The Athletic: riunioni a porte chiuse tra ATP, WTA e tre Slam. Si è discusso delle cause intentate dalla PTPA

Antonio Sepe
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Campo Centrale Wimbledon - Foto Thomas Lovelock:AELTC Pool

Mentre gli occhi del mondo del tennis sono puntati su Melbourne per l’imminente inizio dell’Australian Open, in questi giorni a Londra si sono tenute due riunioni a porte chiuse alla presenza dei responsabili dei circuiti ATP e WTA, ma anche degli altri tre Slam (Roland Garros, Wimbledon e US Open).

L’argomento all’ordine del giorno coincideva con le cause antitrust che rischiano di mettere a repentaglio il loro potere. A riportarlo è il The Athletic, secondo le cui fonti a Londra si sarebbe discusso della “struttura di un accordo volto a garantire ai tornei sicurezza finanziaria, a generare maggiori entrate per lo sport e a garantire ai giocatori maggiori stipendi, benefit e voce, per i quali hanno insistito sempre di più negli ultimi mesi”.

La PTPA fa infatti sul serio, non a caso – dopo aver intentato le cause antitrust la scorsa primavera – avrebbe raggiunto un accordo con Tennis Australia nel mese di dicembre. Tuttavia, secondo il quotidiano americano, un eventuale accordo con i restanti imputati “è ancora lontano”.

Secondo quanto scrive il The Athletic, inoltre, gli Slam e i circuiti ATP e WTA stanno cercando l’accordo su come mettere in atto dei piani che includono “una struttura di governance unificata – che mantenga l’identità dei tour e degli Slam – la messa in comune di quote dei ricavi dei tornei di tutte le dimensioni, ma anche una voce più forte per i giocatori rispetto ai loro attuali seggi nei consigli di ATP e WTA, e un numero sufficiente di tornei per consentire ai giocatori più in basso nella classifica di guadagnarsi da vivere e salire di livello, ma non troppi al punto da essere difficili da seguire”.

L’articolo conclude sottolineando un tema importante: la PTPA è “sempre più convinta che gli accordi nelle cause legali potrebbero fungere da chiave di volta, utilizzabili dai leader dello sport per realizzare il cambiamento di cui si parla da tanti anni, ma che non è mai emerso a porte chiuse come quello avvenuto a Londra la scorsa settimana”.

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