Federer-Nadal, e poi? Chi riempirà gli stadi sempre e comunque?

di - 13 Gennaio 2017
Roger Federer e Rafael Nadal - Foto Ray Giubilo

Il mondo Atp non sta benissimo, diciamolo. Perché se i principali attori, quelli che tuttora attirano le masse più di chiunque altro, sono sempre Roger Federer e Rafael Nadal significa che qualcosa non funziona. Due grandissimi campioni, che però stanno già percorrendo il viale del tramonto (e chissà per quanto ancora li ammireremo in azione): probabilmente a fine 2018, se non prima, arriverà il momento del ritiro. E poi? Spariti loro, chi sarà in grado di riempire uno stadio intero anche per una banale sessione di allenamento? Difficilmente ci riusciranno i campioni attuali, Andy Murray e Novak Djokovic su tutti: per varie ragioni, nessuno degli attuali big è entrato così tanto nel cuore degli appassionati (Gael Monfils meriterebbe un capitolo a parte). Dobbiamo sperare nella cosiddetta Next Gen, anche sarà dura raggiungere i picchi di popolarità di Roger e Rafa.

Alexander Zverev è il nome sulla bocca di tutti: le discussioni per stabilire quanti Slam riuscirà a portare a casa nell’arco della carriera sono iniziate da tempo, inoltre il giovanotto si sta mettendo in luce grazie alla sua personalità. Nessuno riuscirà mai a giocare come Federer, così come è chiaro a tutti che una rivalità Federer- Nadal sarà difficilmente replicabile: Zverev riuscirà lo stesso ad infiammare le platee? Le credenziali ci sono, così come non mancano al tanto discusso Nick Kyrgios: un talento incredibile, che fin dagli esordi va però a braccetto con un carattere ed un atteggiamento decisamente spigolosi. Probabilmente, una rivalità Kyrgios-Zverev sarebbe quanto di più godurioso: due tennisti così diversi, così sfrontati, che si contenderebbero le coppe di tutto il mondo senza esclusione di colpi. Una sola domanda: l’australiano ne avrà voglia?

Anche Dominc Thiem, il futuro Stan Wawrinka, è un ragazzo da seguire con attenzione mentre su Lucas Pouille non ci metteremmo la mano sul fuoco: l’imprevedibilità ed il carisma stanno altrove. E Kyle Edmund, l’erede di Andy Roddick? Anche lui, a suo modo, avrebbe tutte le carte in regola per diventare un personaggio da copertina. Da non sottovalutare, poi, talenti grezzi come Stefanos Tsitsipas e Denis Shapovalov, che potrebbero regalarci delle soddisfazioni importanti.

Più defilati gli altri ragazzi, come Karen Khachanov, Taylor Fritz, Frances Tiafoe, Hyeon Chung, Jared Donaldson. Ci sarebbe poi Andrey Rublev: ci sarebbe, appunto. Poi chissà, magari un giorno sbucherà da qualche tombino il Dustin Brown del futuro e allora sarà uno spasso.

Abbiamo detto di Federer e Nadal, però in questi anno il tour maschile ha provato a proporci qualche soggetto interessante. Juan Martin Del Potro resterà per sempre il Grande Rimpianto (maiuscolo non casuale) per tutto ciò che poteva essere e che invece non è stato: discorso pressoché identico per Robin Soderling. Senza dimenticare coloro che, personaggi, lo sono stati per troppo poco tempo: pensiamo a Jerzy Janowicz, Ernests Gulbis e, in tono minore, Lukas Rosol.

E se invece il personaggio del futuro fosse qualcun altro? Un nome che verrà fuori soltanto alle Next Gen Finals che si terranno a Milano il prossimo novembre?

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