“Sono felicissima e orgogliosa, è un risultato incredibile. È stata una battaglia davvero dura e non mi aspettavo di ribaltare la situazione. Aryna è un’avversaria molto dura, sono felicissima di avere in mano il trofeo questa volta“. Lo ha dichiarato Elena Rybakina, intervenuta in conferenza stampa dopo essersi laureata campionessa dell’Australian Open 2026.
Alla kazaka è stato poi chiesto delle differenze con la finale del 2023, in cui era stata sconfitta proprio da Aryna Sabalenka: “C’ero andata vicina, ma Aryna aveva giocato davvero bene. Sapevo che questa volta avrei dovuto prendermi qualche rischio e non aspettare qualche errore o allungare gli scambi“. In seguito ha analizzato il match: “I primi due set sono stati duri: il primo è stato più facile grazie al break di vantaggio che ho preso all’inizio, mentre nel secondo lei ha giocato bene e io non ho alzato il mio livello. Nel terzo è stata dura recuperare, ma sono felice di essere rimasta calma nonostante fossi in svantaggio“.
Vincitrice di 20 delle ultime 21 partite giocate, Rybakina ha detto di non sentirsi imbattibile: “Ho appena perso una partita a Brisbane. Però sento di essere migliorata nel giro di un paio di settimane ed è davvero bello. A inizio torneo non servivo così bene e non mi muovevo come ho fatto negli ultimi due match. Sono fiera del lavoro fatto con la squadra e di aver trovato la mia miglior forma in uno Slam“.
Coach e rivali
La kazaka non ha voluto dilungarsi sulla figura del suo coach, Stefano Vukov, che lo scorso anno non era presente mentre stavolta sì: “Non ho pensato a questo. Abbiamo vinto molti titoli insieme, compresi Ningbo e le WTA Finals lo scorso anno. Ci siamo preparati bene con la squadra e sono davvero contenta per la vittoria. Spero di proseguire così e continuare a migliorare“. Su Aryna Sabalenka e Iga Swiatek, invece: “Sono avversarie toste, hanno ottenuto ottimi risultati e sono rimaste stabilmente ai vertici per tanto tempo. Mi auguro di esprimere un buon tennis per il resto della stagione“.
Tre anni e mezzo dopo
Rispetto al primo Slam – Wimbledon 2022 – sono passati quasi quattro anni, ma la nativa di Mosca non si è lasciata scoraggiare da questo lungo digiuno: “Ho sempre creduto di poter tornare al livello di prima. Certo, tutti abbiamo alti e bassi e pensavo che forse non sarei mai più arrivata in finale o che non avrei mai vinto un trofeo, ma è tutta una questione di impegno. Penso che abbiamo lavorato molto con la squadra e anche loro mi hanno supportato molto. Nei momenti in cui non ero così ottimista, loro mi hanno dato una mano“.
A proposito del trionfo sui prati londinesi, ha evidenziato le differenze: “Sono sensazioni diverse perché a Wimbledon per la prima volta sono arrivata così lontano nel torneo e ho vinto subito. Ricordo che non dormivo bene e avevo tante emozioni e pensieri che mi passavano per la testa: è stato davvero stressante. Qui a Melbourne invece sono riuscita a dormire bene e questo è positivo. Penso che con l’esperienza e gli anni trascorsi nel circuito ho imparato molto“.
