Sandro Donati, il tennis e il doping

di - 11 Novembre 2013

Il professor Sandro Donati, consulente Wada, preparatore atletico e autore del libro “Lo Sport del Doping” intervistato durante l’ultima puntata di Spazio Tennis su Radio Manà Manà Sport. L’argomento è stato ovviamente il tennis e il doping.

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di Alessandro Nizegorodcew ed Emanuele De Vita

Spazio Tennis ha intervistato uno dei più grandi esperti di doping mondiale, il professore Sandro Donati, consulente Wada, preparatore atletico, e autore del libro “Lo Sport del doping”. “Tacere e sopire, celebrare e negare” recita il titolo di uno dei capitoli del libro del professor Donati, frase perfettamente adattabile anche a quest’intervista sul doping nel mondo del tennis.

Quanto e quale tipo di doping incide maggiormente in uno sport tecnico come il tennis?
“Prima di tutto il tennis non è uno sport soltanto tecnico. Le partite si svolgono a velocità di spostamento molto elevate. Serve potenza nei colpi e molta resistenza. Non si può definire uno sport solo tecnico, ma è anche fisico, molto di più rispetto a 20 anni fa. In un contesto di questo genere, il doping da testosterone e da anabolizzanti è molto efficace.”

Le dichiarazioni di Mark Cavendish hanno posto l’accento sulla differenza sostanziale che intercorre tra il ciclismo (sport nel quale i controlli sangue-urine sono tantissimi) e il tennis, in cui questi controlli sono, numeri alla mano, molto inferiori…
“La Federazione Internazionale Tennis non si differenzia dalle altre federazioni internazionali. Le altre federazioni gestiscono autonomamente i controlli a sorpresa, che spesso risultano essere decisivi. Questi controlli funzionano se realmente si pretende dagli atleti di comunicare la loro reperibilità e rintracciabilità. A quel punto si studia la loro partecipazione alle gare, il loro rendimento, oppure quando interrompono le gare per qualche settimana. Le federazioni internazionali non vogliono tutto questo. Si tengono ben stretto il loro patrimonio di atleti, e quindi il sistema non funziona.”

Roger Federer ha detto che nel 2004 veniva controllato di più che nel 2013…
“Il doping non è più avanti dell’antidoping. E’ un luogo comune. Farei un esempio. Proprio come un poliziotto che si trova ad affrontare dei rapinatori in una gioielleria, ma non li rincorre subito, limitandosi a prendere appunti sulle loro generalità e procede solo dopo all’inseguimento, dimostrando come quella corsa sia solo scenografica, perché i rapinatori non li prenderà mai, così sta agendo il sistema sportivo, involuto e in ritardo, con una negligenza voluta.”

Nel caso in cui ci sia un utilizzo sistematico di doping da parte di un atleta, quante ore sono necessarie per far sparire le tracce dopanti dal corpo? Cosa pensa quando sente le motivazioni più assurde per giustificare i casi di doping?
“Un atleta malintenzionato può assumere un basso dosaggio di Epo o testosterone che può essere eliminato nell’arco di 24 ore. Poi ci sono altri problemi importanti, come per esempio la reperibilità che va data ad inizio di ogni trimestre. Essa arriva realmente agli atleti? Nel tennis, come negli altri sport, si può arrivare ad accumulare diversi mancati test, e solo al terzo test mancato (chiamato in gergo “missed test”) scatta una squalifica. Quindi gli atleti hanno molti margini per eludere questo ostacolo. Per quanto concerne le motivazioni, non mi soffermerei più di tanto a valutarle. Gli atleti, quando si rendono conto che il sistema è un colabrodo, cercano di farsi furbi. Il problema risiede nelle federazioni internazionali. La Wada non ha potere su di loro. Una soluzione potrebbe essere quella di assegnare i controlli a sorpresa solo alla Wada, ma a quel punto dovrebbe essere potenziata a livello economico.”

