Con Te Sarà Diverso…

di - 26 Luglio 2010

Gianluigi Quinzi

di Roberto Commentucci

Così cantava Mina nei ruggenti anni ’70, e così sperano, ogni volta, gli appassionati italiani, nei confronti delle nostre giovani promesse, non sempre capaci di confermarsi fra i professionisti.

La vittoria di Gianluigi Quinzi su Filippo Baldi nella finale dei campionati europei under 14, manifestazione dominata dalla squadra azzurra (i due hanno anche fatto finale nel doppio), ha destato parecchia attenzione sui media: non solo i siti specializzati, ma anche la stampa scritta, hanno riservato all’evento un risalto inconsueto per le manifestazioni giovanili. Immediatamente, tra gli appassionati si è scatenato il dibattito: da un lato gli ottimisti, tra cui qualcuno che si spinge a parlare dei due azzurrini come di sicuri top 10, dall’altro lato quanti invece mettono in guardia sulla presunta poca importanza delle vittorie nei campionati giovanili, che non sempre si traducono in splendenti carriere nel difficilissimo circuito professionistico.

In passato, altri azzurrini erano riusciti a centrare vittorie molto prestigiose nelle competizioni under. I campionati europei under 14 li vinse nel 1994 il povero Federico Luzzi, mentre a livello under 16 si registrano i successi di Pietro Ansaldo nel 2000 e di Fabio Fognini nel 2003.

Altre affermazioni di grande prestigio i nostri giocatori le hanno ottenute, in tempi più remoti, fra gli under 18. Nel 1985 Claudio Pistolesi vinse l’Orange Bowl e fu proclamato campione del mondo junior. Nel 1987 Diego Nargiso si aggiudicò il torneo juniores di Wimbledon, mentre Andrea Gaudenzi, nel 1990, fece ancora meglio: si affermò al Roland Garros e agli Us Open juniores a soli 17 anni (al primo anno under 18) e fu anche lui proclamato campione del mondo juniores.

Come sappiamo, non sempre le grandi speranze suscitate da queste vittorie si sono tradotte in carriere all’altezza delle aspettative, ma è opportuno effettuare dei distinguo. Per quanto riguarda le vittorie fra gli under 18 ottenute negli anni ’80, va detto che in quel periodo il livello tecnico del circuito juniores era poco significativo, dal momento che gran parte degli junior più forti erano già molto competitivi nel circuito maggiore. Ad esempio, alla vittoria di Pistolesi all’Orange Bowl, faceva da contraltare l’affermazione del suo coetaneo Boris Becker a Wimbledon. Gaudenzi è una parziale eccezione: il faentino, con il suo best rank di n. 18 del mondo, ha avuto una carriera pro di tutto rispetto, anche se inferiore, ad esempio, a quella dello svedese Enqvist, da lui sconfitto nella finale di Parigi juniores.

In anni più recenti si situano le vittorie di Luzzi, Ansaldo e Fognini nei campionati europei. Anche qui, tre storie profondamente diverse. Il compianto Federico, classe 1980, a 14 anni batteva tutti i più forti suoi coetanei, incluso Marat Safin. L’azzurrino, dotato di buona tecnica e di ottimo tocco, era agonista precocissimo ed era tatticamente molto smaliziato. Quel che mancò, nella sua costruzione, fu soprattutto il necessario lavoro di potenziamento atletico e muscolare, che lo rese troppo “leggero” per il power tennis degli anni 2000, e ciò gli impedì (assieme con un carattere un po’ particolare e alcuni sciagurati infortuni) di andare oltre la 92° posizione del ranking. Storia tutta diversa quella di Pietro Ansaldo, un ragazzo ligure che pareva avere tutte le carte in regola per diventare un giocatore coi fiocchi, ma che poi fece una scelta di vita, e preferì una sicura carriera da manager nell’azienda di famiglia. Arriviamo infine a Fognini, anch’egli precocissimo agonista. A sedici anni Fabio, rapidissimo negli spostamenti, solidissimo in difesa, dotato di gran tocco e di un gioco vario, era superiore ai suoi coetanei Murray e Djokovic. Poi, negli anni successivi, il gap fisico (in chili e centimetri), l’inferiore efficacia del servizio, la minore adattabilità alle superfici rapide, la minore solidità nervosa, hanno portato alla situazione attuale, con l’azzurro buon professionista, con sprazzi di ottimo tennis, ma ben distanziato dagli altri due, da tempo top10 affermati.

E così l’appassionato, in bilico tra speranza e scetticismo, si domanda quale sia il corretto significato da attribuire agli exploit di Quinzi e Baldi. E’ lecito sperare?

Ebbene, è lecito. Tanto per cominciare, un campionato europeo under 14 rappresenta un ottimo punto di partenza. Se si va a spulciare l’albo d’oro della manifestazione, si trovano, è vero, parecchi carneadi, ma anche, in una proporzione diciamo di 1 a 1, molti nomi eccellenti: partendo dagli anni ’90, abbiamo Beto Martin, Tommy Robredo, Mario Ancic, Richard Gasquet, Novak Djokovic e, tra i vincitori più recenti, le grandi promesse Boluda e Dimitrov. Tra i finalisti figurano altri affermati top 100: il belga Rochus, il tedesco Benjamin Becker, lo slovacco Lacko, e, last but not least, Marin Cilic.

Ma soprattutto, quello che fa ben sperare è la futuribilità dei nostri due ragazzi. Intanto, sul piano fisico entrambi sembrano avere le carte in regola per il tennis moderno: Gianluigi a 14 anni è già intorno all’1,85, Filippo poco meno. Ma oltre all’elevata statura hanno tutti e due un’ottima rapidità di piedi e sono molto rapidi negli spostamenti. Entrambi devono migliorare la forza della parte superiore del corpo, ma quello verrà a suo tempo, con una preparazione mirata. Quel che più conta, però è il loro approccio tecnico e tattico alle gare. Questi ragazzi sono entrambi dotati un gioco moderno e aggressivo: cercano il vincente, a partire dal servizio e dalla risposta, non stanno lì ad aspettare l’errore dell’avversario, e hanno un repertorio tecnico completo, basato su un servizio già pungente e su fondamentali pesanti, corredati da una mano sensibile e dalla capacità di variare e verticalizzare il gioco.

Insomma, l’impressione è che dietro le loro nascenti carriere ci sia un progetto a lungo termine, con ambizioni vere, e che queste vittorie, pur importanti siano interpretate nel modo giusto: ovvero, come una verifica dei progressi fatti nel livello di gioco, e non come degli obiettivi a se stanti, a cui sacrificare la crescita.

Nessuno può dire oggi, con certezza, dove arriveranno questi due ragazzi. Ma intanto, non facciamo loro mancare il nostro incoraggiamento, e lasciamoli crescere tranquilli.

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67 commenti

  1. andrew

    in bocca al lupo a questi giovani…

    intanto, per la serie “Non strumentalizziamoli”, segnalo che le testuali parole orali di Baldi: “Ho fatto una buona preparazione a casa” sono riportate nell’articolo FIT come: “dopo essermi preparato al Centro Estivo di Sestola….”

    In bocca al lupo, ragazzi…

  2. Nikolik

    A dire la verità, nell’albo d’oro del campionato d’Europa under 14 ci sono anche Wilander, Edberg, Kent Carlsson, Enqvist…insomma, dei campioni veri.

    Ma certo che è lecito sperare!
    Io, infatti, spero.

  3. Roberto Commentucci

    Non è così, Andrew…

    Sia Quinzi che Baldi sono stati a Sestola per preparare gli europei, e ovviamente lo hanno raccontato al giornalista FIT che ha scritto il servizio. L’audio riportato sul sito è solo una parte delle loro dichiarazioni.

    A Pilzen. Baldi e Quinzi erano accompagnati da Eduardo Medica, coach di Quinzi, e dal tecnico federale Dell’Edera, capitano.

