Arthur Fery (n.185 ATP) sta vivendo il momento più importante della sua giovane carriera. A 23 anni, il tennista britannico si è affermato come uno dei profili più interessanti del panorama emergente, raggiungendo il suo miglior ranking di sempre e conquistando nella notte un traguardo storico: la prima qualificazione ad un torneo slam, l’Australian Open.
Il risultato all’Australian Open: una svolta nella carriera
Fery ha centrato l’accesso al tabellone principale degli Australian Open superando Dino Prizmic (n.127 ATP) con un netto 6-4 6-1, nonostante l’atmosfera ostile del pubblico. Una vittoria dal grande valore simbolico, ottenuta contro un avversario meglio classificato e in un contesto tutt’altro che semplice.
“Il pubblico oggi era piuttosto acceso. Se i commenti diventano irrispettosi, non è bello, ma in generale è positivo avere persone che ti guardano. Sono abituato: ho giocato nel college tennis negli Stati Uniti e sono stato molto contento di come ho gestito la situazione”.
Per il britannico, attualmente numero 185 del mondo, si tratta di un vero punto di svolta:
“È stato un grande traguardo per me giocare gli Slam grazie al mio ranking. Qualificarmi mi ha dato tanta gioia e orgoglio. So di avere il livello per giocare un grande tennis: ora conta restare in salute e dimostrarlo in campo”.
Dagli studi a Stanford al grande tennis
Il percorso di Arthur Fery non è stato convenzionale. Dopo aver scelto la strada del college tennis negli Stati Uniti, ha studiato e giocato per la Stanford University, un’esperienza che considera fondamentale per la sua crescita.
Intervistato da Tennis365 ha raccontato così l’esperienza del college negli Stati Uniti:
“È stata una scelta importante per me. Non volevo diventare professionista subito a 18 anni, cercavo anche un piano B accademico. Stanford era perfetta: mi ha dato tempo per maturare e per decidere davvero se il tennis doveva essere la mia carriera”.
Il legame speciale con Wimbledon
Se l’Australian Open rappresenta una conquista, Wimbledon resta il cuore dei sogni di Fery.
Nel 2025 è arrivata la prima grande affermazione: la prima vittoria in uno Slam a Wimbledon, contro la testa di serie Alexei Popyrin, un successo che ha confermato le sue potenzialità a livello internazionale.
Cresciuto a pochi passi dall’All England Club, Arthur racconta un rapporto quasi emotivo con il torneo più prestigioso del mondo.
“Vivo proprio dietro l’angolo rispetto a questo club. È sempre stato un sogno giocare qui. Ogni volta cerco di viverlo come un torneo normale, ma Wimbledon significa molto di più”.
I modelli: Federer, Murray e la nuova generazione
Cresciuto guardando i campioni in televisione, Fery indica Roger Federer come il suo primo grande idolo:
“Probabilmente è stato il giocatore più elegante che abbiamo mai visto su un campo da tennis”.
Ma per un britannico, l’influenza di Andy Murray resta fondamentale:
“Ha avuto un impatto enorme su tutti noi. Allenarmi con lui al National Tennis Centre è stato surreale. Se dieci anni fa mi avessero detto che sarei arrivato qui, non ci avrei mai creduto”.
La sfida con Cobolli
Nel primo turno dell’Australian Open, Arthur Fery si troverà davanti una prova importante contro l’italiano Flavio Cobolli, testa di serie numero 20 (n. 22 ATP). Un match che rappresenta molto più di una semplice partita: per il britannico sarà l’occasione di misurarsi con un avversario di alto livello, molto più abituato ad esibirsi su questi palcoscenici. Per il giocatore nato a Sèvres, invece, sarà l’occasione per capire fino a che punto può spingersi in uno dei tornei più prestigiosi al mondo.
Dopo l’impresa compiuta nelle qualificazioni, Fery arriva alla sfida con entusiasmo e senza pressioni, consapevole che ogni partita a questo livello è un’opportunità preziosa per crescere e consolidare il suo percorso tra i professionisti
Una crescita che fan ben sperare il tennis Inglese
Tra il successo all’Australian Open, la crescita nel ranking e la solidità costruita negli anni di college tennis, Arthur Fery si presenta oggi come uno dei talenti emergenti più interessanti del tennis britannico.
Con i piedi ben piantati a terra e la consapevolezza che il vero obiettivo è la continuità, Fery guarda avanti con determinazione:
“So che posso giocare un ottimo tennis. Ora la sfida è restare sano e dimostrarlo partita dopo partita”.
Il suo cammino è appena iniziato, ma i segnali sono incoraggianti: Arthur Fery non è più soltanto una promessa, bensì un giocatore che sta gradualmente ritagliandosi uno spazio nel tennis che conta.