Tra gli addetti ai lavori si fa insistentemente il nome di Rafa Nadal, soprattutto per la capacità di tornare ad alti livelli dopo lunghi stop. È possibile riuscire a tornare subito a livelli così alti?
“Le masse muscolari degli atleti di oggi sono imparagonabili ai tennisti di molti anni fa, e ciò è riferibile anche agli altri sportivi. Oramai è una tendenza generale che gli atleti si giustifichino con un grosso lavoro di crescita muscolare, cioè di lavoro con i pesi. Ma tutto ciò non è credibile. Io piuttosto vedo che queste masse muscolari sono tali per effetto di ormoni. Nel caso specifico di Rafael Nadal, sono state fatte molte illazioni sul suo nome presente nella lista dei soggetti trattati da Fuentes, che a dire il vero è stato omissivo a riguardo. In Spagna nel convegno antidoping del 22 maggio a cui ho partecipato, ho attaccato il sistema spagnolo in maniera decisa, e subito dopo tutti mi hanno detto che la mancata conclusione del processo Fuentes è stata una vergogna. Tutti sanno che non ci sono solo i ciclisti in quella lista. Ma ci sono tanti altri sport trattati da Fuentes, tra cui il calcio e il tennis.”

Si parla addirittura di liberalizzare il doping. Cosa ne pensa?
“È una cosa completamente sbagliata per ragioni di salute, culturali e, prima ancora, per ragioni pratiche. Chi ragiona in questi termini ha un’idea molto approssimativa del doping, perché il doping per alcuni atleti significa prendere una sostanza, per altri una miscela delle stesse. Poi, il doping, così come i farmaci, ha effetti differenti sulle persone, potrebbe provocare effetti diversi per gli atleti, essendo efficaci per alcuni e non per altri. Non è quindi affatto vero che il doping metterebbe tutti nella stessa situazione. È un’idea che favorisce quelli che vogliono doparsi. E chi tutela le persone perbene che vogliono fare sport in maniera pulita, rispettando le regole?”

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44 commenti

  1. guidoyouth

    grazie per questa intervista.
    alla luce di quello che dice donati mi piacerebbe sapere se è ancora possibile entrare nei top 100 senza l’utilizzo di sostanze vietate oppure se possa ancora essere coltivata la speranza che siano solo in pochi a barare.

  2. claudiotn

    Ho visto una sua conferenza il mese scorso. Gli ho chiesto quali sport guardasse ed in che maniera. Mi ha risposto che preferisce gli sport di destrezza e che in genere lo sport lo guarda con curiosità. Tende a risparmiarsi gli sport di fatica e resistenza. Dopo aver letto il suo libro, me la faccio io stesso questa domanda. E guardare tutti gli sport (non solo il tennis) ha tutto un altro sapore. Sa di poco.

    Dispiace per tutti quelli che credono in uno sport pulito.

    Anche i genitori dovrebbero farsi la domanda se ne vale veramente la pena. Se l’obiettivo vero dovrebbe essere quello di creare un agonista (citando il killbill di ubitennis diversi anni fa), pronto agli altri due terzi della vita come ha detto Agassi nell’intervista a radio Deejay, invece che puntare al campione, magari utilizzando le scorciatoie che il doping propone.

  3. cataflic

    Claudiotn…una visione quasi cristiana dell’attività sportiva….fate bene, perché poi sarete premiati nella vita seguente!
    Se diventa una questione di fede…..come si fa con gli atei??

  4. cesare veneziani

    Nadal dello Us Open spaventoso. Ho stima di lui e l’ho sempre ammirato, ma quella finale secondo me è andata quasi oltre le possibilità umane.
    Chissà se il Prof. Donati ha visto quel match…

  5. claudiotn

    @cataflic
    Atei non ne esistono. Cambia solo la fede. E che fare? Boh, lasciarli giocare da soli, forse.

  6. Maurizio

    Io non voglio mettere in dubbio che anche nel tennis ci sia il doping, però certa cattiva informazione dà discredito a chi veramente vuole combatterlo, ma come fa il prof. Donati a dire che ha massa muscolare nel tennis ha sicuramente fatto uso di ormoni, è una cosa completamente priva di alcun fondamento scientifico

  7. Alessandro Nizegorodcew

    @Maurizio
    Non ha detto esattamente questo. Si parla di casi specifici nei quali il professore guardando certi tipo di masse muscolari ha palesato dei dubbi. Dovresti prima leggere tutti i suoi lavori prima di dire che le sue frasi non hanno alcun fondamento scientifico. Si parla di crescite muscolari in periodo brevi. Si parla di cose molte dettagliate e specifiche.

