Record agli antipodi e nuove teorie sulla “Legge Tommasi”

di - 26 Giugno 2009

Raemon Sluiter

di Luca Brancher

Sì, lo ammetto, avevo commesso un errore. Sarà stata distrazione o semplice sottovalutazione, ma quando, nello scorso numero di questa rubrica avevo definito Alexandra Riley la tennista – considerando ambito maschile e femminile – con la serie di sconfitte più lunga in corso, sbagliavo. Perché non avevo ancora presente l’impressionante ruolino di marcia del russo Alexey Filenkov, che con i suoi 17 primi turni consecutivi guida al momento sulla diciottenne statunitense. Gli ultimi quattro k.o sono stati collezionati in Egitto, dopo essere stato anche in India ed in Uzbekistan: viaggiare non è sempre sinonimo di “punti facili”, a tutto c’è un limite. Se pensate però che per il gigante russo (sfiora quasi i 2 metri) l’acquisizione di un ranking Atp sia un miraggio, siete voi a sbagliare: perché Filenkov al momento è il numero 860 del ranking, dopo essere stato il 780esimo giocatore al mondo solo 5 mesi fa. Rigetto tennistico, falle del sistema di classificazione oppure livello infimo di alcuni tornei cui ha partecipato? Il tempo ci darà una risposta sulle sorti di questo 27enne russo.

Chi non ha bisogno di presentazioni è Raemon Sluiter, recente finalista al torneo di Hertogenbosch, come tutti voi lettori di quest’articolo saprete. Non è mia intenzione incensare il giocatore che raggiunge una finale al primo torneo Atp dopo 16 mesi di allontanamento dal circuito maggiore, vorrei soltanto far notare quanto sia paradossale che anche la precedente prestazione di Sluiter in ambito internazionale, pur riferendoci a tornei ITF, era stata una finale, il mese precedente, nel terzo 10.000$ ceco, dove venne sconfitto da Adam Kellner. La strada da Jablonec, città in cui si svolse questo future, a Hertogenbosch non è così breve, e non solo metaforicamente. C’è chi però preferisce non spostarsi eccessivamente, di torneo in torneo, ma mantenere alte le proprie chances di vittoria, come Johannes Ager, che citiamo per un paio di motivi.

Il primo è che l’austriaco è il giocatore ad aver vinto un titolo in questo 2009 col minor numero di partite giocate, 11, frutto delle tre sole partecipazioni negli ITF di Bergheim ad inizio anno. Il 24enne Ager, che a fine anno dovrebbe disputare la serie A1 con Pistoia, è un giocatore di sicuro talento che ha abbandonato le velleità di fare sul serio col tennis professionistico 3 anni fa, ma nel frattempo, pur lesinando le sue partecipazioni ai tornei, non ha mancato di apporre il proprio nome negli albi d’oro: tra luglio 2008 e gennaio 2009 ha giocato soltanto 8 tornei (di cui 1 challenger, il resto ITF), vincendone ben 4, tre in casa e uno nella vicina Germania. Media impressionante che potrebbe venire presto migliorata – anche se è dura – perché, e qui riallaccio il secondo motivo per cui sto trattando di lui, Ager settimana prossima dovrebbe tornare alle competizioni, nel 15.000$+H tedesco di Kassel. E sarà curioso capire se le sue prestazioni resteranno al top, pur giocando solo tornei in Paesi “amici”: ma d’altronde, se dove va vince, perché cambiare?

Tornando all’argomento principe di questo periodo, vale a dire la “Legge Tommasi”, colgo al balzo l’occasione fornitami dal gentile lettore che si è spinto in un’osservazione corretta, perché in effetti, se andassimo a vedere il numero di finalisti e vincitori dei tornei della scorsa settimana, vedremmo come una buonissima percentuale di loro sono stati sconfitti al primo turno del torneo di Wimbledon. Armato di pazienza, sono andato a rivedermi quali fossero stati gli esiti della “Legge Tommasi bis” (visto che tiene in considerazione anche i finalisti) dall’Australian Open 2000 fino ai giorni nostri – solo per i maschi, visto che per quanto concerne il Wta non ho ancora trovato un sito che riporti i risultati storici – ed emerge quanto segue.

il 2009 in effetti ci consegna dati che strizzano un occhio a questo surrogato del Tommasi-pensiero, perché al momento la percentuale di sconfitte al primo turno Slam per giocatori finalisti la settimana precedente è alquanto alta, si parla del 66,67%, ma la bassa base campionaria (solo 9 giocatori rientrano nella statistica) non mi permette di trarre indicazioni universali. Estendendo quindi la statistica agli anni precedenti, come precedentemente spiegato, il risultato di tale elaborazione è alquanto sorprendente: sui 115 casi presi in considerazione, 33 assecondano la teoria, per una percentuale pari al 28,70, molto simile a quel 29,68% trattato nel precedente articolo. Si cambiano le premesse, ma il risultato resta sempre poco significativo. E’ forse un caso?

Chiudo regalandovi dei dati: sono a livello assoluto, quindi prendeteli con le molle, ma voglio illustrarvi, in diversi ranking di mia elaborazione, quali siano i giocatori italiani meglio piazzati e con quali score. Vi ricordo che queste classifiche sono aggiornate coi tornei chiusisi lo scorso weekend

Vittorie Generali Totali: Luigi D’Agord, 42 (5° della graduatoria assoluta)
Vittorie Generali In Main Draw: Matteo Viola, 28 (17° assoluto)
Vittorie Generali in Quali: Lorenzo Giustino, 21 (14° assoluto)

Vittorie Atp Totali: Flavio Cipolla, 24 (14° Assoluto)
Vittorie Atp in Main Draw: Andreas Seppi, 13 (45°Assoluto)

Vittorie Atp in Quali: Flavio Cipolla 20 (1° Assoluto)

Vittorie Challenger Totali: Alberto Brizzi 22 (14° Assoluto)
Vittorie Challenger in Main Draw: Paolo Lorenzi 18 (12° Assoluto)
Vittorie Challenger in Quali: Alberto Brizzi 16 (2° Assoluto)

Vitttorie ITF Totali: Luigi D’Agord 34 (3° Assoluto)
Vittorie ITF in Main Draw: Matteo Viola, 28 (3° Assoluto)

Vittorie ITF in Quali: Lorenzo Giustino, 20 (21° Assoluto)

Giocatore Italiano con Più Presenze in Generale: Potito Starace, 19

Punti in tornei ITF: Luigi D’Agord, 63 (21° Assoluto)
Punti in tornei Challenger: Paolo Lorenzi, 168 (19° Assoluto)

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