Le Metamorfosi di Tandil

di - 4 Aprile 2011


(Alex Colella – Foto Nizegorodcew)

di Roberto Commentucci

Circolo Tennis Eur, domenica 2 aprile, ore 7.30. Si, avete capito bene, 7.30 del mattino. Il bellissimo circolo, un gioiello architettonico in stile vagamente razionalista, è praticamente deserto. Parcheggio vuoto, il bar è chiuso. Ma il sole è già caldo e sta rapidamente asciugando l’umidità notturna. Nel silenzio generale, si sente nell’aria un rumore di palle e racchette, inconfondibile, e ben udibile fin dal parcheggio.

Sul campo 3, nella solitudine del mattino, Eduardo Infantino, raggiante, dirige un intensissimo allenamento fra lo spezzino Alessandro Giannessi, arrivato la sera prima da Antalya, Turchia, e… Si, è lui. Il caschetto biondo-castano e il sorriso sempre stampato in faccia sono inconfondibili, così come il modo un pò caracollante, ma rapido, di muoversi in campo.

E’ Gianluigi Quinzi.

Proprio lui. Colui da cui tutto dipende, il Portatore dell’Anello, il novello Frodo Baggins del nostro tennis, che per qualche ora di allenamento con i suoi “camerati di Tandil” (oltre a Giannessi, Federico Gaio, Alessandro Colella e Gianmarco Micolani) si è fatto, accompagnato dalla famiglia, un Porto San Giorgio-EUR non stop.

Quinzi dal vivo è davvero impressionante, perché dopo 5 minuti non riesci proprio più a pensare che abbia solo 15 anni e 2 mesi. Fa sembrare tutto facile, si muove con una fluidità incredibile e la palla nonostante la mancanza di muscoli cammina già tantissimo, sia dal lato del rovescio, sia – soprattutto – con il tanto discusso diritto, su cui sono stati scritti fiumi di inchiostro. Ebbene, ragazzi, d’accordo che era un allenamento, ma ora il diritto di GQ viaggia che è un piacere, sia sulla traiettoria incrociata, cara ai mancini, sia a sventaglio.

Infantino a bordo campo non sta zitto un momento, correggendo e stimolando, in modo anche pittoresco (“forza ragazzi, voglio vedere la pallina espaccada!”) ma non lesina gli elogi: bene Gian, buona questa Gian, bravo così Gian. Poi mi prende da una parte e mi fa. “E dovevi vederlo due mesi fa: adesso è forse al 70% rispetto ad allora, perché a causa degli impegni scolastici abbiamo dovuto ridurre i carichi. Ma saremo pronti per i prossimi tornei”.

I due ragazzi ci danno dentro. Quasi due ore di allenamento a ritmo serratissimo, con Alessandro Giannessi, molto carico, che fa vedere quanto abbia pagato il durissimo lavoro svolto nei mesi invernali nella misteriosa Tandil: lo spezzino, al pari degli altri ragazzi portati in Argentina da Infantino, ha acquistato massa muscolare, irrobustito il suo tennis, ma non solo: ha totalmente ricostruito il gesto del servizio, con un lancio di palla un pò più basso, una maggiore spinta delle gambe, un mulinello più rapido e una migliore rotazione del busto e della spalla. E anche il rovescio incrociato, suo antico punto debole, è diventato finalmente un colpo importante.

Lo stesso si può dire per gli altri 3 ragazzi di Tirrenia: il Federico Gaio visto al Future di Frascati lo scorso settembre, un pò sfiduciato dopo la separazione dal tecnico Ceragioli, appariva poco tonico e forse anche lievemente sovrappeso; ora è tiratissimo, molto più rapido, e soprattutto è diventato una specie di frigorifero, stile Canas… Quando impatta il diritto a tutto braccio si sente un Pam! e sembra che la pallina debba andare in mille pezzi. Un diritto peraltro, sui cui si è lavorato benissimo anche per ripulire la tecnica, migliorando la fluidità del gesto, l’efficacia della rotazione interna di polso e avambraccio ed eliminando la tendenza del faentino a colpire con il braccio troppo disteso, ad una distanza eccessiva dalla palla.


