Rimpianto Mancino

di - 15 Marzo 2010

Diego Nargiso

In occasione del quarantesimo compleanno di Diego Nargiso, Roberto Commentucci ci accompagna nella carriera del tennista napoletano.. tra emozioni e rimpianti.. Auguri Diego da Spazio Tennis!

di Roberto Commentucci (articolo in partnership con www.tennis.it)

Il Foro Italico, si sa, è uno degli impianti più belli del mondo, ma è anche uno di quelli dove le condizioni di gioco possono cambiare più drasticamente. Di giorno, nel luminoso e bollente maggio romano, si ha spesso bisogno della crema solare e i campi possono diventare molto secchi e veloci, con rimbalzi rapidissimi. Di sera, l’umidità portata dal vicino Tevere e dalla vegetazione del Parco di Monte Mario trasforma gli stessi campi in autentiche risaie. Le palle diventano “gatti”, non camminano più e chiudere un punto diventa un’impresa improba.

Anche per questo, e non solo per la differenza di classifica, erano pochissimi gli appassionati che, in quella dolce serata primaverile del 1988, osavano sperare che la wild card di casa, il semisconosciuto Diego Nargiso, un imberbe 18enne, attaccante mancino, napoletano, tipico giocatore da serve & volley, n. 231 del mondo, potesse avere una qualche chance di superare la testa di serie n. 11 del torneo, il fortissimo spagnolo Emilio Sanchez.

Già, Emilio, idolo delle donne. Simpatico e sempre allegro, un amicone, ma dentro al campo avversario tostissimo. Gambe, testa e fisico come da tradizione iberica, impreziositi da colpi notevoli: un servizio vario e imprevedibile, un diritto arrotato e pesante, un rovescio tagliato bassissimo e insidioso. Uno dei migliori tennisti del mondo sul rosso.

Vabbè, dai andiamo a vedè ‘sto massacro…” …” Ahò, massacro… magari se la gioca… bene o male l’anno scorso ‘sto Nargiso ha vinto Wimbledon Juniores…” “Chissà magari sull’erba je poteva vince un set…” “Si vabbè, ma sulla terra non ha proprio speranze… De sera, poi…Per me fa due games…”.
I romani ne hanno viste tante, e forse per questo sono gente cinica e realista, tutt’altro che incline al facile ottimismo.

Ma il campo mostra una storia diversa. Il giovane mancino non manca di coraggio. Nonostante il fondo davvero lentissimo, ha ben chiaro in testa quel che deve fare: serve & volley costante, sia sulla prima che sulla seconda palla. Un punto dopo l’altro, il nostro continua ad uscire dalla trincea come i fantaccini sul Carso, gridando “Savoia” e attaccandosi alla rete. E nello stupore generale, tra angolatissimi servizi “slice” e pregevoli volèe stoppate, il ragazzino napoletano si aggrappa disperatamente al servizio per tutto il primo set, annullando una gragnuola di palle break, fino a rifugiarsi nel tie break. Emilio sembra sorpreso. Sicuramente non si aspettava tanta resistenza, ma è comunque fiducioso, e cerca la massima concentrazione: “adesso i punti pesano, adesso faccio la differenza…adesso metto due risposte e mi prendo la partita”.

E invece state a sentire che succede.

Primo punto, serve Emilio da destra. Seconda palla, Diego tenta il chip and charge con il back lungolinea. Palla profondissima. Lo spagnolo, in ritardo, alza il lob, ma subisce un perentorio smash. 1-0 e minibreak

Serve Diego da sinistra: Emilio cerca di proteggere il rovescio, ma incassa un ace al centro. 2 – 0.

Serve Diego da destra. Servizio vincente sulla riga esterna. 3 – 0.

Serve Emilio da sinistra. Scambio lungo sulla diagonale sinistra, finché Diego, in debito d’ossigeno, prova la palla corta di diritto. Traiettoria benedetta, imprendibile. 4 – 0.

Sanchez scuote la testa, incredulo.

Serve Emilio da destra. Seconda palla esterna, altro attacco in back lungolinea di rovescio, doppiato da una volèe vincente di diritto a campo aperto. 5 – 0.

In tribuna stanno tutti con gli occhi spalancati, nessuno fiata.

Serve l’italiano da sinistra. Servizio esterno, risposta alta, voleè incrociata di rovescio. 6 – 0.

Sono 6 set point.

E’ il momento di chiudere. Serve Diego da destra. Prima palla centrale, risposta in back bassissima di Sanchez, voleè smorzata di rovescio, un po’ lunga. Emilio scatta, arriva rabbioso, finta il cross e gioca un passantino lungolinea. Ma Diego si allunga e indovina un perfetto lob al volo. Lo spagnolo riparte a tutta, schiumando rabbia, raggiunge la palla, si coordina e in giravolta spara un violentissimo passante di diritto. Viene punito da un’altra stop volley, questa volta millimetrica. 7 – 0.

Un tie break pazzesco, fatto di soli vincenti, stradominato. Una cosa mai vista.
Il Foro esplode, la gente non ci crede. “Diego, Diego, Diego” si sente gridare fino a Ponte Milvio.

Placata l’euforia, inizia il secondo set. Nargiso annulla ancora una palla break, ma tiene il servizio con un altro paio di discese kamikaze. Sanchez adesso è davvero furibondo, e tiene il suo turno di battuta a 0, con alcune rabbiose frustate di diritto. I più saggi avvertono: “se adesso il nostro prende il break, crolla”.

Ma il napoletano non cede.

Continua testardamente nel suo serve & volley, continua a tenere il servizio. E’ ancora tie break. Adesso la gente ci crede sul serio, urla, pesta i piedi sui tubolari delle tribune, vuole la vittoria.

Sul 3 pari, ecco il punto che decide la contesa: servizio Nargiso, ennesimo slice mancino, al centro. Ennesima risposta bloccata con il rovescio in back di Sanchez. Stavolta sembra vincente. E invece, arriva l’ennesimo miracolo del napoletano, che in allungo disperato indovina la demivolèe smorzata di diritto in diagonale, cortissima, stupenda. Emilio, che pure dispone di due gambe eccezionali, fra le più veloci del circuito, nulla può nel recupero. Delirio sugli spalti.

Ed ecco, fra il pubblico, qualcuno urla: “Aaadriano…” E gli altri seguono, si uniscono al coro, che si gonfia inarrestabile. “Aaadriano…” “Aaadriano…”

Adesso è tutto il Centrale, che battezza il nuovo eroe con il nome del campione più amato.

E’ l’omaggio più bello, il dono più prezioso che il pubblico del Foro possa fare.
Diego, il cuore in tumulto, lo ripaga con un’altra serie di punti fantastici, e il match è suo.

Sanchez, grande sportivo, gli stringe la mano. Più tardi ai cronisti italiani parlerà di “un chico muy talentoso, que tiene un grande futuro”. Là fuori, l’azzurro fa il giro del campo, in trionfo, piange, ride, ringrazia la folla e San Gennaro. Gli appassionati che sfollano dal Centrale, quella sera, sono tutti assolutamente sicuri, dal primo all’ultimo, che il tennis italiano ha trovato l’erede di Panatta.
Il giorno dopo, tra i titoli roboanti dei giornali che ne raccontano l’impresa, Nargiso nel secondo turno si fa sorprendere dal tedesco Osterthun, anonimo numero 74 del mondo, che gli infligge un pesante 60 nel terzo set… Forse si è cantata vittoria troppo presto.

Qualche settimana dopo, comunque, il nostro riceve una telefonata da Ion Tiriac, manager di Becker: “Perché non vieni ad allenarti qui da noi, con Boris. Mi piace molto il tuo gioco d’attacco. Penso che se lavorerai bene sul rovescio, e ti affiderai alle cure dei nostri preparatori fisici, potrai diventare un buonissimo giocatore”. Diego, ragazzo più che benestante, figlio di un immobiliarista partenopeo, simpatico e spiritoso, ma anche un po’ viziato, non sta più nella pelle. Accetta, entusiasta, e parte per la Germania…

…salvo poi presentarsi sistematicamente in ritardo a tutte le sedute di allenamento.

Tiriac all’inizio scuote la testa, bonario, ma poi prende cappello.

Dopo appena 2 settimane l’azzurro è di nuovo a Napoli.

E’ il momento decisivo, lo sliding door della carriera di Diego Nargiso. Che da lì in poi mostrerà solo a sprazzi il suo grande talento, non migliorerà mai il rovescio né gli spostamenti laterali, non riuscirà mai ad andare oltre la 67° posizione del ranking Atp, e finirà per specializzarsi nel doppio, dove soleva esaltarsi nell’atmosfera della Davis, con tante vittorie di grande prestigio, su cui spiccano, luminose, quella del 1991 in coppia con Omar Camporese, contro il fortissimo doppio tedesco Becker Jelen, fin lì imbattuto, e ottenuta per giunta fuori casa, su un rapidissimo tappeto sintetico e quella del 1996 in coppia con Andrea Gaudenzi a Roma, nel gelo del Foro, contro Kafelnikov – Olhovsky.
Negli ultimi anni di carriera, Diego rimpiangerà amaramente la sua immaturità giovanile. Si trasferirà addirittura in Spagna, alla corte di Sergi Bruguera, cercherà di crescere fisicamente e di rendere più solido il suo tennis. Ma sarà ormai troppo tardi per uscire dall’anonimato.
E a noi vecchi appassionati, noi che abbiamo visto, tutto questo fa ancora più male. Perché se uno a 18 anni batte Emilio Sanchez sulla terra umida del Foro, facendo per due ore serve & volley prima e seconda, senza mai perdere il servizio, vuol dire che ha qualità fuori dal comune.
Peccato.
Comunque, buon compleanno, Diego. E’ durata poco, ma finché è durata, ci hai fatto sognare.

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44 commenti

  1. Freddo

    Ha fatto sognare parecchio l’Austria quando giocò contro Skoff….onestamente aveva un buon talento ma era uno dei giocatori con i comportamenti più ridicoli della storia del tennis…solo in doppio alcune volte gioco dei partitoni ed una volta a Key Biscane in cui fece un gran torneo e levò pure un set contro Courier…a parte ciò mi faceva veramente saltare i nervi quando perdeva non c’era una volta che non facesse una sceneggiata a simulasse un’infortunio…mio fratello a Roma insieme ad altri arrivò a fischiarlo pur giocando in casa….
    Una volta fu preso a schiaffi dalla madre in diretta….gli aveva chiesto della scarpe durante una partita in un torneo minore (uno dei tanti tornei estivi che si vedeva su rai 3 e si giocavano in Italia in quel periodo), lei gli le portò subito ma Nargiso si incazzo cq perchè non gli andavano bene, la madre in tutta risposta gli allungò un ceffone…quello si fù un momento in cui mi fece sognare…

  2. Nikolik

    Beh, ci fece sognare sì!

    Non mi pare che tanti italiani abbiano vinto Wimbledon juniores!
    Non mi pare che tanti italiani giocassero meglio sulle superfici rapide piuttosto che sulla terra!
    Non mi pare che tanti italiani siano stati chiamati da Tiriac! Che è uno che non ti chiama se non pensa che tu possa farlo guadagnare, un domani…
    Ha fatto sognare anche Tiriac!

    Sognare ci fece eccome!

    Poi, certo, il fatto che poi non abbia avuto voglia di allenarsi e che tenesse comportamenti erronei in campo, quelli son altri discorsi, quella è la realtà, non i sogni!

    Quando vinceva Wimbledon juniores e batteva Sanchez, beh, ci faceva sognare eccome!

    Sogni traditi e non premonitori, ma sogni.

  3. Freddo

    Nargiso non c’entra niente con Tiriac aveva lo stesso allenatore di Becker agli inizi cioè Gunter Boetsch ma non facciamo confusione Tiriac non è mai stato il manager di Nargiso. Ripeto buon talento, potenzialmente poteva fare molto di più ha anche vinto Wimbledon Junior ma quasi tutti i pari età sono diventati più forti di lui.
    Dove è che ha fatto ottime cose è in doppio in davis per il resto qualche lampo ma una carriera abbastanza mediocre molto al di sotto del suo potenziale. Tra l’altro era un tipo veramente comico si credeva bello ma era orrendo ed in campo riusciva a farsi odiare da chiunque. Il termine far sognare mi sembra esagerato riferito a lui sinceramente…

  4. Freddo

    Cioè non è che se si allenato due settimane con Tiriac significa che faceva sognare Tiriac…è capitato che Djokovic si è allenato con Fanucci e Volandri due settimane…che Fabbiano abbia fatto la preparazione con Nadal…che Sapras si fosse allenato con Lendl in america…Volandri con Moya in Spagna… sono cose abbastanza normali querste colaborazioni tra giocatori….

  5. 6 – “Tra l’altro era un tipo veramente comico si credeva bello ma era orrendo ed in campo riusciva a farsi odiare da chiunque…”

    Ecco, Roberto Commentucci, la pretesa di moderazione ecumenica lascia trapelare queste frasi perplimenti…
    Freddo m’ha “sgridato” al telefono, perché io sarei stato uno che voleva far del male al vostro blog… ma questi attacchi gratuiti ad un ex-giocatore, ad una persona in generale, io li considero…

    Cosa ne pensi, Roberto?!

