Wimbledon 2026, Sinner: “Abbiamo capito cosa è successo a Parigi, potrebbe risuccedere”

Francesco Petrucci
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Jannik Sinner - Foto Chine Nouvelle/SIPA

Abbiamo capito cosa è successo a Parigi: potrebbe risuccedere sì. Perché non è che c’è una soluzione, è una cosa più ampia. Stiamo facendo le cose al meglio, sperando non risucceda. Se poi dovesse venire di nuovo fuori abbiamo capito che non è la strada giusta. Vedremo. Oggi risparmiare energie era buono per un recupero fisico“. Queste le parole di Jannik Sinner in conferenza stampa al termine del successo per 7-6(4) 7-6(2) 6-4 contro Nuno Borges nel match valido per il secondo turno a Wimbledon, che torna, quindi, su quanto successo lo scorso maggio al Roland Garros. Il numero uno del mondo ha poi analizzato la propria gara, elogiando il proprio avversario e la sua capacità di essere letale al servizio: “Match duro. Entrambi abbiamo servito bene nei primi due set, lui, in particolare, era molto preciso. Ho provato a stare un po’ più aggressivo, a volte ha funzionato altre no. C’è margine di miglioramento, ma non cercavo la perfezione alla seconda partita su erba. Posso migliorare i movimenti e nella seconda di servizio sto provando a essere un po’ più aggressivo. Però ho avuto una performance migliore in questo match“. In una partita molto equilibrata nei primi due set la parola d’ordine è stata ‘concentrazione’, essenziale per evitare complicazioni: Concentrazione alta perché se vai giù di un break è difficile recuperare. La prima partita era diversa, c’erano più scambi, c’erano più errori. Oggi sentivo di essere meglio nello scambio. So anche io che non è stata la miglior partita, ma era importante usare meno energie possibile e sono riuscito a farlo”.

Anche Sinner è umano

All’interno del match, l’altoatesino ha avuto un piccolo momento in cui è risultato poco sereno. Assolutamente nella norma, vista l’impossibilità di essere perfetti per l’intera durata dell’incontro: “Normale innervosirsi ogni tanto, non si possono giocare tutte le partite in modo perfetto. A volte un po’ indeciso con certe scelte, però è normale, ho provato ad essere più aggressivo, non funzionava. Dobbiamo parlare con il team e prepararci al meglio per la prossima”

Ragionamenti interni e prossimo avversario

Quando hai una caduta come quella, il risveglio del giorno dopo non è stato perfetto ma ho recuperato molto bene. Nessun issues, mi sento bene. Posso fare un po’ meglio su tutti i colpi”. Queste le dichiarazioni di Sinner riguardo la caduta del primo turno contro Miomir Keacmanovic, che aveva destato inizialmente molta preoccupazione, ma che poi si era rivelata nulla di che. Il suo prossimo sfidante sarà Jenson Brooksby, già affrontato nel 2021 all’ATP 500 di Washington, dove vinse l’azzurro: “Sarà un match diverso da oggi. Sono 5 anni che non giochiamo contro, siamo entrambi giocatori diversi. Vedremo come andrà”.

Paragone con il golf

Proprio come il tennis anche il golf, secondo Sinner, ha una componente mentale che risulta decisiva, rimanendo comunque due sport differenti: “Gioco troppo poco a golf. Da fuori mi ha fatto molto piacere che c’è Rory perché è un fenomeno per quello che sta facendo. Abbiamo parlato un po’ di cose generali. Credo sia molto mentale il golf, anche il tennis lo è. Però sono due sport diversi e mi fermo qua perché non gioco abbastanza”.

 

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