Daniil Medvedev nel corso dell’ATP 500 di Dubai 2026 ha concesso appena 12 giochi in tre partite, conquistando un posto in semifinale. Un segnale sicuramente incoraggiante dopo un mese di febbraio che lo ha visto in crisi di risultati: uscito al primo turno dell’ATP 500 di Rotterdam contro Ugo Humbert, poi eliminato al secondo turno dell’ATP 500 di Doha da uno Stefanos Tsitsipas nel momento peggiore della carriera, ranking alla mano.
Continui alti e bassi
Dunque, negli ultimi tre tornei lo score del russo recita: primo turno, secondo turno, almeno semifinale. Un andamento altalenante che è tipico del Medvedev dell’ultimo periodo, tant’è vero che già la scorsa stagione i risultati dell’ex numero 1 del mondo erano del tutto imprevedibili. Per citare un esempio, a giugno 2025 ha raggiunto la finale dell’ATP 500 di Halle (persa contro Alexander Bublik) per poi essere eliminato al primo turno di Wimbledon da Benjamin Bonzi, appena otto giorni dopo.
Situazione che si è ripetuta ad ottobre 2025, quando in soli 4 giorni ha battuto Corentin Moutet nella finale dell’ATP 250 di Astana – tornando così a vincere un titolo un anno e mezzo dopo Roma 2023 – per poi uscire al secondo turno dell’ATP 500 di Vienna contro.. Corentin Moutet.
Anno nuovo, vita nuova?
Anche l’avvio del 2026 è stato su questa falsa riga: vittoria dell’ATP 250 di Brisbane e sconfitta agli ottavi di finale dell’Australian Open, seguita dall’uscita di scena di Rotterdam di cui sopra. Ora, non che sia scandaloso uscire da uno Slam contro il Learner Tien di questo periodo, ma di certo non ci si aspettava un Medvedev sconfitto nettamente in tre set con una sola palla break a favore.
All’interno di questa analisi, però, non può essere sottovalutato l’importante cambiamento avvenuto a fine agosto 2025 quando Medvedev si separò dal suo storico allenatore Gilles Cervara. I avevano collaborato nei precedenti nove anni, raccogliendo risultati di livello ass0luto: ATP Finals 2020, US Open 2021, numero 1 del ranking nel 2022, a cui si aggiungono 6 Masters 1000. Al suo posto sono subentrati Thomas Johansson (vincitore Australian Open 2002) e Rohan Goetzke, un cambiamento di enorme portata alla luce del longevo e fruttuosissimo periodo con Cervara.
Luce in fondo al tunnel?
Chissà se il torneo di Dubai diventerà solo un altro picco del continuo saliscendi attraversano dal classe ’96 nelle ultime due stagioni o se, al contrario, sarà una solida base da cui ripartire con continuità di risultati. Lo dirà il campo, a partire dalla semifinale negli Emirati Arabi Uniti dove Medvedev attende Felix Auger-Aliassime.