Il Rompi-Palle – Volume 3

di - 4 Novembre 2013

di Andrea Curti

Il pagellone della ricca settimana tennistica firmato da Andrea Curti. Dal dominio di Djokovic al trionfo in Fed Cup.

NOVAK DJOKOVIC – Sesto titolo stagionale, diciassettesima partita vinta di fila; avrà pure perso la leadership mondiale ma chi se ne frega, resta l’uomo da battere. Voto: 8.

ROBERTA VINCI – E’ la Sua Fed Cup. Perché salva baracca e burattini contro le americane e vince col cuore contro la Panova un match praticamente già perso (5/7 2-5 15-40). Encomiabile fino ai crampi e al suo tenero pianto liberatorio. Voto: 7,5.

DAVID FERRER – Si vendica di tutte o quasi le umiliazioni subite dal macho Nadal strabattendolo sul veloce indoor. Un ottimo risultato per il soldatino di piombo. Voto: 7+.

ROGER FEDERER – “Il vecchietto dove lo metto?” recita un antico refrain. Intanto è l’unico ad aver impensierito superNovak. Vedremo in Australia se sarà ancora competitivo, Londra non è il crocevia della sua carriera. Voto: 7.

SARA ERRANI – Porta in scioltezza il punto del 3-0 ma non è la miglior Errani. E se non è in forma è una giocatrice normalissima. Voto: 6+.

CAPITAN TARPISCHEV – Subire undici niet e dover schierare la dodicesima giocatrice nazionale non è il massimo dell’allegria. E lui non lo maschera con quel viso cupo che si ritrova. Però con la compagna Panova avrebbe vinto se la n.12 non avesse avuto il braccino. Poi ha provato a mescolare le carte mettendo una baby prima e una miracolata dopo ma, povero lui, con quella non squadra che si ritrovava, di più non poteva davvero fare. Voto: 6 (ammazza che sfinge!).

CAPITAN BARAZZUTTI – Ha sempre dichiarato di schierare le giocatrici più in forma. Del torcicollo della Vinci ne erano a conoscenza anche i magazzinieri dell’impianto sardo, eppure ha voluto lo stesso rischiare. E’ andata bene per il carattere della Vinci ma l’azzardo è stato davvero esagerato in un contesto in cui chiunque delle quattro poteva battere le finte russe. Voto: 6-.

ALEXANDRA PANOVA – Quando il toro è in terra agonizzante e devi infilare l’ultima bandierina, non puoi tirarti indietro. Lei lo fa e lascia l’arena al toro. Se la ricorderà questa partita, lei che è 136 del mondo. Maturerà? Voto: 5,5.

ALISA KLEYBANOVA – Ci sono cose che vanno oltre una partita di tennis. E’ vero che raccoglie solo due miseri giochi contro la Errani ma, per ciò che ha sconfitto, è stato bello esserci. Comunque. Voto: 5+.

RAFAEL NADAL – Non è consueto per lui perdere, figurarsi da Ferrer. Gara troppo attendista. Voto: 5.

IRINA KHROMACHEVA – Catapultata dalla finale di Wimbledon juniores alla finale di Fed Cup, ben oltre il numero 200 del mondo, ha atteggiamenti da primadonna (grugniti e pugnetti) ancor prima di essere una donna, per la sua tenera età. Con la Kournikova, qualora la volesse imitare, non ha nulla a che spartire, Ana era ben altra cosa. Voto: 4,5.

FRANCESCA SCHIAVONE – Ha scritto a mezzo stampa una letterina quasi per scusarsi di non aver accettato la convocazione, ha preso comunque una decisione coraggiosa e per questo l’abbiamo lodata. Poi però ce la ritroviamo sugli spalti dietro alla Vinci per incitarla in modo non proprio sportivo nei confronti delle avversarie (in ogni caso è coaching) e addirittura in campo a prendere la medaglia prima e a girare il campo col tricolore dopo, insieme alle altre giocatrici (tralasciamo i fanciulleschi gavettoni di fine gara). Insomma, è stata convocata o no? Di certo non è un bell’esempio, nota stonatissima in un contesto di grande euforia. Voto: 4.

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