  8. guidoyouth

    se c’è una persona di cui mi fido anche soltanto per le sue impressioni, beh quella persona è alessandro donati.
    conosce il mondo dello sport come nessun altro, è stato (ai massimi livelli) allenatore, ricercatore, consulente…ha vinto tutte le sue battaglie ogni volta che è stato chiamato in tribunale.
    devo dire che mi aspettavo un dibattito maggiore a livello di commenti, speravo di leggere i pareri di quegli utenti che sono a stretto contatto con il mondo professionistico dell’atp.

  9. cataflic

    Il commento di Maurizio è il motivo preciso per cui è così difficile sconfiggere il doping….a parole tutti sappiamo che esiste, ma poi muovere accuse precise espone a querele e diffide che sono difficilmente recuperabili ove non ci siano delle prove a conforto…prove che dovrebbero essere già in mano agli organi competenti (di cui si presuppone a questo punto addirittura un dolo per non aver proceduto a squalifiche)
    Solo se esistessero situazioni simili ed un membro wada decidesse di fare harakiri verrebbe fuori qualcosa e di kamikaze non se ne vedono.

  10. claudiotn

    @guidoyouth
    Pensavo anch’io che la discussione fosse un po’ più vivace. Se non altro vedendo che ultimamente ci sono state diverse esternazioni riguardo al doping nel tennis da parte di protagonisti, comprimari e giornalisti, lasciando stare le bambinesche offese reciproche tra i pro-nadal e pro-federer su altri blog o su facebook

  11. claudiotn

    Ci sono troppi interessi economici intorno al tennis ed ai suoi campioni, così come intorno al calcio o ad altri sport. Non sarebbe economicamente sostenibile per il mondo del tennis perderne uno o piu. Ne andrebbe della sua credibilità e di conseguenza si rischierebbe di incrinare il meccanismo.
    Dice Donati che lo stesso Armstrong, attorno al quale giravano montagne di soldi, é stato perseguito e poi retroattivamente squalificato perché l’assicurazione, che aveva stipulato e che gli garantiva un rimborso che saliva in maniera proporzionale se avesse vinto il tour de France più volte, non era più in grado di pagargli il premio, per cui si é attivata assumendo investigatori, cercando prove e testimonianze contro Armstrong. Sempre, quindi, una questione economica.

  12. Maurizio

    Alessandro, io ho sempre sostenuto che occorre non giudicare la persona nel suo insieme, ma quello che fa o che dice o fa in un dato momento. Può essere quindi il più grande luminare del mondo ma se dice che la crescita muscolare è chiaro indizio di assunzione di ormoni, dice una profonda sciocchezza.

  13. Maurizio

    Cataflic, il problema non è la denuncia più o meno verosimile, il problema è come ha detto Federer è che si fanno pochi controlli.

  14. andrew again

    la vedo più che la solita guerra tra ITF e ATP, dove la ITF, come denunciato da Donati, non agevola i controlli per incrinare la fiducia nelle stelle dell’ATP. Alla fine del doping veramente non frega a nessuno, come del vincolo. Si tratta solo di lotta per gestire la torta, con i giocatori come piccoli tamagochi…

  15. Monet

    andrew non scrivere cose se non lesai,L’itf questanno a New York ha istituito il passaporto biologico per tutti i giocatori in tabellone con esami sangue e urina,e in tutti gli slam,che sono di appartenenza dell’itf ci sono regolarmente i test per i giocatori,non inventiamo cose che non esistono

  16. Maurizio

    Monet, dovresti chiedere conto a Federer allora, l’ha detto lui che quest’anno ha vinto 3 tornei e non ha avuto nessun controllo

  17. Monet

    maurizio…forse perchè federer è …federer,ma ti assicuro che a mio figlio annualemnte almeno una 15ina di test a sorpresa glieli fanno……..

  18. andrew again

    ho semplicemente ascoltato l’intervista, dove il prof. Donati si lamentava delle Federazioni e della Federazione Internazionale…insistendo parecchio sul punto, direi…

    poi, sapendo che il capo dell’ITF è un italiano nato e cresciuto nei circoli, il triplo salto mentale con dietrologia incorporata è un obbligo morale…

  19. cataflic

    Monet…lo so che è Federer, ma proprio i più vincenti andrebbero monitorati più attentamente.( e la mia sensazione di stare quasi dicendo una bestemmia la dice lunga sull’argomento!)
    Una cosa che vorrei capire è questa: durante il challenger di Lima si presenta l’antidoping nell’albergo di reperibilità dato dal giocatore…chi fa questi prelievi? la wada? la federazione locale?come scelgono chi testare? vanno a estrazione, tipo tombola?

