Due settimane dopo il primo Major stagionale, Jannik Sinner è pronto a ricominciare l’inseguimento a Carlos Alcaraz nell’ATP 500 di Doha. Nelle settimane a venire, l’obiettivo numero uno del mondo potrebbe rivelarsi fattibile, visti i tre mesi di squalifica della scorsa stagione e di conseguenza i pochi punti da difendere.
Già all’esordio, nella giornata di lunedì 16 febbraio contro Tomas Machac, ci sarà la possibilità di osservare alcuni cambiamenti, magari impercettibili, nel gioco del numero due del mondo: “Stiamo cambiando piccoli dettagli in campo, cose che richiedono un po’ di tempo per diventare il più naturali possibile”. C’è anche, però, la necessità di adattarsi alle temperature di un ambiente caldo come quello qatariota: “Sì, fa caldo, però non in modo incredibile: non è come in Australia o in altri posti, qui è un po’ più secco”.
Tornando sulla sconfitta con Novak Djokovic all’Australian Open di fine gennaio, il classe 2001 si reputa soddisfatto degli insegnamenti che ha saputo trarre da quella circostanza, nonostante sia stata dura da digerire: “Ho imparato molto dalla sconfitta con Djokovic. Credo sia stata un’ottima partita, sia da parte mia che sua. Ho avuto le mie chance, a volte non va come uno spera, ma questo è lo sport”.
Il quattro volte vincitore Slam non vive con ansia o pressione il suo ‘rientro’, ma come un’opportunità di dimostrare ancora una volta le sue capacità: “Sono un ragazzo di 24 anni che vuole soltanto giocare un buon tennis in qualsiasi parte del mondo vada. È normale che, per quello che ho fatto negli ultimi anni, ci sia un po’ più di attenzione”.
Uno sguardo alle Olimpiadi di Milano-Cortina
Da buon ex-sciatore, l’altoatesino non sta mancando di osservare i suoi connazionali esibirsi nelle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Questo lo ha ‘costretto’ a modificare gli orari dei suoi allenamenti: “Ho spostato anche alcuni allenamenti per vedere soprattutto lo sci, che ho praticato un po’. È incredibile vedere tutti questi atleti ad alto livello. Ci sono state sorprese incredibili, sia in positivo che in negativo, ma questo è lo sport: c’è il bello e c’è il brutto“.