Max Sartori: “Importante vincere lottando”

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew

Andreas Seppi scenderà in campo a breve nel suo secondo turno del Roland Garros 2013 contro lo sloveno Blaz Kavcic. Abbiamo incontrato in players lounge Massimo Sartori,(nella foto in basso premiato con l’Ace Cube di Spazio Tennis.com per Miglior Coach) allenatore di Seppi, che ha raccontato a Spazio Tennis le impressioni sul match vinto contro Leonardo Mayer 6-4 al quinto set e delle prospettive future a Parigi e per il resto della stagione.

Partiamo da Seppi-Mayer. In conferenza stampa ho chiesto a Seppi se trovasse idoneo il mio riassunto della partita: “poco tennis, tanto cuore”. Tu che match hai visto contro l’argentino?
“Il fatto che abbia lottato è l’aspetto migliore del match con Mayer. Devo dire che, per quanto non abbia fatto una bella partita, in alcuni momenti (secondo e terzo set; ndr) ha anche giocato abbastanza bene. Il quinto set invece è finito nelle mani del giocatore che stava sbagliando meno. E qui ha contato probabilmente la condizione fisica ottimale di Seppi, la sua freschezza maggiore rispetto all’avversario, che gli ha permesso di rimanere lucido nei momenti salienti.”

Prima di partire per Vancouver avevi affermato che non sarebbe stato semplice preparare la stagione sulla terra, perché i giorni tra la Davis in Canada sul veloce e il torneo di Montecarlo erano pochi per prepararsi adeguatamente. Può essere questo uno dei motivi della piccola crisi di Seppi?
“Sapevamo che quest’anno la stagione sulla terra sarebbe stata la più difficile. E’ stato complicata la preparazione e anche prendere ritmo partita, perché i match giocati sono stati pochissimi. A quel punto è entrata in gioco anche la tensione, i punti da difendere, ecc. Forse guardandoci indietro avremmo potuto saltare Montecarlo, allenarsi due settimane intere sulla terra post Coppa Davis, ed iniziare direttamente dal torneo di Bucarest.”

E’ più un problema mentale o di poca confidenza col proprio tennis?
“Credo che si debba parlare di mancanza di “confidence”. Se analizziamo la stagione di Andreas, a livello di logica tennistica forse è la migliore mai disputata. Se avesse vinto con Chardy a Melbourne lo sarebbe stata certamente. Sulla terra non è andato bene, è vero, però ha comunque portato a casa 720 punti giocando finalmente bene sul cemento all’aperto, condizione di gioco che Andreas non ha mai amato sulla quale non credeva di poter far bene. Se dovesse giocar bene Parigi e fare un centinaio di punti potrebbe nel complesso essere definito un ottimo primo blocco di annata. Adesso vediamo come proseguirà. Lo scorso anno non giocò i tornei su terra post Wimbledon perché vi era l’Olimpiade e in Nord America non avrà punti da difendere. Aver giocato bene in Australia è un bottino importante conquistato.”

In vista del match di secondo turno qui a Parigi con Kavcic, credi che la vittoria con Mayer possa aver sbloccato un po’ Seppi?
“La vittoria con Mayer ha dato molto felicità ad Andreas, perché ha conquistato il match lottando, senza giocare particolarmente bene. Questo fa sicuramente morale. Credo che contro Kavcic, avversario certamente più in fiducia rispetto a Mayer, debba giocare una partita ordinata. Se riesce a trovare ordine, poi potrà tornare a fare in campo ciò che sa fare”

Considerazione finale su Marco Cecchinato, che dopo le buone prestazioni di Roma ha giocato molto bene anche a Nizza, qualificandosi e strappando un set a Fognini…
“A Nizza Cecchinato ha giocato ancor meglio che a Roma. Cristian Brandi, che lo segue nei tornei, ci ha raccontato di ottime prestazioni contro due giocatori molto buoni come De Bakker e Serra. Speriamo che riesca a lavorare nella giusta maniera. Se riesce ad acquisire la giusta cultura del lavoro potrà togliersi in carriera ottime soddisfazioni. E’ un giocatore che mi ha sempre impressionato per la capacità di giocare i punti importanti. In linea generale devo dire che i giovani tennisti italiani fanno un po’ fatica dal punto di vista del lavoro giornaliero. Andreas mi ha dato molti meno problemi, è sempre stato portato per il lavoro. Spero che l’esempio di Seppi possa essere importante per Marco.”

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