  20. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Maurizio
    Ma non è quello che ha detto. E’ una risposta ad una domanda precisa. Non ha detto che tutti quelli che hanno muscoli sono dopati su… . In questo caso il senso è palesemente questo: vi sono giocatori che giustificano una elevata (e impossibile in certi lassi di tempo) crescita muscolare con il lavoro in palestra. Inoltre ci sono certi di tipi di muscolatura che, se fatte visionare ad un medico esperto, non potrà mai essere definita “naturale”. Questi sono dati di fatto. Nelle parole di Donati, che ho intervistato tante volte in questi anni, non c’è l’accusa buttata lì a chi ha una muscolatura importante. Leggiti il libro, poi ne riparliamo 🙂

  21. guidoyouth

    un aspetto interessante spiegato da donati è la pressoché inutilità dei controlli a sorpresa: è sufficiente programmare con attenzione l’assunzione di doping per eludere l’efficacia del prelievo in dato giorno a data ora.
    che poi a presentarsi a casa del tennista sia la wada, la federazione o il medico della mutua a questo punto ha poca importanza.
    come è altrettanto poco importante chiedere che sia reso pubblico il numero dei controlli ai vari tennisti: inutile come andare a scopare il mare.

  22. cataflic

    guidoyouth
    Se è inutile tutto perchè farlo?
    Perché non rinunciare e legalizzare il tutto?
    In alternativa quale puó essere un modello di controllo funzionante?

  23. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    Per prima cosa fare tanti controlli durante i tornei, eseguiti da una società esterna e non interessata, e poi che la sorpresa sia davvero sorpresa. Per esempio fornendo due orari nella giornata e non uno. E poi controllare i giocatori che si ritengono sospetti

  24. Monet

    @ cataflic…allora tu ogni settimana DEVI dare un recapito alla wada per il prelievo a sorpresa ,DEvi inserire località e orario in cui sei disponibile,anche le 6 del mattino.mio figlio questa settimana è in vacanza a Puket e la sett scorsa ha mandato la mail settimanale con l’indirizzo preciso dell hotel in cui soggiorna e l’orario in cui è reperibile,e questa cosa la DEVI RIPETERE 365 giorni l’anno!!!!

  25. guidoyouth

    @cataflic
    è inutile per come è organizzato adesso, non in senso lato.

    @alessandro
    durante i tornei i controlli sono determinanti per verificare la coerenza rispetto il passaporto biologico. esempio: se tizio vince una maratona di 5 ore mi aspetto dei valori del sangue coerenti con quelli di un atleta stanco per il turno successivo.
    ma anche qui, molti dubbi: se in molti stati permettono la camera ipobarica, che senso ha impedire altre pratiche vietate che ottengono lo stesso risultato?
    mi sembra ottima l’idea di indicare due orari nella stessa giornata e affidare ad un ente terzo il prelievo e l’analisi dei campioni.

    @monet
    capisco l’indubbia scocciatura nei periodi di vacanza ma normalmente un tennista passa il tempo viaggiando da un torneo all’altro alternando periodi di allenamento, le sue giornate sono programmate per rispettare lo schedule. in questo senso non mi sembra molto complicato comunicare la reperibilità.
    è una scocciatura appunto, come per me tenere la contabilità e infatti ho un commercialista che ci pensa. 🙂

  26. Monet

    guido credo e spero tu non abbia capito bene,non ti senbra complicaro dare la reperibilità x 365 gg l’anno? e la privacy e farsi i cazzi prorpi qualche volta..no è? insomma trovo assolutamente giusto fare i test a sorpresa durante i tornei o la preparazione invernale ,ma rompere i coglioni tutto l’anno mi sembra davvero eccessivo…non credi?

