Roland Garros 2026, Cobolli sul ritiro di Arnaldi: “Lui un esempio per tutti, ho quasi pianto”

Luca Innocenti
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Flavio Cobolli - Foto Patrick Boren Starface IPA

Flavio Cobolli si è detto felice a metà per la sua prima finale Slam. Difatti il romano accede alla finale del Roland Garros 2026 in virtù del ritiro di Matteo Arnaldi debilitato da un malessere che lo ha fatto stare male per tutta la notte. Cobolli ha detto: “Onestamente è molto difficile anche per me, ho quasi pianto perché quando ho ricevuto la notizia ero davvero triste per lui”. Flavio rivolgendosi direttamente a Matteo ha aggiunto: “Volevo ringraziarti per quello che hai fatto questa settimana, sei stato davvero d’ispirazione e per me sei un vero esempio anche fuori dal campo”. 

Cobolli ci ha tenuto a sottolineare il grande percorso dell’altro italiano: “Hai dimostrato il tuo vero valore lottando per ore in campo, sono sicuro che sarebbe stata una bellissima battaglia e spero che avremo un’altra occasione”.  Al tempo stesso Flavio ha riconosciuto anche il suo traguardo sportivo: “Io e il mio team ci siamo abbracciati per la Top 10, è una ruotine che abbiamo per ogni best ranking però sono felice a metà”. Sul suo ingresso in Top 10 ha raccontato: “Sognavo di stare dove sono ora, ogni persona mi ha dato qualcosa”. In particolare ha ammesso scherzosamente di avere un conto in sospeso con suo padre: “Mi ricordo che disse ad un addetto ai lavori che non sarei entrato in Top 30 e che la mia carriera sarebbe stata buona ma non eccellente, questa gliela faccio pesare!“. 

Finale con un avversario speciale

Per quanto riguarda la finale, il neo Top 10, ha rivelato di avere un rapporto speciale con Alexander Zverev a cui contenderà il titolo. Cobolli ha raccontato: “Tra i grandi è la persona che ho più come riferimento, mi aiuta ogni volta che ne sente il bisogno anche parlando di cavolate e non solo di tennis”. Un rapporto speciale, immortalato alla perfezione da un aneddoto: “Suo fratello mi ha regalato una maglietta di Kane”. L’italiano però si è detto consapevole di non dover pensare al loro bel rapporto quando sarà il momento di contendersi il Roland Garros 2026: “Zverev mi ha detto che dovrei lasciargli la partita, ma non accadrà, per due giorni bisogna pensare solo a sé stessi”.

 

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