tennis, vedrai che se gioca bene qualche piccolo risultato arriva sempre e soprattutto basterà per essere notato e convocato..
Mia figlia è nata alle fine di ottobre ’98, è sempre stata piuttosto gracilina, in regione inizialmente vincicchiava ma nemmeno tanto eppure fin dai tempi dei PIA è sempre stata convocata.. Ora è la prima in regione a livello nazionale è tra le prime dieci ed è convocata a Tirrenia, perciò non è preso nulla di impossibile..
Perciò se si parla di vere potenzialità queste devono portarti ad essere almeno il primo o secondo massimo terzo in regione e tra i primi quindici in Italia, altrimenti quello che si vede non è vero potenziale..
E cmq se per qualsiasi motivo il bambino è in forte ritardo dal momento in cui recupera (e qui ci dovrai mettere eventualmente del tuo) lo chiamano..
Il confronto poi ci deve essere dal momento in cui l’aspetto tecnico è in fase molto avanzata altrimenti è inutile e spesso controproducente..
L’anno scorso non ho mandato Alessia da nessuna parte poichè non la reputavo pronta, ora al contrario ce la mando volentieri..
Ecco forse anche questo è il motivo del mio cambiamento (anche se certamente ora le offerte sono migliori e di buona qualità ed oltretutto siamo in una fase dove posso decidere che importanza dare alle varie offerte), nel senso che il confronto che non è difficile da organizzare mi è utile mentre prima a noi serviva più un aiuto che riguardava la parte tecnica ma quello la federazione non lo può e non lo deve fare (se non dare qualche consiglio a genitore e maestro) a meno che uno decida di dare a loro il proprio figlio in gestione completa qualora lo meritasse, ma ovviamente di questo se ne parla più avanti quando però i problemi sono ormai quasi irrisolvibili..
simplypete says:
Grazie Mario ma non mi sento affatto attaccato anzi, non devo mica mettere daccordo tutti , a quello ci pensano i politici….
monet says:
attenzione max essere tra le prime 10 è una indicazione abbastanza poco indicativa,mi permetto di farti una domanda precisa,che n° occupa la tua delle 10?
bogar67 says:
@ madmax pure io sono d’accordo con te, solo che mi sembrava strano, hai ricominciato a scrivere qui a fine estate con in maniera più misurata, prima con Stefano Grazia e gli altri, adesso anche con la FIT. Secondo me hai avuto qualche incontro, ti sei accorto di qualcosa che non sappiamo durante il periodo estivo e hai cominciato a pensarla diversamente, è una mia sensazione.
@ Roberto, non sono d’accordo su quanto affermi, al post 257 sulla riforma dello statuto, per me un gruppo dirigenziale deve durare massimo 10 anni, magari con due mandati di 5, mi pare un tempo necessario per portare avanti delle riforme, non parliamo di giorni ma di anni, semmai bisogna essere più pronti a recepire i miglioramenti da apportare al sistema e non farsi cogliere impreparati, dei centri periferici da quanto ne parliamo ed andiamo discutendo? Roberto, siamo nel 2010 ma te quando ti sei accorto che sarebbe stato più opportuno puntare anche sui camoi veloci? ieri? l’altro ieri? tu hai scritto in un altro post, si comincia a muovere, ed io ti chiedo perchè proprio adesso e non prima?
bogar67 says:
madmax non avveo letto post 274 perchè stavo scrivendo il mio 277 e vedo che hai risposto.
Roberto Commentucci says:
KB. Condivido tutto, al 100%.
E per la verità, nel corso dei raduni e dei centri periferici, la Federazione si è presa delle responsabilità precise anche per la parte tecnica, non solo per la preparazione fisica. A tutti i maestri dei ragazzi di interessse nazionale è stato distribuito un protocollo tecnico, messo a punto da Settore Tecnico e Scuola Maestri, in cui viene spiegato per ciascun colpo fondamentale (servizio, diritto, rovescio a una o due mani, etc.) qual’è il modello tecnico di riferimento, quali sono gli errori più comuni e come correggerli tempestivamente. Inoltre, nei centri periferici ci saranno anche, oltre ai tecnici di macroarea, dei tecnici della Scuola Maestri dotati di apposite telecamere per la videoanalisi, con i dischetti di quelle fatte a Tirrenia o nei raduni, per valutare l’evoluzione tecnica dei ragazzi e concordare con i loro maestri l’opportunità di effettuare correzioni in corsa.
Io credo che i maestri che dicono “devo andare a fare lezione” e non accompagnano i ragazzi ai centri, non sanno cosa si perdono in termini di arricchimento professionale e occasione di confronto e di dialogo.
Si tratta di investire su se stessi. La FIT non impone nulla, cerca di creare le condizioni perché tutti possano progredire: ragazzi, in primis, ma anche genitori, preparatori fisici e maestri.
Ora speriamo che i personalismi e le rivalità (che pure ci sono, in alcuni posti) vengano messi da parte, una buona volta.
Mario Polidori says:
@Simply
KB says:
Roberto,
” La FIT non impone nulla, cerca di creare le condizioni perché tutti possano progredire: ragazzi, in primis, ma anche genitori, preparatori fisici e maestri.”
Perfetto. In bocca al lupo.
monet says:
perfetto una cippa…….
la Fit impone azzo se impone……..
simplypete says:
Puoi fare un esempio Monet?
Roberto Commentucci says:
Bogar, semplicemente perché prima c’erano problemi ben più gravi. Quando questo gruppo dirigente ha iniziato ad operare, non c’erano nemmeno i soldi per pagare gli stipendi e il tennis italiano era un cumulo di macerie.
Indirettamente, lo dice anche monet, quando ti spiega come eravamo messi al tempo in cui Fabio aveva 14 anni. Un deserto.
Lentamente, si è potuto rimediare e ricreare le condizioni per tornare ad investire.
Sul discorso dei 10 anni come durata massima in carica, in teoria sarei d’accordo con te.
In pratica, temo che non esistano nel nostro movimento tennis alternative credibili a Binaghi, sia in termini di competenza, sia soprattutto in termini di etica e trasparenza amministrativa.
Voi non avete idea dello sciupìo scandaloso che si è perpetrato negli anni ’80 e ’90.
In sintesi: Binaghi si è fatto un mazzo tanto per risanare eticamente ed economicamente la Federazione, per risolvere un mucchio di grane legali scaturite dalla necessità di fare piazza pulita con chi aveva male operato prima di lui, e adesso che ha finalmente finito il lavoro sporco e che può iniziare a seminare per raccogliere, dovrebbe lasciare il testimone a qualcun altro, che magari se ne prenderebbe i meriti?
Secondo me non sarebbe nemmeno giusto, pur con tutti limiti caratteriali dell’uomo, che certamente è sempre uno da prendere con le molle e che non brilla per diplomazia.
Ma nessuno è perfetto.
nicoxia says:
Nikolik,il tempo passa quando anni fa nel blog tutti si lamentavano della federazione io ero l’unico a dire di dargli tempo che il processo di cambiamento dopo aver risanato i conti poteva iniziare.Ora un progetto si intravvede le lamentele diminuiscono tu sei rimasto indietro nel tempo,ci vorrà ancora tempo per vedere se volgerà a buon fine ma come avevo detto allora a Max , non c’è interesse a lavorare male ognuno cerca di fare il proprio meglio,lui aveva poca fiducia nelle capacità,ma certo sa riconoscere il cambiamento e se l’opportunità è buona certo non se la lascia scappare.
Madmax says:
Mah Fulvio in realtà non lo so perchè ha battuto la seconda e la quarta ma poi ha perso dalla quinta e dall’ottava, certo è che sul veloce cambia molto rispetto alla terra..
Però a prescindere da questo credo che nel nostro piccolo anche in Italia come nel resto del mondo e come a livello pro dove tutti i migliori giocano e si allenano (spesso anche nella direzione corretta), sarà sempre più difficile competere contro chi ti sovrasta fisicamente anche se solo di uno due anni di età (ovviamente parlando dei migliori)… E tra le donne poi che si sviluppano prima il problema sarà sempre maggiore e nonha caso nelle top 100 una o due sono le giovanissime..
E’ proprio per questo che per quanto mi riguarda sto facendo un percorso molto diverso della norma per cui non faccio testo..
In poche parole a livello di allenamenti tennistici mia figlia per lavora molto meno delle altre sullo sviluppo del gioco in se ma molto di più sulle capacità che serviranno a svilupparlo in seguito.. E’ chiaro che man mano che andremo avanti (ha compiuto ieri 12 anni) varieranno le % nel senso che sarà sempre maggiore il tempo che che dedicheremo al tennis vero e proprio.. Questo gia a partire dalla seconda parte di quest’anno e sempre di più in quella direzione fino ad arrivare alle fine del 2012 (al compimento dei 14 anni), quando secondo le mie stime dovrebbe essere perfetta a livello tecnico e quindi pronta per lavorare solo o quasi a livello tennistico (in campo ovviamente perchè poi ci sarà sempre ovviamente e predominante la parte fisica)
Poi se avrò avuto..
ragione o meno lo scoprirò tra due/tre anni
Mauro g&f says:
Roberto, ma il sito della Fit, non doveva pubblicare le sedi dei vari centri periferici, i convocati etc?
Madmax says:
Nico..
Il problema è che in Italia non giocano mica solo le prime due o tre della regione e giustamente anche la quinta vorrebbe sapere cosa fare..
E ripeto ora con i Centri Periferici si fanno giocare i ragazzi non si informa sul cosa dovrebbero fare.. Poi che da parte dei maestri ci sia la massima disponibilità a collaborare e a dare un consiglio è verissimo ma è un vantaggioo dato esclusivamente ai convocati e perciò a me va benissimo..
Ma a livello generale non cambia molto e caro Roberto ti assicuro che non ci sarà un maestri dio uno che si fermerà più di una volta o due volta alle sedute..
Roberto Commentucci says:
Mauro: si, dovrebbe essere on line presto, so che ci stanno lavorando.
bogar67 says:
@ Mauro g&f, dal 20 di questo mese in Trentino 2 volte a settimana, significa già che domani una ragazza di quella regione è più avanti della tua. Sul sito FIT Sicilia che ho criticato in passato per mancanza di trasparenza e messaggi rispetto alla Sardegna ci stanno le date delle pari età di tua figlia fino a dicembre. Non è una critica, solo un dato di fatto.
