Il nome nuovo sulla strada di Jannik Sinner a Indian Wells è quello di Dalibor Svrčina, uno dei giovani più interessanti del tennis ceco. Classe 2002, Svrčina si è guadagnato il secondo turno del BNP Paribas Open grazie alla vittoria per 6-2 6-4 contro James Duckworth. Il successo gli regala ora la sfida con il numero due del seeding, in quello che per lui rappresenta un test importante per misurare la propria crescita.
Chi è Svrčina: altezza, caratteristica, superficie preferita
Alto “solamente” 178 centimetri, il ceco non è il classico interprete del tennis moderno dominato da servizio e potenza. Il suo gioco è piuttosto leggero, costruito su ritmo, mobilità e soprattutto su una spiccata intelligenza tattica. Non possiede un servizio devastante né colpi particolarmente pesanti, ma compensa con sensibilità di mano, capacità di variare e grande disciplina negli scambi.
Per anni è stato considerato soprattutto un giocatore da terra battuta, superficie su cui ha costruito i primi risultati importanti. Negli ultimi mesi però la sua crescita è passata anche attraverso il cemento, dove sta imparando a essere sempre più competitivo. Il best ranking di numero 86 ATP e i cinque titoli Challenger conquistati in carriera, tra cui quello dello scorso anno all’Open Città della Disfida, raccontano bene l’ascesa costante del ventitreenne ceco.
La vittoria contro Berrettini, lo yoga, le letture motivazionali
Il salto di qualità si è visto anche a livello ATP: nella tournée asiatica in Cina è arrivata una delle vittorie più significative della sua carriera, quella contro Matteo Berrettini, segnale di un giocatore sempre più a suo agio anche lontano dalla terra.
Dietro al suo tennis ragionato c’è anche una forte disciplina quotidiana. In un’intervista al sito dell’ATP, Svrčina ha raccontato di curare in modo quasi maniacale la preparazione fisica, dedicando ogni giorno tempo allo stretching o allo yoga, sia al mattino sia prima di andare a dormire. Il ceco ha spiegato di trarre ispirazione anche da letture motivazionali, tra cui Never Finished di David Goggins, che lo spingono a cercare continuamente di uscire dalla propria zona di comfort.
A Indian Wells lo attende ora la sfida più difficile: affrontare Sinner. Per Svrčina sarà soprattutto un banco di prova per capire a che punto è arrivata la sua crescita. Il suo profilo, però, è già chiaro: non un bombardiere, ma un giocatore di scacchi su un campo da tennis, capace di costruire il punto con pazienza e idee. E proprio questo tipo di avversario, apparentemente leggero ma tatticamente molto solido, può trasformare una partita in qualcosa di più complicato del previsto.