Al via gli Internazionali d’Italia 2010…

di - 24 Aprile 2010

Rafael Nadal e Novak Djokovic

di Gianfilippo Maiga

LA MANIFESTAZIONE
Gli Internazionali di Roma sono il terzo appuntamento sulla terra in Europa, nella strada che conduce al Roland Garros, dopo Montecarlo e Barcellona.

Per premio e blasone, però, sono, di fatto, il secondo, poiché Barcellona ha profilo minore rispetto agli altri due tornei.

Quale Master 1000, quindi di prima fascia dopo i tornei del Grande Slam, Roma annovera certamente partecipanti degni di un parterre de roi nonostante diversi grandi assenti, (tra tutti Del Potro, Davydenko, Roddick, Monfils, Gonzalez e Haas).

La manifestazione viene però un po’ troppo presto perchè la preparazione dei partecipanti si possa considerare già pienamente rifinita: molti di loro, (tra cui Federer), non giocano incontri da un mese e per loro Roma rischia di costituire il primo test sulla terra battuta, dopo l’hard americano, più che una riconferma della propria condizione.

I PROTAGONISTI
Ci sono comunque Federer, Djokovic e Nadal, i primi 3 del mondo nell’ordine: il ranking mondiale, purtroppo, pone Nadal al numero tre, con la probabilità, di qui agli Internazionali di Francia, di vedere Federer contro Nadal in semifinale.
Per la ragione già detta fare pronostici è più arduo del solito.
Nadal sembra tornato quello dei tempi migliori: feroce agonista, capace di rotazioni pesantissime e di “lunghezze” sensazionali, sprinter inesauribile. Al momento appare il cavallo su cui puntare con maggiore serenità.

Chi lo ha visto da vicino a Montecarlo ha tra l’altro constatato una volta di più la sua perfetta intesa con Toni, che lo incitava incessantemente (alla faccia del politically correct) a imprimere alla palla il mortifero spin di cui è capace, e la sua ricerca con lo sguardo di una tacita approvazione ad ogni punto, quasi fosse uno junior.

Gli altri, temo incluso Federer, in questo momento si propongono piuttosto come deuteragonisti. Se definire Federer un “underdog” suona come un sacrilegio, (e con lui non si sa mai, è davvero capace di tutto in positivo) è in questo momento difficile trovare tra gli altri un tennista in condizioni brillanti come ha dato la sensazione di essere quel ninja del maiorchino.
Oltre a sperare che Murray non sia quello visto di recente, oltre al solito Djokovic e all’ovvietà di Verdasco, mi piacerebbe vedere come se la caverà Wawrinka, che ha giocato sulla terra (e vinto) anche a Casablanca e ha perso onorevolmente da Djokovic a Montecarlo.

È singolare la situazione di questo venticinquenne elvetico.

Il suo torto principale (o la sua sfiga, per dirla bene) è quello di essere nato sotto il regno di Federer del quale è un po’ meno in tutto (ma chi non lo è?): meno bravo, meno elegante, meno amabile e quindi meno amato.

La sua posizione, (non sotto il profilo umano o della popolarità pero’) ricorda in altro modo e in altro ambiente la subalternità di Gimondi a Merckx.
Nel suo Paese, dove altrimenti sarebbe stato l’incontrastato numero uno, è etichettato come un perdente, il che è clamoroso se si considera che è stabilmente da tempo nei primi 15 (ed è stato pure top 10): non c`è niente da fare, la massaia di Brüttisellen, (l’equivalente della casalinga di Voghera) esce dalla stanza se Federer concede una palla break per non vedere, mentre scuote la testa se Wawrinka non ne sfrutta una.

Un altro tennista che suscita la mia curiosità è lo sciagurato Almagro: simile al personaggio manzoniano, ma più ancora a caterve di tennisti a qualsiasi livello, dilapida tesori di occasioni, (ultimi i due incontri con Tsonga a Montecarlo e Barcellona). Sa fare (quasi) tutto, la terra è la sua superficie preferita, prima o poi imbroccherà la settimana giusta.
Altri nomi da seguire con curiosità: Montanes, atteso dopo Montecarlo, ma anche dopo una continuità di risultati che a 30 anni lo ha portato nei primi 30, Berrer , tedesco che sta avendo buoni risultati sotto la guida di Claudio Pistolesi, (ma è forse giocatore più da veloce) e Zeballos, argentino che in aprile è giunto in semifinale a Houston, ma non ha ancora risultati ai livelli di un torneo come quello di Roma.

