“Cosa mi rende più felice della mia prova? Difficile scegliere una cosa sola. Diciamo la sensazione generale di tornare a competere”. Jannik Sinner è sorridente dopo l’esordio all’Australian Open 2026. L’azzurro ha superato Hugo Gaston per 6-2 6-1 e ritiro, sicuramente non il modo in cui avrebbe voluto vincere, ma anche quando il francese era in partita non c’è mai stato un vero equilibrio.
“Iniziare la stagione giocando in sessione serale sulla Rod Laver Arena è speciale – rimarca l’altoatesino –. Avevamo già giocato qualche anno fa, ma le cose sono cambiate un po’. Quindi ho provato a capire il suo stile di gioco. Poi ho cercato di alzare il mio livello, e ha funzionato molto bene. Il servizio? Abbiamo cambiato un po’ il movimento e il ritmo del servizio. Prima era un po’ troppo veloce all’inizio, ora è un po’ più lento. Il lancio di palla prima era più in avanti e leggermente a destra; ora è un po’ più arretrato e sopra la testa. A volte lo perdo ancora. Non è un colpo con cui mi sento ancora molto sicuro, ma allo stesso tempo ci stiamo lavorando”.
Jannik ha parlato anche della componente mentale e del lavoro continuo con il dottor Ceccarelli su un aspetto così cruciale: “Io e Riccardo ne abbiamo parlato. Non sono stato fisicamente nella sua palestra. Siamo in contatto, cercando di capire e lavorare su alcune cose. Ho il mio kit a casa, quindi quando ne ho bisogno, quando sento di potermi allenare, lavoro con quello. Poi quanto lo faccio dipende dai periodi”.