Mauro g&f says:
Roberto, post 284, la penso esattamente come te. Questo però non mi impedisce di essere critico e perplesso su alcune cose già più volte dibattute.
nicoxia says:
Max puoi avere ragione,ma secondo me Lombardi ha lasciato un ottima scuola ora bisogna trovare il modo migliore per trasferirla alla rete questo può essere un inizio per dare delle linee guida anche perchè gli stessi maestri confrontandosi crescono e trasmetteranno alla loro scuola le nuove esperienze se qualche convocato non parteciperà il terzo il quarto il quinto potrà subentrare più avanti si potranno allargare i numeri di modo che saranno in dieci a confrontarsi bisogna avere fiducia non si può avere tutto e subito.
Mirko's says:
Il cambio di atteggiamento di Madmax verso la Fit, gli è stato caldamente ” raccomandato” da uno dei suoi “profeti”, per carità ci sta che uno agisca per il bene del suo progetto, ma che non si faccia passare da virtuoso od integerrimo perchè è ben lungi dall’esserlo.
nicoxia says:
Max mio figlio non si demoralizza perchè non è tra i migliori anzi è stimolato a lavorare meglio per cercare di raggiungerli sta a noi dargli i mezzi giusti per agevolarli nei loro sogni.
Madmax says:
Roberto
Vero si sta cercando di fare qualcosa per i bisogni immediati (ancora troppo poco) e qualcosa per i programmi futuri che però per essere digeriti ed accettati dovrebbero essere accompagnati da risultati migliori..
Ecco perchè (ed anche questo te l’avevo già scritto mesi fa) è assolutamente necessario aumentare gli aiuti immediati, altrimenti anche quelli che oggi sono bambinisi si perderanno..
I ragazzi si possono salvare (i migliori quindi quelli messi meglio o che hanno una predisposizione molto superiore alla media) fino a 13/14 anni poi bye bye..
Perciò dico o non dai proprio nulla e ti concentri totalmente dall’under 10 in poi oppure è necessario intervenire pesantamente tagliando tutte le mele marce…
Madmax says:
Mirko..
Allora mi conosci molto poco!!!
A me non è stato caldeggiato assolutamente nulla anzi i miei due profeti la pensano peggio di me.. Soprattutto o dei due che fino all’anno scorso era più possibilista…
Io non sono ne virtuoso ne tantomeno integerrimo, valuto caso per caso separatamente cercando di adattare tutte le offerte per il bene del mio progetto..
Come scrivevo ieri.. Nei centri periferici si giocano punti e match che cmq ci vogliono eccome? Benissimo ne faccio meno io… Punto..
Se non essere dei muli ciechi significa cambiare modo di pensare allora l’ho cambiato ma ti assicuro che se mia figlia non avesse raggiunto un buon liovello tecnico avrei ripetuto che a lei per il momento non sarebbero serviti..
Ma l’ho scritto anche sopra quando ho scritto che probabilmente il cambio è dipeso dalla crescita anche a livello di età di Alessia..
Ma qui l’abbiamo sempre detto che il buoco nero è soprattutto dai 4 ai 12 anni!!!
Nico
Certamente è così ma quando tra i migliori lo sei già sei stimolato soprattutto quando giochi con gli altri migliori e tutti sappiamo quanto gli stimoli siano importanti.
E proprio per questo che dicevo che finchè uno non cresce serve a poco il confronto, perchè anzi giocando con i migliori senza esserlo (ovviamente se le differenza sono enormi) ti demoralizzi.
Stefano Grazia says:
Scusa Nicox, solo per capire: post 261 quando dici
non posso credere che quello da te esposto sia la verità ,Stefano ce la messa tutta, ma tu non puoi accettare una sconfittà cosi grave passivamente,anche perchè di questa sconfitta ne subiamo le conseguenze tutti.
Cosa intendi con quello Stefano ce l’ha messa tutta?
Adesso leggo anche il resto ma questa cosa mi ha lasciato un po’ li’…
nicoxia says:
Scusa Stefano ma se Archi è arrivato ad una conclusione così estrema nei tuoi confronti tu pensi veramente di essere esente da colpe?
Roberto Commentucci says:
Mah…
A me sembrate pazzi…
Arrivate a dare giudizi così profondi l’uno dell’aaltro senza esservi mai visti, o nella migliore delle ipotesi essendovi visti una sola volta.
Ma non capite che l’interazioone via internet è limitatissima?
Non capite che non ci vuole nulla a capir male, a far sorgere risentimenti, malintesi e odi viscerali fondati sul nulla?
Avete entrambi più di 40 anni.
Video-chiamatevi su skype (almeno vi guardate in faccia) e spiegatevi, una volta per tutte.
Mario Polidori says:
Se poi ci mettiamo che dovreste partecipare alla crescita della conoscenza di chi vi legge, non uscite granché bene….
E’ meglio avere opinioni contrastanti per andare oltre, avere caratteri contrastanti non interessa al lettore e non dovrebbe interessare a voi.
Voto anch’io per Skype
Stefano Grazia says:
No, invece: faccamo cosi’…me ne vado anch’io.
Magari per aprire un blog con archie, ma francamente mi sembrate voi i fuori di testa, inclusi roberto e mario, sorry ma vi tocca…e si, nicox, mi sento esente da colpe. E no,non ho augurato ad archie di andarsene ma cofesso che viste le critiche sull’mbiente dei tennisti e il atto che lui sempre piu’ spesso dice che Mati non diventera’ un tennista ma un pallavolista o un, che ne so, decatleta, ecco che la mia domanda sul perche’ frequentasse con tanto ccanimento questo blog non era poi del tutto priva di senso. Ah, patria ingrata non avrai le mie ossa …
тχ¢ says:
νσтσ αи¢н’ισ ρєя ѕкуρє !!!
simplypete says:
Scusate al post 263 avevo posto un quesito mi sembra interessante….se qcn dicesse qcs sull’argomento potrebbe essere più utile…dei battibecchi
Alessandro Nizegorodcew says:
@simplypete
A memoria direi l’80% di tutti i giocatori e giocatrici francesi…
Mario Polidori says:
@Stefano
…ed io che ho fatto!!!!
@Simply
post 263
nessuno, quasi certamente, a parte qualcuno che politicamente ringrazia.
Questo tuo rilievo potrebbe essere il centro della questione.
Una Federazione funzionante non deve produrre campioni deve semplicemente (parola grossa) mettere in condizioni un sistema di farlo.
Dalla Federazione del nulla a quella del tutto, io sono sempre stato preoccupato sia della prima che della seconda
simplypete says:
Alessandro …..guarda caso, allora dico io che la fit copi dai francesi.
Mario Polidori says:
ad eccezione dei Francesi……giusto Alessandro…..(maledetti Fvancesi)
simplypete says:
Solo per dirne una mia figlia in Francia, detto da più di un tecnico federale francese giocherebbe gratis…..
Mario Polidori says:
@Simply
ti parlavo, in altri momenti, di ISP Academy, consigliandoti di farci una capatina, facendo attenzione a non perderti per strada
Ne vale la pena secondo me.
Quando ci siamo stati noi per fare un test, abbiamo trovato un ambiente assoluto sereno e rilassato, molti ragazzi in un’atmosfera da college, che ci è piaciuta molto.
Approfondendo poi le notizie con il nostro accompagnatore, abbiamo scoperto di quanto la Federazione faccia per loro, e scherzando ci diceva che fa addirittura troppo.
Gli investimenti sono importanti, ma anche i criteri di collaborazione con determinate strutture, il tutto davvero molto interessante.
Senza parlare di cosa è arrivato a casa di benvenuto e lettere e tessera federale, solo per il fatto che Marta avesse partecipato ad un torneo under 12 a Monte Carlo.
No, non possiamo copiare da loro, ci darebbe troppo fastidio
simplypete says:
Se in tutti gli altri sistemi la fedrazione incide poco, di cosa ci lamentiamo noi genitori di aspiranti pro…..?
Mario Polidori says:
infatti….io non mi lamento…..dovrebbe soltanto vigilare ed intervenire su tutti i circoletti stronzi che impediscono l’approccio corretto, ma poi chi gliela paga l’affiliazione?
Io, personalmente, neanche lo voglio l’appoggio della Federazione, preferisco trovare qualcuno bravo, una buona struttura, possibilmente non a 600 km da casa.
Per me sarebbe più che sufficiente.
simplypete says:
….parlavo in generale Mario…..
pibla says:
Io credo che uno dei maggiori compiti di una Federazione, se non addirittura il maggiore, dovrebbe essere quello di divulgare e promuovere a costi il più possibile contenuti il proprio sport sul territorio e su questo direi che ci sarebbe parecchio da dire sulla nostra Federazione Tennis.
Basta girare un pò l’Europa, anche paesi più poveri del nostro, per imbattersi di tanto in tanto in distese di campi da tennis, prevalentemente pubblici ed ovviamente sempre in cemento, anche 15-20 campi per volta che risultano essere del tutto gratis o comunque costare pochissimi euro l’ora.
Ecco, dove sono ad esempio queste strutture pubbliche a basso costo nel nostro paese???
Di questo mi piacerebbe che rispondesse la Federazione, prima che saltasse fuori il solito difensore d’ufficio che ci viene a raccontare che i campi non si costruiscono perché da noi il tennis non tira….ah ecco, il tennis allora non tira solo in Italia perché in tutti gli altri paesi invece ci sono un sacco di campi a buon mercato….
Tu fai tanti campi, anche al sud e nelle aree depresse ad esempio, in cui si possa giocare a basso costo, poi vediamo se il tennis tira o non tira anche da noi.
Ecco, di questo bisognerebbe una buona volta parlare se si volesse fare un discorso serio sulla Federazione, poi dopo, ma molto, molto dopo, cominciamo a parlare di Centri Periferici e quant’altro…. anche se so che a voi genitori che siete in ballo ora questi temi interessano molto di più.
Sono praticamente certo che viviamo in uno dei paesi al mondo in cui costa di più giocare a tennis e di questo chi devo ringraziare, il destino cinico e baro???