    Ebbene, Baldi ha raccontato entusiasta al padre, riferendosi a Dell’Edera: “Papà, mi da una carica quell’uomo lì…”.

    Come dice Stefano Grazia citando la canzone italiana, anche tra i monti può nascere un fiore…

    … allo stesso modo, anche la FIT, a volte, può fare bene qualcosa.

  4. diego

    Molte speranze ma nessuna certezza ,comunque bene avanti cosi.
    Ci vorrebe comunque una base piu’ampia ,anche se al momento sembrerebbe meno futuribile.

  5. andrew

    Sììììì, Robeto…non dubito che siano stati a Sestola…

    Dubito invece che abbia effettivamente pronunciato le fatidiche parole “Centro Estivo FIT di Sestola…” come lasciato intendere dall’articolo perchè nell’audio invece dice solo “preparazione a casa” e se avesse pronunciato quelle fatidiche parole allora sarebbero state inserite nell’audio. E inoltre un ragazzo di 14 anni mai si sognerebbe di pronunciarle espressamente.

    comunque, niente di che…diciamo che fa sorridere l’ingenuità da impuniti di certe cose…

  6. Commentucci lo so che da buon federale la tendenza ogni volta che ti riferisci a me sistematicamente cerchi di mettermi in cattiva luce , ma se vai a vedere i tabelloni dei tornei grossi dell’85 trovi Muster, Yzaga ; Perez Roldan , Davin , Bergstroem, Skoff, Miniussi , Volkov, Oresar,Lavalle , Korda e potrei andare avanti parecchio, e tutti loro sono andati parecchio avanti da professionisti ( Muster numero 1 , non male mipare ) . Inoltre , tanto per dire, solo due anni dopo vinsi a 19 anni e mezzo un torneo dell’ATP a Bari battendo Aaron Krikstein ,( altro classe 67 ) che due anni prima era gia’ primi 10 atp. Chi conosce il tennis sa che era un periodo in cui Boris Becker ovviamente si staccava come livello per aver vinto Wimbledon con forse la piu’ clamorosa impresa nella storia del nostro sport ma sa anche che , come spesso ricordavo insieme a Roberto Lombardi ,che mi allenava in quel periodo, il livello junior era da paura.
    Quando parli di tennis il tuo tono pare quello di chi pensi di avere un monopolio della Verita” tennistica ma mi pare proprio che la realta’ sia molto molto diversa.

  7. Roberto Commentucci

    Claudio, mi dispiace che devi sempre prenderla sul personale, qualsiasi cosa io scriva.
    Io non volevo mettere in cattiva luce nessuno, tantomeno il diciottenne Claudio Pistolesi, che certo non decideva la sua programmazione e che ho tifato con gran passione al suo esordio al Foro Italico, una sera di maggio…
    …quando avesti un set point contro Sundstrom, che era n. 5 Atp, e tu un ragazzino. Te lo ricordi? Eri avanti 65 e servizio nel tie break, e facesti serve and volley sul set point, a sorpresa… e purtroppo la voleè di diritto ti morì pochi centimetri oltre la riga di fondo, con lui battuto… Finì 76 61,ma uscisti fra gli applausi del Centrale.

    Tornando al discorso della valenza del circuito junior, il mio era un ragionamento generale, e ti ho preso solo come esempio. In quegli anni, a differenza di quanto avviene oggi, molti 18enni erano già affermati nel circuito maggiore. A fine ’85 nella classifica Atp vi erano, oltre a Becker, n. 6 del mondo, parecchi altri juniores: Krickstein, Yzaga, Kent Carlsson (che era del ’68), Oresar, Lavalle, e appunto Muster. Erano in totale 7 juniores nei primi 100. Oggi il più alto in classifica fra gli juniores (classe ’92) è Krajinovic, che è 193 Atp.

    Ciò significa che gli junior arrivavano a giocavare gli Atp molto prima di adesso, e i tornei juniores contavano un pò meno.

    Infine, Claudio, guardiamo uno dei tabelloni del tuo cammino negli slam. Agli US Open, prima di perdere in semifinale da un certo Trigueiro, hai battuto negli ottavi Perez Roldan (che aveva 2 anni meno di te, è del 69) e nei quarti Davin (che era tre anni più piccolo, essendo del ’70). Insomma, l’impressione è che i migliori diciottenni fossero già top 100 e che nei tabelloni juniores venisse lasciato spazio a giocatori più giovani, cosa oggi impensabile.

    Ovviamente, tutto dipende dal fatto che il tennis attuale è molto più “fisico”. Se non si è più che sviluppati ficiamente, non si riesce a reggere il peso di palla dei professionisti.

    Mi dispiace se ti sembro saccente, ma io cerco solo di guardare ai fatti e, credimi, lo faccio nella speranza che il nostro movimento possa imparare dagli errori passati. Nel tuo caso, forse, lasciare un pò prima il mondo junior avrebbe agevolato la tua crescita, e ti avrebbe stimolato maggiormente a completare per tempo il tuo bagaglio tecnico, rinforzando rovescio e gioco al volo. E chissà…

    Un saluto e, come si dice dalle nostre parti: nun te ‘ncazzà sempre…

  8. Stefano

    @ Roberto

    sono daccordo per quanto riguarda il discorso dei teenager anni 80, è vero che rispetto ad oggi erano facilitati ad entrare nel circuito da una minore incidenza dell’aspetto fisico. Va anche detto che la supremazia tecnica di 30 anni fa pagava molto di più rispetto ad oggi, dove tutti i giocatori si sono uniformati nel modo di giocare.

    Non sono invece daccordo nella tua nuova difesa del “settore comunicazione” FIT. Ma come fai a non capire che non si può mettere un virgolettato spacciandolo per parole di un intervistato quando nulla del genere è stato detto? Questa è pura propaganda di regime, non è giornalismo sportivo.

  9. Roberto Commentucci

    Ma Stefano, Andrew, ma perché dovete sempre pensare male?

    Come potete essere sicuri che Baldi non abbia detto al giornalista FIT quel che è stato riportato? Come fate a lanciare con tanta sicurezza accuse sulla qualità del lavoro altrui? Cosa ne sapete di quanto sono durate le telefonate con i due ragazzi?

    Sinceramente parole come “propaganda di regime” mi paiono un tantino esagerate, e denotano una certa prevenzione. Lungi da me l’idea di difendere sempre e comunque la linea di comunicazione FIT, della quale non condivido molti aspetti. Ma in questo caso, davvero, si sta delirando.

  10. Mauro g&f

    Avevo postato un mio piccolo studio (che nessuno si è filato e forse per chi lo sa fare avrebbe meritato un articolo a parte), sul tennis femminile che sanciva l’innalzamento di ben 32 anni delle top 20 nostrane rispetto a quelle di 20 anni fa.
    Chiudevo lo scritto chiedendo se forse era il caso di reimpostare i programmi dei nostri ragazzi alla luce di questi dati.

  11. Kill Bill

    Roberto,
    andiamo su , cosa vuoi che abbia influito andare a Sestola qualche giorno e avere come capitano Dell’Edera, con tutto il rispetto per la persona che è ottimo professionista.
    Mi pare che l’ordine ultimamente sia stato di spingere su i centri estivi ma attenzione a non prendere in giro la gente spacciando raduni di un certo tipo con il normale tran tran del ragazzino ” normale ” che li frequenta.
    Proprio tu eri critico, una volta, su ” Un estate da campioni ” o sbaglio ?
    Detto questo va benissimo convocare i migliori a prezzi ridotti, anzi mi sono sempre chiesto perchè non si sfruttino di più i giorni di vacanze scolastiche per fare questi raduni-allenamenti di più giorni invece degli squallidi raduni di 1 -2 giorni a Tirrenia, ma non si sentiva nessun bisogno di obbligare la partecipazione ad un raduno per poter partecipare ad una gare a squadre.