Simone Bolelli

GLI ITALIANI
Giunge la notizia della wild card a Lorenzi: conoscendo la lunga trafila che deve sostenere (o forse occorre dire subire) per arrivare chi all’inizio della sua carriera non beneficia di particolari facilitazioni, meritate o immeritate che queste siano, e le paludi che deve attraversare, il cuore è pervaso da uno stato d’animo di stampo pre-natalizio.

Non importa come questa wild card sia arrivata: importa la carica motivazionale che potrà infondergli per questo o per i prossimi impegni, la soddisfazione, insomma, per chi ha lavorato duro e ha più di una qualità.
Starace, visto da lontano, è indecifrabile: grande torneo di Casablanca e rapida uscita a Barcellona contro un giocatore senza particolari risultati. Non ci si può aggrappare neppure al fattore campo, visto com’è andata al Challenger di Napoli. Mi aspetto però che le motivazioni siano diverse da quelle di Barcellona e la forma in crescita. Speriamo nel sorteggio e nell’improvvisa scoperta di un grande servizio.
Bolelli sembra lentamente sulla via di un recupero di fiducia: certamente vale più della sua classifica ATP attuale (143). Fino al ritiro a Barcellona stava giocando bene. Sarebbe bello che potesse avanzare nel torneo con un sorteggio “sostenibile” per misurarsi con i più forti solo più avanti. Va capito: esperienze come quelle da lui vissute nel 2009 possono destabilizzare un ragazzo, anche se a 25 anni lo si vuole completamente maturo, sapendo quanto la tranquillità conti nel tennis.

Il livornese Volandri è già a Roma dove si è comportato molto bene nei due Challenger che precedono gli Internazionali. Anche lui è in ripresa e la sua classifica sempre meno “scandalosa”. Ci auguriamo tutti che la sua forma lo induca a “tirare” le corde almeno a 16 e si faccia valere per non avere più bisogno di wild card in futuro a questi livelli.
Fognini non vince due incontri di fila da mesi, ma è anche vero che non ha cercato scorciatoie, (niente challenger, solo il circuito maggiore). A Montecarlo ha perso subito e contro un giocatore non esattamente terraiolo. Va detto che Fognini ha purtroppo un problema fisico e che Montecarlo era il primo torneo su terra e quindi Roma –san sorteggio permettendo – potrà servirci per misurare più da vicino le sue reali condizioni.
Seppi ha perso al terzo a Montecarlo contro Montanes , protagonista del torneo della vita. Dato il valore (reale) dell’avversario, che anche per lui era la prima prova su terra e che non ha perso facile, c`è da essere ottimisti sul livello che potrà proporci a Roma

Nelle qualificazioni avrei voluto vedere all’opera Trevisan, che è certamente un giovane di grande potenzialità. Ci saranno altre occasioni.

Andrei Golubev

LE QUALIFICAZIONI
Le qualificazioni vedono impegnati anche giocatori italiani, tra cui , grazie a wild card, alcuni giovani che battono il circuito future. Cipolla è da qualche tempo in difficoltà e lontano dal suo best ranking, (99), anche se ha ben giocato in due challenger a gennaio e a marzo. Il torneo di qualificazioni viene di solito colpevolmente ignorato dalle cronache, ma vi giocano signori giocatori: tra tutti vorrei ricordare Andrey Golubev, il russo di Bra, che è in ottima ripresa ed è rientrato ampiamente nei 100. Nonostante la terra non sia la sua superficie, è da ritenere che possa ben figurare.

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE
Adeguati patti con il diavolo potrebbero assicurare il bel tempo che manca in questo inizio di fine settimana. Speriamo.

Speriamo anche in un grande sostegno agli azzurri da parte del pubblico, quali che siano i loro risultati. Chi è sceso in classifica, in particolare, è il primo a pagarne il prezzo con guadagni risicati, mentre spese e impegno sono invariati. La crisi economica sta azzerando le sponsorizzazioni a chi è fuori dai 50….

Forza!

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