Anabolandia: Risponde il dott. Bianchi

di - 12 Settembre 2011

In merito all’articolo “Anabolandia: Doping per i figli minorenni”, ripreso (citando la fonte) dalle news del sito di Sky, abbiamo ricevuto una replica del dottor Vittorio Bianchi, che pubblichiamo su Spazio Tennis. Ovviamente teniamo a precisare che Spazio Tennis ha semplicemente ripreso una notizia data da tantissimi media, citando le fonti e non facendola propria.

Spett.le direttore,

In riferimento all’articolo che avete messo sul web su Anabolandia e l’arresto del dott. Bianchi, volevo informarvi che avendo pubblicato una notizia presa da Sky, senza alcune verifica, avete contribuito ad ulteriore diffamazione della mia persone come uomo e come medico, tra l’altro ricercatore.
La notizia dell’arresto e delle indagini in corso ovviamente sono vere. Le informazioni relative alle indagini sono tutte da dimostrare. Ma voi giornalisti non vi rendete conte che con una indagine in corso e tutto da verificare organizzare una conferenza stampa e dare risalto alla notizia è un comportamento non legale?
Fatti messi in gran risalto, tutti da dimostrare, con l’unico obiettivo della diffamazione e gogna mediatica, un fenomeno molto diffuso in Italia.
Oltre ad invitarvi ad aggiornare il sito dove compare la notizia, vi volevo solo informare che ogni individuo, atleta compreso, che abbia una malattia acuta o cronica, ha il diritto di curarsi. Il caso del bambino 14enne che ha eseguito una cura di ormone della crescita era venuto a fare una visita per un ritardo di crescita e l’ormone della crescita ha la sola indicazione nei bambini in Italia. In questo caso poi il bambino non eseguiva alcuno sport, quindi sconosciuto nell’ambiente agonistico. Quindi avete tutti dato risalto non ad una notizia, ma ad una fesseria.
Ma quanti danni produce una tale disinformazione? I genitori che hanno figli minorenni sottoposti a carichi di allenamenti talvolta enormi, hanno gravi problemi di sviluppo fisico e muscolare, ma questa è una branca sconosciuta ai medici dello sport italiani e pediatri.
Voi poi che siete una testata del tennis dovreste sapere che i bambini tennisti sono esposti a gravi patologie di sviluppo, muscolari ed osteoarticolari. I veri talenti in Italia ci sono, ma vengono distrutti prima. Ci sono stati atleti e atlete che hanno vinto Wimbledon e Parigi a 18 anni, non erano italiani, lo sapete chi sono. Se aveste controllato il mio curriculum avreste notato le specialità ed il tipo di studi e ricerche che ho fatto. Ho collaborato con la FIT con presidente l’avv. Galgani e Chiarino Cimurri direttore tecnico per creare proprio un centro di medicina sportiva legata al tennis. Galgani era inviso al giornalista di Repubblica Clerici che non perdeva occasione per criticarlo negativamente e ritenendolo responsabile della cattiva gestione della Federazione Tennis. Galgani era una grande persona seria e onesta. Il presidente successivo non ha fatto nulla di più ne di meno, ma su di lui non ho letto mai critiche.
Ma in quale circolo tennis oggi viene valutato lo sviluppo e la,crescita di un bambino talento? Fatemelo saper per cortesia.
E’ ora che la stampa, voi compresi, la finisca di fornire informazioni approssimative su argomenti così delicati perché alla fine sono disinformazioni e anche diffamanti. Infatti quale genitore è così sprovveduto di fare dopare un figlio per un qualche risultato? Un cretino, come pure il medico che prescrive a casaccio sostanze dopanti in genere per fare vincere un minorenne.
Nella indagine cosiddetta “Anabolandia” non c’è alcuna irregolarità perché il sottoscritto ha fatto regolari ricette con le quali i pazienti si sono recati in farmacia ad acquistare il farmaco a loro spese. E tutti avevano una necessità specifica della cura.
Allora a voi giornalisti ed opinionisti vi chiedo: ma il medico deve o no curare una persona che fa sport e che ha una patologia? Ditelo sui giornali: o si o no. Il medico che fa una ricetta ad uno che svolge sport in Italia vuol dire che si espone a dei rischi pazzeschi.
Inoltre cari giornalisti, non dovreste guardare il curriculum del medico indagato? Quanti hanno di studi, ricerche, specializzazioni e congressi ha fatto? Oppure i medici sono tutti uguali?
Lo sapete con quanta frequenza atleti e soggetti normali vanno incontro ad anemia? Quanti bambini hanno ritardi di crescita per l’eccessivo carico di lavoro?
Quanti hanno bassi livelli di testosterone che vuol dire calo non solo della forza, ma della sessualità, dell’energia mentale, del sistema immunitario?
Per finire: lo sapete cosa vuol dire doping? Io penso di no. Il termine è strettamente legato all’uso di farmaci per alterare la prestazione sportiva in una gara, ma se la gara non c’è il doping non esiste.
Pertanto se volete fare informazione cogliete l’occasione da questi fatti per approfondite le notizie e dare informazioni che poi si riveleranno utili.
Distinti saluti.
Vittorio Bianchi

