Agassi su Sinner: “Essere in forma non vuol dire essere preparati. Non ci sono scuse”

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Jannik Sinner - Foto Tnani Badreddine/DeFodi Images/ipa-agency.net

L’uscita di Sinner è stata un evento enorme e non so se lo abbiate criticato abbastanza per questo“. Apre così il suo intervento a TNT Sports U.S. Andre Agassi, ex tennista statunitense, che, senza peli sulla lingua, ha detto la sua riguardo all’eliminazione di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros 2026, dettata dal malore riscontrato nel corso del terzo set contro Juan Manuel Cerundolo. “Non so come fosse per voi quando giocavate, ma io avevo un orologio biologico di circa 4 ore quando scendevo in campo. Se c’erano condizioni di forte calore, scendeva a 3 ore e 45 o 3 ore e 50, ma non cambiava drasticamente. — ha proseguito l’americano —. Passare dalle cinque ore e mezza giocate l’anno scorso in finale al farsi piegare dal caldo in un’ora e 45 minuti. C’è una differenza tra essere in forma ed essere preparati. Era a un game dalla vittoria, con l’intero tabellone che si stava aprendo; tutti pensavamo che lo avremmo visto in finale, forse senza perdere nemmeno un set”.

Il pensiero di Agassi

L’otto volte campione Slam ha poi insistito sull’importanza della preparazione, suggerendo un nuovo ingresso nel suo team: “Oggi sono così scientifici riguardo alla preparazione e ai recuperi, sono sicuro che abbia uno staff di medici e professionisti. Ma ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi è l’errore su cui richiamo l’attenzione: deve capire cosa cambiare. Potrebbe aver bisogno di inserire qualcuno di nuovo nel team”.

Per Agassi, fondamentale — quando si giocano partite ad alte temperature —, è la gestione dei liquidi. Aspetto, a detta sua, trascurato dal numero uno al mondo: Deve trattarsi di una qualche forma di problema di idratazione. Io so che, prima di scendere in campo in Australia per un match tre su cinque in condizioni di caldo, assumevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti l’incontro, oltre a seguire un rapporto di 4:1 tra proteine e carboidrati. Bisogna sforzarsi: è meglio avere l’idratazione in corpo e non averne bisogno, che averne bisogno e non averla. Metterei in discussione la sua assunzione di liquidi e se la stia gestendo correttamente. So che può giocare per cinque ore e mezza, lo ha dimostrato. So che è il miglior giocatore del pianeta in questo momento, ma so anche che non ci sono scuse perché vada in crisi dopo neanche due ore”.

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