  27. guidoyouth

    monet guarda che sono d’accordo con te, è ovvio che sia eccessivamente invadente dare la propria reperibilità per 365 giorni l’anno oltre che complicato perchè possono esserci mille imprevisti che ti obbligano a cambiamenti improvvisi (mi pare appunto che sia possibile saltare 2 test in 18 mesi).
    sulla questione privacy e farsi i fatti propri invece ho un’altra opinione: fossi un tennista considerei l’obbligo di comunicare la reperibilità una delle tante scocciature che il mio mestiere mi comporta, tipo fare le interviste post-match o passare ore in aeroporto…insomma me ne farei una ragione anche perchè la posta in gioco è altissima.

  28. stefano grazia

    …oppure almeno per rompere i coglioni a quelli della Wada, andare a farsi le vacanze sull’Himalaya, in mezzo alla jungla del Borneo, su un’isola deserta raggiungibile solo per nave …Ecchecazzo, io ero li’ e voi non siete mai venuti!

  29. stefano grazia

    Scherzi a parte, io trovo francamente impossibile da prevedere… tu dai la reperebilita’ solo in un posto o puoi darne due o tre? Mi spiego: io presumo di giocare il tal torneo e di essere ogni mattina alle 6am nel tal albergo…ma se vengo buttato fuori al secondo turno posso tornare a casa o andare al prossimo torneo o devo restare li’ fino a domenica? O devo anche prevedere quando vinco e quando perdo? e se ho un’avventura galante non prevista tre mesi prima a casa o albergo di ,lei devo comunque sgaiattolare fuori dal suo albergo per tornare al mio o posso aspettare che mi chiamino e arrivare di corsa?
    Sono curiosita’ che mi sono sempre rimaste … Magari Monet ci puo’ spiegare 🙂

  30. Monet

    nei tornei ,stefano non vengono a farti il test in albergo,lo fanno alla fine della tua partita,ricordo l’anno scorso a umago che fabio ha fatto 3 test di seguito durante il torneo,e pensa te anche la volta che ha perso 🙂

  31. Monet

    ps …non ti chiamano mai,,,se è test a sorpresa ,quale sorpresa sarebbe se ti avisassero prima?

  32. claudiotn

    A parte gli scherzi sarebbe interessante avere la lista dei luoghi di vacanza. Secondo me nel ciclismo di qualche anno fa ne troveremmo di veramente improbabili.
    Ricordo al tour de France di qualche anno fa un tale Rasmussen, che stava andando anche bene (maglia a pois), aveva dichiarato alla stampa che ai primi di aprile era stato ad allenarsi in Africa da qualche parte. Cassani, sentendolo, ha detto in tv: “Ma come? Se l’ho visto in val di Fiemme?”. Beccato e squalificato.
    Ovviamente Phuket non è assolutamente credibile come luogo di vacanza 😉

  33. stefano grazia

    Intendevo: uno arriva e non ti trova…Se ne va subito o fa una telefonata? Msagari il Campione sta facendo una sveltina con la Groupie di turno nella di lei cameretta oppure piu’ semplicemente e’ sceso a comprarsi un gelato …
    Comunque ho letto che Murray stava andando a farsi incoronare Baronetto da Prince williams e ha rischiato di arrivare in ritardo perche’ uscendo ha trovato quelli della Wada che volevano la sua pipi’ (o anche il sangue, non so) e lui l’ha tweettato subito mettendoci anche una bella risata: i’m gonna be late ahahahah! (o similia)
    Il concetto che nessuno riesce a capire e’ un altro e cioe’ che molto del doping viene fatto quando ancora non ci sono i controlli, in eta’ giovanile e magari durante i lunghi mesi di potenziamento … Invece di condannare Gasquet o la Hingis o Wilander o qualche sfigato perche’ si son fatti droghe ricreazionali (deprecabili moralmente o legalmente ma non usate per migliorare la performance e qui rientra anche il famoso caso di Agassi), bisognerebbe invece capire che almeno nel tennis, a differenza del ciclismo o lo sci di fondo) come magari lo sci alpino, il doping uno lo fa DURANTE I PERIODI DI ALLENAMENTO PER POTER SOPPORTARE CARICHI DI LAVORO INUMANI e non durante i tornei …
    Anche se in effetti certe prestazioni hanno del miracoloso … ma del resto, avete mai provato a correre un km ai 20 all’ora? Be’, quelli che fanno la maratona, lo fanno per 42Km…se non e’ un miracolo questo …

