Jannik Sinner: a Doha partono i tre mesi dell’attacco ad Alcaraz e al numero 1 del mondo

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Jannik Sinner - Foto Tnani Badreddine/DeFodi Images

Jannik Sinner è tornato in campo 17 giorni dopo la sconfitta contro Novak Djokovic a Melbourne. Lo ha fatto in maniera molto convincente, con una prova al servizio davvero degna di nota. La vittoria 6-1 6-4 su Tomas Machac, non esattamente l’ultimo arrivato (ricordate la prova in Australia contro Musetti), e nonostante il forte vento, è stata puntuale, precisa, qualitativa, senza un minimo rischio. Tre punti al servizio nel primo set, tre punti persi al servizio nel secondo set. 70% circa di prime in campo. Un dominio assoluto. In risposta, come ha spiegato lo stesso Jannik a Sky Sport, l’idea è quella di alternare la posizione.

Il lavoro di Sinner

A volte più vicino alla riga, a volte più lontano. Anche per Sinner, così come per chiunque nel tennis a qualsiasi livello, la chiave è sempre quella dell’imprevedibilità. L’avversario non può e non deve essere certo di cosa accadrà dall’altra parte della rete. È per questo che nasce il famoso discorso legato alle variazioni. È quasi più importante che l’avversario sappia che possano accadere 5/6 cose diverse, anziché realizzarle davvero. Sinner ha spiegato di essere arrivato in anticipo a Doha poiché a Montecarlo, tra freddo e pioggia, l’allenamento all’aperto era impossibile. Arrivare presto e adattarsi alle condizioni di gioco, seppur ondivaghe come a Doha, è sempre importante. Ora la sfida a Popyrin, con cui i precedenti sono uno pari. La vittoria dell’australiano, che Sinner ha definito un tennista dalle grandi potenzialità, che serve molto bene e con un dritto preciso e veloce, è però risalente a un’altra era tennistica. Nel 2001, sulla terra in altura di Madrid, Popyrin vinse 7-6 6-2. A New York, lo scorso anno, fu dominio di Jannik in tre rapidi set. L’australiano oggi è numero 53 ATP e Sinner non perde contro un tennista fuori dalla Top 50 dal match contro Lajovic a Cincinnati nel 2023

Corsa al numero 1

Il ritorno in campo di Sinner nel 500 di Doha va a sancire l’inizio del periodo più importante per Sinner in chiave ri-attacco al numero 1 del mondo. Pre-torneo, Alcaraz, anch’egli presente in Qatar, ha 13150 punti, mentre Sinner 10300. Da questa settimana sino al termine di Roma, parliamo del mese di maggio, Jannik potrà solamente incrementare il proprio punteggio nel ranking ATP. Va detto che Alcaraz non dovrà difendere molti punti: 1840 sino al Foro Italico non compreso. Tre mesi per mettere fieno, inteso come punti, in cascina. Lo spagnolo, infatti, ha realmente spiccato il volo proprio da Roma in poi. E quindi, a Roma, avremo lo stato dell’arte… alla pari. La sfida riparte, in questo caso nemmeno a distanza. Anzi. In Qatar, uno accanto all’altro.

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