Che fine ha fatto Cressy? L’ex numero 31: “Il tennis sta perdendo la sua varietà”

Luca Innocenti
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Pala Roland Garros - Foto FFT

“Il tennis non dovrebbe mai creare delle copie, ma essere un luogo dove stili, personalità e idee totalmente differenti si incontrano“. Sui propri social network, Maxime Cressy (ex numero 31 ATP, oggi senza ranking) ha nostalgicamente rievocato i tempi in cui il suo stile di gioco, il serve and volley, spopolava sui campi da tennis. Lo statunitense è partito da una foto particolare: la premiazione dell’ATP 250 di Melbourne 2022, dove venne sconfitto in finale da Rafa Nadal (7-6(6) 6-3). Quattro anni più tardi Cressy, che vive una pausa volontaria dal tennis professionistico, ha guardato al passato in modo amaro: “Sono triste nel  vedere il serve and volley scomparire progressivamente. Le condizioni di gioco più lente ed omogenee lo stanno cancellando dagli alti livelli del tennis”.

Una finale amarcord

“Riguardare questa foto mi fa emozionare perché non ne ho compreso davvero il significato mentre vivevo quei momenti” ha scritto lo statunitense, ripensando a Melbourne 2022. “Mi sembra la foto di un tennis che sta lentamente sparendo – ha proseguito il vincitore di un titolo ATP in carriera -. A 14 anni subii un infortunio al gomito durante una partita e non potevo tirare di dritto, così al posto che mollare provai il serve and volley e un punto cambiò tutto“.

Da quel momento Cressy è diventato uno dei grandi interpreti dello schema servizio e volée, che per lui è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Il racconto del classe 1997 è proseguito così: “Quel giorno scoprii una sensazione magnifica. Correre in avanti, prendere dei rischi e fidarmi del mio istinto, mi innamorai nuovamente del tennis”. 

Che fine ha fatto Cressy?

L’innamoramento per il serve and volley divenne poi un obiettivo preciso: “Volevo diventare il miglior giocatore del mondo ad adottare questo stile e anni dopo ci riuscii. Mi trovai dall’altra parte della rete rispetto a Rafa, due modi completamente diversi di vedere questo gioco”. Cressy ha concluso la propria riflessione pensando alle generazioni future: “Cosa succederà al prossimo bambino come me? Il bambino che vuole attaccare e correre a rete anche quando tutti gli diranno di non farlo? Potrà ancora sognare?”. Attualmente non si hanno notizie di un possibile ritorno nel Tour di Cressy, chissà se e quando il suo sogno di portare il serve and volley al vertice del tennis mondiale si riaccenderà definitivamente.

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