    Comunque… prendiamo ad esempio i migliori 2 96 Quinzi e Baldi, e i 2 migliori 95 Napolitano e Donati , visto che se ne parla.
    Tu che ne hai la possibilità puoi ricostruire il loro percorso con precisione.
    E la domanda sorge spontanea, può un ragazzino con i mezzi che trova , circolo, Sat, Fit program, centri estivi…. aspirare ad avere quei risultati ? Oppure, come credo io, il 99% dei potenziali agonisti li perdiamo in partenza perchè non ricevono un adeguato insegnamento e non hanno avuto un sostegno economico ne la precocità di questi 4 ?
    Non ti sembra che proprio la ”storia” di questi 4 sia legata a percorsi difficilmente replicabili per gli altri ?
    E in ultimo, un ‘ attività come hanno fatto fino ad adesso quanto è venuta a costare ?

  12. anto

    @Rob…che tu sappia, Quinzi ha limato il difetto di impugnatura che molti avevano notato per quanto concerne il diritto? Della Giorgi hai notizie relative al connubio tra lei e la fit, che si sarebbe dovuto instaurare alcuni mesi fa? Ciao rob grazie

  13. Stefano Grazia

    Sui monti DI PIETRA puo’ nascere un fiore…Di pietra, di pietra che se no i fiori crescon dappertutto…E dalla Citta’ Vecchia di De Andre’ anche in mezzo al letame … Comunque concordo, per una volta, con Coach Veneziani: se non si spera su due che vincano su chi volete sperare? Sulla Canaglia? Auguri, allora… Insomma, parafrasando il Professore a Quelli della Notte, dal momento che ti iscrivi a un torneo e’ meglio vincerlo o uscire al primo o secondo turno? Visto che sei arrivato fin la’, che prima hai fatto fatica a prepararti e poi hai sudato e fatto fatica a correre su e giu’, gia’ che ci sei…meglio vincere,no? E sicuramente, come ha fatto notare Roberto, c’e’ un motivo per essere fiduciosi: i 186 cm di GQ… Piuttosto (e invece) sarebbero da ricordare i pianti greci di inizio anno quando invece dopo alcune sconfitte molti Criticoni erano gia’ li’ a strapparsi i capelli, a dire che il ragazzo era seguito male, che era rovinato dai Genitori (sic…Averne di Genitori cosi’…), che cambiava troppo spesso allenatori, che cosa era andato a fare poi da Bollettieri, che avrebbe dovuto rimanere con Piatti, che aveva un bruttissimo dritto con l’impugnatura a mezzo manico e cosa facevano da Bollettieri, perche’ non gliela avevano mai corretta/, che il ragazzino aveva un carattere particolare e non accettava consigli e che quello era il motivo della rottura con Ceragioli, etc etc etc Insomma, se ne sono sentite parecchie attorno al suo nome (Baldi da questo punto di vista e’ stato piu’ fortunato) e non e’ che io dica che non bisogna nemmeno parlarne, dico solo che bisognerebbe semplicemente dare il giusto peso ad ogni cosa che si dice e anche appunto ai risultati: cosi’ come non ci si deve esaltare ora nemmeno si puo’ essere catastrofici prima, cosi’ come la Federazione non deve lanciarsi in proclami ora cosi’ nemmeno la si deve crocifiggere per la mancanza di risultati (Per la mancanza di Campi Pubblici, di adeguata Propaganda, Abbassamento Costi… invece si, almeno un pochino)

  14. Stefano Grazia

    Aggiungo dopo aver letto il post di KB: in effetti se da un lato gli ultimi risultati della Federazione non sono certo da disprezzare (Fed Cup, Pennetta e Schiavone nei Top10, Roland Garros,buoni prospetti fra i 95 e 96 …), dall’altro la domanda di Kill mette il dito sulla piaga: il percorso proposto dalla Federazione sarebbe sufficiente senza l’intervento del privato (genitore e Coach)… Perche’ Quinzi non e’ sicuramente un Ribelle AntiFederale ma non e’ certo un Prodotto Federale cosi’ come non lo e’ stato Miccini… Quindi prima di appropiarsi di meriti (che comunque ci sono: a volte il non interferire e il non mettersi in mezzo a creare ostacoli e’ gia’ un grandissimo merito) bisogna essere onesti e stare calmi… Ed essere felici semplicemente di aiutare. Questo dovrebbe essere il compito della Federazione. Aiutare. Tirare via qualche pietra e permettere al fiore di sbocciare.

  15. Roberto Commentucci

    Kill Bill, ma certo che se Quinzi e Baldi hanno vinto i campionati europei è perché sono forti, e non perché sono stati a Sestola. Io rispondevo ad Andrew e a Stefano che prlavano di mistificazione mediatica, alzando un polverone fondato sul nulla.

    Sui centri estivi, ripeto per la centesima volta che va fatto un distinguo: ci sono quelli “normali”, per i normali agonisti e ci sono le settimane-raduno al centro di Sestola per i ragazzi di interesse nazionale. I programmi di attività sono diversi, come è giusto che sia. Da un lato ci sono obiettivi economici e di promozione, dall’altro lato ci sono obiettivi tecnici. Tra l’altro, tutti gli agonisti che sono andati a Sestola ne sono felicissimi, e ho già detto che nemmeno io sono d’accordo sull’obbligatorietà della partecipazione, anche se ho cercato di spiegare da cosa deriva.

    Lo slogan “un’estate da campioni” non piaceva neppure a me… lo dissi a Supertennis. tuttavia se i centri estivi generano dei profitti, la Federazione avrà poi più fondi da investire nel settore tecnico e nel sostegno ai giovani agonisti.

    E qui veniamo alla seconda parte della tua domanda. Finora la limitatezza delle risorse disponibili ha fatto si che si potesse investire soltanto su una platea troppo esigua di giovani. Negli ultimi anni, le risorse che la Federazione ha investito sul settore tecnico sono venute progressivamente crescendo. Ma secondo me non è questo il punto. Il ppunto è anche cercare di migliorare l’efficienza dei soldi spesi, perché spesso vi sono altri problemi, legati alla disponibilità di maestri capaci, di preparatori fisici adeguati, di strutture…

    E allora diventano decivi altri fattori, in primis la cultura tennistica della famiglia, chiamata ad orientarsi in una autentica jungla. E’ anche per questo, e non solo per la maggiore disponibilità economica, che molti di quelli che arrivano sono figli di maestri o di imprenditori. I primi hanno spesso un vantaggio informativo, i secondi sono abituati a trattare con la gente e con le risorse umane, e sono maggiormente in graado di valutare la professionalità delle persone.

    E’ su questa strada che si deve migliorare. Però adesso la Federazione ha anche la forza economica per puntare decisamente su un ragazzo/a di talento anche se la famiglia non ha particolari disponibilità economiche. Un caso per tutti, quello di Martina Zerulo, che forse qualcuno di voi conosce.

  16. Roberto Commentucci

    Ad Anto: pare che il coach Eduardo Medica stia lavorando molto bene sul diritto di Quinzi. La Giorgi è supportata economicamente dalla Federazione, tra Camila e la FIT non ci sono problemi.
    Il papà di Camila vuole continuare a fare tutto da solo, scelta che la FIT rispetta e su cui non interferisce. Ora Camila dovrebbe fare qualche quali Wta in USA.

  17. Nikolik

    A me risulta che tutti i ragazzini di cui stiamo parlando prendono decine di migliaia di Euro, a testa, dalla Federazione, in virtù di questo famoso Prestito D’Onore. Oppure prendono soldi indirettamente, con varie agevolazioni, vari benefit.
    Tutti e molti altri ancora.

    Certo, quelli che non sono di interesse nazionale non prendono nulla.
    Un minimo di risultati, per essere notati, ma proprio un minimo, bisogna farli.
    Appena li fai, appena un minimo, tutti ti danno una mano economica.
    Il Comitato regionale della FIT, la FIT centrale, il circolo in cui ti alleni…tutti.

    Chi si lamenta perché non viene aiutato, è semplicemente perché il proprio figlio non ha finora otternuto risultati apprezzabili e la Federazione, ovviamente, non sa nemmeno che gioca a tennis.
    Del resto, almeno il n. 1 della tua città, della tua provincia, devi essere, anche senza preparazione particolare, per essdere notato.
    Se perdi sempre al secondo turno, non vai avanti, ma non perché non ti aiutano, perché non vali.
    La Federazione non può aiutare anche quelli che perdono sempre, al secondo turno.
    Deve fare una scelta e la fa sui risultati, che almeno sono oggettivi.

    Chi invece viene aiutato economicamente, se ne sta zitto come un topo, perché, legittimamente, non vuole che si sappia in giro quanti soldi prende, direttamente o indirettamente.

    E così, tra chi si lamenta e chi sta zitto ma si fa gli interessi propri, sembra che la Federazione non aiuti nessuno.
    Ma, ovviamente, non è così.
    Sono decine e decine i ragazzi e ragazze che vengono aiutati, ma non in discorsi, in soldi veri e propri.

    E’ così, Genitori: siccome non aiutano voi, non vuol dire che non aiutano nessuno.
    Provate a sentire in giro.
    Poi, certo, tutti si lamentano…

    Roberto, chi paga questo Medica? O chi contribuisce a pagarlo? Oppure chi è stato a chiedere a Infantino di presentarglielo?

  18. andrew

    roberto….

    non è una polemica e non è fondata sul nulla…

    è una constatazione ed è fondata sui fatti riportati…

    che imparino a riportare i fatti come si deve, se esistenti!!!

  19. Roberto Commentucci

    Ho avuto una lunga chiacchierata telefonica con Claudio Pistolesi, a cui ho cercato di far capire che non intendevo minimamente denigrare il suo successo nel campionato del mondo juniores del 1985, ma solo fare un discorso di natura strutturale.

    Claudio mi ha fatto notare (giustamente) che la sua classe era comunque molto ricca di forti giocatori (Yzaga, Muster, Oresar Lavalle, etc.), e che solo Becker e Krickstein snobbavano il circuito pro. E mi ha raccontato che la finale dell’Orange Bowl che lui vinse battendo Oresar fu commentata per la tv americana nientemeno che da Arthur Ashe.

    Effettivamente Claudio in quel 1985 (come ho anche raccontato io a proposito della partita al Foro con Sundstrom, che abbiamo rievocato per telefono) esprimeva un livello di tennis molto alto. Lui stesso ha poi ammesso, con una punta di rimpianto, che con il senno di poi avrebbe dovuto fare altre scelte, dopo la fine della carriera juniores, e che se le avesse fatte forse avrebbe avuto una carriera migliore (top 20).

  20. bogar67

    Nikolik post 21, il tuo discorso non fa una grinza, hai perfettamente ragione su tutto, anche sui genitori che non dicono nulla sugli aiuti economici ai loro figli! (io probabilmente farei la stessa cosa) ma ti sei chiesto perchè avviene questo? perchè questi aiuti sembrano dei segreti di stato? esistono dei bilanci federali provinciali, regionali, nazionali pubblici? posso io genitore e tesserato FIT sapere quanto viene dato al Quinzi o alla Zerulo per fare attività? In una delle puntate precedenti del TGF parlavo della Albano che a gennaio insieme ad altri atleti di interesse nazionale era andata in sudamerica per una serie di tornei ITF, io mi sono fatto l’idea che la spedizione sia stata pagata dall FIT e non ci vedrei nulla di male ma esiste un resoconto pubblico di quanto speso?

  21. Barbara

    Scusate se la Giorgi è sostenuta dalla federazione chi ha pagato Mouratoglou per svincolarla? Perchè essendo un imprenditore non credo l’abbia allenata anni gratis sobbarcandosi le spese delle trasferte per una pacca sulla spalla.
    Nikolik come al solito parli di quello che non sai, il numero uno della città, della provincia o della regione non becca un soldo dalla FIT, così come gli atleti di seconda fascia livello nazionale.
    Anche su quelli di prima fascia ci sono notevoli differenze, per cui sarebbe bene che i contributi fossero di dominio pubblico, così potremmo vedere tutti a fronte di quali risultati sono stati erogati.
    Io sono la prima a sostenere che debba essere finanziato un progetto a lungo termine e non certo il risultato immeditao che può dipendere nei ragazzini da differenze fisiche e tattiche e non rappresenta una garanzia per il futuro e proprio per questo è bene sapere cosa la FIT intende per futuribile, così ognuno si assume le sue responsabilità in caso di insuccesso ed i suoi meriti in caso di successo.

  22. prince

    Io credo che sapere invece chi viene aiutato sia importante, vorrei che la Fit, regione per regione comunicasse le liste dei giovani agonisti di interesse nazionale magari per anno di nascita ed eventualmente gli importi economici che vengono elargiti, la trasparenza secondo me deve esserci, e sarebbe anche da stimolo per quelli che non vengono aiutati e così si capirebbe veramente il lavoro della Fit, perchè adesso non è che questa assistenza e programmazione sia recepita da tutti. Per adesso si capisce solo che chi investe di più sui giovani ragazzini sono quasi sempre i genitori (facoltosi) o sono figli di addetti ai lavori (maestri o presidenti di circolo). Se la Fit comunicasse le progetti e gli investimenti sulle giovani promesse farebbe una cosa gradita a tutti…..o forse no?

  23. Nikolik

    Bogar67, Barbara, Prince, posso solo dirvi che sono completamente d’accordo con voi.
    E’ un sacco che dico e scrivo qua dentro che tutti dovrebbero sapere chi, per quanto tempo e con quanti soldi viene sovvenzionato.
    E’ un sacco che lo dico.

    Ma non venitemi a dire che nessuno viene aiutato: sono decine e decine coloro che vengono pesantemente sovvenzionati, in ogni modo, dalla Federazione.
    Solo che, ovviamente, non lo dicono.
    Ma sono decine e decine, per ogni anno di nascita.
    Ma lo sapete che anche i Comitati regionali della FIT danno contributi, di vario genere, anche in soldi, anche agli juniores di interesse solo regionale e non nazionale?
    Tutti vengono aiutati, basta che facciano qualche piccolo risultato.

  24. prince

    Beh allora, nella mia regione, visto che i mio figlo è da quando aveva otto anni adesso ne ha 11, convocato ai raduni regionali e di macroarea, nei primi posti del ranking regionale….abilitato a giocare nella categoria superiore quando aveva 10 anni (U12), classificato a 11 anni 4.4…..non ho mai ricevuto nessuna sovvenzione….e dato che tra gli altri genitori un pò ci parliamo…forse tutti raccontiamo storie…conosco solo qualcuno che ha qualche contratto a pagamento per racchette…io per la cronaca neppure quello…..sarà un caso e vorrei proprio sapere chi invece prende le sovvenzioni…tanto così per chiedergli come ha fatto….se bisogna compilare qualche modulo…io per adesso pago tutto, il circolo, l’agonistica, le trasferte ai tornei, il maestro, le trasferte ai raduni, ecc ecc.

  25. prince

    E per la cronaca….paghiamo anche l’iscrizione ai campionati italiani….(magari quelli che ci vanno qualche risultato lo hanno fatto)….non sarà molto (10 euro)….ma mi sembra ridicolo…della serie…sono in italia 48 ragazzi che vanno parlo degli U11….e la fit ha bisogno di 480 euro……ma sovvenzioni…..

  26. darione

    Ma è vero che i seppi, fognini e bolelli da giovani hanno preso un sacco di soldi per la loro attività giovanile, sotto forma di prestiti d’onore?

  27. bogar67

    prince credo che quando nikolik parli di sovvenzioni si riferisca ad atleti dai 14 anni in su per permettere di avvicinarsi al professionismo, prima di quella età per sovvenzioni credo che la FIt intenda le convocazioni con rimborso spese, il resto che cmq non è poco è demandato a noi genitori. E’ dai 14 anni in su che un genitore normale ha più difficoltà e altro motivo è anche quello che dice in parte Barbara, cioè che prima di quella età il risultato può essere immediato solo perchè vi sono ragazzini con differenze fisiche e tattiche. Quante volte abbiamo scritto che fino ai 14 anni il risultato non conta? Come posso io Fit investire soldi oltre a quelli dei raduni, tornei province, regioni etc in bimbi che arrivati a 12 o 13 anni smettono perchè si è conclusa la fase della precocità o del fatto di essere figli di maestri o dirigenti di circolo per cui avvantaggiati?

  28. SUPERGONZY

    Buongiorno, vorrei chiedere cortesemente al sig. Commentucci di spiegare il perchè nei tornei TE che si svolgono in italia, i main draw sono sempre previsti a 32 (soprattutto u12) e non come in altri paesi europei che prevedono tabelloni da 48 e spesso da 64. Grazie mille i anticipo per l’eventuale risposta.

  29. Circolo in regola.

    Circolo in regola: perchè? Perchè ogna volta che organizzo una manifestazione (volontariamente ndr) riguardante il tennis, il rappresentante di turno della FIT (quando si degna di venire) mi guarda e chiede: <> Io rispondo e lui <>. E io tutte le volte a ribadire che come sempre e come tutti siamo fedeli da 30 anni e che è vergognoso dubitare di chi da 30 anni lavora e paga per te!

    Allora Quinzi. Caro Commentucci e Nikolik se Quinzi diverrà è perchè:
    a) E’ dotato di un gran talento e di un grande fisico
    b) Perchè saggiamente ha alzato i tacchi prestissimo dal natio paese tennisticamente pleistocenico
    c) perchè la sua famiglia se vuole se la compra la FIT (sa quanto gliene frega dei rimborsini e dei prestiti del disonore ….restare e poi strumentalizzare o rinfacciare è peggio che essere usurai!

    Se Quinzi poi è andato a Sestola…? Mi sa che è importante…. uhhmmmm

  30. andrew

    SuperGonzy…

    ti do la mia personale interpretazione sul perché dei tabelloni asfittici italiani, dalle prove junior ai futures e oltre…

    Poiché le prove più prestigiose o impegnative vengono organizzate se nel circolo bivacca, opera, risiede, si allena un certo giocatore che possa parteciparvi e offrirsi come testimonial della bontà del lavoro del circolo, non è necessario prevedere una partecipazione diffusa, che invece potrebbe creare problemi organizzativi.

    Il torneo viene in pratica organizzato per assegnare delle WC agli atleti-testimonial del circolo. Così, se hai un atleta-testimonial under molto forte, organizzerai un torneo under. Se hai un atleta-testimonial maschio forte, orgenizzerai una manifestazione maschile. Se l’atleta-testimonial è femmina, la manifestazione sarà femminile.

    Pertanto, quando si organizza una manifestazione non si prevede certo di far giocare più persone possibile quanto di poter includere l’atleta o gli atleti-testimonial.

    Questa è l’idea che mi sono fatto, sempre grazie al magnifico esempio della mia città.

  31. Circolo in regola.

    Eppoi la frase …tutti vengono aiutati basta che facciano qualche piccolo risultato…. fa particolarmente arrabbiare!!!
    Ma che dici? Ma dove vivi? ma lo sai che un 2.6 di 17 anni che conosco non becca nulla e si allena con qualche quarta categoria perchè il padre non si può permettere di pagare i mercenari che sono in giro? Tu sei Francese Nikolik? E no perchè siamo molto lontani dal motto della federazione spagnola (non si lascia indietro nessuno): in Italia di questi casi ce ne sono centinaia evidentemente descrivi l’estero!

  32. SUPERGONZY

    grazie mille andrew per la tua opinione, ma mi aspetto anche altre opinioni, anche più pepate…….

  33. Nikolik

    No, Con te sarà diverso è proprio di Mina.
    Mia Martina invece cantava: Tu, tu che sei diverso, almeno tu, nell’universo…

  34. Gio

    A questo punto sarebbe bello che qualche comitato regionale iniziasse a pubblicare sul proprio sito l’elenco con i contributi elargiti per l’anno in corso. Sarebbe una bella opera di trasparenza.
    Va beh, dai trattasi di “un sogno di una notte di mezza estate”……
    Sui siti regionali , di norma, salvo qualche eccezione , non si vedono neanche i risultati dei vari campionati regionali under ….

  35. Atti

    Col cavolo Nikolik !

    Ma credete che i Baldi, Quinzi Napolitano, Donati e co (senza voler entrare nel merito, ma perché citati ultimamente come esempio ). si siamo allenati allo stesso modo del normale agonista di circolo inserito nel gruppetto pomeridiano dalle 3 alle 5 ? e/o la loro la differenza di risultati sia perché ottengono e sfruttano un qualche contributo dalla Federazione ? e/o perché vanno 2-3 gg. a Sestola ? certo tutto aiuta ma sono solo dettagli, che non bastano nemmeno a pagare la retta annuale di una scuola privata (che fanno quasi tutti i migliori under)rispetto ad una normale scuola pubblica…figuriamoci se serve per sostenere un loro budget annuo per il tennis (allenamenti + tornei)
    Diciamo che è molto piu’ importante invece tutto il supporto e l’esperienza che accumulano nelle varie competizioni ufficiali e non, in cui partecipano tramite la Federazione, quello è indubbiamente un valore aggiunto. Anche se credo sicuramente l’esperienza la maturerebbero anche senza tale supporto.

    E poi scusate, se anche un giorno la Federazione elargisse 500 o 1.000 annui cosa cambierebbe per la famiglia media di un U10-U12 ?

    Qui si parla di avere accesso ai campi gratis o quasi durante tutto l’anno per gli U18, e soprattutto di avere un valido supporto tecnico per gli agonisti senza svenarsi, e di molto altro che ha poca attinenza con i contributi FIT…
    Quindi un invito tipo Sestola, con una buona settimana di allenamento.. diventa già un notevole passo avanti per un ragazzino U12 di fascia media…non sarà gratis come dovrebbe..ma diamo a Cesare quel che è di Cesare.
    E poi ancora ….che fine hanno fatto i Centri Periferici tanto reclamizzati da Rob? vista la calura estiva sono stati lasciati al fresco per l’autunno ?

    Logico che da U15/U16 in poi…una volta che il ragazzo ottiene risultati ed emerge… con la pappa pronta mamma FIT imbocchi e sostenga in maniera piu’ considerevole….e la famiglia accetti il compromesso…. inevitabile viste le spese crescenti di chi vuole far sul serio…
    Ma qua parliamo appunto del prima, della zona d’ombra, dove senza il determinante apporto della famiglia non vai da nessuna parte…e di quanto sia selettiva questa prima fase…compresi gli errori dovuti a incompetenza o mancanza di corretta comunicazione.
    Il caso della Zerulo che dice Rob è l’eccezione che conferma la regola…. solo perché la ragazzina è precoce e uori della media, ome i ragazzini precedentemente nominati.
    Forse in futuro sarà diverso… e sicuramente qualcosa si sta muovendo …ma, a mio parere, essendoci in mezzo da 5 anni (prima con una figlia e ora con entrambe) bisogna prima..cambiare/staccare il legame morboso circolo/federazione e spostarlo verso l’asse associazione sportiva/federazione sportiva..

    Cioè non si tratta di elemosinare, ne di comparare il contributo di uno rispetto ad un altro…ma chissenefrega di chi e cosa percepisce…parliamo di un percorso accessibile e costante durante tutta la crescita.. aldilà della precocità piu’ o meno indotta, e delle coppette vinte….

