Jacopo Vasamì si è raccontato a Lorenzo Ercoli per Spazio Tennis e MEF Tennis Events parlando dal Challenger 2 di Tenerife. Ha raccontato, tra i tanti argomenti toccati, del suo percorso di crescita e del periodo trascorso alla Rafa Nadal Academy. I due tornei disputati alle Canarie sono stati i primi della stagione per il classe 2007: “Ho fatto una preparazione davvero lunga, non giocavo da diversi mesi. Ho dovuto recuperare da un problema alla schiena: è stata una guarigione piuttosto lunga. È servita un po’ di pazienza, ma ora sto bene. Miglioro ogni giorno e sono sulla strada giusta”.
Parlando del lavoro che sta svolgendo, Vasamì ha ammesso: “Sto lavorando tantissimo dal punto di vista atletico: il mondo del professionismo è tutta un’altra storia rispetto al circuito junior, le partite vanno gestite diversamente”. Nel suo primo anno da professionista, il romano avrà la possibilità di giocare numerosi Challenger, sfruttando anche il cosiddetto Junior Reserved. “Giocare tanti Challenger è importante, abbiamo il vantaggio che in Italia ne vengono organizzati molti e la Federazione ci aiuta – ha commentato Vasamì –, in più il Junior Reserved mi consente di avere altre enrty nei tabelloni principali, il 2026 sarà basato prevalentemente su questo circuito”.
“Sogno le quali Slam”
Vasamì è apparso molto sereno riguardo alla sua crescita, che affronta senza alcuna fretta: “Da giovane vuoi tutto subito, ma nel tennis come nella vita serve pazienza. È un cammino molto lungo, qualcuno arriva al top a 17 anni, altri a 30. Ognuno ha il suo percorso e non bisogna compararsi agli altri, l’importante è dare il massimo”. Sui suoi obiettivi ha detto: “Vorrei arrivare a fine carriera e non essermi mai risparmiato. A breve termine? Mi piacerebbe giocare le qualificazioni dell’Australian Open 2027”.
Vincitore del Trofeo Bonfiglio 2025, Vasamì è considerato uno dei giovani più talentuosi del momento. A proposito della pressione il romano è sembrato molto calmo: “Hype su di me? La vivo molto serenamente, vado in campo per fare le mie partite. Di quello che si dice fuori dal campo mi interessa relativamente, non do peso alle critiche e vado per la mia strada che è una strada bellissima”.
L’esperienza alla Rafa Nadal Academy
Fino allo scorso anno, l’azzurro si allenava in Spagna, precisamente alla Rafa Nadal Academy dove ha potuto coniugare tennis e scuola. “La Rafa Nadal Academy è stata un’esperienza incredibile, anche fuori dal campo – ha raccontato Vasamì –. Mi sono diplomato in una scuola americana e parlo perfettamente due lingue, sono stati anni molto costruttivi che mi sto portando dietro”.
Parlando del suo percorso formativo, l’italiano ha sottolineato anche l’importanza della scuola che voleva terminare a tutti i costi: “All’Academy facevo mezza giornata di tennis e atletica e mezza giornata di scuola, erano giornate lunghe. Ci tenevo molto a completare gli studi”. Una volta concluso il liceo, Vasamì è rientrato in Italia, dove si allenerà tra il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia e Milano, assieme al suo nuovo coach Filippo Baldi.
Gli altri italiani come stimolo
In conclusione, Jacopo ha ammesso che il momento favorevole del tennis italiano è un grande stimolo: “I giocatori italiani sono sempre stati molto disponibili con me”. Anche la “concorrenza” di Cinà è diventata una spinta per migliorare: ”Ci conosciamo da quando eravamo piccoli, è un bravissimo ragazzo e un ottimo giocatore. Avere un altro tennista della mia età che fa così bene mi motiva, sono tutte cose in più”.