  6. Roberto Commentucci

    Cari amici.

    Per farvi un paragone tra quello che fece da ragazzino Nargiso e quello che abbiamo adesso, pensate a come ci sentiremmo se l’anno scorso, al suo primo anno under 18, Federico Gaio avesse vinto Wimbledon juniores, se lo stesso Gaio fosse attualmente n. 231 del mondo e se ai prossimi Internazionali d’Italia battesse al primo turno che so, un Fernando Verdasco…

    Su raagazzi, non potete dirmi che non ci ha fatto sognare, Nargiso.

    Che poi in campo non fosse simpatico, che fosse viziato, che si facesse odiare e che non avesse mentalità professionistica sono d’accordissimo.

    Ma da ragazzino era davvero molto, ma molto promettente. Al punto che Tiriac ci aveva fatto un pensierino, prima di arrendersi all’ineluttabile indolenza partenopea di Diego.

    Pensate che oltre un anno prima del match che vi ho raccontato, io lo vidi all’ora defunto torneo challenger del Parioli (aprile 1987). Primo turno, lui 17enne aveva qualche punto Atp ma giocava soprattutto juniores. Gli danno una wild card e gli tocca il fratello di Emilio, Javier Sanchez, che era suo coetaneo, ma a lui molto più avanti in classifica (intorno 150 Atp). Ebbene, fu la stessa storia: Diego, serve & volley dall’inizio alla fine vinse in due set, entusiasmando tutti (sarebbe come se oggi un Eremin passasse il primo turno in un challenger).

    Purtroppo il giorno dopo perse da Edoardo Mazza, un onesto arrotino, B2 del Parioli, senza mai prendere il campo e prendendosela con tutti 🙂

    Ma vi assicuro, che su Nargiso, in quel periodo, si appuntavano tante speranze, e tecnicamente erano tutt’altro che mal riposte. Aveva un servizio di difficilissima lettura, non potentissimo ma preciso e insidioso. Era rapidissimo nella corsa in avanti e aveva una gran copertura della rete, bellissimio gioco al volo, reattività e gran tocco. Da fondo, aveva un discreto dirittaccio mancino, arrotato e pesante, nonostante gli appoggi piuttosto malfermi. I suoi limiti maggiori erano l’assoluta mancanza di fondo atletico (tze…) e di solidità mentale, nonché la leggerezza del rovescio e la scarsa mobilità da fondo campo.

    Ma non era nulla che non si potesse colmare con il lavoro duro.

    Fosse nato figlio di vignaioli veneti, come Furlan, anziché figlio di un miliardario partenopeo, sarebbe probabilmente entrato nei primi 10.

  7. Roberto Commentucci

    Archi, ma che ti ha punto oggi? 🙂

    Pigliatela con Freddo, non con me.

    Io non ti ho mai detto che vuoi far del male al nostro blog.

    Mi limito a ribadirti che qui la linea di moderazione è diversa da quella che facevo rispettare su Ubitennis.

  8. luca

    molto bello roberto
    e chi la sapeva la storia di Tiriac..chissà quanto si è mangiato le mani per quell’occasione.
    di nargiso ho un ricordo solo dal vivo.era l’anno 2000. in portogallo a maia per un futures in doppio in coppia con gaudenzi.s’incazzò parecchio anche in quell’occasione..

  9. andrew

    …ormai Roberto è all’ultimo stadio…

    annusando un calzino di Tarallo potrebbe andare in overdose…

    Di Nargiso, mi ricordo un match dal vivo a S.Marino di qualche anno fa contro l’austriaco Markus Hipfl. Era una sera d’estate e qualche falena ronzava intorno ai giocatori. Colpevole di averlo distratto, una falena è stato rincorsa, racchettata e orribilmente spiaccicata come una sigaretta sul corridoio del doppio dal nostre prode mancino, in un florilegio di parolacce.

    Amen

  10. Andrea

    Il tocco ce l’aveva… non si gioca serve&volley se non si ha un certo talento di fondo.
    Per il resto e’ stato un giocatore odioso del quale mi guardo bene di sentire la mancanza… di Camporese (milgior giocatore italiano del dopo Panatta) sento la mancanza, di Nargiso proprio no. Esprimeva un atteggiamento talmente negativo e un’immagine dell’italiano piagnone e svogliato talmente stereotipati che se ripenso a quando lo si vedeva giocare in TV ai tempi inorridisco (peraltro penso di averlo visto giocare da cani 9 volte su 10).

