Il Solito Italiano..

di - 12 Novembre 2007

di Alessandro Nizegorodcew 

Simone Bolelli ha appena vinto il ricco challenger di Bratislava. Un torneo, quello slovacco, che vedeva al via numerosi giocatori tra i primi 100 in classifica. Il tennista di Budrio ha trionfato a Bratislava superando momenti difficili, recuperando partite che sembravano perse più di una volta. Ma andiamo con ordine. Nei quarti di finale contro il giocatore di casa Capkovic, Simone avrebbe potuto chiudere più facilmente ed invece ha sprecato molte occasioni prima di vincere solo al tie-break del terzo. Avesse perso in quel caso, facendosi rimontare una partita già vinta, sarebbe stato certamente additato come il solito italiano che non sa vincere le partite già chiude e si fa recuperare senza poi riuscire a reagire. In semifinale Bolelli ha superato Berrer, giocatore davvero temibile su queste superfici e ormai intorno alla cinquantesima posizione in classifica. In svantaggio 62 53 in una partita che sembrava segnata sin dai primi giochi, Simone è riuscito a brekkare a zero il suo avversario sul 45, riportandosi in partita e vincendo il tie-break dopo aver comunque annullato un match point. Nel terzo poi un break ha deciso l’incontro. In genere si dice che partite come queste, annullando match point e non mollando partite in cui l’avversario ti sovrasta, non sono peculiari dei tennisti italiani. In finale ancora una rimonta, con l’ottimo Falla avanti 64 54 e servizio. Ancora un match point annullato; ancora una partita in crescendo, credendoci sempre nonostante la iniziale superiorità del mancino colombiano. Di certo una partita, un torneo, non da italiano; perché i giocatori italiani sono considerati da molti connazionali incapaci di lottare, recuperare; hanno sempre il braccino nei momenti salienti, colpevoli di non avere le giuste motivazioni, di perdere sempre al primo turno dopo aver vinto un torneo. Invece di sottolineare sempre e solo questi elementi negativi dei nostri tennisti, stiamo attenti anche a sottolineare le grandi prove, mentali piuttosto che tecniche o tattiche, dei nostri rappresentanti..

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