“Oggi la federazione spagnola sta facendo un grande lavoro, abbiamo tanti Challenger che sono fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi. Vent’anni fa io dovevo andare in Francia o in Italia per giocare. Abbiamo preso esempio proprio dall’Italia”. David Ferrer ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato del tennis spagnolo, anche in confronto al movimento italiano. Il capitano della Davis iberica, inoltre, ha spiegato perché non ci si debba soffermare solo sul duello tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner.
Non solo Sinner e Alcaraz
Sul confronto Spagna-Italia, Ferrer ha ammesso che il trionfo azzurro in Davis, pur senza Musetti e Sinner, non lo ha affatto sorpreso: “Hanno giocato Berrettini che è un ex Top 10 e Cobolli che mi ha impressionato per come ha gestito i momenti di pressione senza scomporsi”. Dunque, non solo Sinner. L’ex numero 3 al mondo ha fatto lo stesso ragionamento per la Spagna: “L’abbondanza non è mai un problema, Jodar e Landaluce devono seguire il loro percorso. Mi sorprendono per la loro maturità: possono entrare nei primi venti e diventare un riferimento per il futuro”. Difatti, anche la Spagna a Bologna ha giocato senza la sua punta di diamante a causa dell’infortunio di Alcaraz.
Parlando di abbondanza, però, Ferrer ci ha tenuto a sottolineare come non si debba paragonare ogni spagnolo promettente ad Alcaraz: “È importante non fare paragoni con Alcaraz, ne nascono pochi così. Ci sono anche altri ragazzi come Daniel Merida che ha appena vinto il Challenger di Tenerife. Tengo d’occhio tutti, non solo i top players”.
La maturità di Alcaraz, Sinner non è in crisi
Il finalista del Roland Garros 2013, inoltre, ha speso qualche parola di elogio anche per l’attuale numero 1 del ranking: “Alcaraz ha dimostrato di essere più maturo di quanto si pensi: l’addio con Ferrero era delicato”. Inoltre, Ferrer si è detto fiducioso per il prosieguo della collaborazione tra Alcaraz e il solo Samuel Lopez: “Conosco Samu da tanti anni, già la scorsa stagione ha lavorato bene con Alcaraz. Non ho dubbi che possano ottenere tanti successi insieme”.
Proseguendo, il classe ’82 ha analizzato il momento dei due dominatori del tennis mondiale: “Sinner e Alcaraz si alimentano a vicenda, lo abbiamo visto nelle stagioni scorse”. Da sottolineare come lo spagnolo non abbia fatto alcun riferimento ad una presunta crisi di Sinner: “Dopo l’Australian Open Carlos avrà più fiducia, ma già da Indian Wells e Miami sappiamo che Sinner può giocare molto bene. Dire chi sarà più forte dei due è una difficile previsione, come lo è stato a suo tempo con i Big Three”.
Come i Big Three?
Infine, Ferrer ha parlato di futuro a medio e lungo termine affermando: “Non vedo giocatori in grado di battere Sinner e Alcaraz negli Slam perché sono i più forti, specialmente nei momenti delicati”. Pur ammettendo che non ci si può sbilanciare troppo sui numeri, il vincitore di 27 titoli ATP ha pochi dubbi sul fatto che solo Jannik e Carlos possano insidiare i numeri dei Big Three: “Se ci sono due giocatori in grado di riuscirci sono loro, specialmente con 10-15 anni di carriera davanti”.