Giovani, brave ed inattese

di - 4 Settembre 2007

Giulia Remondina

di Luca Brancher 

I paragoni fanno male. O almeno per come nella maggior parte dei casi vengono intesi e vengono forniti; o almeno per come li leggo io.
Quante volte ci è capitato di vedere gente stroncare giovani tennisti in campo maschile o femminile cercando analogie e soprattutto manchevolezze rispetto ai numeri uno tra i loro coetanei, senza che le stesse persone si domandassero perchè poi effettivamente questi fossero i numeri uno di categoria: forse perchè hanno qualcosa in più che li caratterizza?
Ebbene, restringendo il discorso al campo femminile, se una ragazza a 17 anni non ha vinto Wimbledon, come tre anni fa capitò a Maria Sharapova, dubito si debba definirla fallita. L’età è soltanto uno dei parametri su cui si può valutare la bontà di una giocatrice, ed è certamente secondario se paragonato a tanti altri.
Parole vane, ma che mi sono utili per introdurre quello che sarà il cuore del pezzo che ho deciso di scrivere e che vorrà creare discussione su quali siano state le maggiori sorprese del nostro tennis in gonnella.
Di cognome non faranno Vaidisova o Cornet, ma qualcosa di buono lo troviamo anche tra i meandri del sistema tennistico italiano. E pazienza se le bocche dei soloni non si riempiono dei nomi di tali giocatrici: viaggiare a fari spenti non è poi così dannoso.
In particolare sono tre le tenniste su cui vorrei focalizzare la mia attenzione: si tratta di Giulia Remondina, Federica Di Sarra ed Evelyn Mayr. Un osservatore distratto forse non troverebbe immediatamente un motivo che possa legare i tre nomi che fornisco, ma il filo rosso che collega queste tre tenniste glielo propongo io stesso. Nessuna di queste tre ragazze, due di esse classe 1989 (Remondina e Mayr) ed una classe 1990, veniva additata, in età giovanile, come grande speranza del nostro tennis: tra le coetanee erano loro preferite altre giocatrici e, nonostante questo, sono state in grado di ritagliarsi il loro piccolo spazio, beneficiando anche di una stagione 2007 sopra le righe. Già, perchè, tutte e tre, in maniera definitiva, hanno colto ora, prima dello sprint finale, gli obiettivi che si erano prefissate ad inizio stagione, se non in corso (e qui l’impresa è ancor più meritoria). E sappiamo bene quanto sia difficile portarli a termine nei tempi stabiliti, i propri obiettivi, figuriamoci con largo anticipo.
Per Evelyn Mayr, nata nel maggio del 1989, il 2007 pareva essere proprio la classica annata storta: cominciata male, dopo un inaspettato divorzio col proprio allenatore che osiamo definire storico, data la giovane età della ragazza. E così la stagione della conferma iniziava in salita: i risultati che non arrivavano, anche perchè la scuola, a quest’età, porta via il suo tempo. E poi..e poi..con l’avvento dell’estate, c’è un nuovo stravolgimento nel destino di Evelyn, ma questa volta in positivo: il primo risultato, ottenuto sui desueti campi in erba sintetica della località Tozzona, nel comune di Imola, dava il là ad una marcia trionfale, paradossalmente cominciata nella balneare Romagna, lei abituata al freddo ed alla neve di Brunico.
Dopo Imola sette tornei senza mai uscire prima dei quarti, con due finali ad arricchire il palmares. “Voglio entrare nelle 500” diceva lei. “Ce l’hai fatta” rispondiamo con soddisfazione. Umile in campo e fuori, battagliera soltanto nel rettangolo di gioco, Evelyn a furia di combattere si è meritata il suo spazio. Se lo merita, no?
Giulia Remondina viene da Brescia, gioca a tennis con una costanza che non ha pari. Ragazza timida ed introversa, banalmente potremmo dire che in campo si trasforma, dove pare intenzionata ad ottenere quello che vuole. Non sarà la prima posizione del ranking mondiale, sogno, comune con altre tenniste, che aveva da piccolina, ma qualcosa di importante lo sta costruendo egualmente, giorno dopo giorno. In costante progresso, la scorsa annata diede i primi segnali sulle sue capacità, quest’anno è esplosa: due titoli vinti negli ultimi mesi, miglioramenti continui nel gioco con quel suo rovescio a due mani con il quale sa tessere trame inaspettate per le sue avversarie. Tenace e volenterosa, sembra volersi andare a prendere in tempi rapidi quello che desidera. E noi siamo contenti di seguirne le gesta
Chiudiamo con Federica Di Sarra, la meno attesa tra le meno attese. Più giovane delle altre due, diciassette anni compiuti a maggio, probabilmente è delle tre quella che ha fatto più passi in avanti in questi ultimi mesi. Perché lei, effettivamente, ha messo fuori la testa soltanto quest’anno, prima nessuno sapeva bene chi fosse: una semifinale lo scorso anno a Vittoria, niente di più. Nel 2007 invece, grazie al suo gioco disegnato da quel dritto con cui potrebbe dare lezione a molte, la giovane dalla provincia a Latina ha fatto parlare (e scrivere) di sè.
Tre finali, tre sconfitte, ma prima o poi l’alloro arriverà anche per lei, con quella voglia di progredire e di migliorarsi – difficilmente la senti parlare soddisfatta alla fine di un suo match – che sta impressionando tutti. A buon intenditor…
Sono stato sintetico, ma sono certo che di queste ragazze avremo modo di discutere col tempo e più approfonditamente. E se non diventeranno numeri uno, diamo loro almeno la possibilità di dimostrare quanto valgono.

© riproduzione riservata

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *