Nedovyseov, dal College ai Top-100

di - 29 Ottobre 2013

di Guido Pietrosanti

Il ricco torneo challenger disputato la settimana scorsa in Russia, a Kazan, ha portato per la prima volta nei top 100 del ranking Atp il vincitore Oleksandr Nedovyesov, nato in Ucraina nel 1987.

Nedovyesov inizia la sua carriera ottenendo discreti risultati a livello juniores, raggiungendo la posizione numero 33 della classifica Juniores e vincendo anche il torneo junior di Prato nel 2004, battendo il nostro Marrai in finale. Nello stesso anno ottiene anche la sua prima classifica Atp, grazie ad una WC ottenuta nel challenger di Kiev, nella sua Ucraina, quando ancora i primi turni davano diritto ad 1 punto Atp. La prima vittoria tra i professionisti però arriva solamente nel 2005 quando, in diversi tornei future in Romania, nel mese di maggio, ottiene le sue prime vittorie e i suoi primi piazzamenti nel circuito future. Sul finire dell’anno, Nedovyesov riesce a raggiungere i quarti di finale nel torneo challenger di Kiev chiudendo la stagione intorno alla 500esima posizione Atp, poco dietro al suo coetaneo Gianluca Naso, che quell’anno chiuse al numero 445 del ranking.

La stagione 2006, inizia piuttosto male, e si conclude con una classifica intorno alla 600esima posizione, molto vicina a quella della stagione precedente. Unico lampo di quell’anno, la vittoria, nel mese di agosto, del suo primo future in Romania. Forse proprio a causa della stagione 2006 deludente, l’ucraino decide di iscriversi all’università negli Stati Uniti, dove ottiene una borsa di studio e dove riesce ad allenarsi e a giocare con continuità all’Oklahoma State University. Nel  2007 gioca solo 3 future raggiungendo una semifinale in Bielorussia mentre nel 2008 gioca solo il challenger di Tulsa in Oklahoma, negli Stati Uniti, qualificandosi e passando un turno nel tabellone principale. Anche nel 2009 gioca solamente il challenger di Tulsa ma questa volta, dopo aver passato nuovamente le qualificazioni, si ferma al primo turno del tabellone principale.

Nel 2010 intensifica la sua attività internazionale e a giugno si iscrive al future Serbia F1 dove, partendo dalle qualificazioni, finisce per vincere il torneo. Quell’anno Oleksandr raggiunge anche la finale nel future Bielarussia F1 nel mese di agosto e di nuovo il secondo turno, dopo aver passato le qualificazioni, nel challenger di Tulsa, risultati che gli fanno chiudere la stagione al numero 550 atp. Ma evidentemente non era ancora abbastanza per decidere di dedicarsi interamente al tennis professionistico perché nel 2011, gioca un solo torneo future negli Stati uniti, perdendo al secondo turno, e precipita nuovamente nel ranking Atp. Ma nel 2012, finita l’università e ottenuta la laurea in Economia, l’ucraino inizia la stagione concentrandosi esclusivamente sul tennis. I primi future giocati nella sua Ucraina danno segnali incoraggianti visto che al terzo tentativo, nel mese di marzo, vince il torneo Ucraina F3, battendo il nostro Galovic in finale. Subito dopo vince anche il torneo Turchia F13 e poi a giugno Turchia F22. A luglio è la volta del future Armenia F22, e poi dei quarti di finale nel challenger di Astana in Kazakistan, seguiti subito dalla semifinale a Samarcanda in Uzbekistan che lo porta nei primi 300 giocatori del ranking. Ancora qualche buon piazzamento nel circuito challenger lo porta a ridosso dei primi 200 alla fine del 2012.

Il resto è storia recente e i miglioramenti dimostrati nel 2012 vengono confermati tutti anche nel 2013. A giugno arriva la prima vittoria challenger nel torneo di Praga, seguita da quella del ricco challenger di Stettino, in Polonia. Ad ottobre la qualificazione per il tabellone principale del torneo Atp di Mosca gli permette di “assaggiare” per la prima volta il circuito principale e con la vittoria nel challenger di Kazan della settimana scorsa, l’ingresso nei top 100 al numero 99, diventa realtà.

In soli 2 anni, Nedovyesov è riuscito ad entrare nei primi 100 giocatori del mondo partendo dal numero 1513 di fine 2011.

A febbraio del prossimo anno l’ucraino compirà 27 anni che non sono tanti, ma non sono nemmeno pochi per uno sportivo. Forse qualcuno potrebbe pensare che se si fosse dedicato completamente al tennis fin dall’inizio avrebbe raggiunto questi risultati già da tempo. Ma forse, senza i sacrifici e l’esperienza umana del college americano, non sarebbe mai diventato quello che è diventato adesso, perdendosi tra tornei future, senza mai compiere il definitivo salto di qualità. E’ impossibile sapere cosa sarebbe successo se non avesse fatto la scelta di andare a studiare negli Stati Uniti. E probabilmente non esiste nemmeno una “retta via” uguale per tutti. Per il tennista Nedovyesov, il percorso all’università ha sicuramente funzionato. E probabilmente, ha funzionato anche per l’uomo Nedovyesov!

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11 commenti

  1. bernie

    Gran bel pezzo! Complimenti. Mi piacciono tantissimo queste storie e questi spaccati di vissuto sportivo e scolastico.

  2. Guido

    Grazie! In effetti, qualunque cosa succeda alla sua carriera nei prossimi anni, direi che la sua è una bella storia. Di vita, oltre che di tennis!

  3. “Per il tennista Nedovyesov, il percorso all’università ha sicuramente funzionato. E probabilmente, ha funzionato anche per l’uomo Nedovyesov!”

    Ha funzionato per la persona Nedovyesov e quindi ha funzionato per tutto quello che Nedovyesov fa, tennis compreso.

  4. cataflic

    Tutto bello, ma che fine fa poi uno che si è laureato a 25 anni e inizia a cercare lavoro a 33/34 dopo molti anni di tennis pro??
    La laurea ha ancora significato?
    Esistono precisi percorsi di laurea che permettono di “spendere” il titolo grazie alle conoscenze/capacità acquisite giocando a tennis a livello internazionale?

  5. Guido

    Cataflic, sai quanta gente in Italia si laura intorno ai 30 anni e comincia a cercare lavoro a quell’età SENZA aver fatto il tennista professionista prima? E poi la laurea può comunque servire come piano B nel caso non si riesca ad entrare nei 100 come l’ucraino, prima dei 33-34 anni. E infine, il fatto di aver fatto il professionista e aver girato il mondo, immagino che permetta di costruirsi una rete di contatti e di opportunità maggiori di chi ha solo studiato e non ha visto niente fuori dalle aule dell’università.

  6. andrew again

    ehm… ok… però consideriamo che non è che sia entrato 3a categoria e sia uscito Top 100…

    questo era già in rampa di lancio, poi ha fatto una scelta diversa…

  7. Guido

    Be’ in rampa di lancio fino ad un certo punto. Il suo best ranking junior è stato 33. Quanti di quelli che sono arrivati al massimo numero 33 junior sono poi entrati nei top 100? non credo tanti….

  8. Alessandro Nizegorodcew

    @andrew e guido
    Credo che la verità stia nel mezzo. Numero 33 under 18 è una classifica piuttosto buona. Non si può dire di certo che fosse un predestinato, ma un potenziale ottimo giocatore si.

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