Darderi sul rapporto col padre: “Da piccolo non volevo ascoltarlo, ora ci capiamo meglio”

Francesco Petrucci
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250720 Luciano Darderi of Italy competes in the singel final tennis match during day 8 on July 20, 2025 in Båstad. Photo: Mathilda Schuler / BILDBYRÅN / kod MA / MA0849 tennis atp 250 nordea open bbeng (Photo by MATHILDA SCHULER/Bildbyran/Sipa USA)

Luciano Darderi sta attraversando un notevole processo di maturazione, con risultati e prestazioni convincenti che gli hanno permesso di raggiungere la posizione numero 21 del ranking mondiale.

La recente vittoria nel torneo 250 di Santiago, in finale contro Yannick Hanfmann, è stata sola un’ulteriore spinta verso il resto di 2026 che ha le potenzialità per regalare diverse gioie al tennista italo-argentino.

Nel percorso del classe 2002 è stata centrale la figura del padre, e coach, Gino Darderi, che lo ha accompagnato sin dai primi colpi. Ai microfoni di Sky Sport, l’azzurro ha parlato delle emozioni, positive e negative, che genera avere di fianco a sé il proprio padre, ma, soprattutto, della crescita nel corso del tempo del rapporto tra i due: “Da piccolo non volevo ascoltarlo sia in campo che a casa. Ora ci capiamo meglio, grazie anche ai molti anni assieme”.

Nonostante il passare del tempo, persistono alcune divergenze padre-figlio, del tutto comprensibili in situazioni stressanti come quelle di un match, e Darderi ci tiene a ringraziarlo per la pazienza: “Succede che mi arrabbio con lui in campo, ma non è sua la colpa. Mi supporta in tutto ciò che faccio”.

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