Adelchi Virgili, ultima chiamata?

di - 29 Ottobre 2014

Adelchi Virgili
(Adelchi Virgili – Foto Nizegorodcew – Challenger Garden 2014)

di Alessandro Nizegorodcew

Il mese di maggio è appena iniziato, il sole romano si fa largo dopo una serie di giornate di pioggia. Il chalenger del Garden, classico prologo degli Internazionali BNL d’Italia, è alle porte. E’ la giornata dedicata ai primi turni di qualificazione e, subito fuori dal campo centrale, Vittorio Selmi e Andrea Gabrielli chiacchierano amabilmente del più e del meno, anche se c’è un argomento preponderante: Adelchi Virgili. Il toscano è atteso all’esordio stagionale in singolare (si, avete capito bene, tornei disputati da gennaio ad aprile = zero spaccato), ma di lui, al circolo, ancora non v’è traccia.

Ad un tratto, eccolo lì, con il suo imperituro sorriso smagliante, la sua lunga chioma e il borsone da tennis. Qualcuno esclama: “E’ arrivato“, ma Vittorio Selmi lo reguardisce: “Adelchi non arriva, appare!

Le domande degli astanti si sprecano, come sempre, anche se la questione principale è “Che fine aveva fatto Adelchi Virgili?”. “Eh ragazzi, vivo la vita” è la sincera e naturale risposta del toscano, da poco tornato da una esibizione in Messico alla quale era stato invitato.

Adelchi scenderà in campo vincendo in pochi minuti il primo turno ma perdendo contro Ouhahab al secondo ostacolo (dopo essere stato avanti 5-0 al terzo). Nei mesi successivi avrebbe giocato molto bene a Cortina, Cordenons, Como e Genova, vincendo buone partite in qualificazioni e lottando contro giocatori di alto livello come Starace e Troicki. Ma la settimana scorsa potrebbe essere giunta una piccola svolta, quel salto di qualità mentale più che tecnico, che da tempo immemore si chiede a uno dei più grandi talenti italiani degli ultimi 30 anni.

Adelchi si è infatti recato in Francia, precisamente a Rodez (non lontano da Tolosa), per prender parte ad un torneo futures sul veloce indoor da 15.000$. Virgili non ha mai avuto un buon feeling con i tornei del circuito Itf, nei quali non aveva mai raggiunto alcun risultato di rilievo. Si è spesso parlato di mancanza di motivazioni, che invece nei challenger, contro avversari più forti e spesso un discreto pubblico, arrivavano senza problemi.

Virgili ha giocato e vinto quattro match, la maggior parte dei quali in lotta e annullando anche dei match point, salvo poi cedere il passo in finale al forte belga Maxime Authom (7-5 0-6 6-3, classico punteggio alla Adelchi Virgili).

Questa finale apparentemente priva di significato potrebbe rappresentare la svolta per il talento toscano, che da lunedì prossimo entrerà tra i primi 650 del ranking Atp con soli 4 tornei “a punti” nel 2014. Che abbia trovato finalmente le giuste motivazioni? Che abbia compreso l’importanza di alternare futures e challenger giocandoli entrambi con il medesimo, positivo, atteggiamento? Adelchi ha sempre parlato de “il mio sogno” riferendosi al tennis, che per quanto si sia ironizzato in passato è e rimane la sua vita.

Gli appassionati italiani, soprattutto quelli particolarmente “malati”, conosco alla perfezione il tennis di Virgili e sognano un suo approdo nel tennis che conta. Ciò che sembrava totalmente impraticabile sino a 10 giorni fa potrebbe essere divenuto finalmente una Mission ImPossible?

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12 commenti

  1. Marco Mazzoni

    Considerazioni giuste. Mai come in questo caso si può dire che “il futuro è nelle sue mani”. Sfortuna, problemi, gli è capitato di tutto. Ma gli è anche capitato di avere un talento tecnico così prorompente che perderlo del tutto sarebbe una sconfitta, non solo per lui. Incrociamo le dita…

  2. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    Ogni volta che lo vedo giocare mi diverto e questo a prescindere dal risultato.. Però può ancora provarci. Una scalata alla Marzio Martelli dell’epoca secondo me non è impossibile, certo il fisico deve reggere. Sarebbe però importante giocare qualche futures in più e magari andare Top-400 intanto. Da lì si può provare un altro tipo di salto di qualità

  3. cataflic

    Purtroppo io non ci credo più!
    Se il fisico non lo stoppava poteva essere un grandissimo, forse anche un n.1, ma temo ci terremo uno strano “oggetto tennistico” che appare e scompare regalando meraviglie al suo passaggio.

