Pablo e gli altri

di - 30 Novembre 2013

di Sergio Pastena

C’è chi entra, c’è chi torna, c’è chi esce per non tornare e chi invece non ha ancora appeso la racchetta al chiodo. Come per ogni altro sport, anche nel tennis le facce cambiano e tanti volti familiari vanno via facendo spazio ad altri. Quest’anno, però, per il tennis è stato a due velocità: a fronte di 489 tennisti che sono usciti dal ranking, quelli che ne sono entrati a far parte sono ben 740, un numero enorme se consideriamo che la classifica fino all’anno scorso non arrivava ai duemila atleti.

I motivi? Sicuramente un altissimo numero di Futures, molti dei quali in zone nuove per il tennis come l’Africa centrale. Non solo, però: guardando l’elenco dei “fuoriusciti” si possono notare tanti mestieranti da Futures, ogni dei quali ritirandosi ha liberato una marea di slot in tornei di secondo piano di cui, spesso, hanno approfittato tennisti locali che altrimenti avrebbero avuto poche chance.

Ma andiamo a vedere una categoria particolare, quella dei tennisti che in questo 2013 sono “ricomparsi”.

Pablo Cuevas

Uno come Cuevas è manna dal cielo per una nazione come l’Uruguay, che a livello tennistico non viveva momenti di gloria dal lontano 1999, quando Filippini arrivò ai quarti del Roland Garros. Era scomparso dal ranking, Cuevas, a causa di problemi fisici, ma i tifosi uruguagi saranno rinfrancati: la miglior new entry del 2013, in posizione 220, è proprio lui.

Il prossimo obiettivo è rientrare nei 100: a 28 anni è ancora tutto possibile.

Giovanni Lapentti

L’Ecuador, a differenza dell’Uruguay, non ha avuto un vero e proprio “buco”, se è vero che tra il Roland Garros di Gomez e l’entrata nella Top Ten di Lapentti non sono passati decenti.

Ora, però, è tempo di vacche magre e per il paese sudamericano è una buona notizia anche il ritorno dell’altro Lapentti, il fratellino Giovanni, che non ha mai emulato il più famoso Nicolas ma si è comunque costruito un’onesta carriera nei Challenger.

Joachim Johansson

Pim Pim non è nato per passare inosservato, e se ritorno doveva essere (anche per un solo torneo) allora doveva essere per bene. Così lo svedese ha passato con nonchalance le qualificazioni a Stoccolma, ha battuto Falla al primo turno e al secondo ha costretto ad un tie-break Milos Raonic, numero undici al mondo. Pochi giorni che gli sono bastati per fare 32 punti ed entrare nei primi 700 della classifica.

Reda El Amrani

La nouvelle vague del tennis marocchino doveva essere lui, questo giovane non dotato dello stesso talento e degli stessi capelli di El Aynaoui, ma in grado comunque di ben figurare fino ad arrivare alla posizione 160 delle classifiche. Se molti preferiscono ripartire dai Futures lui, fermo praticamente da due anni, ha scelto le qualificazioni dei Challenger: tante difficoltà, ma anche una dignitosa posizione nei primi 800 a fine stagione.

© riproduzione riservata

Un commento

  1. Piero Emmolo

    In Ecuador il tennis degli ultimi vent’anni è questione di famiglia:Andres Gomez e Lapentti sono zio e nipote. Più precisamente,la sorella del campione del RG è mamma dei tre Lapentti. Aver rivisto Johansson a Stoccolma è stata una sofferenza;nel 1t contro Falla (mi pare che su ST la partita fu commentata proprio da Alessandro)ha fucilato rovesci ad una mano da alzarsi dal divano ed applaudire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *