La Gatto conquista Imola

di - 17 Luglio 2011

di Remo Borgatti

Sono mancate solo le emozioni nella serata conclusiva del torneo da 25 mila dollari denominato Trofeo CDV e organizzato sui campi in erba sintetica dell’ASD Tozzona Tennis Park.

Di fronte, nella finale del singolare, due italiane che si erano già aggiudicate insieme il doppio, peraltro senza nemmeno dover disputare l’ultimo match a causa del forfait annunciato di una delle due avversarie. Giulia Gatto-Monticone (testa di serie numero 3) e Federica Quercia erano giunta a giocarsi il titolo percorrendo strade del tutto differenti. Quasi tutta in discesa quella della piemontese, classe 1987, che non aveva ceduto nemmeno un set e appena undici giochi alle prime tre avversarie affrontate (Mazzali, Balsamo e parmigiano) per poi incontrare qualche lieve difficoltà nel primo set della semifinale, vinta 7-5/6-3 contro la qualificata serba Milana Spremo.

Ben più accidentato il percorso della Quercia, faentina classe 1985 e ultima per classifica mondiale ammessa al tabellone principale (n°528); un set lasciato al primo turno alla colombiana Lizarazo, uno al secondo alla testa di serie numero 4 Julia Mayr e uno nei quarti alla tedesca Werner. In semifinale invece Federica liquidava la pratica con la portoghese De Lattre, settima favorita del seeding, con un convincente 6-2/6-4.

Di fronte a un pubblico stimato sulle 800 presenze, con entrambe le tribune allestite per l’occasione gremite, e con una leggera brezza che ha rinfrescato l’atmosfera, Gatto-Monticone e Quercia hanno dato vita a un match incerto solo a tratti, tecnicamente pregevole ancorché poco intenso sul piano agonistico.

Ha vinto la favorita Gatto-Monticone con lo score forse eccessivamente penalizzante per la sua avversaria di 6-1/6-3. Determinante, a livello mentale, l’esito del primo e del quarto gioco nel set d’apertura, che ha finito per condizionare probabilmente tutto l’incontro. Nel game d’apertura la Gatto-Monticone è risalita da 0-40 e ha poi annullato altre due palle-break, rimediando a tre doppi falli con alcuni dritti vincenti.

Sul 2-1 in suo favore, la milanese ha poi ottenuto il break nel quarto lunghissimo game (16 punti) in cui ha dovuto attendere la sesta palla utile per andare 3-1 dopo un rovescio lungo linea in corridoio della Quercia, che si era appena salvata con un lob difensivo sulla riga di fondo.

Federica avrebbe potuto rimediare subito ma, di nuovo avanti 0-40 contro il servizio, ha subito cinque punti consecutivi e al cambio di campo era sotto 1-4. Troppa la differenza, nella romagnola, tra dritto e rovescio; titubante e mai incisivo il primo, fatta eccezione per un paio di passanti in corsa, solido e profondo il secondo, colpo con il quale in più di un’occasione la Quercia è riuscita a difendersi aggredendo. Troppo poco però per la regolarità di Giulia, depositaria di un gioco più lineare da entrambe le parti con qualche incertezza solo nel servizio (4 doppi falli in tre turni di battuta) ma buona propensione a disegnare il campo e andarsi a prendere il punto a rete.

Sul 4-1 del primo set, gli organizzatori si sono visti costretti ad aprire il campo adiacente il centrale per far entrare altri 50-60 spettatori che attendevano fuori dall’inizio della sfida. La rottura prolungata della Quercia è durata otto giochi, con la Gatto-Monticone che ha strappato nuovamente il servizio all’amica-rivale nel sesto game (ottima la risposta di dritto conclusiva, dopo che Federica aveva annullato la prima palla-break con l’ace) e ha chiuso 6-1 il primo parziale approfittando di una risposta in rete dell’avversaria.

Forse emozionata dal fatto di giocare davanti al pubblico amico, con diversi spettatori che hanno provato ad incoraggiarla, la Quercia si è trovata sotto di due break anche nel secondo segmento e ha manifestato a più riprese la sua contrarietà ciondolando la testa e prendendosela con se stessa.

“Vedo la palla otto ore dopo e non ho idea di dove tiro!” Questa una tra le tante imprecazioni che hanno reso manifesta l’insoddisfazione della Quercia, incapace di scuotersi nemmeno dopo aver recuperato uno dei due break (1-3) grazie al quinto doppio fallo di Giulia. Imperturbabile e molto sicura di sé, la Gatto-Monticone ha subito ristabilito le distanze brekkando a zero la Quercia e, dopo il cambio di campo, confermandosi con due dritti (5-1).

Con la pasta già nella pentola, Federica ha provato a ribellarsi, complice il piccolo rilassamento della rivale. Due giochi consecutivi (5-3) e, da 0-30, palla per il 4-5; una bella risposta e un errore di rovescio davano il match-point a Giulia, annullato con l’ace centrale. La Quercia non sfruttava altre tre palle del 4-5 e doveva arrendersi al secondo match-point, con un dritto lungo linea vincente della Gatto-Monticone.

Le premiazioni sono durate quasi quanto la partita e hanno coinvolto capillarmente, oltre alle autorità, tutti gli addetti ai lavori, dai raccattapalle ai giudici, passando per i cuochi e i driver, sotto la supervisione dell’ex davis-man italiano Massimiliano Narducci. Del resto è comprensibile il desiderio di celebrazioni da parte dello staff organizzativo, capace di portare il tennis di alto livello e centinaia di spettatori a Imola.

Tutto sommato soddisfatta Federica Quercia: “L’unica altra volta che avevo giocato qui ero stata eliminata al primo turno. E’ stato un ottimo torneo per me.” Compassata, come in campo, Giulia Gatto-Monticone: “Sono felice di aver fatto il bis (aveva vinto nel 2008, quando era un 10 mila dollari, ndr). Credo di aver giocato bene durante questa settimana e faccio gli auguri anche a Federica.”

I precedenti tra le due, tutti sulla terra rossa, erano 5-0 per la Gatto-Monticone, che non aveva mai perso un set dalla Quercia. Giulia era alla terza finale stagionale, dopo quelle perse a Bath dalla Sirotkina e a Brescia dalla Buryachok; per lei si tratta del quinto titolo in carriera, dopo Imola 2008, Pitesti, Oristano e Arezzo (tutti 10 mila dollari, però).

Federica Quercia invece non raggiungeva una finale da ottobre del 2010 (a St.Cugat perse dalla Davato) e ha dovuto rimandare ancora una volta l’appuntamento con il primo titolo in carriera.

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