Matteo Arnaldi ha parlato in conferenza stampa del suo ritiro arrivato pochi minuti prima della semifinale del Roland Garros 2026: “Dopo cena ho iniziato a non sentirmi bene ma pensavo di non aver digerito, invece ho vomitato all’una di notte e anche stamattina”. Poi il sanremese, comprensibilmente abbattuto ha ammesso: “Ho chiamato il dottore sperando fosse qualcosa che poteva rientrare, ma ogni volta che provavo ad alzarmi mi sentivo male“.
“Credo sia una sorta di virus, perché sentivo freddo penso di aver avuto febbre durante il giorno, non potevo muovermi, non potevo mangiare, non potevo bere – ha raccontato Arnaldi -. Mi scuso per chi aveva il biglietto per vederci, sono contento per Flavio che sarà in finale”. Poi il classe 2001 ha aggiunto: “Ritirarsi prima della prima semifinale Slam in carriera è una cosa che non augureresti a nessuno”.
Provarci fino in fondo
Giocatore grintoso e lottatore, Arnaldi ha provato fino alla fine a scendere in campo, come raccontato in conferenza: “Ci ho provato fino alla fine, ma quando alle 18 ho visto Flavio in spogliatoio ho capito che non sarei riuscito a giocare e gliel’ho detto”. Con enorme onestà ha aggiunto anche: “Abbiamo preso questa scelta perché non aveva senso per me, per come sono disidratato, nemmeno per Cobolli e per le persone del pubblico“.