Se Indian Wells non è un normale torneo su cemento outdoor, lo stesso si può dire di Miami. Il secondo 1000 dell’anno, infatti, si gioca con una combinazione particolare di caratteristiche della superficie di gioco e condizioni atmosferiche. Rispetto al torneo californiano in Florida non ci sarà la secca aria desertica, ma l’aria proveniente dalla costa e per questo più umida. Inoltre, i campi di Miami non hanno una superficie particolarmente lenta come quelli di Indian Wells.
Una particolare combinazione
La particolare combinazione tra campo veloce e aria carica di umidità provoca una condizione particolare: l’umidità dell’aria ha un effetto diretto sulla palla che viaggia più lentamente, rimbalza meno e dà la sensazione di essere più pesante da colpire. In sostanza, anche se il campo è veloce, le condizioni atmosferiche lo rendono più lento di quanto ci si aspetterebbe.
Inoltre, anche in questo torneo, ci saranno significative differenze tra le condizioni diurne e quelle notturne. Difatti, di notte l’umidità aumenta ulteriormente e le condizioni diventano ancora più lente e faticose favorendo, almeno in teoria, scambi lunghi. Di giorno, invece, il caldo alleggerisce l’aria e accelera il gioco: la pallina viaggia più veloce e premia chi cerca subito il punto.
In sintesi, anche Miami è un torneo molto particolare: sembra veloce, ma spesso si gioca come se non lo fosse. Le condizioni atmosferiche, ancor più delle proprietà della superficie di gioco, sono il vero fattore decisivo nel secondo atto del “Sunshine Double”.