Sai quanti ragazzini perdiamo perché giocare a tennis costa un botto ed i loro genitori non se lo possono permettere e tutti a dire “ehhh…i migliori se li porta via il calcio…” (e te credo ci si diverte e non costa praticamente nulla!!!) oppure “ehh che ci vuoi fare, da noi il tennis non tira…ci vorrebbe un campione”.
Eh sì, ci vorrebbe proprio la cicogna…
Ma lo sapete quanti campioni avremmo avuto in un paese come il nostro se solo i costi per giocare e praticare fossero stati più bassi???
Ecco, prima di cominciare ad incensare la nostra Federazione o anche solo a dire che sta facendo tantissimo, mi piacerebbe che cominciassero a spiegarmi queste due o tre cosette…
Saluti a tutti.
Nikolik says:
Sì, ma i francesi, con tutto che sono una grandissima federazione, starebbero freschi se non avessero rubato talenti in tutto il mondo!
Eh, via, chiediamo a Tsonga quanto francese si sente…
Non vorrei poi dire ma anche la Rezai…e la Bartoli? Sono francesi?
E la Bartoli è un fenomeno di suo padre, non certo della FFT!
Poveri francesi, povera FFT, nel tennis femminile devono avere lavorato proprio male…
Finita la Mauresmo, credevano molto in questa Cornet…
Ottima giocatrice ma, insomma…ora è n. 80 del mondo.
Tra noi e loro, nel tennis femminile, non c’è proprio paragone!
A dire la verità, non vedo nemmeno delle campionesse tra le retrovie, francesi.
Ah, sì, la Mladenovic…quella è fortissima.
Ma qualcuno sollevava dubbi seri sulla sua carta di identità e…va beh, è francese?
Non mi risulta.
Questi francesi!
Un po’, son bravi, un po’ son furbi.
E dicono di noi italiani…
Comunque, questa potente FFT, per quanto riguarda il tennis femminile, deve avere lavorato proprio male…
Con i mezzi che hanno, i tesserati che hanno…tutto qui?
Cosa succederebbe se gli stessi risultati, nel femminile, gli avesse avuti la FIT?
Che si direbbe?
Ahinoi, ma perché abbiamo avuto solo 3 colonie?
Non potevamo, anche noi, come i francesi, averne 30?
Mario Polidori says:
@simply
lo so….figurati se pensavo che ce l’avessi con me…..ho soltanto colto l’occasione per ribadire la mia posizione, ma non a te, ad altri…..
simplypete says:
Pibla scusa… ma come può una federazione attuare la politica dei campi pubblici, da chi si fanno eleggere i vertici federali? dai comuni? se il campo comunale viene dato in gestione il gestore lavora gratis?
pibla says:
Per concludere:
io non chiedo alla Federazione che crei il campione, io le chiedo di creare le condizioni per far praticare con continuità il tennis al maggior numero di persone possibile, poi, a mio avviso, il resto vien da sé.
E’ chiedere troppo???
A giudicare dallo stato attuale delle cose, sì, è chiedere troppo…
Mario Polidori says:
@Pibla
…hai il mio voto….
il problema sono le fondamenta non il tetto…… hai il mio voto!
@Nikolik
…e i maschietti francesi?
atti says:
Roberto@ … anch’io sono speranzoso con le ultime iniziative federali… pero’ adesso non passiamo alle lodi anticipate… aspettiamo un attimo… dopo lo spin- off iniziale… bisogna vedere a regime che qualità ci sarà… noi in Veneto intanto partiamo su terra battuta.. in Lombardia dice Max che il CP è sul veloce…i Maestri mi sembra che difficilmente potranno fermarsi per la sessione di allenamento…non sarà così semplice…comunicare e recepire i vostri messaggi… e la mentalità italiana non è certo la miglior base di partenza per progetti del genere…
Comunque, fra un po’. Vediamo se si riesce, ognuno per regione, a fare il punto della situazione.
Monet@ … permettimi una battuta, quello che ci ripeti periodicamente sullo stare in guardia dai sogni irrealizzabili è sacrosanto…ma sarebbe grave, con tutto l’impegno che ci hai messo in questi anni (raduno di Roma compreso)… non aver imparato, noi vecchi frequentatori del blog, quali segnali vanno interpretati per spingere sull’acceleratore….
Cio’ detto, non vedo divieti per i ns figli di fare agonismo, per passione, per sport e per la voglia di vedere quale sarà il limite finale…e non per questo bisogna necessariamente allenarsi poco e male o prendere tutto come viene …passivamente….e in fondo in fondo… non si sa mai cosa ci aspetti domani…dopo anni di barzellette…l’inter l’anno scorso ha fatto tripletta…e si che Moratti nei 10 anni precedenti… ne aveva spesi di miliardi invano…
Nikolik@ … mi arrendo… prometto che non tentero’ piu’ di convincerti a essere propositivo… ho capito che tu ti diverti solo se c’è da certificare… il percorso non ti interessa…ci mancava pure l’analisi del sistema francese peggiore di quello italiano….fantastique …nikolique! W l’Italie abbasso la France…
pibla says:
Ciao Simply,
si tratterebbe di avere sia i circoli belli e confortevoli, come e più di ora, sia i campi pubblici, più spartani e più economici, ma non con il rapporto quantitativo che c’è ora per cui ci sono solo praticamente i circoli.
Fosse per me l’optimum sarebbe che sul territorio i 2/3 del totale dei campi dovrebbero essere pubblici, ma già il 50 % non sarebbe male.
Tu aumenta l’offerta, poi di sicuro diminuiscono i costi e poi, con ogni probabilità, per non dire di sicuro, aumenterebbe di brutto il numero dei praticanti, con vantaggi per tutti, pubblici e privati.
In quanto ai costi, i campi pubblici mica sarebbero gratis, semplicemente costerebbero considerevolmente meno dei campi privati, che poi è esattamente quello che avviene in altri paesi.
Ma da noi giocare due ore a tennis costa in media 20 Euro a persona, ma stiamo scherzando???
pibla says:
Grazie Mario
)
Mario Polidori says:
@Pibla
vicino a dove abitiamo c’è un paesino che si chiama Robbio, credo 5/7 mila abitanti dove UN’ORA di tennis costa o 22 o 26 euro…….in una struttura dove il bar è un piccolo prefabbricato di 10 metri quadrati, il tutto posto accanto al campo di calcio della squadra di casa….e sapessi come se la tirano i soci
andrew says:
Pibla…da noi i campi su territorio comunale pubblico ci sono, ma sono riusciti a farli diventare privati. Addirittura, è il circolo che fa i prezzi e quindi decide come si pratica il tennis da noi. Praticamente è come consegnare la vittima al suo carnefice.
Allego lettera che ho inviato all’assessore allo sport della mia città:
RELAZIONE SUI CAMPI DA TENNIS PUBBLICI A BASSANO. CONFRONTO CON REALTA’ LIMITROFE.
La città di Bassano del Grappa conta 43.015 abitanti e dispone di diverse strutture per la pratica di attività sportiva. Le varie amministrazioni comunali succedutesi negli anni hanno sempre sostenuto le varie esigenze di sport e le società sportive che se ne sono fatte carico. Sono quindi stati finanziati impianti pubblici affinché i cittadini bassanesi potessero accedere alla pratica sportiva.
Esiste tuttavia uno sport che, pur disponendo di impianti di proprietà comunale, non consente a tutti i cittadini di accedervi e a nuove società sportive di nascere, affinché questo stesso sport possa crescere e diffondersi.
Il tennis a Bassano è infatti immobilizzato da decine di anni in una situazione paradossale, in cui le strutture comunali di via col Fagheron, 4 campi in terra e 1 campo in sintetico, sono affidate gratuitamente in gestione a una sola associazione, che tramite quote associative elevate ne ha sempre fatto un giardino privato per pochi. La struttura comprende infatti anche una piscina e l’associazione tennistica non consente di associarsi per praticare il tennis senza diventare anche soci della piscina.
Le quote di associazione variano in base all’età dei soci e alla partecipazione o meno ai corsi di tennis proposti dall’associazione. Fino a 3 anni fa, tali quote andavano dai 150 euro annui ai 480 euro. Le quote sono di puro accesso alla struttura, in quanto per praticare il tennis è necessario pagare i corsi per i ragazzi o pagare le quote orarie dei campi per gli adulti. Ai campi non è possibile accedere se non si è soci, con tanto di cartello all’ingresso della struttura (pubblica, ricordiamolo).
Costi e quote decisamente non popolari e nemmeno troppo stranamente simili ai costi e alle quote richiesti dal circolo privato da sempre concorrente, lo Sporting Club di Fellette di Romano. Da sempre, gli appassionati di tennis bassanesi si dividono tra le due strutture, una privata in struttura pubblica e una totalmente privata.
Una situazione di duopolio o monopolio, se consideriamo che lo Sporting Club di Fellette è situato nel comune di Romano d’Ezzelino, che risulta particolarmente grave considerando che si tratta delle uniche strutture nelle quali è possibile praticare il tennis anche nella stagione invernale, ossia quando è tempo di preparazione fisica, atletica e tecnica.
Esisterebbe anche una terza struttura, lo Junior Tennis di via Ognissanti, ma si tratta di una struttura privata affidata in gestione con affitto mensile ad un signore che preferisce affittarla ai giocatori di calcetto, in quanto questa attività gli permette di rifarsi dei costi, tiene chiuso il sabato e la domenica, i prezzi per praticare il tennis non sono per niente economici (fino a 16 €/ora al coperto con luce e riscaldamento).
In questo quadro, e nel quadro delle normative della federazione italiana tennis che tutelano i circoli dalla concorrenza, siamo al paradosso in cui, ai cittadini bassanesi che desiderano praticare il tennis sui campi pubblici, non resta che fondare un circolo privato mentre le persone che vogliono il tennis privato possono usufruire gratuitamente dei campi pubblici.
Ma, restando nell’ambito delle strutture comunali per il tennis, vediamo quali sono le offerte di tennis pubblico nelle realtà limitrofe a Bassano.
A Sandrigo, 8.620 abitanti, l’offerta è di quattro campi di cui 2 in struttura fissa lamellare. La quota di associazione è di 50 euro e ai campi possono accedere anche i non soci con un piccolo sovrapprezzo sulla quota oraria.
