Alexander Zverev sta disputando una stagione per cui la quasi totalità dei tennisti firmerebbero senza pensarci due volte: semifinale all’Australian Open, finale nel Masters 1000 di Madrid, semifinale nei Masters 1000 di Indian Wells, Miami e Monte Carlo. Gli unici nei, se così possono essere definiti, sono la sconfitta negli ottavi di finale agli Internazionali d’Italia e quella in semifinale nell’ATP 500 di Monaco di Baviera.
Il denominatore comune di tutte queste delusioni, fatta eccezione per la sfida con Carlos Alcaraz a Melbourne, è la presenza di avversari italiani, con cui, nell’annata corrente, non ha riscontrato le fortune sperate e, più precisamente, ha ravvisato le sue ultime sei sconfitte. Il principale ‘villain’ del tedesco è sicuramente Jannik Sinner, vincitore dei quattro tornei 1000 già citati, nei quali lo ha sempre affrontato, tre volte in semifinale e in un’occasione in finale (a Madrid), non conquistando nemmeno un set.
Gli stop più inaspettati, però, sono stati quello agli Internazionali d’Italia, nella sfida in cui Luciano Darderi ha avuto la meglio in rimonta dopo aver annullato quattro match point, e quella all’ATP 500 di Monaco di Baviera, dove Flavio Cobolli ha sostenuto una delle sue prove migliori sulla terra.
L’eccezione che conferma la regola
Questa ricorrenza, però, non si verifica in tutte le circostanze. Infatti, a fronte di sei sconfitte con atleti azzurri, sono arrivati anche due successi: nel secondo turno ad Indian Wells ai danni di Matteo Berrettini e nei quarti di finale a Madrid con Flavio Cobolli, dove ha disputato uno dei migliori match del 2026.