© riproduzione riservata

12 commenti

  1. alessandro

    Risponde un appassionato, cioè io, alessandro, 42 anni, romano.
    La risposta verte su tre punti.
    La prima è sul piano personale, conoscendo il direttore: come ha già specificato, ha semplicemente riportato la notizia, citando la fonte, per cui sul piano giuridico e anche su quello morale si è dimostrato all’altezza. pwer altro non ho mai sentito il direttore di spazio tennis demonizzare la categoria dei medici che si occupano di sport.
    la seconda è sul piano umano e quindi mi sento di solidarizzare con il Dott. Bianchi, che per altro non conoscevo, per la situazione in cui si trova, del resto davvero in quest paese la parola Giustizia è un termine del tutto effimero.
    la terza è sul piano sportivo: mi piacerrebe che si facesse una buona volta una discussione tra noi appassionati, coadiuvata da posizioni scientifiche ovvio, riguardo all’uso delle medicine nello sport. ma perchè io che sono un impiegato se utilizzo un prodotto per sentirmi meglio devo avere maggiori possibilità di emergere nella mia attività (ovviamente con un prodotto che mi curi dei sintomi o delle patologie, non parlo di bombarmi di coca), mentre ad uno sportivo questo è concesso solo in parte? In particolare in una società altamente competitiva ocme questa in cui anche nel lavoro più umile esiste una concorrenza clamorosa, il concetto di doping è davvero superato. Senza entrare nel discorso giuridico che riguarda il Dott Bianchi, a cui auguro cmq di avere tutte le possibilità di provare la sua innocenza, sarebbe interessante capire come la pensiamo noi sportivi e non addetti ai lavori su questo argomento.

  2. Giorgio il mitico

    x Alessandro
    la risposta alla tua domanda è facile.
    Se un impiegato “si aiuta” con certi metodi e magari sta male sviene o sta male sulla scrivania, uno sportivo che “si aiuta” magari sta male sotto sforzo ed un’altra cosa, la pelle la rischia molto di più !
    Molti sportivi “si sono aiutati e si aiutano” ma nel lungo periodo cosa succede a costoro ?
    Ha mai sentito parlare di SLA ?
    Per ora mi fermo qui, io spero che intervengano dei medici.

  3. Stefano

    “Nella indagine cosiddetta “Anabolandia” non c’è alcuna irregolarità perché il sottoscritto ha fatto regolari ricette con le quali i pazienti si sono recati in farmacia ad acquistare il farmaco a loro spese. E tutti avevano una necessità specifica della cura.
    Allora a voi giornalisti ed opinionisti vi chiedo: ma il medico deve o no curare una persona che fa sport e che ha una patologia? Ditelo sui giornali: o si o no.”

    Ci rincuora sapere che nella sua lettera il dottore ammetta palesemente di aver più volte prescritto farmaci dopanti a sportivi professionisti, e di questo se ne arroghi il merito per aver compiuto il suo dovere di medico. Evviva Ippocrate direi.