    Le considerazioni di Commentucci realtive al parallelo tra il Nargiso alle prime armi e il tennis giovanile attuale sono assolutamente veritiere e profondamente deprimenti… se uno come Nargiso ci fa venire la nostalgia allora siamo messi proprio male… ma male male male… e purtroppo e’ cosi’, c’e’ poco da fare.

  11. Freddo

    Era orrendo Nargiso però capisco che per chi non è romano può suonare differentemente, era molto brutto e si credeva bello e poi si faceva odiare….è un parere personale e due affermazioni obiettivamente credo anche realistiche…
    Cq Archipedro non è che faccio il maestro di scuola, io non sgrido, nessuno mi incazzo come tutti gli altri se qualcosa non mi conviene e non penso che vuoi rovinare il blog o cose del genere…solo che in quell’occasione ci furono più situazioni che mi portarono a chiamare come ti ho spiegato…per me è finita lì adesso bene o male mi sembra che si discute tranquillamente e tu sei un membro importante di questo blog…non credo che Roberto volesse farti delle accuse sinceramente, non ce lo vedo se l’hai interpretata così mi dispiace ma non era sua intenzione…poi va beh non è che uno può passare la vita a prendersela. Io non credo di essere uno che offende particolarmente, su Nargiso che devo dire?? Non è che mi fosse particolarmente simpatico, aveva un gioco spettacolare ma poteva fare di più…
    Sul pezzo di Roberto che è molto simpatico e l’ho letto con piacere, su Tiriac ho l’impressione che i giornali all’epoca esagerarono per scrivere una storia ma non ho certezze…però io l’ho vista così due settimane di allenamento con Becker che aveva bisogno di uno sparring, un pò quello che succede spesso anche adesso poi se c’erano altre prospettive non so ma si poteva fare un titolo simile su Fabbiano quando si andò ad allenare con Nadal..

  12. Roberto Commentucci

    No Freddo, non era lì per fare lo sparring, o almeno non solo. Tiriac gli fece un vero e proprio provino, perché credeva nei suoi mezzi e lo voleva mettere sotto contratto.

    La storia fu confermata anche da Roberto Lombardi (uno dei suoi primi coach) che raccontò il tutto durante una telecronaca su Sky, alcuni anni fa, parlando delle occasioni mancate del nostro tennis e di come tutto sommato da Riano fossero usciti anche giocatori di buon livello.

    Effettivamente di quella generazione (68-70) oltre a Camporese e Nargiso c’erano anche Alessandro Baldoni e soprattutto Eugenio Rossi, classe ’68, che aveva gran fisico e ottimo talento, forse più di tutti (fu campione italiano under 16) ma poi fuse di testa e smise.

  13. Kill Bill

    Ma allora….. considerando che …… i risultati giovanili …..Tirrenia vs Riano …. era meglio Galgani di Binaghi ?

  14. Dico un’ultima cosa e poi la chiudo qui.

    Non potete, a mio parere, comportarvi (talvolta) come quel “giornalista” (che scrive, pare, anche sulla Stampa, quello già definito “dei rutti da bar” su ubitennis… quello che stimandosi un intellettuale deride dei giovani tennisti colpevoli di non farlo divertire…), e poi mettervi in agitazione se qualche cultore della materia sportiva critica il sistema nel quale i vostri amici “operatori del tennis” agiscono.
    Se desiderate che siamo tutti educati evitate di schernire i più deboli, gli ex, i non più influenti, accuratamente salvando i figli degli amici e gli amici dei circoli…

    E sulla terribile Federazione di Binaghi, del quale tutti sembrano volere la pelle in quanto massimo colpevole dei fallimenti del settore maschile… quando Nargiso giocava e si comportava… a modo suo… la Federazione era oggetto degli stessi medesimi attacchi? E’ colpa di Binaghi se Bolelli gioca a quei livelli? E’ colpa sua se Seppi ha dato forfait? E’ colpa sua gli allenatori italiani non ottengono risultati da trent’anni? 🙂

    p.s. Non conosco Binaghi, non conosco la FIT… ma guardo i nostri tennisti giocare e mi faccio un’idea sulla loro preparazione sportiva…

  15. Nikolik

    “E sulla terribile Federazione di Binaghi, del quale tutti sembrano volere la pelle in quanto massimo colpevole dei fallimenti del settore maschile… quando Nargiso giocava e si comportava… a modo suo… la Federazione era oggetto degli stessi medesimi attacchi? E’ colpa di Binaghi se Bolelli gioca a quei livelli? E’ colpa sua se Seppi ha dato forfait? E’ colpa sua gli allenatori italiani non ottengono risultati da trent’anni? 🙂 “.

