10 domande (semiserie) + 1 a… Simone Vagnozzi

Simone Vagnozzi
(Simone Vagnozzi – Foto Nizegorodcew)
di Gianfilippo Maiga
Simone Vagnozzi viene da una “striscia” eccellente di risultati: le finali al Challenger del Cairo e nel Future di Pozzuoli e la vittoria nel Challenger di Marburg gli hanno regalato il suo best ranking (160 atp). A Bastad, dove ha sfiorato la qualificazione, perdendo nel turno decisivo, ha però centrato la finale del doppio in coppia con Seppi. Male che vada, sarà ora intorno all’80esima posizione mondiale in questa specialità. Valeva la pena di fare il punto della situazione con lui.
1) Cominciamo da Bastad: occasione perduta con qualche rammarico o sei comunque soddisfatto?
“La considero senz’altro un’occasione perduta, anche se una flessione di rendimento può capitare dopo un periodo in cui ho giocato moltissimo, spendendo tante energie nervose. Era comunque giusto provare, specie guardando ai risultati che poi sono venuti nel doppio.”
2) Qual è la tua strategia per il resto dell’anno? Continuare con i Challenger o puntare decisamente sugli atp 250? Quali sono i tuoi obiettivi per il 2010?
“Penso che alternerò i Challenger con le qualificazioni dei 250. Il mio obiettivo primario è mantenermi per quest’anno a ridosso della 150 a posizione atp. È essenziale, perché io ci possa riuscire, che io resti in condizioni fisiche ottimali.”
3) Che tipo di tennista ti consideri? Qual è il tuo maggior pregio e il tuo peggior difetto?
“Più che classificarmi come tennista, mi pare di poter dire che sono un grandissimo lottatore e che ho una eccellente sensibilità di braccio; per quanto riguarda i difetti, se permetti, sono coperti dal segreto professionale…”
4) Da quest’anno ti alleni a Milano con Borroni, Livraghi, Vico e il preparatore atletico Bugada. Come ti trovi? Due di loro (Livraghi e Vico), sono in pratica coetanei, visto che l’anno scorso giocavano ancora attivamente. Quest’ultimo aspetto presenta piuttosto dei vantaggi o degli inconvenienti?
“A Milano ho trovato un ambiente buonissimo, in cui la passione e l’entusiasmo per quello che si fa e la grandissima serietà mi hanno permesso di trovare le condizioni ottimali per lavorare. L’età non credo sia un problema, quando c`è, oltre a quello che ho detto prima, la competenza e il rispetto.”
5) A 27 anni hai a questo punto alle spalle una carriera abbastanza lunga. Dando naturalmente per scontato che le motivazioni siano ancora forti e la gratificazione alta, non ti pesa un po’ la vita di continui trasferimenti? Pur pensando di avere davanti ancora anni di attività, hai fatto qualche ragionamento per il futuro? Come ti vedi dopo il tennis?
“In effetti posso cominciare a considerarmi un anziano del circuito. Non nego che una vita di continui trasferimenti, viaggi aerei e di bagagli da fare e disfare, senza mai la possibilità di programmare una vera vacanza, sia a volte un po’ pesante: devo però dire che il peso di questa routine è compensato dalle tante soddisfazioni che questo lavoro mi riserva e che, tutto sommato, ritengo questa vita bellissima. Non ho ancora fatto un vero ragionamento sul mio futuro, anche se mi piacerebbe restare nel mondo del tennis, che amo.”
6) Il ruolo della famiglia è di solito essenziale quando si è junior e nella fase di avvio della carriera. Quali sono i tuoi rapporti con la famiglia e come sono cambiati nel tempo?
“Per mia sfortuna sono andato via di casa a 16 anni, per potermi allenare in modo soddisfacente. Anche se questo mi ha reso molto indipendente, giudico il rapporto con la mia famiglia molto importante. Il mio è buono ed è migliorato sempre più con il passare del tempo.”
7) Dividi un appartamento con altri due tennisti. com`è organizzato il vostro mènage? Chi cucina? Indica il maggior pregio e il più orrendo difetto dei tuoi conviventi?
“Sì: in effetti vivo con Marco Crugnola e Riccardo Maiga!! La convivenza non è poi così male….proviamo a dividerci i compiti…anche se non sempre ci riusciamo!!! Marco e un tipo molto tranquillo e disponibile…. diciamo che è il più ordinato della casa!!! mentre Riccardo è un bravissimo ragazzo…all’ inizio devo dire che non faceva veramente niente in casa…ma ora giorno dopo giorno migliora sempre di più…diciamo che è sulla buona strada per diventare un buon domestico!!!!”
8) Tra i tennisti “famosi” da te incontrati, dentro e fuori dal campo, italiani esclusi, chi ti ha particolarmente colpito, o per il suo tennis o per la sua umanità o anche solo per la sua storia? Chi in definitiva ritieni il più simpatico e chi il più antipatico (e perchè)?
“Conosco molto bene Ivan Ljubicic. È un ragazzo sempre disponibile e simpatico.”
9) Contro chi ti piacerebbe giocare in un match importante?
“Vorrei poter giocare con Nadal.”
10) Con chi usciresti tra
– Sharapova
– Venus Williams
– Gisela Dulko
– Ana Ivanovic
– un calciatore a tua scelta?

La risposta di Simone è una e inequivocabile: “Ana Ivanovic” (n.d.r.: mi auguro che su questo tema di grande spessore si scateni la vis polemica dei lettori)
+1) A parità di qualità personali, quali sono i fattori, anche di dettaglio, che tu ritieni essenziali per facilitare lo sviluppo di una carriera professionale nel tennis di competizione?
“Ci sono diversi elementi che, tutti insieme, a mio parere sono indispensabili e non è possibile disporli in ordine di priorità: da piccoli il maestro giusto, che ti dia l’impostazione corretta da subito,poi il sostegno finanziario di uno sponsor o della famiglia, perché la disponibilità finanziaria ti consente di scegliere liberamente dove giocare e di avere l’assistenza necessaria; una programmazione di tornei personalizzata, l’accompagnamento ai tornei e una preparazione fisica di livello, sia grazie a un buon preparatore atletico, sia grazie ad un fisioterapista competente.”

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