(Gianmarco Micolani – Foto Nizegorodcew)

Anche Gianmarco Micolani e Alex Colella, che sono attualmente un pochino più indietro nel livello di gioco, sono letteralmente trasformati nel fisico rispetto ad alcuni mesi fa. Per ora entrambi soffrono, perché sono alla ricerca di un nuovo equilibrio. Il torinese Colella, tenace regolarista, sta cercando di avanzare la sua posizione in campo, di diventare più aggressivo: ha migliorato il servizio, la sua palla è diventata sicuramente più pesante, ma ora deve imparare a comandare il gioco e fatalmente fa fatica, sbaglia troppo, anche nelle scelte tattiche. Micolani, che era il più minuto e acerbo fisicamente dei quattro, si ritrova con un corpo letteralmente esploso a livello muscolare e per ora anche lui fa molta fatica a sciogliersi e ad abituarsi. Ma cresceranno, è solo questione di tempo.

Insomma, ti viene da pensare, ma che hanno a Tandil?
La bacchetta magica?

Alla fine, la spiegazione più convincente la fornisce Luca Quinzi, l’intelligente e pacato padre di Gianluigi: “Vedi, il fatto è che nelle attività umane in certi posti esiste una specie di magia, un qualcosa di speciale, ed una particolare disciplina sembra appartenere alle case, agli alberi, alle strade. Io penso ad esempio ai distretti industriali che sono spuntati come funghi nella mia regione (le Marche), in pochi anni. La capacità di fare industria e il sapere imprenditoriale sono entrati a far parte dei cromosomi della gente. Ebbene, a Tandil, da quel che ho potuto vedere, è così per il tennis: si respira tennis, dappertutto. E quindi chiunque va là subisce una specie di incantesimo, per cui è portato a dare tutto se stesso, in letizia, e ad esplorare i suoi limiti, dimenticando i dolori e la fatica.”

D’altronde è solo così che si può spiegare come una città di appena 100.000 abitanti abbia prodotto negli ultimi 20 anni più talenti dell’intero nostro paese: gente come Guillermo Perez Roldan, Patricia Tarabini, Mariano Zabaleta, Maximo Gonzales, Diego Junqueira, Juan Monaco, Juan Martin Del Potro… e altri ancora.

Ecco perché i nostri giovani italiani hanno vissuto le metamorfosi di Tandil.

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28 commenti

  1. andrew

    Spezzeremo le reni alla Grecia!!!

    Spezzeremo le reni alla Grecia??

    Ulteriori suggerimenti per prossimi articoli cine-giornalistici di Commentucci sulla figura di Quinzi.

    Dopo la triade “Colui da cui tutto dipende, il Portatore dell’Anello, il novello Frodo Baggins del nostro tennis”, suggerisco:

    1. Il divino Thor con racchetta-martello
    2. Il messia del popolo della racchetta
    3. L’altra faccia del Tazio di Mann
    4. La luce che apre le tenebre
    5. L’Italia che vince
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    7. L’apocalisse
    8. Un quadro di arte del tennis in 3D.
    9. Dio esiste.
    10. Dio non esiste.

  2. luca di padova

    Sono fisicamente esplosi non solo per gli allenamenti intensi,i pesi e l’aria di Tandil ma anche perche’ madre natura ha concluso il suo ciclo.Hanno tutti 18,19 anni e hanno raggiunto la loro maturita’ fisica (Quinzi credo crescera’ ancora un po’)adesso.

    Penso che la realta’ di Caldaro,la bellezza e la tranquillita’del posto immerso nel verde dei boschi,il circolo con le sue attrezzature possa essere la Tandil italiana.

  3. anto

    Rob voto 10……alle 07.30 solo il Lord byron de noi altri poteva essere presente!! A questo punto…..non converrebbe alla Fit aprire una succursale a Tandil, e spedire per due -tre mesi i suoi alllievi? Altro che Tirrenia….

  4. Angeli Pierre

    Ottimo servizio, d’altronde Commentucci è veramente bravo nel fornire informazioni che su altre fonti vengono snobbate. La sua attenzione verso i giovani rende i suoi articoli molto interessanti.

    Questa Tandil sembra la Silicon Valley del tennis. Io ci avrei visto bene anche Adelchi Virgili, ma non si può avere tutto e vedere i nostri giovani impegnarsi così tanto è già una bellissima notizia.

    Comunque sembra che hanno portato anche in Italia il loro entusiasmo per il tennis. Allenamenti alle 7,30 del mattino indicano una grande decisione nell’affrontare questa avventura.