A Breganze, 8.750 abitanti, l’offerta è di quattro campi in terra rossa di cui 2 coperti in inverno da palloni pressostatici. La quota di associazione è di 30 euro e ai campi possono accedere anche i non-soci con un sovrapprezzo sulla quota oraria.
A Dueville, 14.041 abitanti, l’offerta e di 6 campi di cui tre in struttura fissa lamellare, 2 in terra rossa e 1 in erba sintetica. La quota annuale è di 80 euro per gli uomini e di 50 per le donne, con previsione di abbassarla a 50 per entrambi. Anche i non-soci possono accedere alla struttura.
A Pergine Valsugana, 20.187 abitanti, l’offerta è di 4 campi di cui tre coperti durante l’inverno. Quota annuale di 90 euro.
Sono solo alcuni esempi di strutture pubbliche esistenti nel circondario, dove qualche bassanese è costretto a trovare riparo, che riescono a offrire accesso al tennis a prezzi accessibili ai loro cittadini.
Ciò che si vuole sottolineare è che non è in discussione la presenza nella struttura di un’associazione sportiva che svolga le sue attività SPORTIVE. Ciò che non è tollerabile è che, in virtù di accordi che si protraggono da decine di anni, l’accesso alla struttura sia DI FATTO stabilito dai vertici dell’associazione sportiva o, sarebbe meglio dire, del circolo.
Infatti, la Società Tennis Bassano ha da sempre in comodato d’uso gratuito la struttura pubblica con il solo obbligo di svolgere attività giovanile (che non è gratuita ma rappresenta forse la principale fonte di entrate) e di aprire le porte per 15 giorni l’anno.
Quindi, occorre esserne consapevoli, non stiamo parlando di un’associazione sportiva vera e propria che utilizza gli impianti bensì di una unica associazione che direttamente li gestisce. E non gestisce quindi soltanto i corsi per i ragazzi e l’attività agonistica ma anche l’intera struttura in tutti i giorni dell’anno, SENZA ALCUN VINCOLO VERSO I CITTADINI BASSANESI. Le quote di associazione quindi vanno a riflettere quello che l’associazione nel suo complesso persegue E NON ciò che può essere utile ma anche solo DOVUTO per tutta la cittadinanza bassanese.
Nessuno desidera che l’attività sportiva venga a cessare. Si chiede che venga a cessare la politica di esclusione della maggior parte dei cittadini da una struttura che, essendo comunale, è anche di loro proprietà.
Come abbiamo visto dagli esempi di altri circoli comunali, esistono strutture anche più grandi e con meno utenza potenziale che praticano quote anche 10 volte inferiori. Non può quindi sfuggire come tale politica di esclusione sia dettata principalmente dal desiderio (in questo caso, non legittimo) di disporre di una struttura comunale mantenendo un rapporto soci-campi vantaggioso per i soci, offrendo una piscina poco affollata, consentendo ai figli dei soci paganti di disporre a loro piacimento della struttura. Una condizione ideale per chi accetta di pagare le quote richieste ma certamente non congrua per quelli che dovrebbero essere i criteri pubblici. Esistono già strutture private per questo tipo di richiesta.
In considerazione del rinnovo del contratto di gestione degli impianti di Via Col Fagheron previsto per il 2011, l’Associazione Vaffantennis e i suoi simpatizzanti chiedono che vengano rivisti i criteri di gestione degli impianti affinché il maggior numero possibile di cittadini bassanesi possa accedere a tali strutture, come da loro diritto.
Confidiamo pertanto in una nostra convocazione in caso di discussioni preventive sulla definizione dei criteri.
Mario Polidori says:
Propongo, ne avevo già accennato, la redazione di una Guida al Tennis, tipo la guida di Veronelli sui ristoranti.
Iniziativa privata, con scorta al seguito, per censire qualitativamente tutto il tennis della penisola.
Lo potremmo fare anche dividendoci le zone.
Secondo il tempo che ognuno ha a disposizione faremo una tabella di marcia in modo da arrivare alla stampa e pubblicazione in tempi brevi.
Il ricavato della vendita del volume, che sono certo diventerà un best seller, sarà diviso tra i partecipanti il 70% e la scorta armata il 30%.
Archipedro says:
299 @Roberto Commentucci,
“A me sembrate pazzi…” “Ma non capite che l’interazioone via internet è limitatissima?”
Allora, cosa ti sembro m’importa poco. Tu mi sembri semplicemente uno che non ci arriva… Perché guarda… è semplice: Stefano Grazia continua a provocarmi, a parlare di me, a commentare i miei commenti, ed io viceversa gli proposto, gli ripetutamente chiesto, anche cortesemente, come peraltro faccio ora di nuovo, di lasciarmi in pace. Che non sono interessato a dialogare con lui.
Te lo ripeto, Roberto Commentucci, ci arrivi o no?! La capisci la differenza o no?!
Altro che parlare con lui via Skipe…
Se poi ti fa comodo mettermi sul suo stesso piano, beh, allora la mia primissima impressione su di te era in effetti quella corretta… E se non vuoi rispondere a questa mia… guarda, bene, eviteremo una discussione che non mi interessa…
Sono una persona corretta e leale, e quando capisco che il mio interlocutore non è pronto per condividere qualcosa lo lascio in pace e m’aspetto altrettanto… Adesso chiedo anche a te, Roberto, please, lasciami in pace… ed ovviamente da questo momento eviterò citazioni che ti riguardino. Ma non fare come Stefano Grazia, che ogni cosa che dico si sente assurdamente chiamato in causa… cerca il tuo nome… e se lo trovi, beh, sto proprio parlando di te. Ma non lo troverai…
Alessandro Nizegorodcew says:
@nikolik
Se avessimo la capacità di integrazione della Francia probabilmente qualche giocatore in più lo avremmo anche noi (ovvio che loro hanno il vantaggio dei vari algerini, tunisini, ecc)..
Comunque sia, lasciando perdere le provenienze… (credi che sia importante per il movimento francese quanto Tsonga si senta francese? non credo, visto che poi in Davis ci va più di alcuni nostri.. anche quando non gioca per infortunio)..
Tsonga è un giocatore nel quale la Federazione francese ha creduto anche dopo i 20-21 anni (quando, per dirne una, giocava i futures e perdeva da Max Dell’Acqua se non ricordo male)..
La Mladenovic è francese anche se nata da genitori slavi e diventerà fortissima.. e si allena da anni nei centri federali francesi.. se non è un loro prodotto lei?
E poi vedrai che ne verranno fuori tanti altri.. di ottimi giocatori.. prima o poi anche il campionissimo…
Archipedro says:
261 @Nicoxia
Beh, io scrivo in modo gotico, come ha sempre sostenuto mia mamma, insegnante di lettere allo stesso mio liceo… talvolta mi si capisce, altre risulto ingigesto. Però non credo d’aver mai rifiutato una dialettica costruttiva con chi si sente più a suo agio nel parlare o nel fare (silenziosamente)… I tuoi post mi mettono talvolta in crisi per via della punteggiatura sui generis, ma per quanto attiene ai concetti, beh, mi pare che ci siamo trovati sempre in sintonia…
Mati, mio figlio di quasi nove anni, gioca a tennis molto bene: non so se da grande sceglierà un altro sport ma sicuramente ora ci sarebbero i presupposti per farne un grande agonista. Quando ha voglia, quando entra in campo per usare anche le gambe, è (per i miei parametri) un vero talento. Su questo non ho alcun dubbio, ma proprio nessuno. Però a lui questo gioco non piace…
Quindi Nicox, sono qui per capire cosa ci sia che non va nel mio modo di proporre lui questa disciplina; e magari trovare dei compagni di viaggio, come ho fatto con l’atletica leggera, perché da quando s’allena in gruppo quell’attività è diventata un momento di gioia e condivisione particolarmente prezioso.
Non escluderei neppure che ci possiamo incontrare, così mi darai il tuo parere (non ci sarà bisogno di scriverlo
) su il piccolo pistolero polacco ambidestro…
Roberto Commentucci says:
La Federazione francese è di gran lunga la migliore del mondo, un modello eccezionale.
Vi posto qua un mio articolo, uno di quelli di cui vado più fiero, scritto due anni fa per Ubaldo, in cui cercavo di descrivere il modello francese, che è soprattutto un modello in termini di sistema paese. E’ del 4 novembre 2008.
Il titolo è “La grandeur della Francia: un modello senza eguali“.
Che invidia. Al Palais Omnisport di Bercy, domenica scorsa, è finita con i 14.000 appassionati spettatori che cantavano a squarciagola la marsigliese, in un tripudio di bandiere tricolori, per omaggiare l’enfant du pais. Lo scultoreo Jo Wilfred Tsonga, il dioscuro, il nuovo Alì, l’eroe senza macchia e senza paura, che con il suo tennis potente, acrobatico e altamente spettacolare aveva abbattuto anche l’ultimo ostacolo, il temibile Nalbandian, aggiudicandosi l’ultimo Masters Series dell’anno (anzi, della storia, visto che dalla prossima stagione il circuito dei Super 9 cambierà nome). La Francia tennistica ha colto così l’ennesimo grande successo a 360 gradi: successo tecnico, organizzativo, mediatico.
E si, perché “Cassius” Jo è solo la punta di diamante di quello sterminato iceberg che è il movimento tennistico transalpino. Diamogli un’occhiata da vicino.
La forza del tennis francese. Una visione di insieme.
I numeri sono impressionanti. A livello di classifica Atp, La Francia esprime due top ten, 4 giocatori nei primi 25, 14 nei primi 100, 25 nei primi 200. Un vero e proprio esercito, l’equivalente tennistico della Grand Armeè di Napoleone.
Troviamo di tutto, fra loro: c’è Michael Llodra, il classico, aristocratico ufficiale della Guardia; te lo immagini con l’uniforme immacolata, i guanti bianchi, gesti perfetti e grande eleganza; c’è Paul Henry Mathieu, l’impetuoso, sanguigno dragone alla Murat, fiammate di eroismo e grande incostanza; c’è Gilles Simon, l’intelligente, certosino, razionale ufficiale di stato maggiore, che usa gli angoli del campo come i battaglioni su una carta topografica; c’è Arnaud Clement, disciplinato fantaccino, instancabile macinatore di chilometri, zaino in spalla; ci sono Julien Benneteau e Marc Gicquel, nerboruti artiglieri, l’obice sempre carico; c’è Gael Monfils, fantasioso e atletico zuavo; c’è ovviamente Richard Gasquet, fragile artista geniale e malinconico, spesso travolto dallo spleen dell’incompiutezza, ma sempre capace di infiammare le folle. E poi tanti altri, da “le magicièn” Santoro agli emergenti cadetti Chardy e Mannarino, appena usciti dall’accademia.
