Priscilla Hon, una nuova stella del tennis australiano?

di - 4 Aprile 2016

Priscilla Hon 2

di Daniele Sforza

Quando si parla di giovani talenti, che sia nel tennis o che sia in un qualsiasi altro sport, c’è chi aspetta ad esprimere la propria opinione e chi invece espone chiaramente il suo pensiero. È quello che ha fatto Nicole Pratt, coach della neo australiana Daria Gavrilova, che ha descritto così la tennista di cui andremo a parlare: “Priscilla è sempre stata sotto gli occhi di tutti gli appassionati della nostra nazione, ha il talento, un gioco a tutto campo che le dà tante possibilità di scelta e avendo queste opzioni già da ora, con il tempo capirà come sfruttarle al meglio. Il suo servizio è migliorato, è più solido, e sento come lei stessa stia cominciando a capire come comportarsi in campo dal punto di vista tattico, qualcosa che sfrutterà con una maggiore esperienza.”

Parliamo di Priscilla Hon, australiana a tutti gli effetti nonostante le evidenti origini asiatiche (i suoi genitori e le sue sorelle sono infatti emigrate da Hong Kong a Brisbane prima che lei nascesse). “Ho iniziato a giocare a tennis grazie a mio padre, andavo spesso a guardarlo mentre partecipava a dei tornei sociali e così ho iniziato a conoscere ed amare questo sport.”

Con il tennis è stato un crescendo e subito sono arrivati tanti successi, soprattutto in doppio con le vittorie a Porto Alegre e in Italia, nel più prestigioso dei tornei juniores, il Bonfiglio. “I più bei ricordi sono legati ai tornei Slam juniores ma il mio luogo preferito è stato Porto Alegre, in Brasile, durante uno degli eventi più importanti del circuito junior. La posizione, il cibo, l’hotel e tutto quello che c’era intorno era davvero fantastico, poi quando c’è la maggior parte dei tuoi amici del tour non puoi che divertirti. La più grande differenza che ho notato finora tra i pro e gli juniores è quella mentale, esclusi i top a livello junior che arrivano al livello dei pro, gli altri possono regalarti qualcosa durante la partita, nei pro questo non accade quasi mai.”

Il 2015 è iniziato non nel migliore dei modi, nessuna vittoria fino a marzo, ma poi nel 15 mila dollari di Mornington è arrivata una splendida doppietta, con la vittoria del torneo in singolo (partendo dalle qualificazioni) e in doppio con la connazionale Patterson. Il tour estivo europeo tuttavia non aveva portato risultati importanti, anzi, aveva alimentato dubbi sul livello di gioco. Poi il super finale di stagione, con la vittoria del primo 25 mila dollari e dei campionati nazionali under 18 che le hanno garantito la wild card per il main draw degli Australian Open. “Prima di vincere il 25 mila dollari a Brisbane, devo ammettere che cominciavo a confrontarmi con le altre tenniste della mia età, pensavo che loro avevano già vinto tornei importanti e raggiunto buoni livelli, cosa che io non avevo ancora fatto e per questo mi sono messa davvero molta pressione addosso. Quando ho vinto il primo 25 mila dollari mi sono sentita bene, sembrava stessi andando nella direzione giusta e mi sentivo vicina a raggiungere i miei obiettivi. Quando ho continuato a giocare così, a vincere i campionati nazionali under 18 e a conquistare la wild card per gli Australian Open non riuscivo nemmeno a realizzare quanto fossi contenta. Non sono riuscita a dormire bene per almeno una settimana,” aggiunge con una risata, “e ogni giorno dovevo convincere me stessa che tutto questo era reale! Ora sento la pressione ma, come ho detto prima, sono io stessa che tendo a mettermi pressione per riuscire a fare meglio.”

Un 2016 che è partito con un piccolo incidente di percorso: “Prima degli Australian Open mi sono infortunata alla caviglia e quindi, nei 10 giorni di preparazione al torneo, non ero nemmeno sicura di giocare. In campo perciò ero semplicemente contenta di essere li, nonostante non potessi essere al meglio visto l’infortunio.”

E per chi non abbia avuto la possibilità di vederla all’opera nei campi di Melbourne, la 17enne australiana descrive il suo stile di gioco. “Credo di essere una giocatrice a tutto campo, provo a variare il più possibile usando lo slice evitando quindi di tirare sempre piatto e forte. Il mio allenatore è Chris Johnstone e credo di dover migliorare più dal punto di vista mentale in modo da riuscire a giocare in modo più intelligente.”

E dallo stile di gioco possiamo intuire anche la tennista preferita dalla giovane. “Mi ispiro molto alla Halep, mi piace davvero il modo in cui gioca. Cerca sempre di non dare alla sua avversaria il tempo per giocare il colpo, provando sempre a colpire in anticipo. Nel circuito maschile il mio tennista preferito è Federer.”

Dicevamo della trasferta europea a metà stagione che l’ha vista passare anche per l’Italia, nel resort del Forte Village a Santa Margherita di Pula per i vari tornei da 10 mila dollari. “Amo l’Europa e in particolare l’Italia, mi piacciono le persone e lo stile di vita, per non parlare del cibo, la pizza e la pasta sono indescrivibili e devo dire che nonostante il loro sapore ho cercato di mangiare il meno possibile per evitare di prendere troppi chili.”

Un movimento quello australiano che vede tante giovani di buon livello, tutte ispirate agli esempi delle tenniste che rappresentano ora la nazione in Fed Cup e nelle manifestazioni più importanti. “Penso che sia veramente positivo per la nostra generazione guardare tenniste come Stosur, Gavrilova, Dellacqua… Non ho mai visto giocare Jaimee Fourlis (recente vincitrice di un 25 mila dollari, ndr) perché viviamo in stati differenti ma mi alleno con Kimberly Birrell, siamo buone amiche e sia in campo che fuori ci motiviamo l’una con l’altra. È difficile dire chi tra le varie giovani australiane arriverà prima o chi dopo, io spero che prima o poi tutte arriveremo insieme in alto nel ranking Wta.”

Abbiamo parlato del 2015, intenso non solo per gli impegni nel circuito professionistico e juniores ma anche per gli impegni scolastici. “Ho finito la scuola lo scorso anno e per questo è stato abbastanza complicato come anno, allenarsi, andare a scuola e poi tornare ad allenarsi non è stato semplice. Non ho avuto molto tempo per riposare o per me stessa e durante i viaggi ero sempre impegnata a studiare. Penso sia veramente importante avere un’educazione scolastica, soprattutto nel caso in cui in futuro la tua carriera tennistica non vada come programmato, che sia per diversi motivi, da un incidente o a un infortunio.”

Ora che l’impegno scolastico è terminato, infortuni permettendo, gli obiettivi della giovane di Brisbane sembrano abbastanza chiari e non esagerati. “Quest’anno voglio migliorare il mio gioco ed entrare nelle top 200, in futuro si vedrà.  Il sogno è quello di diventare numero 1 o di entrare in top 10…”

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