Una settimana dopo aver annunciato il ritiro, a soli 27 anni, Edoardo Lavagno si è raccontato in esclusiva ai microfoni di Spazio Tennis. Nell’intervista con il direttore Alessandro Nizegorodcew sono stati affrontati diversi argomenti, ma si è partiti proprio dall’addio al tennis: “Era una decisione nell’aria da qualche tempo. Il 13 maggio del 2024 ho subito un infortunio alla schiena in un torneo in Svezia. Mi era stato detto che sarebbe stata questione di qualche mese, ma il dolore non passava. Ho cambiato fisioterapisti e dottori e ho provato tutte le strade. Verso ottobre-novembre mi sentivo meglio e sono tornato in campo, ma è durata poco. È stata dura a livello mentale ma anche fisico perché l’ho sforzato tanto“.
Per il torinese, che vanta un best ranking di numero 223, è stato difficile anche pubblicare sui social il post con cui comunicava il ritiro: “Pensavo di prenderla meglio visto che ero abbastanza rassegnato. Ma già quando preparavo il post e sceglievo le foto dicevo ‘è tosta’. Dopo un minuto ho ricevuto una marea di messaggi. È stato bello ricevere un affetto che non mi aspettavo, ma anche difficile“.
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L’apice della sua carriera è stata la partecipazione alle qualificazioni dello US Open 2023, unico Slam a cui ha preso parte: “È stato un sogno. Era l’obiettivo che avevo sempre avuto sin da bambino. Il rimpianto che ho è che non me la sono goduta tantissimo. Ero molto teso perché non giocavo sul cemento da tanti anni. Invece mi sono ritrovato avanti di un break nel terzo set contro Dougaz, ma mi sono cagato addosso. Quando ho capito che ero vicino mi sono bloccato. Però quando sono uscito mi sono tolto un peso di essere riuscito almeno a fare una bella partita“.
Infine una chiosa sulla vittoria ai danni di Joao Fonseca nel Challenger di Buenos Aires nel 2024: “Sono entrato in campo con l’idea che non era un buon sorteggio perché sapevo che giocava bene. È impressionante in alcuni momenti quanto tiri forte. All’epoca non accettava molto lo scambio e si prendeva dei rischi esagerati. Inoltre è stata una partita molto fisica perché era estate e c’erano 30 gradi. Ma è un ragazzo simpaticissimo, ci siamo allenati tante volte nelle settimane dopo. Ha un livello incredibile“.