Fra le donne, è più o meno la stessa storia: nonostante l’appannamento della Mauresmo e gli acciacchi della Golovin, i transalpini hanno pur sempre 11 giocatrici fra le prime 100, e producono giovani talenti a getto continuo, come dimostra la splendida stagione di Alizé Cornet.
Sotto il profilo tecnico, non è difficile imparare a riconoscere, in tutta questa folla di atleti, alcune caratteristiche comuni, quelle che fanno parlare di “scuola francese”: per iniziare, tutti hanno una eccellente impostazione di base. E’ molto raro trovare un tennista transalpino con evidenti lacune tecniche nel suo gioco. Pur nelle ovvie differenze di qualità, tutti i giocatori conoscono bene i fondamentali, e l’impostazione tecnica che hanno ricevuto consente loro di potersela cavare su ogni superficie (chiaramente nella diversità delle caratteristiche individuali). Paradigmatica, in questo senso, è l’attenzione al fondamentale del servizio. E’ praticamente impossibile trovare un giocatore transalpino, anche ai livelli più bassi, anche in un torneo future, che non serva in modo tecnicamente impeccabile. Insomma, tutti i francesi, obiettivamente, “giocano bene”, i loro gesti rubano l’occhio,e possono essere presi come esempio da seguire.
Sul versante organizzativo, i numeri sono altrettanto impressionanti: oltre all’immortale Roland Garros, campionato del mondo su terra rossa, in Francia si organizzano, sul veloce indoor, un Masters Series e tre tornei validi per il circuito maggiore Atp (Marsiglia, Metz e Lione); nel calendario Wta, figurano l’importante torneo Premier Gaz de France (indoor) e il tradizionale evento di Strasburgo. A questi, ovviamente, vanno aggiunti una miriade di challenger, futures e ITF femminili.
Tutti questi eventi possono vantare una perfetta organizzazione, impianti più che adeguati, arbitraggi di ottimo livello, una promozione efficace, una buona copertura mediatica e un grande successo di pubblico. Producono quindi cospicui profitti, anche grazie alla generosità di sponsor tradizionalmente prodighi (come BNP Paribas e Gaz de France). I successi sportivi fanno poi da traino alle floride aziende del settore, tra le quali figurano, oltre a marchi di grande tradizione e prestigio (un nome per tutti, Lacoste) realtà solide come Le Coq Sportif e imprese innovative in tumultuosa crescita, come Babolat. Insomma, il tennis in Francia fornisce un contributo non trascurabile al prodotto nazionale.
Il ricchissimo e splendidamente organizzato sito internet della Federazione Francese presenta con orgoglio i dati relativi alla capacità di penetrazione del tennis nella realtà sociale e sportiva della nazione. Il tennis è il primo sport individuale per numero di praticanti. Gli 8.515 club sparsi per il territorio, con un’offerta di circa 33.400 campi (!), ospitano un milione e centomila tesserati (dei quali la metà ha meno di diciotto anni), quasi 400.000 agonisti e quasi 300.000 classificati. Una base sterminata, nella quale per giunta hanno un peso preponderante i giovani e i giovanissimi.
E negli ultimi anni, alla capillare opera della Federazione si è affiancata l’iniziativa privata, in primis il team Lagardére, che sostiene professionisti e giovani emergenti.
Alle spalle, un movimento di appassionati immenso, fedelissimo, che assicura audience televisive di tutto rispetto e sostegno caloroso a bordo campo. Basta vedere quel che succede sui campi secondari del Roland Garros nei primi giorni del torneo. E’ sufficiente che sia impegnato un giocatore di casa, anche un carneade, o magari un giovane promettente, che battaglia con qualche altro tennista semisconosciuto, ed ecco che dietro di lui, a sostenerlo, monolitica, compatta, finché dura il match, c’è tutta la Francia. E vengono fuori exploit eccezionali, come quello compiuto quest’anno da Jeremy Chardy, un giovanotto dell’87, fino allo scorso giugno un quasi sconosciuto, che è stato capace di arrivare negli ottavi di finale, superando per strada gente come Nalbandian e Tursunov, sospinto dall’entusiasmo della folla. A volte per la verità si esagera, e monsieur De Chauvin trova ancora troppi seguaci. Ma assistere ad un match di un giocatore di casa, a Parigi, è comunque un’esperienza coinvolgente, straordinaria, che suscita ammirazione. Come si è arrivati a tutto questo?
Le ragioni di un successo. La qualità della dirigenza.
La federazione francese, pur nel solco della tradizione dilettantistica, che affonda le sue radici ai tempi degli immortali “Mosquetaires” del primo dopoguerra (Cochet, Borotra, Brugnon, Lacoste), ha saputo adeguarsi e rispondere con prontezza – una prontezza inusitata per una organizzazione di matrice pubblicistica – alle grandi trasformazioni che hanno attraversato il nostro sport: l’inizio dell’era Open, la rivoluzione tecnologica e dei materiali, i grandi mutamenti della tecnica dei colpi, della preparazione fisica, delle strategie e delle tattiche di gioco.
Il principale artefice di questo felicissimo processo di adattamento ha probabilmente un nome e un cognome: quello di Philippe Chatrier, presidente della FFT per 20 anni, dal 1973 al 1993, i cruciali anni del grande cambiamento. La sua opera, alla guida del tennis transalpino, è stata caratterizzata da una lucidissima visione strategica, da cui discendevano poche, ma efficacissime direttrici fondamentali:
- l’affermazione definitiva del torneo del Roland Garros come campionato del mondo sulla terra rossa, (una posizione che oggi ci pare nella natura delle cose, ma che non lo era affatto all’inizio dell’era Open) nonché come principale centro di profitto e fonte di finanziamento della federazione;
- il coinvolgimento di grandi sponsor nazionali, disposti a legare il proprio brand a quello del torneo in un’ottica di promozione del sistema paese (una formula che in Francia funziona particolarmente bene): tra gli altri Lacoste, BNP Paribas, Peugeot. Si è così potuto avviare e sostenere un programma pluriennale di investimenti, fino a portare l’impianto del Bois de Boulogne ad un livello di eccellenza assoluta;
- la cooptazione degli ex giocatori professionisti, ritenuti i massimi depositari di know–how aggiornato, all’interno del sistema federale, dove sono lasciati liberi di scegliere la direttrice di carriera più congeniale. E così sono stati via via reclutati preparatissimi direttori di tornei, responsabili di centri tecnici, capi della formazione dei maestri di base, redattori di aggiornatissimi manuali tecnici, coach degli agonisti di punta e delle giovani promesse. Competenti, motivati, capaci, in grado di fare gruppo fra loro, sempre all’avanguardia.
- la capillare copertura del territorio, per assicurare ai giovani promettenti la possibilità di svolgere attività agonistica ad alto livello senza essere costretti ad emigrare. Grazie ai proventi dello Slam parigino, è stato possibile costruire una rete davvero efficiente. La Federazione dispone, oltre che del Centro Tecnico Nazionale (ospitato presso il Roland Garros), di ben 10 grossi Centri Tecnici periferici, in ciascuno dei quali vengono concentrati i ragazzi più promettenti del distretto;
- la cura maniacale per la preparazione e la qualità dei maestri e degli istruttori di base, selezionati con cura, formati con criteri moderni, aggiornati con costanza, continuamente pungolati, e soprattutto spinti a sentirsi parte integrante e fondamentale di un’organizzazione di successo, grazie ai continui incontri e scambi di esperienze con gli esperti e gli ex professionisti del settore tecnico nazionale.
- una grande opera di promozione, soprattutto fra i giovani: dal celeberrimo “giorno dei bambini” in cui il Roland Garros viene invaso dai vocianti studenti delle scuole di Parigi, allo stretto sodalizio con l’azienda televisiva pubblica che per anni, mentre arrivava l’era delle pay tv, ha continuato a trasmettere ore e ore di tennis in chiaro, fino ad arrivare alla continua opera di propaganda svolta a livello periferico dai clubs e dalle associazioni di base. Ancora in questo momento, lo slogan che campeggia in bella vista sul sito della FFT recita: “Le tennis: un sport reservé a tous!”
Conclusioni
Come si vede, è possibile rintracciare alcune notevoli similitudini fra le “ricette” del tennis francese e le principali riforme avviate nel nostro paese dalla gestione federale di Angelo Binaghi (il rilancio degli Internazionali d’Italia, le riforme del settore tecnico, del sistema di classifica, della formazione e dell’aggiornamento dei maestri, la rifondazione di Tirrenia, il lancio del canale televisivo Super Tennis).
E in effetti, qualche cosa comincia timidamente a muoversi anche da noi. Purtroppo, scontiamo alcuni enormi fardelli: i 30 anni di ritardo (loro hanno iniziato a modernizzarsi agli inizi degli anni ’70, noi nei primi anni 2000); la grande litigiosità del nostro ambiente tennistico, che ostacola la collaborazione fra ex atleti (che già sono pochi) e Federazione.
Ma forse, più di ogni altra cosa, a fare la differenza fra noi e i transalpini sono le debolezze del nostro sistema paese: tutto ciò che è di natura pubblica, per qualche misteriosa ragione, non si sa se sociologica, economica, organizzativa, culturale, etica, in Francia funziona molto meglio che da noi.
Eppure, nonostante i grandissimi, indiscutibili meriti del loro sistema, secondo molti osservatori i francesi non raccolgono in modo proporzionale a quanto seminano. E il loro ultimo slam, in campo maschile, lo hanno vinto nel lontano 1983, con Yannick Noah re di Parigi.
Che sport difficile, il tennis.
Nikolik says:
Roberto, ma io il 4 novembre 2008 c’ero, ero già lì, a commentare i tuoi articoli!