    Bravo Archipedro! Sono d’accordo con te!
    Benvenuto tra noi Federali! Abbracciamoci, tra noi Federali!
    Viva la Federazione Italiana Tennis! Viva il Presidente!

  16. Freddo

    Archipedro però io non capisco, non è che insulto Nargiso se gli dico che è brutto, è un mio parere ma non si può definire un’adone anche se qualcuno diceva che assomigliava a Nicolas Cage…:) poi che ti devo dire? Non lo so ripeto non ho capito dove vuoi arrivare…io in questo blog dico la mia opinione come chiunque altro, non capisco neanche cosa è successo che ti ha fatto innervosire tanto…
    Poi io ho provato a spiegare al telefono cosa era successo…mica me la prendo se qualcuno se la prende con un giocatore o cose di questo tipo in quel caso si creò una situazione particolare come ti spiegai…se poi il fatto che ho scitto che Nargiso era orrendo o non risultava simpatico ti provoca questa reazione non so che dirti…..anche Totò era brutto, non credo che sia un’insulto, magarì anche Totò si credeva bello, è un mio parere, anche Gabashivilli è brutto per me però mi ricordo che aveva una ragazza bellissima, beato lui 🙂 🙂
    Ripeto sei un membro importante di questo Blog e spero che non te la sia presa (è una battuta….) perchè magari qualcuno ha detto che assomiglia a Nargiso 🙂 🙂 Si scherza….

  17. Roberto Commentucci

    Ma io cosa ho fatto Archi?

    Di che cavolo mi accusi?

    Chi ho denigrato, io, me lo spieghi?

    Ho solo scritto un pezzo rievocativo, io. Non ho schernito proprio nessuno.

    Freddo da parte sua, in un commento, ha scritto che secondo lui Nargiso era brutto e antipatico. Ha denigrato qualcuno?

    Lo ha diffamato?

    E soprattutto: tu, lo hai mai visto giocare, Nargiso?

    Infine: che diavolo c’entrano le tue considerazioni di natura social – classista sul sistema dei circoli (considerazioni che peraltro in buona parte condivido anch’io) con un articolo su Nargiso, promessa non mantenuta?

    Un atleta è personaggio pubblico, e nei forum se ne parla, bene o male. Mica avviene solo nel tennis.

    Nei forum di pallavolo non si può scrivere che un giocatore è brutto e antipatico?

    A me era antipatico, da morire, Van Der Meulen, l’opposto dell’Olanda anni ’90, che ci castigava sempre, e che secondo me aveva un modo di colpire la palla nella schiacciata davvero sgraziato e che sembrava non sapere nemmeno lui dove volesse tirare.

    Lo posso scrivere, o sono colpevole di diffamazione?

    Capitolo Federazione.

    Io ho spesso difeso la Federazione, qua dentro, e me ne hanno dette di ogni. Ma se ti azzardi a dire che tanti guai del tennis italiano dipendono da difetti del sistema-paese, ti dicono che stai demagogicamente difendendo, in modo perfido e interessato (io!…), una gestione indifendibile.

    E si, Archi, la Federazione di 30 anni fa era di gran lunga peggioore di questa, perché aveva una fortuna per le mani e la ha interamente dilapidata in nome degli interessi personali, lasciando a questa gestione solo cenere, debiti e distruzione.

    Quella Federazione peraltro era meno criticata di questa perché Galgani era molto più bravo e furbo di Binaghi nelle pubbliche relazioni e nei rapporti con la stampa, sebbene fosse gestore e organizzatore infinitamente meno capace e trasparente.

    Ciò che risponde anche alla perfida allusione di Kill Bill su Tirrenia versus Riano.
    Basta guardare alla dimensione del movimento negli anni 80 e a quella attuale (la platea di potenziali agonisti era molto più ampia di adesso), nonché ai budget federali degli anni ’80, molto ma molto più ricchi di quelli attuali.