  5. Agatone

    Mah, sarò troppo cinico io ma i cambiamenti fisici troppo evidenti in due-tre mesi sono sempre un po’ preoccupanti, secondo me. Scrivere di un ragazzo che sembra Canas, cioè uno condannato per doping, non mi pare un gran complimento.
    Allargando l’argomento, io vedo Federer, il fisico asciutto e tonico, le braccia quasi normali, la rapidità nel muoversi e il talento nel colpire e mi stupisco in senso positivo. Guardo quasi tutti gli altri, con fisici scolpiti, braccia enormi, spalle da armadio colpire con una forza e un’intensità spaventosa per due ore e rimango perplesso.

  6. Alessandro Nizegorodcew

    @Agatone
    2 mesi.. hanno lavorato 6 giorni su 7.. sveglia alle 5.45 del mattino.. allenamento, fisico e in campo, durava fino alle 19.30… tranquillo che così si diventa in maniera naturale dei piccoli Canas..

  7. mirko's

    Alessandro, nessun essere umano può allenarsi duramente per 12 ore al giorno per 2-3 mesi, il fisico andrebbe in superallenamento creando un effetto contrario a quello voluto, qualsiasi medico che si occupa di preparazione atletica lo può confermare,il doping infatti serve non tanto a alterare una prestazione ma a far recuperare i carichi intensi di lavoro.
    Un gruppo muscolare può essere allenato per la forza massimo una volta ogni sette giorni, alcuni individui compensano anche dopo 10/15 giorni.
    Leggete, informatevi, non raccontiamo novelle.

  8. Alessandro Nizegorodcew

    @mirko’s
    Mica ho detto che non facevano pause.. Ho scritto che la sveglia era alle 5.45 e si finiva alle 19.30.. nessun essere umano può allenarsi quelle ore senza fermarsi..
    Seconda cosa.. Se vogliamo parlare di doping, parliamo di doping.. Però se tu parti dal presupposto che tutti gli argentini si dopano e che a Tandil si lavora male.. allora inutile discutere.. è come parlare con un tifoso di calcio che ti dice che il campionato è già deciso dalla prima giornata! Ovvero inutile.. Se vogliamo parlare di dettagli, parliamo di dettagli.. ma le novelle qui non le racconta nessuno..
    Hai visto le foto di Micolani e Colella? a me non sembrano fisici mostruosi/dopati, semplicemente si sono rafforzati e “definiti”.. Io non capisco sempre tutto questo astio e queste critiche gratuite verso il lavoro degli altri.. mah..

  9. Alessandro Nizegorodcew

    e per piccoli canas intendevo esteriormente, come diceva Commentucci nel suo pezzo, non come resistenza in campo (quella si, sospetta..)

  10. mirko's

    Alessandro, mi stai mettendo in bocca parole che non ho detto, non ho parlato ne di doping dei ragazzi ne che a tandil ci si allena male, ho fatto un affermazione scientifica, e ne ho ben donde te lo posso assicurare, ribadisco, sei un giornalista, informati, ma fallo senza preconcetti, poi ne riparliamo. Chiedi quanto carico si può effettuare, quali sono i tempi di supercompensazione etc.

  11. Alessandro Nizegorodcew

    @mirko’s
    Io metto in bocca a te parole che non hai detto?

    Io ho scritto questo:
    “2 mesi.. hanno lavorato 6 giorni su 7.. sveglia alle 5.45 del mattino.. allenamento, fisico e in campo, durava fino alle 19.30… tranquillo che così si diventa in maniera naturale dei piccoli Canas..”

    Canas mica è mister muscolo, era uno messo bene fisicamente e muscolarmente. I ragazzi comunque non partivano da zero e sono cresciuti dal punto di vista fisico. Ora dimmi cosa c’è di sbagliato in questa frase..

    Preconcetti?

    Visto che sei un preparatore atletico, dicci chi sei e spiegaci i discorsi sul carico e sui tempi di supercompensazione.. se dici “non è così” mi devi anche dire come stanno le cose, altrimenti qui non si capisce niente, non credi?

  12. lib

    Su GQ la notizia pessima e’ quella degli impegni scolastici.. diamoglielo ad honorem sto pezzo di carta che il ragazzo ha ben altro a cui dedicarsi…

  13. TBASJJLLFD !!!

    Impegni scolastici ? diamo ad honorem il pezzo di carta ?
    Ma siamo matti !!!
    Uno senz un minimo di cervello non va da nessuna parte…e metti caso che si infortunia o non riesce a sfondare che fa se è uno zotico ignorante ?

