A poco meno di un’ora dall’inizio del match tra Luciano Darderi e Carlos Alcaraz, direttamente da New York Gino Darderi, papà e coach dell’azzurro, ha parlato ai microfoni di Spazio Tennis, raccontando ciò che si attende dal match di 3° turno degli US Open 2025. Una chiacchierata che ha affrontato ovviamente l’importante sfida dell’Arthur Ashe Stadium, ma anche i recenti progressi di Luciano, che in questa stagione ha vinto tre titoli ATP a Marrakech, Bastad e Umago. Spazio anche ai ricordi del percorso che ha condotto la famiglia fin qui e ai progressi di Vito, fratello più piccolo di Luciano, che a fine agosto occupa la posizione numero 141 del ranking mondiale under 18.
Ormai sta per iniziare quindi posso chiedertelo. Come l’avete preparato il match?
“Contro Carlos non ci sono tante tattiche da adottare: affronti uno dei migliori e lo sai. È un muro e per questo Luciano dovrà prendere tanta iniziativa affidandosi al suo dritto e alle soluzioni con cui può far male. Se non parti così contro Alcaraz non riesci neanche a giocarci. Luciano in generale sta bene, dopo che un dolore al piede gli aveva dato fastidio nei tre tornei giocati qui in Nord America. Arrivati qui a New York si è sentito meglio e sta facendo un bel torneo. Adesso c’è questa sfida contro Carlos, si conoscono dall’infanzia e speriamo sia una bella partita”.
Ti ricordi com’era Carlos da piccolo?
“Ricordo un match tra loro due. Luciano era avanti 4-1 al terzo e poi Carlos rimontò chiudendo al tie-break. Uscito dal campo “Luli” venne da me dicendo ‘non so cosa sia successo: ha messo la quinta e la partita è cambiata’. In generale Alcaraz è sempre stato uno di grande talento e ha sempre fatto cose fuori dall’ordinario per un ragazzo della sua età”.
Il vostro è stato un percorso lungo e non sempre facile. Che effetto fa un match così sull’Arthur Ashe?
“Sai non è solo la giornata di oggi, viviamo emozioni continue. Luciano è arrivato qui superando grandi battaglie in campo e nella vita. Immagina padre e figlio che lottano da soli per farcela e arrivano a giocare un terzo turno Slam sullo stadio più grande del mondo contro un campione come Alcaraz. Siamo una famiglia felice e diamo il massimo ogni giorno”.
A proposito di famiglia, come state lavorando con Vito?
“Vito sta crescendo come tennista, ma adesso ha un’età dove io gli faccio giocare tornei difficili. Quando concludi la carriera junior e inizi a giocare i primi tornei professionistici non hai altra scelta che perdere otto partite su dieci. È una fase di transizione, ma ha la fortuna di avere il nostro supporto e un team con preparatore atletico e fisioterapista. Quindi il percorso è quello giusto e Vito con la giusta dedizione sono sicuro potrà progredire”.
Luciano nel medio termine dove può arrivare?
“Adesso è a ridosso della Top 30 e fino a marzo difende poco o niente. Se dovesse andare bene in campo, senza infortuni e un pizzico di fortuna, credo possa entrare nei primi venti”.
Conosci molto bene anche Musetti e Cobolli. Cosa ti aspetti dal derby?
“Sarà una partita di grande qualità. Musetti è un gran giocatore ed è chiaro parta favorito, ma nel tour il livello è molto alto e sono i dettagli a fare la differenza. Quello che è accaduto le settimane prima, se non nei giorni e nelle ore precedenti, fa la differenza nell’approccio al match. Sappiamo ovviamente che Flavio ha giocato cinque set lunghi. Mi è difficile fare un pronostico, sono entrambi ottimi giocatori”.