  4. Giorgio il mitico

    x tutti gli esperti:
    aspetto che si risponda con un SI oppure con un NO, glissare è vietato, non si faccia come fanno tantissimi politici !!!!
    Vedete penso che la questione farmaci-sport agonistico, la questione frequentazione scolastica-sport agonistico, la questione formazione tecnici bravi-sport agonistico, la questione aiuti economici-sport agonistico, la questione gestione da parte di ogni ente di fondi pubblici-sport agonistico, la questione durezza allenamenti-contraccolpi su integrità fisica nel lungo periodo degli agonisti; ebbene di questi temi maledettamente antipatici e pure noiosi un ambiente sportivo maturo ne deve parlare in profondità.

  5. Luca

    Ma vale la pena di doparsi? Premesso che comunque un brocco o uno poco allenato può doparsi fin che vuole ma non vince lo stesso, perché un atleta allenato dovrebbe doparsi con il rischio di essere beccato con la conseguenza la prima volta di essere sospeso due anni e la seconda di essere radiato e di rischiare inoltre di dover interrompere la carriera sportiva se il doping dovesse fargli male?

  6. Barbara

    Certo che un dottore deve prescrivere farmaci idonei alla cura di una malattia anche ad uno sportivo praticante, il punto e’ che l’assunzione di determinati farmaci dovrebbero renderlo inidonei all’attivita agonistica.
    Prendiamo l’esempio dei cortisonici somministrati ad un under e’ evidente che alterino la prestazione e non parlo certo delle modiche quantita’ di chi soffre di asma, anni di visite mediche sportive e mai un controllo.
    Allora la questione non e’ chi prescrive in presenza di una patologia, ma di chi effettua visite mediche sportive senza effettuare gli esami del sangue o delle urine soprattutto ai ragazzini, basterebbe effettuare i controlli a campione ai tornei per vedere sfatate certe cattiverie agonistiche che non risentono di fatiche o certe crescite miracolose.
    Gli imbecilli sono a tutti i livelli e mi riferisco a certi genitori che per non fermarlo sei mesi od un anno imbottiscono il pargolo di cortisone.

  7. darione

    Sinceramente mi dispiace per il dottore, poveraccio, non è bello essere giudicati pubblicamente dai mass media senza un regolare processo e senza una definitiva sentenza di condanna o di assoluzione. Purtroppo qui siamo in Italia, patria del gossip e patria del sospetto, anche se sono dell’avviso che i giudice e le forze dell’ordine siano la parte più sana del nostro paese. Il Doping c’è e esiste, è inutile nascondersi dietro un dito. Basta vedere gli amatori di ciclismo che vanno come dei missili terra-aria, 50/60 che tengono media elevate, e senza l’aiutone è difficile fare performance,,,però io dico sono adulti e vaccinati, affari loro se si vogliono rovinare…ma i bambini no, loro devono andare a pane e acqua, è questa la sola verità. I medici hanno fatto un giuramento, e per me è difficile credere che un medico possa tradire il giuramento di ippocrate.,Alla fine la cosa che conta è che la verità venga sempre a galla.

  8. pulsatilla

    Darione,
    se leggi le intercettazioni allora capiresti che il giuramento di Ippocrate è un residuo prebellico.

  9. Marta Polidori

    Il problema non e’ assumere piuttosto che non assumere, io per i miei problemi di crescita avrei dovuto effettuare una cura a base di ormone della crescita, eppure ero perfettamente consapevole che a fronte di una soluzione cosi’ drastica non avrei potuto partecipare ai tornei. Non sarebbe stato corretto eticamente nei confronti dei miei competitor.
    Se necessiti di quel tipo di assunzione dovresti darlo per scontato che, almeno finche’ il tempo prescritto dalla cura non venga consumato, dalle gare te ne chiami fuori, in piu’ il tacere da parte dei genitori questo tipo di prescrizione fa tutto fuorche’ pensare ad un’attivita lecita a norma di legge.
    Quando ero in accademia anche atleti con punti wta o atp sono stati fermati piuttosto che curarsi velocemente infiammazioni con farmaci che alterano le prestazioni sportive, ma noi eravamo seguiti dal medico dell’Accademia. Se io vado da un medico di base nella maggior parte dei casi, ed in perfetta buona fede, mi prescrivera’ farmaci che non posso assumere.
    Forse allora dovrebbe esserci una migliore conoscenza del problema da parte di tutti, aumentare la consapevolezza aiuta a prevenire eventuali danni al sistema…

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