Il “trio” rallenta, Murray si rilancia

di - 22 Agosto 2011

di Sergio Pastena

Andy Murray batte un colpo. Lo scozzese, a ridosso degli Us Open, si aggiudica l’ATP 1000 di Cincinnati senza lasciare un set per strada, proprio in un torneo nel quale i “tre tenori”, chi per una ragione chi per un’altra, hanno brillato meno del solito. Considerando che questa era l’ultima occasione per vederli all’opera prima di Flushing Meadows, andiamo a vedere come si sono comportati.

Novak Djokovic ha comunque fatto finale e si è arreso anche a causa di un dolore alla spalla che ha limitato l’efficacia dei suoi colpi: aveva avuto qualche difficoltà nei quarti di finale contro Monfils (era sotto di un set) mentre in semifinale aveva beneficiato del ritiro di un Berdych in gran forma. Proprio il ceco ha eliminato un Federer sottotono nonostante la vittoria con Del Potro: lo svizzero nel secondo set è arrivato al tie-break ma gli è mancato lo spunto ed è tornato a casa. Anche Nadal stenta, sebbene questo voglia dire poco o nulla: la versione 3.0 del maiorchino spesso trova la forma strada facendo. Ad ogni modo Rafa, costretto subito a un long set da Benneteau, ha penato non poco contro Verdasco e ha vinto anche grazie agli sprechi di Nando, poi è andato fuori nei quarti per mano di Mardy Fish, ancora una volta grande protagonista dopo la finale dell’anno scorso.

Altri nomi da appuntare: James Blake ha eliminato Baghdatis e Fognini, sta tornando su livelli decisamente accettabili; stesso discorso per Simon, che è arrivato ai quarti di finale sbattendo fuori Ferrer; un cenno anche per Bogomolov, ancora una volta al terzo turno eliminando Tsonga. Bocciato Roddick, fuori subito contro Kohlschreiber e fuori dai 20 dopo tempo immemore. Tra gli italiani Fognini fa fuori Troicki ma cede come detto a Blake, Andreas Seppi va subito fuori contro Del Potro.

Questa settimana è interlocutoria, come è giusto che sia: si gioca la prima edizione del torneo di Winston Salem, Atp 250 con un ambizioso tabellone a 48. Prima testa di serie sarà proprio Roddick: A-Rod ha bisogno di punti e l’occasione potrebbe essere di quelle buone, anche se dalla sua parte si ritrova un altro collega illustre in crisi, Lleyton Hewitt. In campo anche Melzer, Dolgopolov e Isner, mentre ai nastri di partenza c’è un solo italiano, Filippo Volandri, impegnato subito contro Dudi Sela.

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Un commento

  1. Luca

    Io sono un tifoso di Roger Federer, ma a questo punto mi pongo dei seri dubbi che possa far bene agli US Open (cioé vincerli o arrivare in finale). Se basta un Tsonga o un Berdych in giornata per bloccarlo é meglio che smetta subito di giocare e non prenda in giro i suoi tifosi. A questo punto mi chiedo come cavolo ha fatto a battere Djokovic al Rolland Garros. Se continua di questo passo lo può superare in classifica anche l’incostante Murray.
    Quest’anno Federer ha vinto un unico torneo, un misero 250 alla stessa stregua di atleti che ne hanno vinto uno e che in alcuni casi non erano neanche nei top 50. Ridicolo poi pensare per le olimpiadi del 2012 di fare addirittura tre tornei quando il suo unico, ormai improbabile, obiettivo é il singolare: che tenga le residue forze per questo torneo.

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