  36. bogar67

    @ prince post 33 non sappiamo che tipo di aiuto ha la Zerulo, se economico o logistico, il discorso è sempre li, se manca trasparenza si scrive tutto per sentito dire. Chi ha visto giocare la Zerulo dice che cmq merita.
    @ per gli altri secondo me è vero un pò tutto quello che scrivete, in generale sempre secondo me per diventare un Quinzi la FIT incide con una percentuale molto bassa ma incide, la Federazione sale sul carro del possibile vincitore quando il genitore si è mangiato un bel pò di denari dietro il suo pargolo. Io 3/4 anni a fare da spola per andare a trovare mia figlia in Florida prima che la Fit si accorga di eventuali qualità. non potrei permettermeli

  37. diego

    Essere il primo a livello regionale e’ molto relativo, in quanto se poi sei il n.20 a livello nazionale non rappresenti molto.
    Quindi e’ importante essere tra i primi (penso 10) a livello nazionale.
    Condivido che gli aiuti della FIT dovrebbero essere pubblici,anche se cio’ scatenerebbe un pandemonio.
    Credo comunque che gli aiuti economici FIT non vadano oltre il 20/30 per cento del costo che un ragazzo/a spende per fare agonismo di alto livello,tutto il resto devono metterlo i genitori.
    L’unica speranza per chi ha pochi soldi e’ entrare a Tirrenia cosi’ti puoi allenare gratuitamente.

  38. prince

    Guardate, nessuno pretende nulla….ma se qualcuno dice che tutti quelli che fanno qualche risultato prendono sovvenzioni dalla Fit…..questo mi sembra veramente troppo…..va bene tutto ma che ci si prenda in giro….no!!! Tutto li percui come abbiamo detto si cerchi di avere la trasparenza si diffondano i dati, così poi potremmo parlare su qualcosa di certo……e non si nasconda sempre tutto, perchè se qualcuno decide a chi dare un contributo si prenda la responsabilità della scelta è pagato anche per questo. Così chi sarà escluso se ne farà una ragione e se il campo dirà cose diverse potrà sempre protestare e dire perchè a me no…..ed eventualmente criticare le scelte, adesso non sapendo nulla….nessuno può criticare sui dati ma solo sul sentito dire.

  39. prince

    bogar67
    La Zerulo, merita tantissimo quello è sicuro è veramente bravissima e la Fit fa benissimo ad aiutarla, sarebbe gravissimo non lo facesse!!!

  40. bogar67

    Non me ne voglia Monet ma Roberto ha scritto lo stesso articolo su super tennis ed ecco tale abc cosa ha riposto, mi sto scompisciando dalle risate eh eh eh

    “Il problema non è lasciarli crescere.. il problema è vedere come crescono!
    Ti sei mai chiesto perchè – specie a livello maschile – non ci sia un solo uomo capace di arrivare oltre una certa classifica atp? Perchè è la TESTA che non va, diversamente dalle donne [ vedi la Schiavone vincente o la Pennetta, comunque maturata ].
    Io due anni fa ho avuto la spiacevole occasione di vedere Fognini agli internazionali, ebbene ho visto un ragazzo che nell’ordine si è lamentato di:

    campo
    palle
    luci
    spettatori
    racchetta
    arbitro
    avversario

    Il tutto invendo a voce alta con mancati lanci di racchetta.
    In tutta onestà io mi auguro che i neo giovani non crescano così perchè se è questa la strada.. li si può allenare anche per 20h sui campi.. ma se poi non c’è la testa.. resteranno sempre nel limbo dei.. “uhm.. si.. mi ricordo di loro.. ma solo di nome.. xche di viso non so manco chi siano!”

  41. Nikolik

    Solo per ribadire che sarebbe proprio bellissimo che si sapesse, con precisione, chi prende i contributi federali, quando e quanto.
    Sarebbe bellissimo e se ne vedrebbe delle belle.

    E le polemiche, come d’incanto, non ci sarebbero più, perchè si capirebbe bene che nessuno può seriamente lamentarsi.

    Non posso, inoltre, che ripetere ai Genitori di non credere che, siccome non aiutano loro, nessuno viene aiutato.
    Chi viene aiutato se ne sta zitto e quando vi lamentate vi dice che è così anche per lui e che avete ragione.
    Bah!

    La Federazione, in modo molto ingiusto, pubblicò solo le sovvenzioni che diede a Bolelli, quando ci litigò per la Davis.
    Io invece vorrei sapere quanto dà agli juniores di ora, di adesso, dai 12 anni in poi.

  42. Stefano Grazia

    @nikolik: La Federazione, in modo molto ingiusto, pubblicò solo le sovvenzioni che diede a Bolelli, quando ci litigò per la Davis.
    Io invece vorrei sapere quanto dà agli juniores di ora, di adesso, dai 12 anni in poi.

    Roberto, GiorgioGiorgio… Perche’ questo non e’ possibile?
    Qual e’ la vostra opinione?
    A chi bisogna rivolgersi per chiedere la trasparenza?
    E’ vero o non e’ vero che dietro richiesta la FIT e’ obbligata a rivelare a chi vanno i propri finanziamenti/contributi?

  43. Roberto Commentucci

    Devo qualche risposta.

    A Supergonzy, che mi chiede come mai i tornei Tennis Europe in Italia hanno quasi sempre tabelloni di qualificazione limitati a 32 partecipanti.

    Non so esattamente il motivo. Ipotizzo che dipenda dal fatto che si cerca di limitare l’aggravio organizzativo per il circolo ospitante.
    Purtroppo è sempre più difficile trovare circoli disposti ad ospitare tornei giovanili.
    E’ il solito vecchio ritornello: tennis ricreativo e tennis agonistico sono obbligati a condivdere le stesse strutture, e se manca la cultura sportiva diventa tutto più difficile.

    Certo, per un giovane agonista a caccia dei primi punti Tennis Europe questo può essere una complicazione e un aggravio di spesa, perché si è costretti ad andare a cercarseli fuori, all’estero, però va anche detto che in linea generale se uno ha qualità riceverà le wild card federali.

    Insomma, mi pare difficile che si disperdano talenti perché non si riesce a fargli disputare le quali dei Tennis Europe under 12.

    Sul discorso di Nikolik, che invoca trasparenza sui contributi, io sarei in linea di principio d’accordo.
    La trasparenza è soprattutto uno stimolo a fare meglio per chi prende le decisioni.
    Non so però cosa ne penserebbero coloro che gli aiuti li ricevono, e non so nemmeno se, sul piano della maturità e della cultura sportiva, il nostro movimento è maturo per una cosa del genere.
    Adesso c’è una situazione di scontento diffuso, ma nessuno ha motivi precisi per cui prendersela, mentre in caso di piena trasparenza il timore è che recriminazioni, litigi, polemiche diventerebbero all’ordine del gioorno e rischierebbero di rendere il clima francamente irrespirabile, mettendo ancora più pressione sui ragazzi.
    Ci si dovrà arrivare, prima o poi, ma bisogna che anche i genitori dimostrino maturità, mentre purtroppo “ogni scarrafone è bello a mamma sua…”.

    E’ la tipica situazione in cui tutti, prima a paarole, si dicono disposti a fare la loro parte, salvo poi cambiare totalmente atteggiamento alla prova dei fatti.

    Infine, e cosa ancora più importante, secondo me un limite grosso dell’attuale sistema di incentivi pubblici è che esso rischia di distorcere ancora di più le scelte tecniche: se l’obiettivo diventa prendere il contributo pubblico, anziché lavorare per migliorare, c’è il rischio concreto che l’attitudine, da noi endemica e dannosa, a lavorare con obiettivi di breve termine (vinco oggi, a 10-12 anni, in qualche modo, per mettermi in evidenza con i federales, piuttosto che pensare a migliorare il mio livello di gioco) si diffonda sempre più e si traduca, a livello di sistema, in un clamoroso autogoal tecnico, costruendo ancora più pallettari senza futuro di quanto non facciamo adesso.