    E adesso spero che non saltino su Pedrinho & Luvanor o Azzolini, paladini di Galgani e di Panatta…

  18. La mia umile tesi.

    Quando invitate qualcuno a scrivere, qualche tecnico importante, chiedete lui di non limitarsi a raccontare chi ha allenato e dove lo si può trovare. Chiedete lui di raccontare possibilmente anche COME l’ha allenato…

    Altrimenti, se stiamo ai risultati, il miglior tecnico giovanile italiano é stato quello che ha permesso a Nargiso di vincere Wimbledon junior… 🙂

  19. bogar67

    Io cmq di Nargiso ricordo solo che era un bravo doppista in Davis e che avesse vinto Wimbledon junior, di tutta la sua carriera di singolarista non ricordo neanche una vittoria di prestigio, però io non avevo e non ho ancora adesso la stessa competenza di Commentucci. Ai tempi guardavo solo quello che passava la Rai ed a parte la Davis, di Nargiso non ricordo neanche un incontro degno di essere visto al Foro Italico per gli internazionali.

  20. Lucabigon

    Best ranking del napoletano: n° 67ATP a 18 anni e mezzo nell’ottobre 1988. Succedesse adesso avremmo un campione sicuro…comunque Nargiso aveva doti da attaccante fuori dal comune. Avesse avuto voglia di allenarsi seriamente ed essere allenato come si deve lui sì che sarebbe potuto arrivare molto in alto. E ai tempi mi chiedevo sempre come mai giocasse quasi sempre sulla terra anzichè sul veloce (o velocissimo…). Roberto riusciamo a fare un’ intervista a Diego o è chiedere troppo?

  21. pedrinho&luvanor

    Tranquillo Roberto. Saltero’ sempre fuori quando spari cazzate e ti avventuri in ragionamenti tra disastro Galgani e Tsunami Binaghi.Non te le lascio passare perchè su altri argomenti sei credibile. Su questo no. Un presidente che ha ” una fortuna per le mani interamente dilapidata in nome degli interessi personali, lasciando a questa gestione solo cenere, debiti e distruzione ” deve essere preso (non virtualmente) a calci in culo.
    Invece, quel gran genio di Emiliano Angelo Zapata ha fatto di Galgani il “presidente onorario della Fit”, massima onorificenza che si concede a chi ha dato lustro a una federazione ( forse in quel periodo era in confusione mentale come Seppi). Capitolo trasparenza. Quel pirla di Galgani aveva l’ abitudine di pubblicare ogni anno il bilancio Fit sugli atti ufficiali della rivista federale. Il “trasparente” Binaghi tiene i conti nel cassetto da dieci anni. Possono accedere ai numeri segreti della Fit solo Petrucci e tu se sei un paragnosta.
    Infine,non parlare a sproposito di budget . In precedenti post ho rivalutato ai giorni nostri le cifre che gestiva Galgani, di molto inferiori a quelle che maneggia con grande grande riservatezza il nostro casto e puro . Roberto sei un economista…..fai come Binaghi…..ogni tanto una ripassata…….

  22. Roberto Commentucci

    Ci avrei scommesso mia madre, pedrinho. 🙂

    Guarda caso tu,ex dirigente galganiano, mi giudichi poco credibile solo quando parlo di Galgani.

    Sai benissimo che le esigenze della politica, e i relativi compromessi, portano ad attribuzioni di cariche onorifiche come quella che ricopre il brillante avvocato toscano. Le cifre che tu dici io le so diverse. E comunque a fine anno sarà pubblicato il bilancio FIT, ai sensi del nuovo statuto. Vedremo chi ha ragione.

    Ora arriva anche Azzolini, vedrai.

  23. Roberto Commentucci

    Lucabigon: per le interviste chiederò ad Alessandro, è lui l’esperto. 🙂

    Ci proveremo, si.

  24. sabatino

    @ Roberto-Pedr….
    Roberto ha ragione! In tutta la carriera di dirigente nazionale (Consigliere e Presidente) l’unica Assemblea in cui era assente Binaghi è stata quella in cui è stata conferita la Presidenza onoraria a Galgani! Lo posso affermare per certo perchè sono stato presente, da oltre dieci anni, in tutte le Assemblee!

  25. P&L -

    Vero….hanno fatto tutto a sua insaputa….mentre lui giaceva in un letto di dolore incapace di intendere e di volere.

  26. Kill Bill

    Mah ! io non ne farei un vanto … anzi mi sembra mancanza di educazione e di molto altro…..

  27. andrew

    Giochiamo a Trova l’intruso.