  34. guidoyouth

    io vorrei sapere una cosa: i “giovani d’oggi” faticano incredibilmente ad entrare nei primi 100 perchè sono una generazione scarsa oppure perchè il sistema ha creato dei mostri (farmacologicamente parlando) ed è quasi impossibile entrare nel gruppo che conta senza sottoporsi alla medesima cura.
    io parlo del mio lavoro, mi occupo di architettura posso testimoniare che per entrare nel giro che conta è necessario essere “dopati”, le gare si vincono così (inclusi i cosiddetti concorsi di idee) non parliamo nemmeno degli affidamenti diretti.
    adesso, visto che siamo tutti a mollo nello stesso minestrone sociale, veramente mi piacerebbe sapere se invece nel tennis esiste la possibilità di avere una “race” senza aiutini.
    la mia ovviamente è una richiesta da povero illuso.

  35. claudiotn

    @Stefano
    Certo che lo so. Ormai sono a quota 10 maratone, best pace 4’54” km quest’anno a Berlino (poco più dei 12km/h), i 20km/h non li tengo nemmeno per 200 metri. Per 42km è miracoloso

  36. cataflic

    guidoyouth
    se è dopato il vertice stai sicuro che anche i giovani sono dopati e quindi 1:1 palla al centro!
    Il problema dei giovani è che il gioco è troppo monocorde e le differenze si assottigliano, tanto che un po’ di esperienza in più su 3/4 punti a set fa la differenza tra il n.100 e il n.20.
    Poi ci sono i campioni che effettivamente hanno una tecnica superiore, ma a parte i fab four, DelPotro, Berdych, Tsonga e Raonic …il resto più o meno è lì lì a seconda del momento di forma.
    Basterebbe diminuire gli ovali e chi ha più braccio tornerebbe avvantaggiato a scapito degli smazzolatori iperfisici attuali e un 17enne dotato e ispirato potrebbe tranquillamente battere anche un top 5, come accadeva tempo fa.

  37. guidoyouth

    @cataflic
    rimango convinto che SE il vertice è dopato e i giovani sono dopati non sia comunque 1-1 palla al centro, anzi, sarebbe come iniziare la partita sotto di due reti.
    Non possono essere solo i nuovi materiali a bloccare il ricambio generazionale.
    Basta guardare il tennis d’alto livello per vedere come la componente fisica sia ormai l’aspetto più importante e un ragazzino non può, per un fatto fisiologico, competere su questo piano.

  38. cataflic

    @guidoyouth
    ..la componente fisica nasce, migliora e si accompagna ad un tennis percentuale reso possibile dai nuovi materiali.
    Prova a dare in mano a Djokovic e Nadal una Rossignol f200 e una pro staff e vedrai che il gioco cambia!
    A quel punto puoi anche reggere 30 scambi, ma forse di punti così ne farai 1 ogni match non ogni game come adesso e cercheresti di chiudere il punto prima.

  39. stefano grazia

    Kata, si, ma a dire il vero il tennis ha subito il suo momento piu’ basso proprio con le racchette di legno, con Borg e Vilas che facevano 75-76 scambi e passi che erano borg e Vilas, ma poi sulla terra dominavano I Coccodrilli Dibbs, Salomon e perfino Barazzuttiarrivava in semifinale ( per poi fare un solo game) e non credo che fosse poi tutto sto gran spettacolo da leccarsi le dita …

  40. stefano grazia

    dominavano no, perche’ c’era Borg , ma anche veder giocare Borg contro di loro o Barazza o Vilas erano due maroni pazzeschi … mica c’era sempre McEnroe o Panatta dall’altra parte …

  41. Maurizio

    Concordo con Stefano, per me la via per lo spettacolo è velocizzare i campi un po’ di più cercando di arrivare ad una media scambi di 8/12.

  42. cataflic

    @stefano
    Infatti mica bisogna tornare al legno, basta diminuire gli ovali di 15/20″ e si ritorna più o meno a fine anni 80 …regolaristi, bombardieri e fantasisti di tocco tutti insieme appassionatamente.
    Oh….moca si può avere il 100% di match spettacolari, ma almeno il vertice sarebbe composto probabilmente da 5/6 giocatori con stili diversi, garantendo maggiore varietà.
    Il livello è indubbio che scenderebbe, ma chissenefrega!
    Non so se ve ne siete ma Roger ha ancora poche cartucce, poi nisba!

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