    Dico la mia, personalissima opinione: salvo casi eclatanti, tipo la Zerulo (su cui vedo che tutti concordano, è una bimba davvero promettentissima) gli aiuti:
    – vanno dati ad una platea meno ampia di quanto avviene oggi;
    – vanno dati a ragazzini maschi di almeno 15-16 anni e a ragazzine a partire dai 14, quando si è meglio in grado di giudicare la qualità del lavoro fatto in un un’ottica futura.

    Questo per varie ragioni:
    1. in primo luogo, perchè fino a 14-15 anni, se ci si crede veramente, gran parte delle famiglie sono in grado di sostenere le spese dell’attività, mentre è da quel punto in poi che l’aiuto economico serve veramente, perché se si vuole fare una programmazione seria le spese raddoppiano o addirittura si moltiplicano per 4.

    2. In secondo luogo, perché si darebbe un segnale “virtuoso” a tutto il movimento: devi lavorare bene, in ottica futura, fino ai 14-15 anni, per costruire le basi giuste per creare un agonista realmente futuribile. A quel punto, io Federazione ti premio e ti aiuto. Se vuoi, se tuo figlio se la sente, te lo porto a Tirrenia, se no stai casa tua, ma io ti supporto coprendo una percentuale più elevata delle spese rispetto a quanto avviene attualmente (40-50%). Lo posso fare perché a 14-15 anni corro statisticamente meno rischi di sbagliare con non a 12, e di puntare su ragazzini poco futuribili.

    Da questo assetto scaturirebbe un incentivo per tutto il sistema a lavorare meglio negli anni che vanno da under 10 a under 14 e una maggiore efficienza dell’investimento nel settore tecnico, che sarebbe più mirato ed efficace.

  44. bogar67

    Roberto le 2 ragioni che esponi sono condivisibili ed in maniera meno giornalistica ma terra terra visto che non ho il tuo mouse le avevo esposte per cui le condivido, infatti ho sempre sostenuto come genitore che il mio timore di non dovercela fare (qualità e volontà di mia figlia permettendo) è dai 14 anni in su, prima saranno sempre sacrifici ma una eccellente attività si può fare, bisogna solo trovare strutture e maestri di qualità.

  45. SUPERGONZY

    per il Sig. Commentucci. Intanto la ringrazio della cortese risposta, ma, a parte che non ho insinuato nel mio post che sia una causa della dispersione di talenti, la mia era solo una constatazione del fatto che si, i circoli vogliono la vetrina per un torneo internazionale ma poi abbiano quella scarsa mentalità sportiva di cui lei fa cenno o in alternativa non abbiano le strutture adeguate.

    Per Diego, sono anch’io dell’opinione che chi riceva dei contributi saranno al massimo i primi dieci per ogni categoria

  46. Stefano Grazia

    D’accordissimo con Rob tranne sulla opotetica giustificazione per la mancanza di trasparenza: se i genitori non vogliono sapere di essere stati aiutati e di quanto, ma che vadano a prenderselo dove dico io…E’ una questione di mentalita’: l’Americano Onesto e’ orgoglioso di far sapere quanto paga di tasse perche’ anche quello e’ una dimostrazione del suo successo… Il Problema e’ sempre quello: se le tasse (o i contributi) siano o meno giusti.
    Certo, potra’ capitare che Tizio becchi una sponsorizzazione e Caio no…i Contributi dovrebbero essere dati sui RISULTATI e qui non ci piove…il problema, tipico Catch 22, e’ che a volte per ottenere i risultati necessari per ottenere i contributi potrei trascurare lo sviluppo del gioco per vincere domani… Questa e’ la scusa adottata per giustificare il contributo a Pinco piuttosto che Pallino (perche’ ha piu’ potenziale, non perche’ e’ amico degli amici).
    Purtroppo una soluzione perfetta non e’ possibile ma diciamo che chi da i contributi ne dovrebbe poi rispondere in un qualche modo (cosi’ come un giudice che condanna un innocente o lascia andare un colpevole, secondo me…) ma si potrebbe fare un discorso in percentuale: l’80% dei contributi vanno ai primi 10 (si fa per dire) di ogni categoria mentre il 20% vengono distribuiti da un Comitato di Saggi a chi ha secondo loro piu’ potential: ogni anno si va a vedere se i prescelti confermano o meno di meritarsi il contributo.
    Ci sarebbero lo stesso le polemiche? Vero, ma forse meno di quelle che ci sono ora.

  47. luca

    Visti da meno di un mese sia Quinzi che Baldi alla copa del Sol. Inutile dire che l’impressione che possano diventare dei top player è reale, soprattutto fisicamente sono una spanna sopra i coetanei europei (al pari solamente dei russi) e mentalmente sempre molto aggressivi. a livello comportamentale proprio Gianluigi mi è parso già parecchio maturo sia in campo senza atteggiamenti da divo che fuori molto disponibile con i bambini-racattapalle che gli giravano attorno manco fosse Federer..
    A me non è dispiaciuto neanche Chessari(il terzo italiano in gara) mancino, l’unico rovescio a una mano dei 3, un pò meno smaliziato dei compagni ma già molto solido. i prossimi 2 anni se ne saprà qualcosa ma è d’obbligo lasciarli crescere tranquilli..
    molto interesssanti gli innumerevoli spunti dei commenti..dico la mia non richiesta sulla trasparenza dei contributi:
    NO. non sarebbe corretto. molte cose sarebbero da sistemare all’interno della Fit (in primis il ridicolo metodo di elezione del presidente) prima di invocare antipatiche classifiche in base al denaro elargito. Il sig.Grazia parla di giustamente USA ma qui purtroppo non abbiamo quel tipo di cultura (non parlo solo di cultura sportiva eh) di conseguenza la pubblicazione genererebbe illazioni e pressioni su famiglie e ragazzini con conseguenze, credo abbastanza negative.
    Concludo facendo i miei più sinceri complimenti al sig. Commentucci. uno che nella sua difficile posizione riesce sempre con garbo e (MAI aggredendo nessuno) a rispondere ai vari quesiti con rara competenza senza lesinare critiche e suggerimenti.
    Ce ne fossero di più di Commentucci all’interno della Fit!

  48. Circolo in regola.

    Chiarisco la mia posizione: io sarei per abolire gli aiuti in cash, e per aumentare l’aiuto alla crescita dei ragazzi a 360°. Il dramma è che in tutte le realtà periferiche, le quali producono eccome tennis, non ci sono strutture per allenarsi e non ci sono giocatori di livello sufficente con cui fare allenare delle giovani promesse. Quanto dice Commentucci mi pare sia la riproposizione del’italico pensiero di sempre, da Pietrangeli a Panatta: dare solo a chi ha un talento particolare, puntare su pochi e geniali. Questa via ha precluso la possibilità di creare un sistema, una via italiana al tennis, una scuola nazionale (nella quale perchè no possono convivere le eccezioni). In Italia sono anni che produciamo giocatori totalmente atipici (con delle caratteristiche peculiari eccezionali, ma mediamente scarsi). Il motto deve essere quello opposto: NON LASCIARE NESSUNO INDIETRO, perchè non si sai mai!. Ovviamente non disperdere energie su ragazzi che hanno al più una prospettiva amatoriale, ma non buttare a mare le seconde o terze linee. Ecco quindi: non buttare denaro, ma organizzare strutture ed allenamenti, fare da anello di congiunzione, trovare sponsorizzazioni per i tornei giovanili, e fare da procacciatori per ricerca di fondi privati da girare per l’abbattimento dei costi delle attività giovanili (Roma è un caso a parte, ma due “miei” ragazzi sono tre giorni che fanno 100 km per giocare un torneo under). Bisogna facilitare la pratica del tennis e degli allenamenti sul territorio in ogni modo…..