    Uno dei seguenti sport in Italia non è formato da associazioni sportive:

    a) Freccette
    b) Pallavolo
    c) Tennis
    d) Bocce

  28. sabatino

    @ P&L
    Non c’è peggior sordo di quello che non vuole sentire!
    Così ti aveva risposto Roberto e tu essendo stato nel sistema queste cose le sle conosci (anzi ai tempi tuoi ……….):
    “Sai benissimo che le esigenze della politica, e i relativi compromessi, portano ad attribuzioni di cariche onorifiche come quella che ricopre il brillante avvocato toscano.” Non andando all’Assemblea, Binaghi ha mandato un messaggio chiaro su come la pensava su quell’argomento (anche se aveva dovuto accondiscendere ad un tale compromesso!). Poi pensala come vuoi, tanto non sarò certo io a riuscire a far cambiare idea a chicchessia, nè a maggior ragione proprio a te!

  29. bogar67

    Grazie al compleanno di Nargiso, quattro amici cominciarano a scrivere su spaziotennis di rimpianti, Fit, Galgani e Binaghi…………..Ma quando Panatta il 9 luglio 2010 compirà 60 anni (sessanta) di chi scriveremo su questo blog?

  30. Nikolik

    Io veramente non vi capisco.

    A me, ad esempio, non interessa proprio nulla nemmeno sapere chi è il Presidente della FIT.
    Voi personalizzate troppo le questioni.
    Che importa, Galgani o Binaghi?

    A me interessa la Federazione, non il Presidente.
    Se è Binaghi, buon per lui e buon lavoro a lui.

    E’ logico che, finché le norme che regolano una Federazione saranno sempre le stesse, i soldi a disposizione sempre gli stessi ed i limiti giuridici sempre gli stessi, poco veramente cambierà, anche in caso di cambio del presidente.

    Veramente, sorrido e mi fate tenerezza quando vedo che vi scagliate con così tanta violenza contro questo Presidente; perché è proprio evidente, ma evidentissimo, che non si tratta di cambiare persona, quando, poi, ci sono vincoli tali che anche un’altra persona troverebbe le stesse, identiche, difficoltà.
    E cioè: la Davis, la scarsezza di risorse, la scarsezza di praticanti, l’obbligo di fatturare qualunque spesa, ecc. ecc.

    Sarei proprio contento se cambiasse il presidente della FIT, se non altro per vedere le vostre facce deluse, quando vi accorgereste che le polemiche sarebbero sempre le stesse, i problemi gli stessi!

    Insomma, un po’ come è successo per Obama, no? Che delusione!
    Aveva ragione Fidel Castro a dire: ma cosa vi aspettate, è un americano…non esistono americani progressisti, solo americani!

  31. bogar67

    Nikolik, ma chi dovrebbe fatturare queste spese? e che spese? scusa visto che sono della gdf, per deformazione professionale la domanda mi viene spontanea. Io so solo che su sei/sette circoli dove per un torneo mio o di mia figlia ho consumato vuoi un caffè o una bibita al bar non ho visto neanche l’ombra di un registratore di cassa!! Non ho approfondito perchè mi occupo più che altro di P.G. che di P.T., in buonafede e senza studiare la normativa penso che questi baretti all’interno di una struttura sportiva siano esenti e che quei soldi vadano al miglioramento della struttura o del bilancio del circolo ma i dubbi con la tua osservazione mi assalgono, domani chiedo ai colleghi che si occupano del settore! Poi se invece ti riferisci a qualcosa d’altro, io sarei per fatturare tutto quello che riguarda l’attività sportiva dei figli, con una detrazione massima a quello che paghi di tasse annualmente come avviene per le detrazioni sulle ristrutturazioni, sarebbe comunque un bel risparmio e la possibilità di fare qualche torneo fuori regione in più.

  32. gabri

    pensate un po’ che la storia di Nargiso viene raccontata anche qui in accademia, ma al posto di Tiriac ci hanno messo Bollettieri! Non ricordo assolutamente chi sia stato a raccontare a Nicholas di questo italiano che aveva vinto Wimbledon juniores e invitato all’accademia si e’ presentato due giorni di seguito con venti minuti di ritardo e e il terzo sarebbe stato messo su un areo e bye bye…il racconto anche se impreciso aveva un chiaro scopo educativo…non so quanto ne sia felice Nargiso !

  33. Mauro g&f

    Bogart, ignoravo del tutto che panatta fosse nato il 9 luglio, in quella data è nata anche mia figlia. Io invece più modestamente il giorno e mese di seppi.

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