  4. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @cataflic
    Eppure questa finale secondo me potrebbe avere un significato diverso. Se non erro non aveva mai fatto nemmeno quarti nei futures

  5. cataflic

    Ale
    io non metto assolutamente in dubbio la sua voglia di arrivare o la “testa” come tanti dicono, ma purtroppo ogni volta che gioca qualche match di fila poi si deve fermare perchè gli torna fuori il dolore o per compensazione si scassa da qualche altra parte.
    Pensare che anche così, giocando sui generis, ha un livello con cui può nascondere la palla a gente veramente forte…..mannaggia!!

  6. Luciano

    Le prove (si prove) del 9 le avremo già nelle prossime settimane. Anch’io una piccola speranza che sia stato il torneo della svolta la coltivo, perché in fondo non riesco a rassegarmi a perdere il miglior talento italiano dai tempi di Camporese ma, potenzialmente, più forte di Omar, senza averlo visto impegnato in modo continuativo per un’intera stagione. Speriamo, in fondo è uno che fà sognare.

  7. corsoever

    Per adesso è una stella cometa. Se non ha più problemi fisici e si mette a lavorare 7 ore al giorno sul campo chi lo sa? Martelli, Di Mauro, Tieleman, Galvani, Narducci, Lorenzi sono la dimostrazione che si può arrivare anche tardi nei top 100.

  8. Silvano Papi

    Adelchi lo stimo e gli voglio bene, come voglio bene a tutta la sua famiglia. Persone straordinarie per capacità intellettuali e umane, Alessandro (suo padre) oltre a essere il suo coach ha scritto un libro che mi ha commosso e che in un certo senso mi aiuta ad affrontare situazioni difficili. Emana e comunica coraggio, lo stesso con cui hanno affrontato la loro carriera e la vita. E’ vero Adelchi è stato sfortunato a livello fisico, forse non sufficientemente “ossessivo” o troppo curioso nei confronti della vita, diciamo eccessivamente permeabile alle emozioni…ma ogni volta che li incontro ho la sensazione di avere di fronte delle persone di grande spessore, potrei dire dei campioni. Previsioni sulla classifica? Ce la farà, primi cento e poi si vede.
    Adelchi aveva 10 anni quando l’ho conosciuto, vinse l’under 10 internazionale a Genazzano, vinse anche l’under 12 (che non poteva neanche giocare a quei tempi), posso dire di non aver mai visto un bambino così forte e ne ho visti parecchi (Quinzi, Coric, Zverev U/12, ecc.)
    Alexia vinse l’U14 e trascorremmo una settimana memorabile per intensità a Genazzano tra allenamenti, progetti, approfondimenti, serate divertenti e notti nei bungalow. L’abbiamo ripetuta negli anni successivi e credo di poter dire che il modello “Virgili” di crescita è quello che preferisco: lavoro, impegno, crescita personale che comprende ovviamente lo studio, determinazione godendo ogni giorno del percorso scelto senza fissazioni solo sulla meta.
    Ciao Bobo in bocca al lupo

  9. cataflic

    corsoever
    se Adelchi potesse farlo fisicamente e si mettesse a lavorare 7 ore al giorno altro che Narducci e Martelli….

  10. Andrea Gabrielli

    Premesso che, una volta tanto, ammetto di essere ASSOLUTAMENTE DI PARTE parlando di Adelchi.

    Adelchi Virgili è un personaggio, un giocatore assolutamente peculiare ma soprattutto una di quelle persone che mi fa sentire privilegiato a far parte del mondo del tennis.

    Lo conosco da un po’ ed è stato “amore a prima vista”. Non parlo a livello tennistico, per quello sono già stati spesi fiumi di parole. MI riferisco all’aspetto umano. Ade è un ragazzo dalla profondità umana, rara nel mondo tennistico in cui il modello di riferimento è quello dell’atleta fornito di robusti paraocchi che gli impediscono di volgere lo sguardo altrove.

    Credo che Adelchi si sia fatto una ragione del fatto che il suo fisico purtroppo gli ha tolto tanto. Cio nonostante il suo amore per il tennis gli ha dato la forza di non mollare. Si vede, guardandolo giocare, il suo profondo godimento nel colpire la palla.
    Non è un funambolo innamorato della giocata. Diciamo che “la giocata” gli viene, così, da sola.

    Adelchi è un fenomeno vero a cui auguro di trovar presto la sua dimensione, tagliando i traguardi che sogna e che merita- E’ uno di quelli che “vae il prezzo del biglietto”.

  11. Villo di Mymag

    Il giocatore più divertente del circuito, nonché uno dei più talentuosi della storia. Nel 2016 sarà nei top100. Ho già visto tutto. Forza Bobo!

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