  49. Roberto Commentucci

    Circolo in regola, chiarisco anch’io il mio pensiero. Io parlavo solo di un aspetto del Settore Tecnico, ovvero il sostegno agli agonisti. Nella mia visione è necessario che si realizzi, in prospettiva, un sistema di centri periferici satelliti rispetto a Tirrenia dove concentrare e far allenare assieme i migliori agonisti del circondario. E’ una cosa onerosa e lunga, ma ci arriveremo. In quel modo, non si lascerà indietro nessuno di quelli meritevoli.
    Ma la selezione resta il sale di questo sport: non è che “non lasciare indietro nessuno” significa che si possa dire a tutti… “ehi, tuo figlio è di interesse nazionale”, su.

  50. Nikolik

    Però io sono d’accordo al 100% su quello che ha detto Circolo in regola.
    Intanto, anche io sono contrario agli aiuti in cash, che sono veramente una aberrazione.
    E sono d’accordo nell’aiutare anche le seconde e terze linee, troppo spesso trascurate.
    Ma a condizione che, appunto, siano seconde e terze linee e non quarte e quinte linee: il tennis è uno sport e dei risultati devi farl e devi garantirli.
    Ecco, ci sono ragazze che sono n. 500 del mondo a 20 anni e che non vengono aiutate; se aiutate, a 25-26 anni, dopo 5-6 anni di lavoro, potrebbero entrare tra le prime 100 del mondo e arricchire la nostra squadra.
    Sono seconde linee, non quarte, quinte e seste, però.

  51. Barbara

    Io credo che sia essenziale fare chiarezza ed indicare almeno le linee guida con cui vengonoerogati i contributi.
    Ovvero se il criterio è il risultato cosa utilizziamo come paramentro?La classifica, i risultati ai campionati italiani, il ranking TE?
    Così sappiamo tutti dove investire per incartare bene il “nostro” campione.
    Se invece il criterio di selezione è l’occhio astuto del comitato tecnico, ebbene diteci chi sono i fenomeni e quali caratteristiche hanno, così se il selezionatore è bravo avremo dei campioni e lui giustamente vedrà pubblicamente riconosciuti i suoi meriti, in caso contrario finalmente ci sarà qualcuno che si assume le sue responsabilità togliendosi di mezzo.
    Per quanto riguarda il femminile mi pare fantascienza che si investa sulle prime dieci di ogni anno, ritengo che al massimo siano tre e non certo per ogni annata.
    Sarò felice di ricredermi e di sbugiardare i vari genitori che mi hanno detto di pagare tutto di tasca loro.
    Infine, ritengo essenziale che gli aiuti economici vengano dati da quando incomincia l’attività seria e non prima, così tranne i parenti di Gulbis che non hanno di questi problemi, incominciamo tutti a cacciare il grano in parti uguali sin dall’inizio.
    Altro discorso è il giusto investimento sui raduni tecnici, incentivando i periferici con la visione di tutti gli agonisti come avviene all’estero e dove tutti i tornei under sono osservati.

  52. prince

    Centri periferici….una chimera, nella mia regione…c’è stato solo un raduno a dicembre 2007, 2008, 2009, adesso aspettiamo quello 2010….cavolo che fantastica organizzazione, e chi ha mai visto nei vari tornei regionali il selezionatore, o le nuove figure di fiduciari regionali…..ma adesso mi diranno che non tutte le regioni sono così e questo è vero basterebbe fare quello che fanno in Emilia Romagna, dove a dicembre 2010 era uscito il calendario raduni con il team regionale di prima fascia e di seconda, i tornei osservati ecc ecc, delle realtà buone ci sono in italia, alla fit io chiedo solo che le idee che ha poi le faccia applicare da tutti i comitati regionali.

  53. pibla

    Guardate la foto in piccolo di Gianluigi che c’è sul blog di Ubaldo e poi mi dite se quella è un’impugnatura ortodossa per un ragazzo di 13-14 anni…

    Ora di sicuro ci stanno lavorando e ne siamo tutti lietissimi ed anche di più, ma chi raccontava questa anomalia non raccontava fregnacce, questo ad onor di chiarezza per ora e per il futuro.

  54. circolo in regola

    A Roberto Commentucci
    E tutta la mia parte sulla mancanza di una via nazionale a questo sport? Cosa ne pensi? Che tennis insegniamo ai nostri ragazzi? Quali prese? Siamo attaccanti che giocano in terra? O altro?. Niente di tutto ciò! Nessuno, ripeto nessuno dei giocatori di vertice italiani degli ultimi anni ha delle caratteristiche comuni. Guardando un challenger, salvo le ovvio e frequenti eccezioni, capita di riconoscere la provenienza di un giocatore solo guardandone lo stile! Da Panatta ad oggi abbiamo avuto TUTTI giocatori atipici. Gente di grande talento, gente che parietà a 12/14 anni ad un Robredo, Ferrer, Correjia avrebbero fatto fare due games, ma che poi si sono limitati alla massima espressione del loro talento e della loro caratteristica peculiare difettando di quella completezza che il tennis richiede e di quel pungolo che regolaristi estremamente ben preparati costituiscono quando ti battono. C’è bisogno insomma di una base condivisa sulla quale costruire un grand numero di buoni giocatori che creino un sistema che permetta la nascita della stella. Altro vizio da debellare è il professorismo: i tanti super coach che vedendo un ragazzino di 12 anni (promettente) si lanciano in mille profezie! Ovvio se uno è un brocco è un brocco (e non serve un genio a capirlo), ma spesso tanti sottovalutano delle doti che escono fuori piano piano, nel tempo , in molti ragazzi scartati.
    Tirrenia? Ok! Ma quello è l’arrivo, io parlo dell’abc. Gente C1 a 14 anni che non sa con chi allenarsi, mancanza da parte degli organi preposti di organizzare, facilitare le collaborazioni tra giocatori. Insomma qua si parla dela base… ai voglia a progettare massimi sistemi se la base è slegata, frastagliata, sconosciuta…..
    Un saluto

  55. Roberto Commentucci

    Su questo hai sicuramente ragione, circolo in regola. Ma questo è un paese individualista e anarcoide, è difficile imporre un metodo comune. Guarda anche qua dentro, la diatriba sull’impugnatura di Quinzi, che secondo me va corretta, e infatti so che Medica ci sta lavorando, pare con successo.

    Comunque ora la Federazione ha messo a punto un Protocollo Tecnico (redatto d’intesa fra scuola maestri e settore tecnico) dove sono riportate le regole principali da rispettare per l’esecuzione dei colpi fondamentali, con l’indicazione degli errori più comuni e del modo per correggerli. Questo protocollo da alcuni mesi viene consegnato a tutti i maestri dei bambini di interesse nazionale, viene confrontato con i risultati della video analisi effettuata durante i raduni e quindi vengono dati ai maestri i “compiti a casa” per correggere i difetti tecnici in modo tempestivo.

    A quanto ne so, il modello del protocollo è ispirato a quello francese: colpi con aperture compatte, prese non troppo estreme (eastern/semiwestern per diritto, etc.) un tennis adatto ad ogni superficie.

    In passato si sono commessi tanti errori, ma stiamo lentamente progredendo.

  56. nicoxia

    Roberto,per la preparazione atletica non c’è nessun protocollo.Sestola ottima esperienza ma come l’anno scorso la preparazione atletica non è all’altezza.Però invece di criticare solamente,si puo pensare che come per la parte tecnica non intervengono per non interferire con il lavoro del maestro e danno solo dei consigli alla fine,così non conoscendo la preparazione atletica dell’allievo fanno solo dei test e attività blanda,anche qui limitandosi a dei consigli finali.Secondo me dovrebbero dare la possibilità di far continuare la sessione atletica ad ognuno seguendo il proprio programma,ma capisco la difficoltà di organizzazione,ma se per l’anno prossimo ci riusciranno io per primo gli darò il merito.

  57. nicoxia

    Roberto se ti piacciono le scommesse,una pizza per tutti gli amici del blog,under 12 femminile io tengo Alipieva ti lascio tutte le Italiane più 2 straniere a tua scelta.

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