Ecco cosa ti scrivevo, in calce al tuo articolo:
“Roberto ha ragione quando guarda alle reali origini del fenomeno francese, vale a dire alla spaventosa mole di iscritti e praticanti (oltre un milione!).
La differenza sta tutta lì, inutile guardare altre ragioni, che sono assolutamente fuorvianti.
E’ logico che se hai un milione di praticanti, poi tutto il resto viene di conseguenza: gli sponsor, i maestri aggiornati, i circoli efficienti, i tornei numerosi, le accademie. Se c’è una domanda così alta, è chiaro che cresce anche l’offerta, e cresce anche qualitativamente.
Insomma, se hai un milione (dico: un milione) di praticanti, è logico che è festa per tutti, assolutamente inutile, ed irrilevante, cercare altre cause.
I dirigenti francesi sono migliori dei nostri: può darsi, ma è logico che sia così. C’è una logica al mondo. Se dirigi una federazione che ha un milione di iscritti, mi aspetto che tu sia più bravo di me che ne dirigo una che ne ha centomila soltanto.
Non confondiamo, quindi, le cause con gli effetti.
La causa è che il tennis è radicalmente inserito nella società civile, e non solo sportiva, francese. fa parte della società. Da lì, discende ogni effetto positivo.
Quindi, come ho sempre sostenuto, ocorpre fare in modo che il tennis entri maggiormente nella società italiana.
In questo deve essere stimolata e criticata la nostra federazione.
Cominciate a farlo.
Inutile criticarla perché la nostra federazione non crea abbastanza top 100.
Quello è solo un effetto, non critichiamola per l’effetto. Critichiamola per la causa.
Se i francesi avessero solo 100.000 iscritti, avrebbero i nostri stessi risultati, anche con dirigenti migliori.
Ma non li avrebbero migliori: li avrebbero come i nostri. Perché per dirigere un movimento sportivo che occupa livelli irrisori nella società civile e sportiva nazionale, andrebbero bene anche altri.
I migliori, com’è noto, si impegnano nella cose migliori, non nelle cose peggiori”.
E lo ripeto oggi!
Nikolik says:
Ma non solo, Roberto, tu mi rispondevi così:
“Nikolik, non sono del tutto d’accordo con te. Non confondiamo le cause e gli effetti, dici tu. Bene, allora guardiamo le cose con una prospettiva storica.
Oggi, nel 2008, le distanze fra Italia e Francia per numero di tesserati sono effettivamente molto elevate (erano peraltro ancora maggiori 4-5 anni fa). Ma alla metà degli anni ‘70, e ancor all’inizio degli anni ‘80, le distanze non erano così siderali (anche se i francesi ci sono sempre stati avanti).
All’inizio degli anni ‘80 però, sull’onda lunga della generazione Panatta, il tennis era diventato molto popolare anche in Italia, la domanda era esplosa anche da noi. A quel tempo, poi, la Federazione aveva buone disponibilità economiche (grazie al totocalcio) ed esistevano anche in Italia molte aziende che offrivano sponsorizzazioni per i tempi generose (anzi, forse di aziende ne avevamo di più dei francesi: Lotto, Diadora, Fila, Tacchini, Ellesse, Australian, Alto, Wip, Maxima, Superga eccetera). Inoltre, anche in Italia avevamo parecchi tornei Atp: Firenze, Bari, San Marino, Genova, Palermo, eccetera.
Sappiamo bene come sono poi andate le cose: da noi il boom si è presto sgonfiato, attesa l’incapacità del nostro settore tecnico, colpevolmente lasciato nell’arretratezza, mentre la tecnica veniva rivoluzionata, di produrre giocatori capaci di sollevare interesse mediatico.
Particolarmente criminale, poi, è stata la politica di “targhe facili” elargite ai tanti praticoni che si improvvisarono maestri per cavalcare il boom della domanda di addestramento tennistico: ci siamo ritrovati con una generazione di maestri incapaci, sebbene muniti di targa FIT, che ancora, da qualche parte fanno danni.
Da loro, invece, una storia tutta diversa, come abbiamo visto.
Insomma, emerge impietoso il paragone fra la qualità della nostra dirigenza in quegli anni e quanto sono stati in grado di fare i francesi, che hanno avuto la fortuna di avere in Chatrier uno dei più grandi dirigenti sportivi di tutti i tempi.
Noi, invece, abbiamo avuto Paolo Galgani.
Quindi, dici bene, Nikolik: non confondiamo le cause con gli effetti. Ma non confondiamo i meriti e le colpe”.
Nikolik says:
Ed infine, Roberto, concludevo io così:
“No, però, Roberto, dai, corriamo un grave rischio, secondo me, se finiamo a parlare di Galgani.
Premetto: hai assolutamente ragione tu, altrimenti non sarei onesto.
Però, sai quale è il rischio? Dare tutta la colpa a Galgani.
Se accade questo, cioè se dai tutta la colpa ad un presidente federale, entri in una spirale che è irreale e cioè: se prendiamo un bravo presidente federale, e lo mettiamo a capo della federazione, risolviamo il problema.
Grave errore, Roberto, e tu lo sai: il problema non si risolve mettendo Chatrier in Italia.
Si risolve facendo entrare il tennis nella nostra società.
Giocare a tennis deve diventare, cioè, un’ovvietà, una cosa normale; pur senza essere appassionato, il genitore deve pensare spontaneamente che esiste l’opzione tennis, per far fare sport al figliolo.
Hai ragione a parlare degli anni settanta ed ottanta, è stata un’occasione persa, Roberto.
Però, pensa anche, con me, a questo interrogativo.
Il fenomeno tennis italiano di quegli anni, era un fenomeno reale o era falso, in massima parte, Roberto?
Era falso, Roberto, in massima parte era falso, falso come i quattrini di cuoio, come si dice dalle mie parti.
Roberto, ricorda bene quegli anni, che, poi, sono i nostri anni, no?
Pensa a Nikolik di quegli anni, Roberto. Essenzialmente, del tennis non gliene fregava nulla, il piccolo Nikolik voleva semplicemente diventare come Panatta: voleva diventare bello come lui, ricco come lui, di successo come lui, voleva avere le donne che aveva lui.
Roberto, il fenomeno sociale di quegli anni era Panatta, non era il tennis.
Tu dirai: è vero, infatti abbiamo perso l’occasione, si poteva lavorare meglio.
Ma non mi fare il paragone con la Francia, Roberto; prima di Chatrier, il tennis era già un fenomeno della società francese: ricorda i moschettieri, ricorda la Lenglen.
Chatrier è stato bravo, ma il tennis era “dentro” la Francia.
Come si fa allora?
Dai, Roberto, che lo sai: basta vuote polemiche sulla federazione, perché non crea tanti top 100. E, in questa situazione, come potrebbe? A tennis non gioca nessuno. Se il tennis va in televisione, prende l’1% di share, come su Italia 1 per il Foro Italico!
Si fa così: occorre un progetto serio, di ampia durata e di ampio respiro, per far crescere il tennis.
Ahi, Roberto, in Italia non abbiamo dirigenti?
Allora dimmi, amico mio: dimmi, chi è il Presidente della Federazione Mondiale di tennis, da 10 anni? Dimmi, amico mio, dimmi: chi è, addirittura, membro del CIO? Roberto, componente del CIO. Tu sai che posto di rilevo è. Tu sai quale è l’influenza, il potere, di una persona che è membro del CIO.
E, secondo te, tutti gli altri dirigenti degli altri paesi, ti lasciano ricoprire ruoli così importanti così, senza motivo? Così, senza che tu abbia qualità?
E’ ovvio che sei un fantastico dirigente, se ricopri quei ruoli, che nessuno ti regala, ma che ti conquisti solo con le capacità.
Eppure, il nostro tennis è questo.
Prova evidente che i dirigenti, bravi o no, c’entrano poco.
Datti da fare, Roberto, tu che sei un opinion-maker!
Datti da fare per inserire il tennis nella nostra realtà quotidiana.
Insomma, Roberto, metti a frutto il tuo potere di opinion-maker!”
Beh, direi che avevo ragione io, no?
Forse che con il progetto campi veloci non ti stai dando da fre nell’ “inserire il tennis nella nostra realtà quotidiana”?
Non vedi che poi, alla fine, ho sempre ragione?!
Barbara says:
Nikolik
continua a parlare male di noi, ma ti prego lascia stare la Francia.
Non è che quelli si ritorvano una base da far paura perchè amano il tennis, hanno un’altra concezione dello sport in generale.
Il team Lagardere lavora con tutti gli sport mica solo con il tennis.
Un anno di SAT costa €400, 1 ora al campo va dai 2 ai 5€ iascrizione al circolo €90, €170 al Monte carlo Country club per un under, una lezione dai 10 ai 20€
Ti mandano a casa l’elenco dei tornei osservati ed i finalisti dei tornei a livello provinciale e regionale vengono convocati e visionati, non certo con i campioni di Francia ma ognuno al suo livello.
Quando ti iscrivi per la prima volta ti mandano a casa addirittura i buoni sconto dei negozi convenzionati con la federazione per acquistare i materiali, oltre ad una lettera di presentazione del Presidente che ti ringrazia per esserti iscritto e ti incoraggaia a fare del tuo meglio.
Le classifiche under cambiano ogni 6 mesi, così quelli nati da giugno in poi non perdono un anno.
Tsonga è di formazione francese sicuramente più di quanto Pennetta ed Errani siano di formazione italiana.
Lasciamo perdere che se sei appena appena umano ti vengono incontro i tutti i modi e non parlo di sovvenzioni, ma di suggerimenti ed indicazioni di percorso.
Questo è il motivo per cui in Francia giocano anche i lampioni e le mie critiche alla federazione sono sempre state in questo senso, difetta di informazione e di controllo sugli affiliati.
Roberto Commentucci says:
Si però, Barbara, per fare quel che fanno i francesi ci vogliono anche un sacco di soldi.
E loro sono stati non bravi, bravissimi all’inizio degli anni 70, all’inizio dell’era Open quando hanno fatto del Roland Garros lo Slam su terra battuta, e quindi una gallina dalle uova d’oro. Il Roland Garros dà loro profitti pari a 40 volte quelli della Federazione Italiana.
