Niente è per caso

di - 20 Aprile 2014

Wawrinka

di Sergio Pastena

A zio Roger sono rimasti solo gli obiettivi umani.

Per obiettivi umani si intendono quelli da lui ancora raggiungibili, che considerando il suo palmares sono davvero pochi: manca il Grande Slam, e quello non arriverà più. Mancava il record di permanenza al numero uno, ma è arrivato nonostante nessuno ci scommettesse un centesimo. Manca l’oro olimpico, ma nel 2016 diventa difficile vederlo tra i favoriti. Questi sono gli obiettivi “non umani”.

Tra quelli umani ne restano davvero pochi, tra cui la vittoria in Coppa Davis e la vittoria in almeno uno di ogni Atp 1000 attualmente esistente. Per il primo Wawrinka gli sta dando una bella mano, ma per il secondo “Stan the Man” gli ha appena dato una mazzata mica da poco battendolo nella finale del torneo di Monte Carlo.

Un torneo che, fino ai quarti di finale, sembrava povero di sorprese: l’unico “intruso” tra quelli rimasti in gara era Garcia-Lopez, autore dell’eliminazione di Berdych e capace di strappare un set a Djokovic. Sembrava, appunto, perché dai quarti in poi è successa una mezza apocalisse. Prima è caduto Nadal: contro Ferrer, sulla terra rossa, un evento che secondo molti era letteralmente impossibile. Subito dopo, in semifinale, mentre Wawrinka disossava Ferru toccava ad un Djokovic non al meglio inchinarsi contro Federer.

Infine la finale, che dopo la vittoria nel primo set di Federer sembrava incanalata verso una sua prevedibile vittoria. Ma questo è un altro Wawrinka, deciso a dimostrare che il trionfo degli Australian Open non è stato solo un exploit occasionale: e così, dopo essersi portato a casa al tie-break il secondo set, l’ex secondo svizzero ha piazzato un parziale di 4-0 che ha tramortito il povero Roger, letteralmente incapace di reagire fino al 6-2 finale. E così Wawrinka, dopo il suo primo Slam, porta a casa anche il suo primo Atp 1000 e mette in cassaforte il suo posto tra i migliori. Già, perché se domani mattina gli uscissero i punti di Melbourne lui sarebbe lo stesso a ridosso dei quarti e quei punti scadranno tra nove mesi…

Poche sorprese in campo italiano: Fognini arriva agli ottavi e sbrocca tragicamente contro Tsonga, Seppi fa il suo e anche di più per poi inchinarsi a Nadal, Bolelli cede onorevolmente a Kohlschreiber. Piccola nota a margine su Fabio: lo si può criticare quanto si vuole, ma resta il fatto che ora ha meno punti di distacco dalla decima posizione di quanti ne avesse a marzo, con tutto che sono usciti 360 punti pesantissimi di Monte Carlo rimpiazzati solo in piccola parte. Insomma, sto benedetto ragazzo ogni tanto sbroccherà pure ma in quanto a costanza è migliorato enormemente e lo ha dimostrato per l’ennesima volta.

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