È ancora festa azzurra sul cemento indoor olandese. All’ATP 500 di Rotterdam 2026 Simone Bolelli e Andrea Vavassori si confermano campioni e firmano il back-to-back, difendendo il titolo conquistato lo scorso anno.
Il duo italiano supera in finale i qualificati Ray Ho e Hendrik Jebens con il punteggio di 6-3 6-4 in 1 ora e 07 minuti, centrando così il primo titolo stagionale. Un successo che vale doppio: trofeo e rivincita. Poco meno di un mese fa, infatti, erano stati proprio Ho e Jebens a eliminarli al primo turno all’Australian Open. Stavolta, però, il finale sorride agli azzurri.
Per Bolelli e Vavassori si tratta di un’iniezione di fiducia importante dopo un avvio di stagione altalenante: la semifinale ad Adelaide, poi lo stop immediato agli Australian Open. Rotterdam, invece, si conferma casa loro. Dopo il titolo 2025 in finale contro Gille/Zielinski, arriva la conferma, segnale di grande feeling con le condizioni indoor.
Il cammino settimanale è stato solido: vittoria su Ingildsen/Veldheer, poi su Gille/Werbeck, in semifinale su Schnaitter/Wallner, prima dell’ultimo atto contro la coppia taiwanese-tedesca.
“Siamo molto contenti. È stata una partita preparata molto bene e giocata nella maniera perfetta. Conoscevamo i nostri avversari da Melbourne, dove ci avevamo perso in tre set. Era importante riscattarci qui in finale in un torneo che ci piace molto. Le condizioni sono molto buone per noi e siamo contenti di questa vittoria. Abbiamo fiducia per il resto della stagione, è il nostro primo titolo del 2026. Ora andremo a Doha e cercheremo di fare al meglio Doha e Dubai“, il commento a caldo degli azzurri.
LA PARTITA
L’equilibrio del match dura fino al sesto gioco del primo set, quando la coppia italiana trova il primo break dell’incontro. Il vantaggio, però, dura poco: nel game successivo arriva immediato il controbreak di Ho e Jebens. Gli azzurri non si scompongono, alzano il livello in risposta e nel gioco seguente strappano nuovamente il servizio agli avversari, volando sul 5-3. A quel punto Bolelli e Vavassori non tremano e chiudono 6-3.
Nel secondo set regna l’equilibrio nei primi game, ma la sensazione è che la coppia italiana possa cambiare marcia da un momento all’altro. Nel quinto gioco arriva infatti il break sul killer point e da lì è gestione, con esperienza e solidità nei turni di battuta fino alla chiusura di 6-4.