  14. Kill Bill

    Bene, finalmente abbiamo trovato l’Eden !
    5 sono sistemati…. se son rose fioriranno ….
    Per gli altri che si fa ?

  15. tony 71

    beh pero in turchia tutto sto gaio potente non si è proprio visto,speriamo che non sia un entusiasmo tipicamente”primaverile”da primo torneo giocato”in casa”,attendiamo risultati^

  16. pibla

    Informazioni interessantissime.

    Sul resto, massima cautela…sotto tutti i punti di vista…

  17. Angeli Pierre

    Una domanda per Commentucci.

    Parlando con Infantino si è potuto capire quali sono gli obiettivi di ogni singolo ragazzo? Ha confidato a quale livello lui pensa che possano arrivare nei prossimi anni?

  18. Fabio

    Basta con questo tipo di articoli su Quinzi …. oppure alla prima brutta sconfitta tutti diranno che è una pippa come gli altri.

  19. lib

    Oggi sono stato al Circolo RAI ed ecco che durante il match ALDI-SEKTIC mi si siede davanti il Profeta, mica Hernanes, QUINZI, con tanto di fratellino al seguito. Tempo 20 minuti e mi posso gustare un ora di spettacolo puro. Sono le 13 e siamo in sei ad ammirarlo, inclusi Karin knapp e Piccari, che smettono di allenarsi al campo accanto. Fa paura. Davvero ha un braccio divino e di dritto e di rovescio la palla fila che e’ un piacere. Pulita e pesante. Gli ultimi video in realta’ mi facevano pensare che la strada fosse ancora lunghissima soprattutto per la pesantezza di palla.Non tanto invece. Lui non si puo’ bruciare , perche’ e’ gia’ PRO . ‘Bisogna solo aspettare, dice il mio socio.Dopo 13 minuti al primo errore grave si da uno schiaffo sulla coscia, al secondo spara un ‘Porco Diaz, si’ ha detto proprio Porco Diaz. Uno accanto a me allora fa ‘Ma che e’ de Roma sto pischello. Noi: ‘Se magari , e’ de Bradenton,. E giu’ a ride con quello che ci guarda male. IMPRESSIONANTE.

  20. Stefano Grazia

    lib, l’ho detto e scritto piu’ volte, dire che GQ e’ di Bradenton e’ un’eresia, un falso storico…GQ negli ultimi tre anni a Bradenton avra’ fatto tre settimane forse quattro all’anno… E’ vero, fra gli 8 e gli 11 ci ha passato 4 mesi all’anno ma non e’ mai stato un classico full timer come per esempio Miccini che ci ha passato, lui si, 5 anni di seguito… GQ e’ un prodotto multimediale e la Bollettieri se ne prende il merito perche’ lui e’ IMG ma la verita’ e’ che e’ americano solo per il 10-20% … diciamo che fino agli 8 aa e’ stato impostato a PSGiorgio e da Mangelli all’EUR, poi a 10-11 anni il padre gli ha affiancato un coach argentino, poi a 12 aa ha fatto sei mesi con Piatti (sotto Ceragioli), poi e’ tornato a PSGiorgio con una coach argentina che era malvista a bradenton (forse perche’ fumava come una turca…) e infine e’ passato sotto Infantino e Medica … A Bradenton ci va solo per preparare EH e Orange Bowl…arriva a ottobre e riparte subito per fare 3-4 tornei in sudamerica, poi ritorna e si allena 3-4 settimane, poi va via prima di Natale e non si fa piu’ vedere…quest’anno e’ stato un mese in Argentina e il resto in Italia … La Bollettieri academy e; una struttura che non ha pari al mondo per quanto riguarda facilities e organizzazione, ma nella costruzione di GQ bisogna dare il merito anche agli altri e,direi, soprattutto se non esclusivamente…ai GENITORI.I veri architetti, supervisors, managers, assemblatori del progetto. Poche palle e quel che e’ giusto e’ giusto.

  21. Stefano Grazia

    Comunque non fa il Singolo, fa ‘solo’ il doppio.Per me scelta giusta. Sentiamo cosa dice ora nikolikkio che ultimamente deve sempre fare le contorsioni per giustificare quanto lui stesso si lascia scappare in precedenza …

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