Poi, questo non basta. Anche l’a USTA, la Federazione Inglese e quella australiana hanno uno Slam e i loro proventi, eppure i francesi sono nettamente più bravi delle altrre 3 nazioni che ospitano gli Slam.
In USA ci sono 10 milioni di praticanti. Se fosse vero quel che dice Nikolik, dovrebbero vincere tutto loro. Invece, evidentemente i francesi sono molto più bravi degli americani.
Insomma, sono ricchi, ma sono anche bravi.
Rispetto a noi, sono sicuramente piuù bravi, ma anche molto più ricchi.
Mario Polidori says:
@Nikolik
l’errore, infatti, sta nel cercare di rastrellare in giro, con ogni mezzo aggiungerei, qualche ragazzino a cui dare una mano consistente per farlo diventare qualcuno, e che poi diventi volano per il movimento.
Mentre le realtà, per il 90 percento, versano nelle condizioni indicate da Andrew e da tantissimi di noi.
Quando le vacche scappano, è giusto cercare di fermarne qualcuna delle ultime, ma poi aspettare che le altre tornino in virtù di queste, mi pare assurdo, anche solo da un punto di vista marketing.
Le risorse ci sono, grazie al torneo di Roma che prima non c’era più (una delle scuse più ricorrenti in passato, neanche troppo remoto), allora facciamo davvero come diceva De Gasperi, Roberto.
Pensiamo alle nuove generazioni, partendo dalla diffusione che non viene necessariamente dal campione, ma da aperture completamente diverse e perfettamente mutuabili da altri esempi sparsi per il mondo.
Dopo tutto diventerà più facile.
Quando facevo riferimento al malato che è già morto, e tu, giustamente, dicevi che dava segni di vita, per usare la stessa metafora, quella è chemioterapia non asportazione del male del secolo.
Che non significa che non sia giusta, sia chiaro, io non mi scaglio contro nessuno, dico solo di riflettere insieme sull’impostazione.
Nikolik says:
No, no, ma in Francia, ripeto, non è solo una questione di tesserati, è proprio una questione culturale-sociale, il tennis.
Il tennis è proprio parte integrante della società francese e la federazione francese non c’entra nulla.
E’ proprio così da decenni.
Per loro giocare a tennis la domenica mattina è come per noi andare in chiesa.
E’ un fenomeno sociale, un’abitudine inveterata.
L’ultima volta che son stato a Parigi, pochi mesi fa, il tassista che mi ha portato all’aereoporto aveva in auto, a disposizione dei clienti, una rivista di tennis.
Il tassista, capite?
Da noi c’è Eva 3000.
Il tennis non è uno sport, in Francia, è un’abitudine sociale.
E’ dentro la società francese.
Come le omelettes; come le crèpes; come i croissant.
Non è tanto una questione di tesserati.
Non solo, almeno.
Impossibile fare paragoni Italia-Francia sul tennis.
Sarebbe come paragonare l’attitudine bellica degli USA con quella degli italiani e lamentarsi perché noi non abbiamo la bomba atomica.
Che discorsi.
Fare la guerra è un’abitudine sociale degli americani.
La fanno da decenni, son sempre stati in guerra con qualcuno.
Da noi no.
Barbara says:
Roberto
certo che hanno altri mezzi, ma sicuramente la federazione vigila ed informa e per far questo non servono i soldi.
Ti faccio un esempio pratico sulla partenza dei centri periferici, in molti casi i convocati sono gli stessi che già erano convocati a Tirrenia, come ha giustamente detto Max la numero 5 della Lombardia vorrà sapere anche lei cosa deve fare.
Non sto criticando l’iniziativa sia chiaro, dico che manca l’accesso ad una guida tecnica nel senso di visione ed informazione per quelli che sono bravini e non bravissimi, magari proprio perchè stanno facendo percorsi assurdi.
Già ai tempi di Marta ai raduni regionali andavano i convocati a quelli nazionali più alcuni soggetti spuntati dal nulla che manco facevano i tornei, che è un assurdo, visto che poi gli altri non li visionava nessuno.
Io ho detto e ripetuto che occorre una figura che vigili sul rispetto dei parametri e che chi mette fuori una targa che dovrebbe rappresentare una garanzia sul rispetto dei criteri minimi a quelli si debba uniformare, perchè altrimenti diventa un’ulteriore scusa per incassare di più offrendo meno.
E’ chiaro che non generalizzo, ma da quello che sto vedendo intorno a me la situazione da questo punto di vista è peggiorata non migliorata.
Con quattro soldi i controlli si fanno.
monet says:
barbara : la francia ha un rating di oltre 80.000.000 di euro ricavati dall’enorme peso del Roland Garros,noi fino a 6 7 anni fa perdavamo puntualmente quanche milione di euro dal ricavato del Master series di Roma,poi l’avvento di Binaghi,ha risanato e mandato in positivo l’evento.quindi la differenza di impegni ,almeno capitali,tra le 2 federazioni non ha ,a mio avviso,comparazioni eguali.in poche parole,è tutto vero quello che stai dicendo,anche mio figlio da u10 era iscritto al CCM e godeva dei privilegi almeno organizzativi della FFT,ma è abbastanza palese che con una difeenza cosi sostanziale,anche io e te saremmo in grado,circondandoci da veri professionisti,di fare la differnza…..
monet says:
ps che poi abbiano un altra cultura sportiva è innegabile,dovreste vedere in Argentina,dove sono stato 15 giorni fa,ecco li senza un pesos e con tanta voglia di fare ,si nota cosa è la cultura sportiva di una nazione a diversità della nostra!!
Barbara says:
Monet
io mi rendo conto di tutto, ma sto dicendo che non ci sono scuse per la disinformazione e che basterebbe dare un’informazione corretta per tenerci dentro molti più ragazzi ad un prezzo giusto.
I prezzi di €400 mensili per una SAT 3 ore la settimana in gruppi da 4 con 1 ora la settimana di PA fatta da pinco pallo sono una speculazione e se poi questo viene fatto passare per il progetto della federazione perchè fuori ho una targa che dice così, vedi tu come la possiamo mettere.
Dividendo €20 di maestro l’ora per 4 fanno 5€ a ragzzo 15 la settimana 60 al mese, mi spieghi come ci arriviamo a €400.
Se poi consideri che non possono fare più ore perchè in questo tipo di “agonistica” ci metto il maggior numero possibile di pippe paganti, fatti due conti.
Io non credo che servano i soldi del Roland Garros per sistemare queste situazioni, che sono quelle che fanno la vera differenza rispetto alla Francia e purtroppo sono quelle in cui si trovano la maggior parte di noi.
pibla says:
Nikolik scrive:
“Quindi, come ho sempre sostenuto, ocorpre fare in modo che il tennis entri maggiormente nella società italiana.
In questo deve essere stimolata e criticata la nostra federazione.
Cominciate a farlo.
Inutile criticarla perché la nostra federazione non crea abbastanza top 100.
Quello è solo un effetto, non critichiamola per l’effetto. Critichiamola per la causa.”
E’ esattamente quello che ho fatto oggi, perché, a mio avviso, dal 4 Novembre 2008, per quello che riguarda la maggior fruibilità da dare al tennis a costi più contenuti degli attuali, non è stato fatto praticamente nulla, ma non solo negli ultimi due anni, ma nemmeno negli ultimi dieci e via enumerando, a mio parere, è stato fatto nulla in quella direzione e chissà ancora quanto tempo dovrà passare….
Ma a noi che ce frega, noi ed i nostri dirigenti federali aspettiamo la cicogna e vedrai che quella risolve tutto….
Mario Polidori says:
@Nikolik
da quello che dici viene fuori che è così e non se ne esce.
Allora tutti quelli che credono che non debba essere così e possa essere diversamente, è meglio che se ne facciano una ragione.
Una volta fatto questo troviamo il modo di stare in questo sistema perché è la cosa più intelligente e salutare da fare.
Ora, a parte un sano pragmatismo che non fa mai male a nessuno, ma in un dibattito non si può accettare che esiste diritto di cittadinanza ad una sola verità, perché è vero che la rivoluzione non l’abbiamo mai fatta perché è nel DNA dei francesi e non nel nostro, ma noi abbiamo almeno il Rinascimento, sebbene dopo secoli rispetto all’Impero Romano.
Non capisco perché non si possa fare.
@Monet
capisco che 80.000.000 sono una cifra che permette la gestione di una serie di cose, ma questo è stato reso possibile dal fatto che un bel giorno i cugini francesi hanno deciso di farlo, di arrivare ad avere un grande slam, mica le parti sono state distribuite da Dio nella genesi.
Perché non si può fare, perché non si può iniziare a farlo?
Tu sai, quanto lo sappiamo tutti, ed anche meglio di noi, per tuo figlio, che le cose stanno come le mettiamo.
Se a Bassano del Grappa, come dice Andrew, si appropriano di una struttura pubblica e la rendono privata in quel modo, perché la Federazione non può farci niente?
Mario Polidori says:
Assolutamente da leggere l’ultimo editoriale di Colangelo.
simplypete says:
A proposito di federazioni Nadal sentenzia:”Non abbiamo una federazione ricca quanto altre ma il denaro non produce buoni tennisti. Le motivazioni producono buoni tennisti. Questa è la ragione per cui il tennis spagnolo è emerso negli ultimi 20 anni.”…………meditate gente meditate….
atti says:
Andrew@ …A onor del vero, per testimoniare a Nikolik, che noi genitori non siamo prevenuti, e che nonostante a livello personale non sia in sintonia con la filosofia dell’attuale presidentessa dell’STB, per motivi che non ha senso parlarne in questo contesto pubblico.
Tutto cio’ premesso, e anche se non toccherebbe a me fare l’avvocato difensore…. da ex utente oramai da18 mesi (per mie figlie di quel circolo), …preciso alcunei cose….
Aggiungo a quanto detto da Andrew che i ragazzi, parlo degli agonisti iscritti alla loro scuola tennis, che, a detta di molti, è una delle migliori in regione (grazie all’ottimo lavoro e dedizione del maestro M.M. e dei suoi collaboratori) … usufruiscono della struttura, piscina compresa, senza alcun sovrapprezzo rispetto alle quote pagate per l’agonistica…..e io, venendo da fuori provincia, non sono mai stato socio del circolo, ne ho dovuto associarmi per portare mie figlie ad allenarsi lì.
Inoltre nei pochi spazi pomeridiani liberi, e/o sabato mattina o domenica, gli agonisti possono giocare gratuitamente al di fuori delle ore di lezione.
Del resto Andrew… non è che puoi andare a giocare a pallone nel velodromo di Bassano, ne entrare quando vuoi tu nel palasport… o no ?
Mi sembra piu’ grave la situazione allo Junior in centro… !
Questo è doveroso dirlo, per il resto sono d’accordo, in generale, su molte cose espresse da Andrew…in primis sulla necessità di creare associazioni sportive a scopo agonistico. ..
Difficile comunque, che possano convivere, contemporaneamente ai circoli, nelle stesse strutture.
Per quello che vedo io… quel circolo rimane nettamente uno dei migliori dal punto di vista dei ragazzini che vogliono giocare a tennis…. nettamente sopra la media in regione…cioè non è da là che bisogna ripartire.
Symplete@ … sono d’accordo con te ancora una volta… il vero cambio sta nei fatti .. non nelle chiacchere .. da noi si discute pui’ sui dettagli che sulla sostanza… sulla classifica piu’ che sul livello di gioco… sui risultati immediati piu’ che in prospettiva… esaltando e criticando a seconda di 3 risultati positivi o negativi…e il ragazzino non puo’ che crescere con questa mentalità …
E poi cosa piu’ grave, come confermato per l’ennesima volta anche ieri da una mamma ai CP… ci sono circoli che bazzicano la seria A1-A2, che organizzano tornei internazionali, che poi non fanno niente per la loro scuola tennis… anzi tutti i ragazzini con un minimo di ambizione devono cambiare circolo, con maestri che passano le ore della scuola tennis chiaccherando al telefono… caro Rob… questa è la realtà… altro che Francia o Spagna… meglio che pensiamo prima a creare i presupposti… poi viene il resto…
bogar67 says:
Ho letto solo adesso ed anche in maniera molto veloce la vostra discussione, vi siete spostati sui paragoni tra quello che offre la Federazione Francese e quella Italiana, io invece ho l’occhio puntato tra quello che avviene nella mia regione e quello che avviene nelle altre regioni per capire se ci sta una disparità di trattamento, se esistono qui le stesse condizioni per poter creare degli Junior forti e alla luce di quanto fin qui letto e sono arrivato alla conclusione che in Sardegna siamo uno o più passi indietro rispetto ad esempio anche alla mia regione di origine, motivo in più per andarmene prima o poi, vada per il pane carasau, il mare, la gente cordiale e ospitale ma sono costretto tennisticamente ad essere critico. Ieri sono andato al circolo e ci stavano le convocazioni appese per il centro periferico, la lettera citava “frequenza settimanale con cadenza mensile”, se fossi Mauro che ha la figlia convocata mi sentirei in questo giro di parole preso un po’ per i fondelli.
Pubblicità comparativa: MARTINA MONE Classe 1997 TC Le Saline
FRANCESCA BRANCATO Classe 1997 TC Palermo
MARTINA MONE Classe 1997 TC Le Saline si allenerà nel nuovo Centro Periferico del TC Cagliari 2 volte a settimana (non ricordo date) ma ogni mese per cui 2 a ottobre, 2 a novembre e 2 a dicembre totale 6 allenamenti.
FRANCESCA BRANCATO si allenerà presso il centro periferico di Palermo sotto la guida del Tecnico Nazionale M° Paolo Girella in data 23/24 e 26/10 poi 1/3/11/12/16/18/27/28 novembre poi il 2/3 il 10 ed il 16/12 per un totale di 15 volte, più del doppio.
Per quanto sopra se facciamo un paragone è un dato di fatto che Fit Sicilia supporta di più rispetto a FIT Sardegna, poi se ci sono motivi che non conosco che impediscono parità di trattamento vedrò di chiedere in giro. Non posso neanche prendermela con Binaghi che ha il figlio convocato e si trova nella stessa situazione degli altri.
simplypete says:
Vedi Atti tu hai cambiato circolo, io lo stesso, per adesso sono self-service, ho letto libri di tecnica-biomeccanica, ho pagato stage, mi sto appoggiando al catizza per la parte atletica fuori ma sopratutto in campo, ho letto e sto leggendo libri che parlano di pnl etc….
In teoria dovrei trovare questo tipo di professionalità pagando ed in pratica la si trova, ma spesso a centinaia di km. di distanza l’uno dall’altro.
Poi parliamici chiaro, la mentalità media è veramente provinciale, e normalmente chi non ha mai combinato una cippa si sente un fenomeno…i più bravi sono sempre i più umili, chissà che strano…
andrew says:
…Atti…
vedi, quello che cerco di spiegare io è un’altra cosa.
Anche ammettendo che la scuola tennis sia ottima (e in un certo senso lo è effettivamente, perché molti allievi giocano un bel tennis) e che in un impianto sportivo pubblico non possano entrare a piacimento dei semplici cittadini, come in un velodromo, mi spieghi perché i soci e i figli dei soci possono invece usufruirne 24 ore su 24 dopo essersi autovotati la quota necessaria?
E’ facile, dopo essersi creati l’ambiente desiderato, decidere come impostare le varie cose, assegnare qualche benefit qui, qualche apertura là; persino fare delle iniziative sociali e benefiche. Anche insegnare coercitivamente ai ROM.
Ma stiamo sempre parlando di una struttura pubblica alla quale non possono accedere la maggior parte dei cittadini (mentre alcuni sì).
Questo è esattamente il contrario di una cultura sportiva, per la quale partono in molti e vince il migliore.
Qui, la mentalità è appropriarsi dell’ambiente e poi effettuare delle selezioni mirate.
Che è esattamente quello che sta facendo la federazione a tutti i livelli.
nicoxia says:
Simply tranquillo continua così e tutto arriverà di conseguenza.
Mario Polidori says:
@Simply
buona!….io sono nella stessa situazione e dalla stessa parte…..
@Bogar
questa è, purtroppo, ed è abbastanza inutile che tanti ci girino in torno.
L’unica cosa è che Binaghi è sicuramente meno preoccupato di te
Roberto Commentucci says:
bogar e Mario Polidori.
A quanto ne so, per la Sardegna, data la difficile situazione logistica, il tecnico responsabile di Macroarea (l’ottimo Luca Sbrascini) sarà presente nelle regione per una intera settimana per ciascun mese, in modo da ottimizzare gli impegni.
In quella settimana terrà le due sedute di allenamento dei centri periferici, nonché gli altri impegni connessi con l’organizzazione dei PIA, delle competizioni a squadre, eccetera.
L’attenzione che sarà riservata alla Mone sarà particolarmente personalizzata (anche perché è l’unica di un certo livello nella sua classe di età) e quindi lei e il suo tecnico saranno seguiti one to one da Luca, credo anche con la collaborazione di uno o una sparring.
Insomma, nel suo caso, data la situazione logistica obiettivamente difficile, e data la mancanza di altre agoniste valide, si sopperirà con .la qualità alla quantità.
Purtroppo la geografia è un vincolo. Ad esempio Paolo Girella, che è di base a Reggio Calabria, può raggiungere Palermo in poco più di due ore.
Dal prossimo anno, con il potenziamento dell’organico dei tecnici federali, si dovrebbe riuscire ad avere un tecnico ogni 2 regioni, e quindi i problemi dovrebbero essere risolti.
Il problema di base, tuttavia, è che ci sono obiettivamente realtà in cui, quando si arriva ad una certa età e si raggiunge un certo livello, può essere necessario fare delle scelte radicali, e andare via di casa.
Purtroppo, a volte i circoli e i maestri locali non hanno tutti il coraggio e l’onesta dimostrati dalla maestra Porzio, prima maestra di Francesca Schiavone nel cirocletto di periferia, che a 13 anni la prese per mano e la portò al Bonacossa, da Barbara Rossi, dicendole: guarda, io non posso più fare nulla per te. Se vuoi migliorare, devi andare là.
Posso fare due nomi e due esempi di scelte diverse, con risultati diversi. Prendetevi il percorso sportivo di Alice Moroni e di Martina Caregaro: la prima è rimasta a Nembro fino a 18 anni, la seconda a 14 anni è andata via da Aosta e a 15 anni ha incontrato Francesco Elia.
Due scelte diverse, due carriere che stanno evolvendo in maniera fatalmente diversa.
Nè si può pretendere che la Federazione metta su un centro di eccellenza sopra ogni cocuzzolo della nostra bella Italia, mi pare.
Se ci credi, devi metterci qualcosa anche del tuo. O no?
simplypete says:
Solo per precisare ma Elia e Farina sono tecnici dipendenti fit?…o lavorano come privati…
Roberto Commentucci says:
Sono privati.
bogar67 says:
@ Roberto, ti ho già scritto che per me la Caregaro è un grande esempio da seguire e per questo a più riprese ti ho chiesto di saperne di più, soprattutto in termine di costi per i loro genitori. Il mio maestro mi ha già detto che al momento giusto mi dirà che lui è arrivato al capolinea, se fosse oggi mi direbbe di andare credo ma non sono sicuro da Aldo Russo a Napoli ovviamente volere e qualità della bimba permettendo.
Mario Polidori says:
@Roberto
bene così.
Centri di eccellenza dappertutto non è concepibile e non servirebbero neanche.
Quando gioco sulle cose, lo faccio per ricordare le mancanze di base.
bogar67 says:
@Roberto Certo che se la Fit mi garantisse senza spendere, la qualità che mi darebbe Russo eviterei di mettere mano al portafoglio. Nella pubblicità che ti ho fatto sopra il papà della Brancato in termini di denari avrà a fine anno speso di meno del papà della Mone proprio in virtù di una differenza di giorni di allenamento gratuiti 15 contro 6. Il genitore di quest’isola infatti sarà costretto per recuperare il gap ad altri tipi di iniziative tra cui ad esempio delle lezioni private, stage, giorni in sat etc. Insomma Roberto allo stato attuale qui in Sardegna siamo svantaggiati, vi è pooc da girarci attorno.
Alessandro Nizegorodcew says:
La discussione si sposta sul nuovo articolo di Stefano Grazia..
http://www.spaziotennis.com/2010/10/grazia-stefano-colpo-genitori-figli-jordan/