“La chiave è stata imparare a gestire le mie emozioni e a restare calmo nei momenti difficili. Sono orgoglioso di questo inizio di stagione. La situazione in Medio Oriente mi preoccupa, ma sono concentrato sui miei obiettivi”. Queste le parole di Carlos Alcaraz, intervenuto in conferenza stampa durante il Media Day del Masters 1000 di Indian Wells 2026, in programma dal 4 al 14 marzo.
Il 2026, fino a questo momento, è stato senza dubbio l’anno del nativo di Murcia: vittoria dell’Australian Open (il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam) e dell’ATP 500 di Doha. Il numero 1 del mondo ha trattato vari temi in conferenza stampa, da questo inizio di stagione fantastico alla situazione attuale in Medio Oriente, analizzando la sua evoluzione dal punto di vista mentale nel saper gestire le partite con più maturità rispetto al passato.
“LE 41 VITTORIE CONSECUTIVE DI DJOKOVIC? UN RECORD SURREALE”
Il 7 volte vincitore Slam, grazie ai trionfi a Melbourne e in Qatar, si trova a 12 vittorie consecutive da inizio stagione. Troppo presto, forse, per fare il paragone con la striscia vincente di 41 di Novak Djokovic stabilita nel 2011, un record che appare irraggiungibile nel tennis moderno. In merito a ciò, Carlitos ha detto: “So che Novak detiene questo record. Non ti rendi conto di quanto sia difficile fino a che non ti ci trovi. Pensi che 41 non sia così tanto, poi quando sei a 12 capisci che devi vincere altri 4 o 5 tornei tra i più prestigiosi del mondo. Ѐ impressionante – ha spiegato sorridendo il classe 2003 –. Sono orgoglioso del mio inizio di stagione. Spero che la striscia vincente possa continuare, ci proverò, ma quello che conta è che sono contento di come sto giocando”.
L’EVOLUZIONE DAL PUNTO DI VISTA MENTALE
Il numero 1 al mondo ha parlato anche della sua crescita e della sua evoluzione, non solo da un punto di vista tecnico, ma soprattutto sull’aspetto mentale per quanto riguarda la gestione delle proprie emozioni durante una partita. “Miglioramenti? In campo riesco a controllare ancora di più le mie emozioni. Direi che è stata la chiave che mi ha permesso di giocare ad un livello così alto ultimamente. Riesco a controllarmi e quando sono calmo riesco a trovare la soluzione e a vincere le partite anche quando non sto giocando bene. Controllando le mie emozioni riesco a mantenere la concentrazione”.
LA SITUAZIONE IN MEDIO ORIENTE
Lo spagnolo non poteva non spendere qualche parola sulla situazione attuale in Medio Oriente, dove è in atto un conflitto che non ha permesso ad alcuni giocatori di partire e di arrivare facilmente in California per prepararsi al meglio in vista dell’inizio del torneo. “La notizia mi ha spiazzato. A una settimana dal torneo, all’improvviso scoppia tutto questo…sono rimasto sorpreso onestamente. Vedere alcuni colleghi bloccati, impossibilitati a viaggiare mi ha fatto preoccupare – ha ammesso Alcaraz –. Per quanto mi riguarda non è assolutamente una distrazione. Sono concentrato e pronto per competere al meglio, ma siamo tutti preoccupati per quello che sta accadendo”.
RAFA JODAR E IL FUTURO DEL TENNIS SPAGNOLO
Uno degli obiettivi del fenomeno spagnolo è quello di vincere la Coppa Davis con la sua nazionale, arrivata in finale nella scorsa edizione senza la sua stella, assente a causa di un edema muscolare al bicipite femorale destro. Carlitos ha parlato di uno dei suoi compagni di nazionale, nonché uno dei talenti più cristallini del tennis iberico, ovvero Rafa Jodar, classe 2006 e attuale numero 103 del mondo. “L’ho conosciuto un paio d’anni fa in Coppa Davis. Poi ci siamo allenati insieme dopo i suoi successi juniors. Nel circuito maggiore ha mostrato un ottimo livello nei Challenger, vincendone qualcuno e scalando posizioni nel ranking. Mi piace molto il suo modo di giocare, senza paura. Crede in se stesso e di poter battere chiunque. Questo è l’aspetto che più apprezzo di lui. Non mi sorprende che sia così vicino alla top 100 in così poco tempo – ha concluso il 7 volte campione Slam –. Nei prossimi anni ci farà vedere ancora di più, ne sono sicuro”.