“Questi campi lenti sono la mia rovina. Non è che non mi piaccia quando ci sono palla pesante e campo più lento, è che mi sento molto più a mio agio su superfici veloci”. Con queste parole Jessica Pegula ha commentato la sua sconfitta in semifinale all’Australian Open 2026. La statunitense è stata battuta 6-3 7-6 da Elena Rybakina e ha ammesso: “Credo di non aver giocato bene, almeno fino alla parte finale del match”.
Condizioni difficili
La numero 6 WTA ha riconosciuto di non aver espresso il suo miglior tennis: “Lei ha giocato più pulita di me, sono dispiaciuta di non aver mostrato un livello superiore”. Causa della brutta prestazione, secondo Pegula, le condizioni: “Non ero abituata a queste condizioni serali e particolarmente lente. Lei si è adattata più in fretta di me e ha colpito più forte di me – ha detto la classe ’94 –. Ho fatto un sacco di errori. Solo alla fine ho trovato il giusto tempismo sulla palla e ho giocato un po’ meglio”.
Finale in crescendo
Pegula è riuscita ad alzare il livello nei momenti conclusivi della partita, pur non riuscendo ad evitare la sconfitta. A tal proposito ha commentato: “All’inizio sono stata incostante, come se non mi fidassi delle cose che avevo fatto bene fino ad oggi. Stavo pensando un po’ troppo”. Ha proseguito cercando i lati positivi: “Alla fine invece, quando ero sul punto di perdere, ho trovato un po’ di idee chiare e ritmo. Ho smesso di pensare troppo e ho giocato un buon tennis”.
Sguardo al futuro
La statunitense ha anche guardato al futuro: “Penso di avere fiducia ed esperienza a sufficienza per mettere in difficoltà le migliori giocatrici. Forse devo essere un po’ più coraggiosa in alcuni momenti e capire come giocare meglio in determinate condizioni”. Ha concluso così: “Sicuramente ho fatto un lavoro migliore di quanto avrei fatto un paio di anni fa su un campo lento, però rimane una sconfitta molto frustrante”.