Dopo il successo degli Stati Uniti sulla Spagna alla United Cup, deciso dal doppio vinto da Gauff e Harrison contro la coppia spagnola formata da Cavalle-Reimers e Cervantes, Taylor Fritz ha affrontato in conferenza stampa due temi molto discussi. L’americano si è soffermato sulle nuove luci rosse dei paletti della rete, introdotte proprio in questa edizione della United Cup, e sul dibattuto argomento della lentezza dei campi, legata soprattutto alla rapida usura delle palle.
L’illuminazione dei paletti
“A dire il vero non sono un grandissimo fan – ha spiegato -. Giocando di giorno non me ne sono accorto più di tanto: con il sole e i riflessi non è così evidente. Di sera invece è molto più visibile ed è stato un po’ strano”. L’americano chiarisce però di non essere contrario all’innovazione in assoluto: “Per il pubblico credo sia una cosa molto buona. Personalmente mi ha un po’ disturbato, ma se migliora l’esperienza degli spettatori allora, nel complesso, può essere un cambiamento positivo”.
La velocità dei campi e la qualità delle palle
“Ne ho parlato con molti giocatori e ci siamo resi conto che in alcune sedi i campi sono stati realmente rallentati: Shanghai in particolare, e anche Parigi. Detto questo, la maggior parte dei giocatori con cui ho parlato è d’accordo su un punto: non pensiamo davvero che i campi siano diventati così tanto più lenti nel corso degli anni”.
Secondo il numero uno statunitense, il vero problema sarebbe altrove. “Credo che siano le palle a essere diventate molto più lente. Sono più morbide, perdono tantissima velocità quando rimbalzano sul campo e ho la sensazione che la qualità sia scesa: diventano grandi e si gonfiano molto in fretta”. Una dinamica percepita anche durante la stessa United Cup: «Anche oggi il campo non era veloce, ma le palle diventavano subito molto pesanti».
Una situazione che, a suo dire, penalizza il gioco offensivo: “Sto servendo al massimo, colpisco molto forte, ma faccio fatica a chiudere il punto. Servono tanti colpi prima di riuscirci“. La richiesta finale è chiara: “Ci dovrebbe essere varietà nelle velocità dei campi, ma servono anche palle migliori, che diano un vero vantaggio a chi è aggressivo e si prende dei rischi. Ad essere sincero, credo che il problema siano più le palle che i campi stessi”.