Lacrime e sorrisi. La carriera di Pavel Kotov può essere riassunta così. A giugno 2024 si era issato in Top 50, riuscendo a ottenere risultati straordinari. Poi, il crollo. Un anno di buio, tra sconfitte, guai fisici e provvedimenti disciplinari che l’hanno costretto a scivolare oltre la posizione numero 450 del ranking. Un 2025 da dimenticare, e una nuova stagione dal sapore di rinascita per Pavel: quando sente il profumo di vittoria si ispira come un bucaniere con l’odore della polvere da sparo. Già tre Challenger vinti – l’ultimo al 50 di Wuning, in Cina – con la Top 250 ora a un passo. Per lo zar è tempo di riprendersi ciò che aveva perso.
Il ragazzone russo
Nato a Mosca, classe 1998, Pavel ha iniziato a volteggiare la sua racchetta su un campo a quattro anni, su spinta della madre. Proprio la mamma, da sempre, ha un ruolo fondamentale nella vita del figlio, dentro e fuori dal campo. Il russo provò la boxe, ma la scelta definitiva fu della madre, che scelse il tennis. Nei tornei minori seguiva Pavel come un’ombra, facendo su e giù tra le tribune nonostante i cambi campo. Iconica è rimasta la scena del cambio del grip alla racchetta del figlio durante il match con Sinner al Roland Garros 2024. Di certo, non le si può rimproverare di non aver creduto in lui. Una figura presente, tanto quanto quella del padre. Fu proprio grazie a due magnati russi, conoscenze di papà Vyacheslav (architetto), che Pavel riuscì a sbocciare quando prize money e piccoli sponsor ancora non bastavano. In campo, invece, ad aiutarlo era il suo storico coach Ivan Polyakov, scomparso nel marzo del 2023 a causa di un cancro, a soli 29 anni. Pavel è un ragazzone dall’animo duro: 1,91 m di altezza e quasi 90 kg di peso, per un gioco fatto di colpi da fondo massicci, potenti e pesanti, che rispecchiano perfettamente la sua struttura fisica non proprio apollinea.
Dalla cima al fondo
Nell’ottobre del 2022 raggiunge per la prima volta la Top 100 e tocca l’acme a giugno del 2024, in quel Roland Garros dove, in una partita da sogno, riuscì a imporsi su Stan Wawrinka dopo essere andato a segno anche contro Cameron Norrie. A fermare la sua corsa nello Slam parigino fu Jannik Sinner, mattatore in quell’occasione con un netto 3-0. Poco contava la sconfitta: Pavel era appena entrato nei migliori 50 del mondo e si era giocato il match più importante della sua carriera al Philippe-Chatrier, contro il talento azzurro. Sembrava essere l’inizio, o quantomeno il proseguimento, di una storia ricca di successi. Così non fu. Perché più in alto è la salita, più è dolorosa la caduta. E mentre il mondo del tennis aspettava l’ascesa e la consacrazione definitiva di Pavel – non più come un underdog, ma come giocatore affermato – il russo sprofondò. E il tonfo fu forte.
Nel 2025 nessun titolo e, tra aprile e settembre, una striscia di risultati negativi con ben nove sconfitte consecutive, tutte al primo turno. Il buco nero del ranking non lo ha perdonato. Scivolato via dai vertici mondiali, Pavel è ripartito dal basso, tornando a farsi le ossa per ritrovare la fiamma del coraggio.
Il 2026 come anno di rinascita
Da gennaio 2026 (fino a oggi), il 27enne di Mosca sembrerebbe infatti essere rinato. Al Challenger 50 di Coblenza è tornato al successo e la sua gioia è tutta racchiusa nell’esultanza dopo lo scambio finale: mani al cielo e occhi chiusi. Per Pavel, una liberazione. Con la mente più sciolta, lucida e con meno pensieri negativi a gironzolargli nella testa, Kotov si è rimesso a caccia di punti e di titoli e, in soli quattro mesi, ha scalato più di duecento posizioni nella classifica globale.
Il Challenger 75 di Cherbourg è stato una lotta continua: ogni scambio, ogni colpo pesava come un macigno. Ma Pavel ce l’ha fatta e ha trionfato all’atto finale contro Filippo Romano, mettendo in bacheca il secondo trofeo stagionale, confermandosi inoltre bestia nera per gli azzurri. Contro il russo hanno perso giocatori del calibro di Cobolli, Musetti, Sonego e Fognini. E in Italia Pavel ha conquistato, tra il 2021 e il 2022, ben tre titoli Challenger. Il tricolore ha un posto nel suo cuore.
L’ultimo e più recente trionfo a Wuning è l’ulteriore conferma che Pavel possa finalmente essere tornato. Con a fianco la onnipresente mamma e un obiettivo fisso, anche per il suo ex coach, a cui Pavel dedica ogni trionfo. Il mondo del tennis lo attende ancora a braccia aperte. Del resto, non conta quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi. E, come nella vita, anche nel tennis ci sono alti e bassi, momenti di chiaroscuro. Ora però basta lacrime, perché Pavel ha ritrovato i sorrisi.